venerdì 28 maggio 2010

L'ennesima lettera a Bordoni

Egregio Assessore al Commercio Davide Bordoni, le mando tre piccolissimi esempi dei risultati che la sua politica “di contrasto” alle affissioni pubblicitarie abusive ha ottenuto.
Come lei ben sa, si tratta solamente di una goccia nel mare della cartellonistica, ma io pongo questi esempi alla sua attenzione per farle delle domande.
Cosa pensa vedendo i marciapiedi, le strade, le aiuole di questa città completamente sommerse di cartelloni di tutte le forme, colori e dimensioni? Si rende conto che la situazione dei cartelloni pubblicitari, piccoli, medi, grandi e mega, è ormai totalmente fuori controllo ed è giunta a un punto di non ritorno?
Ora lei mi racconterà la storiella della negligenza della precedente amministrazione, dell’implementazione della banca dati, del nuovo piano regolatore che sarà pronto a novembre 2010, etc..
Leggo nelle sue interviste e nei comunicati stampa che lei è pieno di nobili intenti, “filo diretto con i cittadini”, “sinergia con le forze ell’ordine”, “controllo del territorio”, “lotta all’abusivismo”, e così via; belle parole, cui, purtroppo, non corrispondono azioni di pari incisività.
Io, mi dispiace dirlo, non trovo riscontro, nella sua azione di governo, ai valori e agli ideali che dichiara sulla sua pagina personale internet (“Il buon governo dell'ente pubblico locale è l'unica risposta al compito a cui si è demandati per scelta diretta dei Cittadini (…). Il rispetto delle regole, il senso civico, la tutela del bene comune, l'attenzione verso il prossimo”).
Mi permetta solo di fare alcune considerazioni generali:
a. gli amministratori comunali amministrano la città in nome e per conto dei cittadini, avendo da essi ricevuto la delega a risolvere i problemi, non a incrementarli, o peggio renderli cronici;
b. nell’era del web, è molto facile per i cittadini verificare le reali intenzioni e i risultati conseguiti dall’amministrazione, porre le questioni all’attenzione dell’opinione pubblica e intraprendere eventuali azioni correttive;
c. nelle more dei nuovi strumenti riguardanti le affissioni pubblicitarie, la “legittimizzazione” di quelli esistenti corrisponde a una sanatoria preventiva di fatto, in quanto a regime (del nuovo quadro normativo), la rimozione di migliaia di cartelloni comporterebbe un tale onere per il comune da risultare impraticabile.
Le chiedo, a quanto ammonta il costo unitario della rimozione di un cartellone? A fronte degli attuali introiti, a quanto ammonterà la spesa per il ripristino di una situazione di “normalità”? Limitandoci all’aspetto meramente economico della questione, io penso che i costi siano di molto superiori ai benefici, senza parlare ovviamente dei costi intangibili che la città è costretta a sopportare attualmente.
Chiudo con una proposta, si faccia lei promotore di una grande campagna reale antiabusivismo, e magari si faccia fotografare non con il Papa, Totti, Bruno Vespa, la Regina Rania di Giordania, ma accanto a qualche cittadino comune, insieme a qualche operaio intento a rimuovere i cartelloni, la città apprezzerebbe, la sua immagine ne uscirebbe rafforzata.
Lettera Firmata

5 commenti:

  1. L'Assesore Bordoni ha dichiarato che "in caso di impianti illegali, .. facciamo togliere il cartellone entro 48 ore, altrimenti decade il titolo".
    In base al 4° comma dell'art. 34 del Regolamento approvato con delibera n. 37/2009, le Ditte che rimuovano a loro cura e spese i propri impianti installati in contrasto con norme legislative acquistano il diritto di chiedere "l'eventuale trasferimento in altra collocazione dell'impianto rimosso": é questo il "titolo" di cui parla l'Assessore e che decade se le Ditte non rimuovano gli impianti installati abusivamente entro 2 giorni dalla data di ricevimento della diffida del Comune a farlo.
    Ma il successivo comma 14 sempre dell'art. 34 dispone che, fino a quando non entrerà in vigore il Piano Regolatore delle Affissioni ed i reltivi Piani di Localizazione, il Servizio Affissioni può rilasciare autorizzazioni temporanee della durata massima di 1 anno: questa disposizione potrebbe spiegare perché, malgrado il mancato rinnovo di tutte le autorizzazioni scadute il 31.12.2009, continuano a spuntare come funghi cartelloni installati nel 2010 direttamente con il numero di codice identificativo assegnato dal Comune.
    Con questo meccanismo delle lettere-diffida a rimuovere i cartelloni abusivi entro 48 ore, a cui le Ditte per lo più "obbediscono" ben volentieri perché viene loro comuqnue data la possibilità di rilocalizzare di tutti gli impianti rimossi, si tappa un buco da una parte ma di fatto se ne riapre un'altro da un'altra parte di Roma.
    Con nota VAS prot. n. 23 dello scorso 25 maggio ho chiesto al Sindaco ed alla Giunta di annullare la delibera n. 133 del 12.5.2010 con cui é stato approvato il Piano di Localizzazione di piazzale Clodio che prevede di sostituire con 150 impianti parapedonali (aventi un pannello pubblicitario su entrambi i fronti di mt. 1 x mt. 0,70) gli attuali 658 mq. di esposizione pubblicitaria, che saranno "oggetto di separati procedimenti di ricollocazione in altre parti della città".
    Ho fatto presente testualmente che "in tal modo non solo viene ad essere ulteriormente peggiorato il decoro urbano in quelle parti della città in cui verranno ricollocati gli attuali impianti di piazzale Clodio (per lo più di mt. 4 x 3), mantenendo così l’illecito sfondamento del tetto massimo complessivo delle 7.00 facciate previsto dal 1° comma dell’art. 34 del Regolamento, ma viene di fatto aumentato il mercato delle affissioni con 210 mq. messi a disposizione di coloro che si aggiudicheranno i rispettivi bandi di gara relativi ai 3 lotti di 50 ciascuno (mq. 70)".
    Fra gli altri vizi di legititmità rilavati c'é la violazione della norma transitoria che non consente alla Giunta di approvare Piani di Localizzazione senza la contestuale approvazione anche del Piano Regolatore delle Affisisoni, oltre che la mancata acquisizione del parere del Municipio di Roma XVII.

    RispondiElimina
  2. Grazie all'Arch. Bosi per la sua battaglia di civiltà e per spiegare ogni volta con logica e chiarezza cosa sta succedendo nell'agghiacciante mondo delle affissioni romane. Quello che comprendo da questo suo ultimo post è che in realtà le affissioni continueranno a spuntare “legittimate” anche nel 2010 ed oltre; nonostante la nostra amministrazione dica il contrario. All’orrore non c’è mai fine.

    RispondiElimina
  3. Divertente l'ingenuità di questa lettera: chiedere a Bordoni di farsi fotografare con un operaio che smantella cartelloni abusivi è un po' come chiedere a Totò Riina di farsi una foto ricordo con Falcone.

    RispondiElimina
  4. Caro Malaromano
    sono fermamente convinto che oltre alla lodevole iniziativa della Delibera di iniziativa popolare (a proposito mi sto dando molto da fare per organizzare raccolte di firme.., oltre alle documentate e puntuali denunce dell'Arch. Bosi, oltre al certosino ed eccellente lavoro di testimonianza offerto dal curatore di questo blog
    sia necessario mettere in atto una serie di iniziative di boicottaggio: lanci di vernice, scritte sui cartelloni, manifesti A3 di protesta attaccati sugli schifosi cartelloni (nei prossimi giorni vedrete cosa ho preparato per la gioia dei giornali stranieri..)e se ricorrono le condizioni di totale sicurezza per persone e cose ABBATTIMENTI con il frullino.
    La tracotanza di questi banditi è veramente intollerabile, dobbiamo danneggiarli seriamente!
    Non lasciatevi prendere dallo sconforto..
    CARTELLONIA DELENDA EST

    RispondiElimina
  5. Allo sfiduciato malaromano delle ore 17,45 ed a fitzcarraldo delle ore 18,25 (che propone azioni di boicottaggio) faccio presente che il fenomeno dell'abusivismo é causato esclusivamente dall'interesse economico al guadagno sfrenato e può quindi essere fermato una volta per tutte(al pari degli abusi edilizi) solo e soltanto se viene perseguito in modo da togliere da subito la possibilità di fare pubblicità sugli impianti installati abusivamente (oscurandoli immediatamente) oppure (quando non si provvedesse alla copertura della pubblicità irregolare) in modo da arrivare ad applicare sanzioni amministrative che arrivino ad essere comunque superiori al guadagno nel frattempo illecitamente ricavato.
    Nel 1° caso, per impedire sul nascere di fare pubblicità su impianti abusivi, il Comune può applicare anche il 2° comma dell'art. 13 della legge n. 689/1991 che consente di procedere al sequestro cautelare dei cartelloni e di mandare in galera fino a 3 anni (ai sensi dell'art. 334 del Codice Penale) tutti quelli che si azzardassero a violare il sequestro disposto dal Comune o nel corso di un procedimento penale.
    Nel 2° caso l'art. 5 della legge n. 689/1991 stabilisce che "quando più persone concorrono in una violazione amministrativa, ciascuna di esse soggiace alla sanzione per questa disposta": se di un impianto abusivo viene accertato in modo fotografico documentato lo sfruttamento ad es. da parte di 10 inserzionisti che - se vengono tutti sistematicamente multati dal Comune (oltre che eventualmente anche dagli Enti Parco e dalla Regione Lazio) - chiederanno il rimborso dovuto (se non pure un risarcimento danni per l'immagine lesa) alla ditta proprietaria dell'impianto irregolare, che assieme alla sua multa si troverà costretta a pagare ben di più di quanto ha guadagnato fino a quel momento, allora forse passerà la voglia di continuare ad installare impianti che non fruttano più il becco di un quattrino.
    Fermeremo questo fenomeno se riusciremo a pretendere tutto questo da parte non solo del Comune, ma anche degli altri soggetti preposti alla tutela dei vincoli e della salute dei cittadini.

    RispondiElimina