lunedì 24 maggio 2010

E se prendessimo a scrivere a tutti gli inserzionisti una lettera così...?

Leggiamola, condividiamola tutti, limiamola, modifichiamola e poi... E poi iniziamo a mandarla a tutte le società (solo le grosse, come Algida appunto) che danno linfa a chi sta distruggendo Roma. Può essere una buona operazione, no?


Gentile Società,

vi contattiamo in quanto Comitato relativamente alle vostre recenti campagne di affissioni outdoor nella città di Roma.
Come forse saprete, il comparto della cartellonistica a Roma vive un’anomalia unica al mondo. La città è sommersa da decine di migliaia di cartelloni per la stragrande maggioranza abusivi illegittimamente autorizzati dal Comune. La capitale d’Italia è così –unica città in Europa- umiliata da cartelloni di pessima estetica e indegna qualità posizionati in prossimità degli incroci, dei semafori, della segnaletica, nelle aree tutelate, nelle riserve naturali e nei parchi, nelle aree storico-archeologiche, sulle piste ciclabili, sopra le panchine, nei giardini e nelle aiuole: il 90% degli impianti ricade in aree tassativamente vietate dal Codice della Strada e da altre Leggi dello Stato.
Le polemiche a riguardo si trascinano da almeno quindici anni. Ultimamente, a causa di un aumento sconsiderato degli impianti permesso dall’amministrazione comunale, decine di comitati si sono mobilitati, molte manifestazioni si sono svolte, è in corso la raccolta firme per una Delibera di iniziativa popolare (sostenuta da oltre 100 associazioni, comprese le big nazionali Italia Nostra e Legambiente), radio, tv, giornali si sono occupati diffusamente dello scempio in corso, l’Unesco ha addirittura minacciato di espellere la città di Roma dal novero dei Patrimoni dell’Umanità e molti cittadini si sono organizzati per resistere all’invasione anche scrivendo sui cartelloni, affiggendovi sopra messaggi e commenti di sdegno.
Vi raccontiamo tutto ciò per sensibilizzare la vostra azienda a non pianificare più campagne su questi mezzi. Vi chiediamo di stare alla larga da un settore che i cittadini odiano, vivono come un sopruso, uno scempio e una prepotenza, che non ha alcuna efficacia commerciale (le ‘nuvole’ di cartelloni fanno sì che nessuno sia realmente visibile, che nessuno catturi l’attenzione dei consumatori: i contatti sono così di bassissima qualità), che può farvi rischiare di comparire su un impianto abusivo o illegale che può provocare incidenti stradali o intralciare il transito dei pedoni, che può coinvolgere i vostri brand in azioni di protesta, manifestazioni civiche, iniziative da parte delle centinaia di migliaia di cittadini indignati e stremati dallo scandalo in questione.
Acquistare spazi sulla cartellonistica romana provoca alle aziende inserzioniste più danni di immagine che vantaggi di visibilità. Che senso ha pagare per avere un danno e degradare il proprio posizionamento associando il proprio marchio ad un vero e proprio scandalo urbano unico al mondo? Solo con l’aiuto di aziende serie e socialmente sensibili come la vostra, i cittadini (in lotta sia con le lobby cartellonare sia con i politici conniventi e corrotti) possono riuscire nell’intento di vivere in una città normale. Ci appelliamo alla vostra responsabilità sociale –indispensabile in un’azienda moderna- nel chiedervi di non foraggiare un settore che sta massacrando la città più bella del mondo, che rende impossibile la vita ai disabili, ai pedoni, agli automobilisti, che mortifica aree protette e aree monumentali, che lascia esterrefatti i turisti, che viola tutte le leggi e che alimenta i guadagni del crimine organizzato il quale, secondo alcune inchieste giudiziarie (ve ne sono ancora in corso), controllerebbe alcune tra le oltre 150 ditte che rappresentano l’anarchia totale del settore. Se si vogliono pianificare affissioni outdoor a Roma, la probabilità di servirsi di una ditta onesta e rispettosa è davvero ridottissima. Vale la pena rischiare?
Eliminate le affissioni outdoor nella città di Roma dal vostro media mix. Almeno fin quando il settore non sarà opportunamente riformato e non diverrà paragonabile a quello di tutte le altre città occidentali. Fatelo e dichiarate di farlo: si tratta dell’unica arma che abbiamo per debellare questa barbara inciviltà dalla Capitale d’Italia. Fate questa scelta di civiltà il prima possibile, decine di migliaia di persone vi saranno grate e valorizzeranno ancor di più le qualità del vostro marchio e dei vostri prodotti. Sulla piazza capitolina, insomma, siete nelle condizioni di farvi pubblicità senza spendere un centesimo, semplicemente dichiarando di non abbassarvi ad avere dei fornitori che da anni bivaccano ai confini della legge. E spesso assai oltre…
A vostra disposizione per qualsiasi spiegazione, per fornirvi immagini, per documentarvi tutto quanto vi abbiamo riportato fin qui.

Cordialità
COMITATO CARTELLOPOLI
www.cartellopoli.com \ cartellopoli@gmail.com

11 commenti:

  1. Ritengo molto buona l'idea di sensibilizzare gli inserzionisti a fare una "scelta di civiltà", che però a mio giudizio non può essere quella di eliminare le affissioni outdoor "almeno fin quando il settore non sarà opportunamente riformato": non credo molto infatti nella praticabilità di una tale iniziativa specie da parte dei grandi inserzionisti, se non altro perché la maggior parte di loro ha ormai programmato la propria pubblicità con incarichi già assegnati quanto meno per 6 mesi se non per un anno intero.
    Lascerei quindi il diritto di farsi la propria pubblicità a tutti gli inserzionisti, sia grandi che piccoli, anche in considerazione del fatto che difficilmente ci rinuncerebbero, ma li inviterei a fare non solo una "scelta di civiltà", ma soprattutto una "scelta di legalità" se non altro perché in tal modo vengono a tutelare i loro stessi interessi, evitando di essere sanzionati pesantemente per ogni cartellone abusivo su cui a loro insaputa sia stata fatta la propria pubblicità.
    Propongo quindi di integrare l'impostazione della lettera da scrivere agli inserzionisti con l'invito a pretendere dalle ditte titolari degli impianti la stipula di contratti che contengano come precisa clausola la garanzia più assoluta della piena legittimità della collocazione sul territorio comunale di ognuno dei cartelloni di cui si intendono servire, prevedendo una pesante penale in caso di mancato rispetto di tale clausola, giustificabile quale risarcimento del conseguente danno di immagine provocato sul mercato.
    Ritengo che in tal modo abbiamo sicuramente maggiori possibilità di riuscita dell'iniziativa, perché facciamo agli inserzionisti un invito che tutto sommato va a tutela del loro stesso interesse: per le stesse ragioni, se l'iniziativa riuscisse, otterremmo soprattutto un forte deterrente al fenomeno dell'abusivismo, perchè le Ditte non avrebbero più l'interesse a speculare installando impianti fuorilegge che alla fine procurano loro spese di sanzioni multiple ben maggiori dei guadagni ricavati da una pubblicità irregolare.

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  2. Nel frattempo sul sito del comune di Roma,
    http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/&targetPage=/Homepage/Area_Content/Rubriche__Primo_Piano/Attualit-13-/info-1245595975.jsp,
    dicono che stanno eliminando ia cartelloni abusivi progressivamente a partire dal centro di Roma: ne tolgono 50 ma ne compaiono 500 nelle altre zone !

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  3. Bene così, inviamola a tutti e vediamo che succede. Scriviamo pure a Report, Striscia la Notizia e Le Iene e prepariamo per bene la manifestazione. La situazione è intollerabile, il cittadino ha l'obbligo morale di intervenire.

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  4. L'Assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni ha effettuato questa mattina un sopralluogo sul Lungotevere, dove continuano i lavori di sostituzione dei vecchi cartelloni pubblicitari S.P.Q.R. con impianti nuovi, omogenei e a norma di sicurezza.
    Tutto ok, la parola magica insieme a ricollocazione è sostituzione, la parola rimozione non è mai uscita dalla bocca dell'esimio BORDONI.

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  5. Perfetta la lettera scritta dal Comitato, ma l'osservazione di Rodolfo Bosi mi sembra condivisibile. Forse si potrebbe specificare meglio l'ultima parte: spiegando cioè alle aziende che le prime che pretenderanno il rispetto della legalità, avranno un tale ritorno di immagine che il loro marchio sarà su tutti i giornali e sulla bocca di molti senza bisogno di investire un euro.
    Partiamo con un primo elenco di 5 aziende, in modo da bombardare solo loro e ottenere un effetto maggiore! Avete pensato ad Algida, quali altre potrebbero essere più sensibili?
    Filippo

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  6. Nell'incontro che lo scorso 13 marzo ha voluto personalmente con il sottoscritto, dopo che aveva trasmesso a nome di VAS la denuncia dei cartelloni abusivi installati dentro il Parco di Veio, il Dott. Francesco Paciello mi ha fatto sapere di avere sanzionato in tali casi proprio i maggiori inserzionisti citando fra questi a titolo di esempio la Coca Cola, che quindi dovrebbe essere più sensibile ad un invito del genere fatto dal basso a nome di tutti i cittadini interessati al decoro di Roma.

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  7. Ottima la lettera e degne di pregio le considerazioni di Rodolfo Bosi.

    Tuttavia sono tenuto a pensare che le grandi ditte, nello stipulare il contratto per la campagna pubblicitaria, avranno già inserito una clausola che li manlevi da eventuali sanzioni per posizionamento contra legem del cartellone pubblicitario.

    Ad ogni modo, tentar non nuoce. E quando l'opinione pubblica comincia veramente a rendersi conto di questo SCEMPIO, un brand di livello nazionale, se non internazionale, certamente non desidera essere accostato a tale IGNOMINIA SENZA PARI che sta devastando la CAPITALE d'ITALIA.

    M'auguro che la Magistratura faccia chiarezza.

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  8. L'ho mandate con tanto di foto allegate a RDS, Ruco Line, Castorama (Leroy Merlin), Yamamay (Inticom), e Findus (Unilever).

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  9. Mi sembra ottima l'idea delle lettere e senz'altro condivisibili i consigli di Bosi. Comunque la lettera la spedirei a tutti gli inserzionisti che ci viene in mente... hai visto mai che almeno i più piccoli si spaventino ad esser tirati in ballo in risarcimenti... (vedi la società che pubblicizza Pitran che ci ha stra-spaccato i sacrosanti con i suoi cartelli gialli omnipresenti).
    F.F.

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  10. Interessante osservazione...
    L'onnipresente pubblicità di Pitran (neanche la FIAT ha tutti quei cartelloni FISSI in giro per Roma...meditate gente) è effettuata su cartelloni e cartellini di un'unica società?
    Voglio proprio controllare..
    Comunque ieri ho raccolto altre 40 firme..
    Forza..tutti a raccogliere firme!!
    Davanti ai supermercati, nei parchi pubblici, ai capolinea della Metro..Per le informazioni contattate i promotori e i referenti per municipio!! TUTTI devono collaborare!

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  11. ho letto che Bordoni, l'assessor dei cartelloni, discende da facoltosa famiglia di commercianti di Ostia...magari si fanno pubblicità coi cartelloni..chissà...boh...di quale ditta...quanto costa...etc.etc. Meditare gente meditare (e curiosare...)

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