domenica 4 aprile 2010

Rassegna stampa


Abbiamo trascurato un po' la rassegna stampa nei giorni scorsi. Sia perché, anche a causa delle elezioni, i giornali hanno un po' mollato la presa sul tema (speriamo che sia solo colpa delle elezioni e non perché si siano piegati ad intimidazioni o richieste 'politiche' di mollare), sia perché anche noi di Cartellopoli siamo stati assai impegnati in altro. Comunque sono continuate ad uscire le lettere, anche se dobbiamo ulteriormente sollecitare tutti i nemici del cartellone selvaggio a scrivere, scrivere e scrivere ancora perché il tema deve essere tenuto all'attenzione quanto più possibile specie in quest'anno decisivo se, come pare, verranno posti in essere i Piani Particolareggiati dei Mezzi pubblicitari.
Oggi, tuttavia, abbiamo avuto un'amara sorpresa di Pasqua in un trafiletto della cronaca romana di Repubblica. La società PubbliA ha evidentemente richiesto al quotidiano di Largo Fochetti una rettifica rispetto agli articoli di qualche giorno fa relativi alle rimozioni di impianti abusivi nel parco dell'Appia Antica. PubbliA ha fatto pubblicare che lei aveva autorizzazioni precedenti alla trasformazione della zona in parco e che comunque queste autorizzazioni non sono, in seguito, mai state revocate. Insomma è la solita storia: "noi siamo in regola".

La cosa ci sorprende e ci addolora a maggior ragione perché proprio Clear Channel (la multinazionale texana di cui PubbliA fa parte) è una delle speranza in questa città per un miglioramento e per un raggiungimento di standard internazionali per le affissioni a Roma. E tuttavia la ditta che ha così ben riqualificato la pubblicità a Napoli, che ha fatto il bike-sharing di Milano, che ha sistemato le affissioni a Bari, che ha reso gradevoli le pubblicità negli Autogrill, bhe, proprio questa ditta a Roma (e solo a Roma) si comporta in maniera romana. Come mai? Cosa ha fatto di male la nostra città per poter sopportare non solo le scuse abbastanza patetiche di una società che riteneva di dover essere "avvertita" di avere impianti in zona tutelatA? Cosa ha mai fatto di così terribile Roma per poter sopportare la presenza di migliaia e migliaia di impianti indicatori di parcheggio (vedi foto in alto) che sarebbero trattati alla stregua di una invasione incivile anche a Kisinau o a Baku?

Qui su Cartellopoli confidiamo nella presenza delle multinazionali per migliorare l'incresciosa situazione delle affissioni, non per peggiorarla ulteriormente. Clear Channel, che per quota di mercato è la prima azienda del settore a Roma, dovrebbe, per così dire, dare il buon esempio e far pressione sul Comune affinché si decida a sovvertire lo status quo riportando la città in occidente.

2 commenti:

  1. Evito di scendere in dettagli sulle affissioni ex sipa "indicatore parcheggio" altrimenti ti becchi un'altra diffida, ma io, e potrei documentare (addirittura la prova è una scena da un film di Ozpetek)

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