mercoledì 23 aprile 2014

Al termine di una sbalorditiva seduta il Consiglio del XII Municipio approva all’unanimità la proposta di risoluzione su cartellopoli predisposta da VAS

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/al-termine-di-una-sbalorditiva-seduta-il-consiglio-del-xii-municipio-approva-allunanimita-la-proposta-di-risoluzione-su-cartellopoli-predisposta-da-vas/

Immagine.logo XII Municipio 
Il 16 gennaio 2014 il cons. del XII Municipio (ex XVI) Daniele Diaco (capogruppo del Movimento 5 Stelle) mi ha chiesto per posta elettronica di indicargli eventuali problemi specifici che riguardano il suo municipio, in modo da poterli inserire nella proposta di risoluzione sulla cartellopoli romana che intendeva presentare.
Immagine.Daniele Diaco
Daniele Diaco

Lo stesso giorno gli ho trasmesso la Proposta di risoluzione del Consiglio del XII Municipio, che avevo provveduto ad integrare con specifico riferimento agli impianti cosiddetti “senza scheda”: il giorno successivo il cons. Diaco mi ha scritto che avrebbe provveduto a presentare quanto prima la risoluzione da me elaborata, senza però farmi poi sapere più nulla.
Il 9 marzo 2014 un rappresentante della associazione “Basta Cartelloni-Francesco Fiori” ha allegato la proposta da me elaborata ad un messaggio di posta elettronica trasmesso al cons. di maggioranza Fabio Bomarsi (PD), Vice Presidente Vicario della VI Commissione del XII Municipio (Politiche dell’Ambiente – Decoro Urbano – Politiche della Sicurezza – Politiche delle Attività Produttive, del Commercio, dello Sviluppo Economico e del Lavoro), con cui gli ha chiesto di controllare se il cons. Diaco avesse presentato la sua proposta di risoluzione, perché differentemente poteva essere presentata da lui: il successivo 13 marzo mi ha messo in contato direttamente con lui per poter collaborare assieme alla revisione del testo.
 Immagine.Fabio Bomarsi
Fabio Bomarsi

Il 14 marzo 2014 il cons. Bomarsi si è incontrato con l’assessore al Commercio Francesco Geraci e con il nucleo affissioni e decoro del XII Gruppo Monteverde di Polizia Locale di Roma Capitale, da cui ha saputo che sono 380 gli impianti pubblicitari “senza scheda” installati nel XII Municipio:   assieme hanno modificato l’atto trasmettendomene poi il testo che ho a mia volta proposto di rettificare.
Il 16 marzo il cons. Bomarsi mi ha ringraziato per il “contributo decisamente utilissimo” e mi ha allegato le rettifiche adottate del testo della Proposta di risoluzione su Cartellopoli che il 17 marzo è stata approvata dalla VI Commissione e calendarizzata per essere sottoposta alla approvazione del Consiglio del XII Municipio nella seduta dell’8 aprile 2014.
Il 4 aprile 2014 il cons. Bomarsi ha confermato la convocazione per martedì 8 della seduta del Consiglio Con inizio alle ore 15 e termine entro le ore 16,15 ed ha pregato il sottoscritto ed i rappresentanti di “Basta Cartelloni-Francesco Fiori” di essere presenti: al riguardo ha fatto sapere di aver chiesto ed ottenuto che si sospenda il Consiglio per dare la parola sull’argomento anche se per pochi minuti.
A partecipare alla seduta quel giorno ero l’unico cittadino.
La seduta è iniziata alle ore 15,30, con mezz’ora quindi di ritardo: in questo frattempo mi ha voluto  parlare la consigliera di maggioranza Alberta Maranzano (Sinistra Ecologia e Libertà), che a tenuto a dirmi che già mi conosceva.
Immagine.Alberta Maranzano
Alberta Maranzano

All’appello sono risultati presenti 19 consiglieri ed assenti i rimanenti 6.
Ha chiesto ed ottenuto di parlare la consigliera di maggioranza Francesca Romana Ferri (PD) per esprimere piena “solidarietà ai lavoratori che oggi sono stati vittime di un attacco orrendo”, con riferimento ad un blitz messo in atto la mattina dai movimenti per il diritto all’abitare.
 Immagine.Francesca Romana Ferri
Francesca Romana Ferri

La Presidente del Consiglio del XII Municipio Alessia Salmoni (Lista Civica Marino) ha posto in approvazione i verbali n. 15 e n. 16.
 Immagine.Alessia Salmoni
Alessia Salmoni

Subito dopo ha interrotto la seduta del Consiglio per darmi la parola: sono stato invitato ad entrare  nella sala di Consiglio per avvicinarmi ad un microfono.
Ho ringraziato tutti i presenti ed in particolare il cons. Bomarsi per l’attuazione data ad un esempio di democrazia partecipata, accogliendo un contributo venuto dai cittadini, e per l’occasione che veniva concessa per la 1° volta ad un rappresentante di una associazione ambientalista che è portatrice di interessi diffusi, fra i quali non possono non rientrare quelli di ripristinare il decoro che spetta anche al territorio del XII Municipio e che è al momento infangato da una marea di cartelloni pubblicitari abusivi, come attestano i 380 impianti “senza scheda” accertati dal XII Gruppo Monteverde.
Ho messo in evidenza che è un preciso diritto-dovere di ogni consigliere rispettare e far rispettare la legalità.
Alla ripresa dei lavori del Consiglio, il Presidente ha dato la invitato il cons. Bomarsi ad illustrare la proposta di risoluzione, di cui è stato il primo firmatario.
Ha premesso che si tratta di una risoluzione molto vasta e molto impegnativa, che rappresenta il riconoscimento che si deve a questa città: ha parlato di inefficienza da superare, facendo presente al riguardo che non è mai stata applicata ad esempio la sanzione massima prevista fino a 13.000 euro.
Ha messo in evidenza come già i 5.000 impianti “senza scheda” danno un’idea del degrado a cui si è arrivati.
Ha fatto presente che occorre sollecitare l’Assessore Marta Leonori a far approvare il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) entro il 31 dicembre del 2014 e che in questo frattempo occorre provvedere alla rimozione dei 380 impianti “senza scheda” installati nel XII Municipio, che al momento non risultano essere nemmeno oscurati con il paradosso che continuerebbero ad essere sfruttati per guadagni illeciti quanto meno fino alla fine di dicembre di quest’anno.
Ha messo in risalto come assolutamente scandaloso che dai 750.000 € incassati dalla pubblicità nel 2008 si sia passati ai 150.000 € incassati nel 2012: ha posto in rilievo che occorre andare verso la stessa situazione di qualunque altra città d’Europa.
Dopo aver parlato di “giungla” delle ditte presenti a Roma (circa 300) ha concluso con una domanda ben precisa, che ci sia il decentramento amministrativo che possa portare risorse al Municipio.
Ha quindi chiesto ed ottenuto di parlare il cons. di opposizione Franco Bernardini (capogruppo di Fratelli d’Italia).
 Immagine.Franco Bernardini
Franco Bernardini

Ha esordito affermando che è molto piacevole che il pubblico intervenga, anche se però l’intervento gli è sembrato piuttosto una spiegazione, quasi a voler significare che non ci fosse stata una sufficiente informazione da parte dei consiglieri.
Ha quindi fatto presente che l’argomento della cartellonistica abusiva, che sta molto a cuore al cons. Bomarsi, gli interessa anche per il decoro relativo all’abusivismo del commercio delle bancarelle.
Ha rilevato che “non siamo in grado di far gestire la normativa vigente in materia o per mancanza di volontà politica o per mancanza di forze”.
Con riferimento all’oscuramento della pubblicità fatta sui cartelloni abusivi ha fatto presente che per coprirla “non è che mi posso arrampicare” e si è chiesto “ma se non ci sono i soldi ?” per rispondersi da solo che allora è molto difficile da rimuovere: mi sono sentito in dovere a questo punto di interromperlo, benché non consentito e ripreso per questo dalla Presidente Alessia Salmoni, per chiedergli se conosce il Regolamento almeno nella parte che prescrive l’obbligo di multare non solo <<il titolare di autorizzazione per l’esposizione pubblicitaria e di locazione degli impianti comunali>>, ma anche  <<in via solidale il soggetto richiedente la pubblicità ed il soggetto che produce o vende il bene o servizio oggetto della pubblicità>>.
Il cons. Bernardini ha proseguito sostenendo che “possiamo quindi fare tutti i voli pindarici che vogliamo, ma gradirei che si applichino le stesse regole a tutto l’abusivismo.”.
Ha concluso affermando che “Rutelli non ha saputo sfruttare la massa di finanziamenti che ha avuto. Ce l’hanno detto i Vigili.
Ha chiesto ed ottenuto di parlare il cons. di maggioranza Augusto Rossi (PD).
Immagine.Augusto Rossi
Augusto Rossi

Ha detto che la prima richiesta da fare deve essere quella di incrementare l’organico dei Vigili: deve essere chiesto poi di applicare il massimo delle sanzioni, ricordando che con la legge n. 111/2011  sono state innalzate “da euro 1.376,55 a euro 13.765,50 in via solidale con il soggetto pubblicizzato”.
Ha chiesto ed ottenuto di parlare il cons. di opposizione Gianni De Lucia (Forza Italia)
Immagine.Gianni De Lucia
Gianni De Lucia

È voluto intervenire perché a suo dire ha sentito alcune imprecisioni ed ha voluto rimettere in ordine le cifre.
Nel 2013 il Comune ha incassato 14 milioni ed 800.000, per cui una quota parte potrebbe a suo dire essere destinata alle rimozioni: non posso non far presente al riguardo che si tratta di entrate correnti del bilancio dell’amministrazione comunale prelevando dalle quali di commetterebbe una “distrazione di fondi pubblici”.
Ha fatto presnete che l’unico fatto oggettivo è la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013 che ha modificato al Deliberazione della Giunta Capitolina n. 116 del 5 aprile 2013.
Il cons. Gianni De Lucia ha ricordato l’inchiesta che alla fine del 2011 ha voluto l’allora Sindaco Alemanno quando ha parlato di “mafia” e ci ha messo la faccia: per chi non lo sapesse l’inchiesta affidata al Vice Comandante Antonio di Maggio si è conclusa con la denuncia di 44 rappresentanti legali delle ditte pubblicitarie e dello stesso dirigente dott. Francesco Paciello, costretto a dimettersi ma poi riabilitato, e che quando il Pubblico Ministero Alberto Pioletti ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta il Sindaco Alemanno (che era l’unico a potersi opporre) non si è fatto vivo.
 Immagine.Antonio Di Maggio
Antonio Di Maggio

Immagine.Alberto Pioletti
Alberto Pioletti

Il cons. Gianni De Lucia ha ricordato la forte azione del comune di Roma che c’è stata nel rimuovere i cartelloni pubblicitari abusivi quando Sindaco era Gianni Alemanno e per evidenziare che al confronto oggi ci sono a suo giudizio “sanatorie dell’ultima ora”: non posso non fare presente al riguardo che alla fine del 2011 il Comune di Roma ha promosso una campagna di rimozione di circa 1.000 impianti stanziando una cifra complessiva di 1.100.000 € che sono stato costretto a denunciare alla Corte dei Conti per “distrazione di fondi pubblici” con Nota VAS prot. 3 del 21 febbraio 2012, mentre ora la Giunta Capitolina ha prescritto la rimozione di 5.000 impianti “senza scheda”.
Dopo aver ribadito che Gianni Alemanno è stato l’unico a metterci la faccia, il cons. Gianni De Lucia si è interrogato sul PRIP a suo tempo licenziato dalla Giunta di Alemanno: “vediamo ora se Marino lo farà approvare”.
Ha proseguito affermando che “bisogna mettere le cose in fila in questa faccenda: ha ragione VAS a ricordare che vanno rimossi i 5.000 ‘senza scheda’; sollecitiamo un termine ultimativo entro cui approvare il PRIP ed avere una parte degli introiti per le rimozioni”.
Ha chiesto quindi ed ottenuto di parlare il cons. di maggioranza Manuel Giugliano (capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà).
Immagine.Manuel Giugliano
Manuel Giugliano

Ha fatto presente che “con l’ordine del giorno di oggi mettiamo sicuramente la parola fine” al fenomeno della cartellopoli: ha ricordato il morto che c’è stato ai primi di novembre del 2011 a seguito di uno scontro contro un cartellone pubblicitario abusivo installato sullo spartitraffico della via Tuscolana.
Ha ricordato anche l’inquinamento visivo provocato dai cartelloni pubblicitari abusivi installati attorno al Circo Massimo.
È  giusto quindi sollevare il problema: dobbiamo fare in modo che nel bilancio del Municipio ci siano i fondi necessari per le rimozioni”.
Ha concluso dicendo che “noi qualcosa la dobbiamo dire e fare. Una cosa la possiamo cominciare a fare: ad esempio la denuncia delle ditte abusive alla Camera di Commercio. L’atto di oggi è un atto dovuto.
Ha chiesto ed ottenuto di parlare il cons. di opposizione Antonio Aumenta (Forza Italia).
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Antonio Aumenta

Ha esordito affermando che “sicuramente una delle problematiche che questa città sta subendo negli ultimi 20 anni è la mafia dei cartelloni abusivi e che è indecorosa la colpa che è stata data ad Alemanno ed alla sua Giunta: non sento più parlare oggi di cartellopoli, ma vedo che i cartelloni proliferano lo stesso e non vedo più tagliare i cartelloni da chi oggi è in silenzio con la sua Giunta. Cartellopoli è viva, è presente: allora di cosa parliamo ? Vorremmo allora che da parte di questa maggioranza ci fosse una rivolta contro il Sindaco di oggi. Finché non vedrò questo vi taccerò di essere incoerenti ed opportunisti. Bomarsi si è fatta la più classica delle marchette. Non ci stiamo. Siamo stufi. Vogliamo i fatti da questa maggioranza che ha governato da sempre rispetto ai soli 5 anni della Giunta di Alemanno.”
Ne è seguito un battibecco con il cons. Bomarsi con il discorso che si sposta per un attimo sull’art. 58 del Regolamento del XII Municipio: sono intervenuti nella disputa anche 2 consiglieri di opposizione.
Quando il cons. Antonio Aumenta ha potuto riprendere la parola, con riferimento all’ordine del giorno ha detto: “Noi lo voteremo: è inutile che vi innervosite”.
Ha voluto ricordare l’azione contro la cartellonistica stradale abusiva operata dall’allora Assessore al Commercio Davide Bordoni, per metterla provocatoriamente a confronto con l’azione svolta in XII Municipio dall’allora Presidente Fabio Bellini (PD), ora consigliere regionale.
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Davide Bordoni

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Fabio Bellini

Ha quindi parlato delle multe non riscosse, che non sarà in grado di riscuotere nemmeno Equitalia: debbo far presente al riguardo che a Roma le multe le incassa la S.p.A. “Aequa Roma” che ha redatto anche il PRIP.
 Immagine.logo Aerqua Roma
Dopo essersi chiesto come fa Bomarsi ad incassare i 100.000 € al posto delle ditte, ha chiuso il suo intervento affermando: “Voteremo favorevolmente.
È iniziata a questo punto una violentissima discussione sul fatto che la seduta del Consiglio doveva finire in base al Regolamento alle ore 16,15 a quel momento superate anche per causa della mezz’‘ora di ritardo dell’inizio dei lavori, oltre che per gli interventi prolungati soprattutto dei consiglieri di opposizione.
Il Direttore del Municipio Guglielmo Sabatini, per superare le voci dei cons. Aumenta e Bernardini che lo contestavano, ha dovuto leggere quasi urlando al microfono il 4° comma dell’art. 17 del Regolamento, secondo il quale si può andare anche oltre l’orario di chiusura fissato, ma votando per la prosecuzione, precisando che si deve rivotare anche nel caso che si superino le 7 ore di dibattito.
Il Presidente del Consiglio Alessia Salmoni ha messo in votazione la prosecuzione dei lavori del Consiglio, che ha visto i voti contrari dei 3 consiglieri di opposizione.
Ha chiesto quindi ed ottenuto di intervenire il cons. di opposizione Marco Giudici (capogruppo del Gruppo Misto).
 Immagine.Marco Giuidici
Marco Giudici

 “Continuo a sollevare molte perplessità sul modo di interpretare i Regolamenti di questo Consiglio: non riesco a capire come sia possibile con un atto dei capigruppo comprimere il diritto di intervenire.
Ne è seguita una polemica furiosa che ha costretto la Presidente del Consiglio a sospendere la seduta per qualche minuto.
Ha ridato poi la parola al cons. Marco Giudici che è tornato a dibattere ancora sul Regolamento: “Siccome mi piace approfondire la materia, è riconosciuto che c’è un tempo tecnico concesso e quindi per questo caso c’è un ritardo”.
È stato interrotto dal cons. Bomarsi prima e dalla Presidente Alessia Salmoni, che l’ha invitato ripetutamente <<a fare un intervento inerente>> all’argomento all’ordine del giorno, altrimenti avrebbe dato la parola a qualche altro consigliere.
Dopo una velata polemica riferita ad un precedente caso a me non noto, il cons. Marco Giudici ha proseguito sostenendo di essere “ovviamente favorevole a questa iniziativa”.
Ha quindi concluso nel modo seguente: “Vi faccio un applauso: questa è giustizia? questa è legalità? La stessa che l’altro giorno si doveva votare sul territorio? Mi associo e chiedo coerentemente che sia portata avanti una battaglia di legalità e di sicurezza”.
La Presidente Alessia Salmoni ha chiuso il dibattito ed ha dato spazio alle dichiarazioni di voto.
È intervenuto il cons. Fabio Bomarsi per replicare anzitutto al cons. Aumenta mettendo il evidenza la differenza tra questa maggioranza e l’opposizione: “non l’ho sentito fare lo stesso ragionamento che facciamo noi. Con Bordoni non l’ho mai sentito fiatare. Oggi stiamo parlando di cartelloni e basta, mentre ieri con Bordoni gli impianti venivano installati di notte per essere poi autodenunciati la mattina seguente. Oggi noi ci assumiamo un preciso impegno politico. Voto naturalmente a favore.
È intervenuto il cons. Daniele Diaco per far sapere che il Movimento 5 Stelle vota a favore della risoluzione.
È intervenuto infine il cons. Antonio Aumenta: “Forza Italia vota a favore, ma annuncio che vi accompagneremo volentieri a portare quest’atto in Comune”.
Ha chiuso polemicamente il suo intervento con riferimento a chi ha sporcato di più la città, citando il Presidente del PD romano Eugenio Patanè.
 Immagine.Eugenio Patanè
La Presidente del Consiglio ha quindi messo in votazione la proposta di risoluzione, che è stata approvata all’unanimità. 
Questa dell’8 aprile 2014 è la quarta approvazione all’unanimità della proposta di risoluzione su cartellopoli per il ripristino della legalità e con essa del decoro del territorio dei Municipi.
Si aggiunge in ordine cronologico alle risoluzioni approvate tutte all’unanimità da parte dei Consigli dei seguenti Municipi:
Non posso non mettere in risalto la differenza che c’è stata tra questa seduta del Consiglio del XII municipio, che ha consentito l’intervento del sottoscritto, e quella del 18 marzo scorso del Consiglio del III Municipio, che a parti politiche invertite mi ha invece negato il diritto di parlare per poi bocciare la proposta di risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle. (http://www.vasroma.it/il-consiglio-del-iii-municipio-boccia-la-proposta-di-risoluzione-su-cartellopoli-per-il-ripristino-del-decoro-predisposta-da-vas-e-presentata-dal-movimento-5-stelle/)  
Una analoga proposta presentata sempre dal Movimento 5 Stelle è stata bocciata pretestuosamente dal Consiglio del VI Municipio,  mentre sono in attesa di essere calendarizzate per essere sottoposte alla approvazione dei rispettivi Consigli le risoluzioni dei seguenti Municipi:
  • Municipio II;
  • Municipio VIII;
  • Municipio XI;
  • Municipio XV.
Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)  

martedì 22 aprile 2014

Quanti posti di lavoro generano le ditte cartellonare? E quali sono le condizioni di lavoro? Una testimonianza

Abbiamo raccolto una testimonianza, che per ovvie ragioni proteggiamo come anonima, riguardo alle condizioni di lavoro nelle ditte cartellonare. Pare che alcune ditte – ovviamente non tutte – non abbiano mano d'opera interna per gestire le affissioni, ma si affidino a società esterne che, poi, sono gestite come potete leggere qui. Quanti posti di lavoro regolari e dunque quanto gettito fiscale, quante tasse, quanto contributo all’occupazione potrebbero scaturire invece da una riforma del settore come è avvenuto in tutte le città europee e in molte città italiane?

Qualche tempo fa facevo proprio questo lavoro pensando fosse niente di ché, una cosa da prendere alla leggera, ma non fu così. Mi stravolse tutta la mia routine, non avevo più tempo per me. Il periodo in cui ho lavorato è andato da ottobre 2012 fino a settembre 2013. Essendo un ragazzo giovane ero disposto a fare dei cambiamenti nella mia vita per lavoro, ma non sono stato mai gratificato dal mio datore di lavoro. Orari insoliti notte e giorno si lavorava solo sab-dom-lun-mar-mer poi si rimaneva fermi per 10 giorni e si riprendeva il sabato dopo. Avevamo due tipi di cartelloni da fare: i piccoli 2x2 o i grandi 4x3. La paga per i 2x2 era 1€ per chi bagnava e 1,50€ chi attaccava (non importava se erano monofacciali o bifacciali sempre quella era la paga a impianto). Invece per i 4x3 pagavano 2€ a chi bagnava e 3€ a chi attaccava (a facciata, al contrario dei piccoli, quindi bifacciale 4€ e 6€). Ovviamente tutto in nero.
Facevamo trenta 4x3 a notte invece quando uscivamo per i piccoli ne facevamo minimo 45 e orari non ce ne erano, avevamo all'incirca 150 cartelloni grandi e 150 piccoli. Eravamo tre squadre.
Le ditte di cartelloni non posso rivelarvele, ma sono sicuro che avrete visto molti di questi cartelloni in giro. Non lavoravo direttamente con le ditte proprietarie dei cartelloni ma per conto di uno che faceva da tramite.
L'unico contatto diretto era quando andavo fisicamente a prendere i manifesti che dovevamo attaccare sui cartelloni.
I soldi li prendevamo quando questa persona aveva una qualche liquidità, molte volte iniziavamo l'affissione ancor prima che finisse di saldare quella precedente perché le ditte pagavano sempre in ritardo.
Alcune ditte pagavano talmente in ritardo l'affissione che non abbiamo più attaccato per quella ditta.
Sentendo quello che lavorava con me da molti più anni, prima si guadagnava benissimo, c'erano i cartelloni abusivi che venivano pagati 30€/35€ a facciata al "capo", lui ovviamente ti pagava meglio ma aveva sempre un eccellente guadagno. Sono venuto poi a conoscenza che il "capo" negli anni penso '80 e '90 aveva 150 cartelloni di sua proprietà comprati grazie ai soldi delle affissioni abusive. Alla fine mi ha detto che non guadagnava tanto e mi voleva pagare non più a cartellone ma a giornata, in pratica 50€ per 30 cartelloni. Ho rinunciato.
Tutte le persone con cui ho collaborato in questo ambito speravano che si tornasse a lavorare con i cartelloni abusivi in modo tale da aumentare il guadagno.

sabato 19 aprile 2014

Il TAR del Lazio respinge anche le ulteriori 6 richieste di sospensiva della delibera della Giunta Capitolina che prescrive la rimozione di 5.000 impianti “senza scheda”

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/il-tar-del-lazio-respinge-anche-le-ulteriori-6-richieste-di-sospensiva-della-delibera-della-giunta-capitolina-che-prescrive-la-rimozione-di-5-000-impianti-senza-scheda/

Immagine.logo TAR di Roma 
Su questo stesso sito il 14 aprile 2014 è stato pubblicato un articolo dal titolo <<Il TAR rigetta le due istanze di sospensiva della delibera della Giunta Capitolina che prescrive la rimozione di 5.000 impianti “senza scheda”>>, che dava notizia delle richieste di sospensiva presentate dalle ditte “Message” e “Screen City” e respinte  dal TAR del Lazio (http://www.vasroma.it/il-tar-rigetta-le-due-istanze-di-sospensiva-della-delibera-della-giunta-capitolina-che-prescrive-la-rimozione-di-5-000-impianti-senza-scheda/#more-6359).

L’articolo si chiudeva facendo sapere che <<in questo frattempo però l’avv. Giuseppe Scavuzzo in qualità di Presidente della associazione di categoria I.R.P.A (Imprese Romane Pubblicitarie Associate) ha presentato a nome e per conto delle ditte da lui rappresentate ben 7 ricorsi, chiedendo anche lui la sospensiva della deliberazione n. 425/2013>>.

L’informazione suddetta non risponde esattamente al vero, dal momento che a seguito di una verifica risulta invece che l’avv. Giuseppe Scavuzzo ha rappresentato e difeso 6 distinte ditte pubblicitarie che hanno proposto ricorso per l’annullamento di ogni singola <<nota di Roma Capitale prot. gen. …  in data 03.02.2014, successivamente notificata a mezzo pec, con la quale è stato comunicato che, con deliberazione n. 425/13 la Giunta Capitolina ha disposto che gli impianti pubblicitari qualificati nella nuova banca dati di tipo c.d. “senza scheda” ivi compresi quelli del “Circuito Culturale e Spettacolo”, dovranno essere rimossi, previa diffida, a cura e spese dei proprietari entro 90 giorni dalla pubblicazione della delibera>>, nonché <<di ogni altro atto antecedente e conseguente, comunque connesso e collegato>>.

 Immagine.Giuseppe Scavuzzo
Giuseppe Scavuzzo

 Nell’udienza che si è tenuta per tutti e 6 i ricorsi la Seconda Sezione del TAR del Lazio, presieduta da Luigi Tosti,  ha respinto tutte le istanze cautelari.

 Immagine.Luigi Tosti
Luigi Tosti

Si elencano di seguito le ditte pubblicitarie che hanno presentato ricorso con i rispettivi estremi.
  • GRUPPO ODP PUBBLICITÀ (censito nella Nuova Banca Dati con il codice n. 0079) – ricorso n. 3529/2014 per l’annullamento della nota di Roma Capitale prot. gen. LR/BG 6306 in data 03.02.2014 – rigetto dell’istanza cautelare con Ordinanza n. 1775 del 17 aprile 2014
  • STUDIO IMMAGINE DI VINCENZO ANGELETTI (censito nella Nuova Banca Dati con il codice n. 0077) - ricorso n. 3736/2014 per l’annullamento della nota di Roma Capitale prot. gen. LR/BG 6299 in data 03.02.2014 – rigetto dell’istanza cautelare con Ordinanza n. 1779 del 17 aprile 2014
  •  DND PROJECT & SERVICE S.r.l. (censita nella Nuova Banca Dati con il codice n. 0121) - ricorso n. 3803/2014 per l’annullamento della nota di Roma Capitale prot. gen. LR/BG 6286 in data 03.02.2014 – rigetto dell’istanza cautelare con Ordinanza n. 1783 del 17 aprile 2014
  •  F.A.R.G.PUBBLICITA’ DI TONATTI MARIA E C. S.A.S. (censita nella Nuova Banca Dati con il codice n. 0002) - ricorso n. 3804/2014 per l’annullamento della nota di Roma Capitale prot. gen. LR/BG 6290 in data 03.02.2014 – rigetto dell’istanza cautelare con Ordinanza n. 1792 del 17 aprile 2014
  •  D.D.N. S.r.l. (censita nella Nuova Banca Dati con il codice n. 0060) - ricorso n. 3735/2014 per l’annullamento della nota di Roma Capitale prot. gen. LR/BG 6283 in data 03.02.2014 – rigetto dell’istanza cautelare con Ordinanza n. 1794 del 17 aprile 2014
  •  BATTAGE S.r.l. (censita nella Nuova Banca Dati con il codice n. 0088) - ricorso n. 3732/2014 per l’annullamento della nota di Roma Capitale prot. gen. LR/BG 6275 in data 03.02.2014 – rigetto dell’istanza cautelare con Ordinanza n. 1795 del 17 aprile 2014
Per tutte e 6 le suddette Ordinanze è stata data più o meno la stessa seguente motivazione: <<Considerato che, allo stato degli atti e sulla base della valutazione propria della presente fase cautelare, non si ritiene che sussistano i presupposti per l’accoglimento dell’istanza di sospensiva, atteso che il provvedimento impugnato ha ad oggetto impianti pubblicitari non supportati dal relativo titolo autorizzativo e, in quanto tali, soltanto tollerati in via temporanea dall’amministrazione, sia pure [o <<sebbene>>] nelle more dell’adozione del Piano regolatore degli impianti pubblicitari, cui questa non ha ancora provveduto nonostante il lungo tempo ormai decorso pur essendovi tenuta per legge [oppure <<nelle more comunque dell’adozione del Piano regolatore degli impianti pubblicitari cui comunque il Comunque non ha ancora provveduto>>]

Rilevato che, al fine di ovviare alle carenze e ai ritardi dell’amministrazione capitolina in ordine alla definizione delle istanze presentate (o ancora da presentare) ovvero all’adozione del Piano regolatore, parte ricorrente può sempre attivare i pertinenti rimedi giurisdizionali (silenzio rifiuto e/o conseguenziali azioni risarcitorie)>>.

Si mette in evidenza che in occasione del 1° incontro concesso alle associazioni di categoria ed alle ditte pubblicitarie da loro rappresentate l’avv. Giuseppe Scavuzzo ha minacciato l’Assessore Marta Leonori di doversi pentire amaramente se si azzarderà a fare i bandi di gara per l’assegnazione della gestione decennale degli impianti pubblicitaria, perché ha promesso in tal caso di sommergerla di una marea di ricorsi al TAR.

Non si può non riconoscere che è stato di parola nell’anticipare questa serie di ricorsi a raffica, di cui però al momento si debbono pentire per l’esito avverso a quello sperato sia l’avv. Giuseppe Scavuzzo che  le 6 suddette ditte pubblicitarie da lui rappresentate, anche e soprattutto per le conseguenze che si spiegheranno meglio in un prossimo articolo.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) 

Il TAR rigetta le due istanze di sospensiva della delibera della Giunta Capitolina che prescrive la rimozione di 5.000 impianti “senza scheda”

Pubblichiamo questo articolo ripreso dal nuovo sito del Circolo Territoriale di Roma di VAS (Verdi Ambiente e Società) di cui è responsabile il Dott. Arch. Rodolfo Bosi: 
http://www.vasroma.it/il-tar-rigetta-le-due-istanze-di-sospensiva-della-delibera-della-giunta-capitolina-che-prescrive-la-rimozione-di-5-000-impianti-senza-scheda/

Immagine.logo TAR di Roma 

Con la Deliberazione della Giunta Capitolina n. 425 del 13 dicembre 2013 è stato stabilito <<che gli impianti qualificati nella Nuova Banca Dati di tipo c.d. “senza scheda”, ivi compresi quelli del “circuito cultura e spettacolo” dovranno essere rimossi, previa diffida, a cura e spese dei proprietari entro (90) novanta giorni dalla pubblicazione del presente provvedimento, pena l’applicazione delle sanzioni previste negli articoli 31 e seguenti del vigente Regolamento di Pubblicità (deliberazione Consiglio Comunale n. 37/2009)>>.

Nel successivo mese di febbraio 2014 il dott. Francesco Paciello ha trasmesso a tutte le ditte proprietarie dei suddetti impianti una lettera con l’invito-diffida a rimuoverli a proprie cure e spese entro e non oltre il 19 marzo 2014 (data di scadenza dei 90 giorni previsti nelle delibera n. 425/2013), a pena di rimozione forzata d’ufficio dopo tale data in caso di inottemperanza.

Immagine.Francesco Paciello
Francesco Paciello

Fra le altre ha trasmesso la diffida prot. n. 6475 del 4.02.2014  alla ditta “Message” S.r.l. e la diffida  prot. n. 6397 del 4.02/2014 alla ditta “Screen City” S.r.l.: entrambe hanno impugnato questi atti assieme alla deliberazione n. 425/2013 con ricorsi n. 3053/2014 e n. 3245/2014, chiedendo la loro immediata sospensiva in considerazione del fatto che preannunciavano la rimozione d’ufficio a partire dal 19 marzo 2014.

Immagine.Screen City

Il Presidente della Seconda del TAR del Lazio, Luigi Tosti, in qualità di giudice monocratico chiamato a fronteggiare una situazione in cui il ritardo avrebbe provocato danno o rischio di danno a un interesse o diritto  (nel caso beninteso che le due ditte avessero avuto poi ragione), ha emanato il Decreto cautelare n. 1156 dell’11 marzo 2014 ed il Decreto cautelare n. 1193 del 13 marzo 2014 inaudita altera parte, senza cioè aver sentito l’altra parte (vale a dire il Comune di Roma), considerando anche che la prima camera di Consiglio utile era stata già fissata per il 2 aprile 2014. 

        Immagine.Luigi Tosti               
Luigi Tosti


Con Ordinanza n. 1504 del 3 aprile 2014 la Sezione Seconda del TAR del Lazio ha respinto l’istanza della S.r.l. “Message” con la motivazione che <<è pacifico tra le parti che l’ordinanza di rimozione impugnata ha ad oggetto impianti pubblicitari “senza scheda” e, pertanto, non supportati dal relativo titolo amministrativo e, in quanto tali, soltanto tollerati in via temporanea dalla stessa amministrazione, sebbene nelle more dell’adozione del piano regolatore degli impianti pubblicitari cui questa non ha ancora provveduto nonostante il lungo tempo oramai decorso pur essendovi tenuta per legge>>.

Con Ordinanza n. 1513 del 3 aprile 2014 la Sezione Seconda del TAR del Lazio ha respinto con le stesse identiche motivazioni anche l’istanza della S.r.l. “Screen City“.
Ne deriva che il dispositivo sopra riportato della deliberazione n. 425/2013 è tornato ad essere pienamente valido e dovrebbero quindi essere eseguite tutte le rimozioni d’ufficio degli impianti “senza scheda” e del circuito cultura e spettacoli non rimossi spontaneamente entro il 19 marzo scorso dalle ditte che ne sono proprietarie in ottemperanza alle lettere con invito-diffida a rimuoverli trasmesse dal dott. Francesco Paciello nello scorso mese di febbraio: fra questi impianti da rimuovere forzatamente ci sono sicuramente quelli di proprietà sia della S.r.l. “Message” che della S.r.l. “Screen City”, dal momento che hanno impugnato le rispettive lettere-diffida.

In questo frattempo però l’avv. Giuseppe Scavuzzo in qualità di Presidente della associazione di categoria I.R.P.A (Imprese Romane Pubblicitarie Associate) ha presentato a nome e per conto delle ditte da lui rappresentate ben 7 ricorsi, chiedendo anche lui la sospensiva della deliberazione n. 425/2013.

 Immagine.Giuseppe Scavuzzo
Giuseppe Scavuzzo

L’udienza per la sospensiva è stata fissata per il prossimo 16 aprile 2014.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)