giovedì 6 maggio 2010

il comunicato stampa che sarà diffuso alla conferenza di oggi

UNA DELIBERA D’INIZIATIVA POPOLARE CONTRO CARTELLONE “SELVAGGIO” PER RESTITUIRE DIGNITA’ E DECORO A ROMA


Da un anno a questa parte in tutta Roma è stata registrata una repentina ed incontrollata proliferazione degli impianti pubblicitari, che solo in parte è dovuta alla deliberazione n. 37/2009 con cui il Consiglio Comunale ha modificato ed integrato il Regolamento sulle affissioni, liberalizzando il mercato e mantenendo le deroghe concesse dalla precedente amministrazione sia al Codice della Strada che al Codice dei Beni Culturali e Ambientali.

L’aumento vertiginoso dei cartelloni pubblicitari è dovuto soprattutto alle nuove procedure burocratiche messe in atto dalla nuova Amministrazione Capitolina con lo scopo dichiarato di procedere al recupero delle morosità e dell’evasione anche in materia di CIP (Canone Iniziative Pubblicitarie). Il Servizio Affissioni e Pubblicità ha spinto all’“autodenuncia” dei cartelloni installati abusivamente, facendo pagare per essi la dovuta “indennità” pari al canone, senza però mai avviare contestualmente un tempestivo procedimento di rimozione.

Con questo meccanismo l’attuale Amministrazione ha da un lato portato nelle casse del Comune un enorme gettito, ma dall’altro lato ha permesso una dilagante installazione di nuovi impianti, consentendo alle imprese pubblicitarie la convenienza economica di poterli lasciare installati sul territorio quanto meno per il periodo dell’istruttoria necessaria alla loro eventuale rimozione.

Al fine di tutelare la città storica, le aree e le zone sottoposte a vincolo nonché la sicurezza stradale e il decoro delle periferie dall’invasione indiscriminata e comunque finora senza freni dei cartelloni pubblicitari abusivi, comitati e associazioni ritengono necessario procedere alla più sollecita abrogazione di tutte quelle disposizioni, contenute sia nella delibera n. 37/2009 sia nelle delibere che l’hanno preceduta, che hanno determinato le criticità evidenziate nonché alla integrazione di quelle che hanno già generato una loro applicazione distorta. Questo intervento si rende ormai necessario, anche e soprattutto, in previsione della redazione del Piano Regolatore degli Impianti che dovrà stabilire criteri e limiti severi, rispettosi della storia di questa città e della sicurezza dei suoi abitanti.

Per tali ragioni, sull’onda anche di una diffusa indignazione, è stata promossa una delibera di iniziativa popolare che propone seri correttivi all’intero sistema delle affissioni pubblicitarie e sollecita regole su cui impostare la redazione del Piano Regolatore nel pieno rispetto di tutti i divieti di affissione prescritti dalla normativa vigente in materia, senza nessuna deroga, fissando in generale un tetto massimo di esposizione pubblicitaria sul modello di quanto avviene in tante altre città europee e italiane.

Per giungere all’attenzione del Consiglio Comunale la delibera dovrà essere accompagnata da almeno 5.000 firme, raccolte in 3 mesi: un traguardo possibile solo grazie alla mobilitazione di tutti coloro che amano effettivamente questa città.

Per tutto il tempo necessario alla approvazione della delibera di iniziativa popolare, verranno contestualmente decise anche tutta una serie di iniziative concrete, finalizzate ad ottenere l’immediata rimozione di tutti gli impianti installati in violazione dei divieti di affissioni, non solo da parte del Comune, ma anche degli Enti Parco e della Regione Lazio.

Promuovono e sostengono la delibera d’iniziativa popolare i seguenti comitati e associazioni: Comunità Territoriale del X Municipio, Cartellopoli Blog, Comitato per la Bellezza, Comitato Parco Archeologico di Centocelle, Consulta Vivibilità per Centro Storico, Coordinamento Residenti Centro Storico, Associazione residenti Campo Marzio, Cittadinanzattiva, Associazione Rete Nuovo Municipio IV, Ass. Piazza Navona e Dintorni, VAS Verdi Ambiente e Società, Italia Nostra sez. di Roma.

Presto online su Cartellopoli tutte le dettagliate istruzioni per darsi da fare a raccogliere le firme.

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