giovedì 27 maggio 2010

Ehmm, il Policlinico Umberto I


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5 commenti:

  1. Oggi si è inaugurato il MAXXI, Alemanno non c'era... che cafone.

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  2. Nell'intervista pubblicata su "La Repubblica" del 14 maggio scorso l'Assessore Bordoni ha dichiarato che "facciamo togliere il cartellone entro 48 ore": ho capito le ragioni di questa sua fatidica scadenza soltanto ieri, dopo una telefonata avuta direttamente con la Responsabile delle rimozizoni del Servizio Affissioni, che mi ha detto che provvede ogni volta a trasmettere alle Ditte una lettera-diffida a rimuovere i propri impianti abusivi per l'appunto entro 48 ore.
    Ma la scadenza dei 2 giorni non significa sempre e comunque anche una automatica rimozione a cura e spese delle Ditte, che se non eseguita avviene poi d'ufficio a cura e spese del Comune, che vengono successivamente richieste come rimborso alle relative Ditte.
    Il termine di 48 ore non appare peraltro conforme a quanto prescrive il 5° comma dell'art. 31 del Regolamento (approvato con delibera 37/2009) che prevede un lasso di tempo di 10 giorni dalla data di notifica della diffida: per inciso anche l'Ente Parco dell'Appia Antica ha trasmesso diffide a rimuovere gli impianti abusivi installati dentro l'area naturale proteta, ma ha portato a 20 i giorni di scadenza entro cui provvedere.
    Ma i circa 40 cartelloni installati nel Parco dell'Appia Antica fatti oggetto delle 2 fasi del "demolition day", messe in atto il 17 ed il 20 marzo scorsi, non sono stati rimossi da parte né delle Ditte diffidate né del Comune né dell'Ente Parco dell'Appia Antica, ma da parte della Regione Lazio che ha incaricato il Geom. Massimo Miglio della rimozione d'ufficio, senza aspettare la scadenza né delle 48 ore stabilite dal Comune né dei 20 giorni fissati dall'Ente Parco.
    Ho tenuto a fare presente tutto questo per far capire che la rimozione va e deve essere pretesa anche da chi sta sopra al Comune, come per l'appunto gli Enti Parco dell'Appia Antica, di Veio e di Roma Natura e al di sopra di essi la Regione Lazio.
    Al di sopra ancora di tutti questi c'é il MInistero per i Beni e le Attività Culturali: con nota VAS prot. n. 21 dello scorso 20 maggio ho chiesto al Ministro Sandro Bondi di ordinare al Comune di Roma l'immediata rimozione di tutti i cartelloni collocati nelle aree tutelate come "beni culturali" e come "beni paesaggistici" nel rispetto dell'art. 9 della Costituzione.

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  3. Nel corso della telefonata avuta ieri con la Responsabile delle rimozioni del Servizo Affissioni ho chiesto di sapere le ragioni per cui gli impianti accertati come abusivi non vengono "oscurati" per tutto il tempo necessario alla loro effettiva rimozione, come é stato fatto ad esempio in diversi casi (anche se non numerosi)al tempo della Giunta Veltroni, quando Assessore al Commercio era Daniela Valentini: mi ha risposto che non spetta al suo Ufficio il compito di oscurare gli impianti e che non sa nemmeno quale sia l'Ufficio competente a provvedere alla immediata copertura della pubblicità irregolare (come prescrive il 6° comma dell'art. 31 del Regolamento vigente).
    Questo meccanismo burocratico delle camere stagne che non comunicano tra loro (l'Ufficio che incassa le "indennità" degli impianti abusivi senza comunicarli all'Ufficio rimozioni che non li comunica a sua volta all'Ufficio oscuramento), fa sì che i cartelloni pubblicitari abusivi continuano a far guadagnare in nero le Ditte titolari per un tempo indefinito ed incentiva quindi l'abusivismo invece di reprimerlo sul nascere.
    Basta portare come esempio significativo che alla mia denuncia dello scorso 16 febbraio dei circa 60 cartelloni installati dentro il Parco di Veio, benché trasmessa per conoscenza anche alla Procura della Repubblica, a distanza di ormai più di 3 mesi, il Comune deve ancora dare una risposta formale, ma in questo frattempo sono stati rimossi effettivamente 9 cartelloni, ma per merito esclusivo della diffida fatta dall'Ente Parco di Veio, ma ne sono stati installati ben altri 9 grazie proprio al meccanismo sopra evidenziato.

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  4. Credo che solo i più alti enti , come appunto MInistero Beni Culturali per salvaguardia dei beni artistici e paesaggistici (o di ciò che ne rimane)e Ministero Infrastrutture e Trasporti per sicurezza circoloazione stradale possano essere di qualche utilità per la nostra battaglia di civiltà!
    Consiglio di rivolgersi direttamente a loro, implorando...
    Triste dirlo, ma non aspettiamoci alcunchè dagli altri enti.
    Mc Daemon

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  5. All'anonimo delle ore 20,52 faccio presente di avere testualmente scritto al Ministro il passo seguente.
    Con deliberazione n. 193 del 25 ottobre 2004 il Consiglio Comunale aveva consentito (al punto 2 del dispositivo) la permanenza degli impianti pubblicitari in fase di rinnovo, anche in zona vincolata, ma "con riserva espressa, in caso di verifica positiva del vincolo e diniego dell’autorizzazione dell’Ente preposto alla tutela del vincolo, di ricollocazione degli impianti in altro sito".
    In base a quella delibera, entro la scadenza del 31 dicembre 2007 andava comunque terminata la verifica degli impianti installati in zone sottoposte a vincoli: ma con deliberazione n. 45 del 17 marzo 2008 l'allora Commissario Straordinario M. Morcone ha deciso di "consentire la permanenza degli impianti in attesa dell'esatta individuazione delle zone sottoposte a vincoli, procedendo nell'immediato alle rimozioni, con eventuale ricollocazione solo su specifiche richieste degli Enti tutori del vincolo".
    Il Commissario Morcone ha prorogato sine die quella scadenza, ma ha anche dato la possibilità agli Enti tutori del vincolo di richiedere al Servizio Affissioni del Comune che per tutti i cartelloni effettivamente collocati nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici deve procedere all'immediata loro rimozione ai sensi del comma 13-quater dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive il 3° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.
    Dal momento che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l’Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma, si chiede alle SS. LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008.
    Non mi sembra di avere "implorato", ma caso mai richiesto il rispetto di un preciso obbligo di tutela sancito dall'art. 9 della nostra Costituzione.

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