venerdì 9 aprile 2010

Succedono cose strane, nel mondo fatato di Cartellonia



Sperando che a noi (ed alla città, per conseguenza) vada a finire meglio, ma dobbiamo parafrasare il puzzone quando diceva che gli occorrevano "una manciata di morti" per sedersi al tavolo dei vincitori. Ebbene: i morti servono anche a noi. Per vincere questa battaglia occorre combatterla, e nelle battaglie che si combattono c'è sempre qualcuno che ci rimette la buccia. Succederà alla prima tromba d'aria estiva, con cartelloni volanti nei denti o sul cranio di qualcuno (speriamo turista, speriamo di paese potente). Succederà a causa della scarsa visibilità lasciata, in curva, da qualche impianto. E succederà, con ogni probabilità, qui alla Pineta Sacchetti dove un impianto in piena curva -che vi abbiamo mostrato qualche giorno addietro- è stato segato così come vedete: con la fiamma ossidrica.
Ora non sappiamo se il 'lavoretto' sia stato compiuto dal comune (uhm, non ci sorprenderemo), dal cartellonaro motivato per qualche motivo a spostare l'impianto (non ci sorprenderemo manco stavolta) o da qualche volontario antidegrado (e allora qui sono solo applausi a scena aperta), sta di fatto che il 'manufatto' scaturito dalla rimozione ha un livello di insicurezza che ci fa preconizzare subito il lago di sangue e il motociclista di turno decapitato di netto. Sarebbe un fantastico spot per la Roma di Alemanno, capitale intercontinentale del degrado. E il degrado, caro Sindaco, anche se non te ne sei accorto, uccide...

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