venerdì 7 maggio 2010

Rassegna stampa

Ed eccola, finalmente, la rassegna stampa di oggi. All'altezza delle aspettative, non c'è che dire. La conferenza stampa di ieri ha fatto rumore al di sopra delle più rosee aspettative.
Tutti i principali quotidiani della città hanno riportato paginate intere sullo scandalo Cartellopoli. Il fronte delle 100 associazioni (tra cui alcune tra le più importanti d'Italia) che si sta mobilitando contro il gentile omaggio che i nostri amministratori stanno facendo della città alla criminalità organizzata è stato evidenziato con dovizia.
Ecco Repubblica, che purtroppo sbaglia il nostro url che è cartellopoli.com, non .it. Ecco il Corriere della Sera, che ci piazza in primissima pagina sulla cronaca di Roma e, segnaliamolo, riporta nella pagina delle lettere una bellissima (ehmm) foto del nostro impagabile Franco Quaranta riguardante le Tombe Latine dell'Arco di Travertino. O meglio, quello che ne rimane, visto che sono state tutte completamente recintate da cartelloni pubblicitari. Ecco poi Il Messaggero con un bell'articolo del buon Marincola che ci dà notizia (esultiamo!) di un incidente d'auto a sfondo cartellonaro, speriamo sia il primo di una lunga serie e auguriamoci -come abbiamo sempre fatto- l'arrivo del primo morto a causa di un cartellone installato fuori dalle norme del codice della strada. Un piccolo sacrificio di una esistenza potrebbe essere di grande utilità per salvarne centinaia e per interrompere il mercimonio che i criminali stanno facendo di Roma: sappiamo per certo che presto il morto ci sarà e così la magistratura avrà un filino di materiale in più su cui lavorare sebbene già lo stia facendo, speriamo, alacremente. Infine il pezzo de Il Tempo che, cercando in un modo o nell'altro di polemizzare contro i comitati trascende nel più triviale benaltrismo non comprendendo l'importanza, la sostanza, lo spessore e il peso del problema. Sarebbe il... Tempo di tacere, no?

E dopo aver letto, leggete qui a destra le istruzioni per la raccolta firme. E datevi da fare. Ogni giorno. Facciamo cartello contro i cartelli.

24 commenti:

  1. Aprite Repubblica, il Corriere della Sera e il Messaggero. Dopo aprite il Tempo e confrontate le pubblicità. Il livello qualitativo di un giornale si vede anche dagli inserzionisti, e con Gino il Paninaro sicuramente il Tempo fa una bella figura di merda, che riflette perfettamente la qualità dei suoi articoli.

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  2. "L'auspicio è che ora i cittadini non politicizzati inizino a fare proposte anche, ad esempio, per il sostegno alle ragazze madri, per gli asili nido, per una casa ai giovani e agli anziani e per i piccoli artigiani. Aspetti sociali, insomma, che vanno ben al di là dei confini tra un rione e l'altro."

    Vogliamo commentare questo deprimente passaggio che conclude l'articolo del Tempo?

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  3. Ma cosa vuoi commentare?..si commentano da soli, come i benaltristi che postano commenti velenosi qui e su altri blog. Sono fiero del lavoro fatto e adesso arriva il bello, perchè non dimenticate che c'è un'inchiesta della Magistratura in corso.
    Lo intuiamo in molti che dietro al Grande Scempio ci sono gli artigli degli avvoltoi che vogliono arricchirsi a dismisura producendo degrado e saccheggio del territorio, come per la storia dei rifiuti tossici. Gli alleati della criminalità e del malgoverno sono sempre i benaltristi che chiacchierano, pontificano ma non fanno poi un emerito cazzo. Tiriamo dritti e continuiamo instancabilmente a segnalare e a boicottare in modo civile e creativo i mostri di ferro che soffocano Roma. Sul Corriere della Sera c'è anche una foto con breve commento di un lettore in Cronaca di Roma..
    CARTELLONIA DELENDA EST

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  4. Il Tempo è un quotidiano di riferimento del PDL, ma che vi aspettavate, gli applausi?

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  5. Il Tempo ha fatto un elogio del risanamento (??!! Con molte Anemone ?) possibile del Parco di Tor di Quinto con tante belle PALAZZINE grazie alle Olimpiadi.

    Stessa CRICCA.

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  6. Premetto che sicuramente nella città di Roma la pubblicità è uno scempio e sicuramente Lei sposa una causa nobile ma a me sembra VERGOGNOSO augurare la morte a qualcuno semplicemente per arrivare al suo fine.
    Le faccio anche una domanda: tutte le centinaia di persone che lavorano -onestamente- nel campo della pubblicità - non abusiva - Lei le manderebbe tutte a casa??
    Marco da Roma

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  7. Ma figurarsi. I posti di lavoro dovranno aumentare, non diminuiure. Ci saranno delle grandi ditte, serie che apriranno uffici, che avranno squadre di manutentori, che gestiranno bike-sharing, toilette pubbliche, che dovranno tenere puliti e in ordine i nuovi cartelloni di design che saranno installati in città.

    Come a Parigi, come a Madrid, come in tutto il mondo civile amico mio.


    Ma tanto lo so bene che prima o poi si arriverà alla retorica del Tengo Famiglia, dei posti di lavoro che genera l'economia criminale della città. Sarà un'altra battaglia...

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  8. Ma tipo chi è che opera onestamente? Il problema è un altro, è che il comune ha detto: "cani, porci, entrate e piateve Roma". Ennò zio Gianni, hai capito male.

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  9. Augurare la morte per raggiungere un fine è chiaramente una follia e questa cosa, seppur immagino e spero solo provocatoria, non doveva essere detta.

    Ma mi sarei fermato lì egr. sig Marco, perchè a proposito della 2° parte del messaggio le ricordo che le varie attività criminali del Paese danno lavoro a ben più di centinaia di persone ...e allora?

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  10. Il nostro amico è fissato con la provocazione del morto, brutta cosa, non approvo.
    Ma la condanna per cartellone selvaggio rimane, aumenta, come aumentano ogni giorno in barba alle regole i cartelloni sulle strade, sui marciapiedi, financo nei giardini!
    Basta agli abusivi, sì ad impianti di qualità e rispettosi del territorio.

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  11. In riferimento al commento sull'incidente del SUV in via del Tintoretto, riportato nell'articolo pubblicato sul Messaggero, tengo a far presente che nell'elenco delle associazioni e dei comitati indicati nel volantino figura anche Cartellopoli Blog, che usando come plurale maiestatis l'epressione "come abbiamo sempre fatto" (proprio a commento della riuscita della Conferenza Stampa), lascia così sottintendere che anche le associazioni ed i comitati "sperano" che ci caschi il morto ed addirittura sanno per certo che il morto ci sarà addirittura presto.
    Dal momento che nell'elenco figura anche l'associazione Verdi Ambiente e Società (VAS), in termini sia personali che come responsabile della suddetta associazione ambientalista,a cui interessa molto di più reprimere qualunque tipo di abuso commesso in danno del territorio, prima ancora di mandare in galera chi se ne é reso responsabile, mi dissocio totalmente da chi esulta per un incidente d'auto e machiavellicamente si augura la morte di qualcuno, pur di "dimostrare" le sue buone ragioni, che sono diverse e comunque del tutto opposte alle mie.
    A dimostrazione di questo porto a conoscenza del fatto seguente.
    Dell'incidente del SUV in Via del Tintoretto mi ha dato notizia in anticipo lo stesso giornalista Claudio Marincola che mi ha contattato nel corso della Conferenza Stampa dopo il mio intervento per avere da me alcune ulteriori informazioni: ho immediatamente chiesto al giornalista di darmi i particolari dell'incidente per farne oggetto di una formale segnalazione al Sindaco, all'Assessore Bordoni ed al Direttore Paciello e per conoscenza alla Procura delle Repubblica, con invito-diffida a rimuovere immediatamente non solo i 2 tralicci di via del Tintoretto, ma tutti quelli che mettono a rischio la vita delle persone.
    Dal momento che per Statuto della associazione che rappresento sono chiamato a difendere gli interessi diffusi riconosciuti dalla stessa legge n. 241/1990 (art. 9), il mio preciso dovere di fronte a casi simili é quello di cercare di PREVENIRE, non solo per evitare che si ripetano tali incidenti, ma anche e soprattutto per cogliere al volo l'occasione per mettere all'angolo l'Amministrazione Capitolina e stimolarla ad una sollecita rimozione.
    Cosa che mi riprometto di fare quanto prima.


    Dott. Arch. Rodolfo Bosi
    - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma di VAS -

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  12. La frase sul morto è effettivamente un po' pesate!! si poteva almeno sostituire con "ferito"... Comunque volevo solo comunicarvi la mia gioia quando, aprendo il Corriere della Sera, ho visto l'articolo! FINALMENTE SI SONO SVEGLIATI.

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  13. Voglio ringraziare personalmente Cartellopoli Blog per l'opera di corretta informazione svolta con la pubblicazione della Relazione illustrativa della delibera di iniziativa popolare (redatta dal sottoscritto), perché consente di avere il quadro esatto della situazione che si é venuta a determinare, completando le notizie fornite con le "Normative" e con il "Dove non si può".
    Ma ai fini di una informazione ancora più completa ritengo opportuno ed utile portare i lettori a conoscenza anche del "Dove di può" facendo sapere quali sono esattamente le deroghe al Codice della Strada fin qui concesse dal Comune, perché eviterebbe di fare di tutta l'erba un fascio con una critica indiscriminata e generalizzata che continua a far figurare come "violazioni" del Codice della Strada anche i cartelloni istallati invece in deroga.
    Propongo pertanto a Cartellopoli Blog di inserire a fianco al "Dove non si può" anche un "Dove si può (in deroga)".

    Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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  14. Ad integrazione del mio precedente commento delle ore 13,26 mi permetto ad ogni buon fine di
    far conoscere quali siano le deroghe al Codice della Strada fin qui concesse dal Comune, secondo il seguente testo che Cartellopoli Blog potrebbe inserire nel "Dove si può (in deroga)" se volesse dare come fissa questa ulteriore informazione.
    Avvalendosi della facoltà concessa sia dal 6° comma dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/92) che dal 2° comma dell’art. 51 del suo Regolamento di Esecuzione (DPR 495/1992), fin dal 2004 (delibera C.C. n. 193) è stata consentita tanto nelle strade urbane di quartiere quanto in quelle locali la permanenza degli impianti pubblicitari installati in deroga, a condizione che non risultino collocati nello spazio di avvistamento di cui all’art. 79 del Regolamento: lungo le strade di scorrimento urbane con velocità superiore a 50 Km/h le misure minime dello spazio di avvistamento dei segnali sono di 100 metri per i segnali di pericolo e di 150 metri per i segnali di prescrizione, mentre lungo le altre strade sono di 50 metri per i segnali di pericolo e di 80 metri per i segnali di prescrizione.
    Le deroghe, inizialmente consentite fino a non oltre il 31.12.2007, sono state poi prorogate dalla delibera del Consiglio Comunale n. 490/2005 ed ulteriormente permesse dalla delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008.
    La Giunta Veltroni (delibera C.C. 100/2006) ha inserito all’art. 34 le seguenti testuali deroghe ai commi da 4 a 7: “4. …. facoltà di autorizzare gli impianti pubblicitari sulle pertinenze con larghezze superiori a metri 4, comprese fra carreggiate contigue. In tali situazioni, gli impianti andranno collocati in posizione parallela all’asse stradale con distanza dal limite della carreggiata non inferiore a metri 1,80. Nel caso in cui le dimensioni dello spartitraffico lo consentano, l’impianto potrà essere collocato anche perpendicolarmente all’asse stradale, nel rispetto comunque della distanza sopra indicata dal limite della carreggiata.
    5. Le distanze minime per il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari, entro il centro abitato, limitatamente alle strade di tipo E), strade urbane di quartiere, ed F), strade locali, per i cartelli di dimensione non superiore a metri 1 x 1,40 sono così derogate:
    ·distanza minima dai segnali di pericolo, prescrizione ed indicazione, dagli impianti semaforici e dalle intersezioni:
    strade urbane di quartiere: metri 25, prima dei segnali stradali, degli impianti semaforici e delle intersezioni, e metri 15, dopo i segnali stradali, gli impianti semaforici e le intersezioni;
    strade locali: metri 15, prima dei segnali stradali, degli impianti semaforici e delle intersezioni, e metri 10, dopo i segnali stradali, gli impianti semaforici e le intersezioni;
    ·distanza minima dagli attraversamenti pedonali:
    strade urbane di quartiere: metri 15;
    strade locali: metri 10;
    ·distanza minima dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari: metri 15.
    6. L’applicazione delle distanze sopra indicate è subordinata alla circostanza che non sia ostacolata la visibilità dei segnali stradali entro lo spazio di avvistamento.
    7. Fino all’entrata in vigore dei Piano di cui all’art. 20, le suddette distanze minime in deroga si applicano anche agli impianti installati sul suolo collocati parallelamente all’asse stradale, ad eccezione di quelli collocati in aderenza di fabbricati o recinzioni”.
    Il testo delle suddette deroghe è stato recepito dalla attuale Giunta Alemanno (delibera C.C. n. 37/2009), che ha però inserito all’art. 4 (e non all'art. 34) gli stessi commi da 4 a 7, con l’unica differenza che al 5° comma ha innalzato le dimensioni dei cartelli da metri 1 x 1,40 a metri 1,20 x 1,80.

    Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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  15. "Un piccolo sacrificio di una esistenza potrebbe essere di grande utilità per salvarne centinaia...": eccoci tornati ai bei tempi dei sacrifici umani, i Maya son tornati. Sacrifichiamo qualche giovane vita, magari una vergine, ed ecco che i cartelloni spariscono... poi già che ci siamo un'altro "piccolo" sacrificio per un'altra buonissima causa (c'è solo l'imbarazzo della scelta), poi magari un'altra e via sacrificando...
    Ma come vi viene in mente anche di pensarlo, porca la vostra miseriaccia?
    Vincenzo
    PS Comunque continuerò a mandarvi foto, appena ne avrò di nuove...

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  16. Le deroghe di cui parli sono, se non erro, inserite nel regolamento comunale dal quale abbiamo attinto per realizzare il nostro DOVE NON SI PUO'. Dunque mi sembra che vi sia tutto quanto già fin da ora.

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  17. Faccio anzitutto presente a "sessorium" che nel "DOVE NON SI PUO'" non sono citati i riferimenti di legge che sono invece indicati nelle "NORMATIVE", peraltro in modo incompleto, perché mancano:
    - l’art. 153 del D.Lgs. n. 42/2004 che estende lo stesso divieto non solo dentro le aree soggette a vincolo paesaggistico, ma anche in prossimità di esse, comprendendovi quindi anche il lato opposto di una strada che fa da confine al vincolo;
    - l’art. 162 del D.Lgs. n. 42/2004 che punisce l’installazione di impianti nelle aree soggette a vincolo archeologico o storico-monumentale con le sanzioni previste dall’art. 23 del “Codice della Strada” ai commi 11 (da 389 a 1559 €) e 12 (da 155 a 624 €);
    - l’art. 168 del D.Lgs. n. 42/2004 che rimanda alle stesse sanzioni del “Codice della strada” per l’installazione di impianti nelle aree soggette a vincolo paesaggistico;
    - l’art. 38 della legge regionale del Lazio n. 29/1997 (relativa alle aree naturali protette) che prevede una sanzione pecuniaria da 259,00 a 2.590,00 € per l’installazione di impianti dentro parchi e riserve .
    Faccio notare in secondo luogo che non vengono fatte conoscere le misure minime dello spazio di avvistamento dei segnali di pericolo e di prescrizione (oltre che di indicazione) stabilite dall’art. 79 del Regolamento Esecutivo del Codice della Strada.
    Metto in risalto in terzo luogo che le deroghe concesse nel Regolamento vigente riguardano in particolare le strade urbane di quartiere (di tipo E) e non anche le strade di scorrimento che sono di tipo D e che nel "DOVE NON SI PUO'" figurano nelle prime 2 deroghe, ma messe assieme a delle generiche “strade urbane” ed erroneamente definite "grande viabilità comunale".
    Più avanti a "grande viabilità comunale" vengono assimilate in modo sbagliato le “strade di quartiere”, per le quali sussiste la deroga di una distanza minima di 15 metri, mentre non viene detto che c’è anche la deroga di una distanza minima di 10 metri per le strade locali (di tipo F).
    Per tutte le ragioni suddette, ribadisco l’opportunità di inserire un “DOVE SI PUO’ (IN DEROGA)” secondo il testo suddetto, di integrare le “Normative” con gli articoli sopra citati e di aggiornare il "DOVE NON SI PUO'" con i dovuti richiami normativi.

    Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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  18. Caro giornale Il Tempo di roma, sappiamo tutti da che parte stai e per chi scrivi, ma questo è anche normale..ma ci vuole una bella faccia tosta a dire che i problemi sono ben altri...Hai ragione, la giunta che sostieni di casini ne ha creati anche altri e anche piu gravi e cerca di rifarsi promettendo gran premi di formula 1 e parchi divertimento, insomma una roma di cartapesta accanto alla roma del caos nelle strade, dei furbi che parcheggiano sui marciapiedi e ci corrono con le moto, alla roma dei bancarellari davanti i monumenti e del famo come ce pare.... Pero' anche il decoro di roma era una promessa di questa giunta e se tra gli alberi aiole giardini incroci e marciapiedi ci regala cartelloni pubblicitari allora pure questo problema non è da poco. Poi sai anche tu caro Il Tempo di roma che dietro i cartelloni c'e un business miliardario e non sempre pulito, anzi...E i cittadini onesti anche di questo si preoccupano e hanno il diritto ed il dovere di farlo. Anche se i cartellonari ed i loro amici e padroni in Parlamento leggono il Tempo e se ne fregano di roma.
    Carlo ex lettore de il Tempo.

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  19. Faccio presente a "sessorium" di avere dimenticato nelle "NORMATIVE" le ulteriori 2 seguenti disposizioni di legge:
    - lettera o) del 3° comma dell'art. 8 della legge regionale n. 29/1997 che a salvaguardia delle aree naturali protette regionali prescrive come divieto "l'apposizione di cartelli e manufatti di qualunque natura e per qualsiasi scopo";
    - il combinato disposto del 1° e dell'8° comma dell'art. 30 della legge quadro sulle aree protette n. 394/1991, ai sensi del quale é punibile con l'arresto fino a 12 mesi e l'ammenda da 200.000 a 5 milioni delle vecchie lire anche chi viola le misure di salvaguardia prescritte da leggi regionali.
    Colgo l'occasione per far presente anche che il 3° comma dell'art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/92), é stato abrogato dal D.Lgs. n. 42/2004 ed andrebbe quindi cancellato dalle "NORMATIVE" dove figura invece integralmente pubblicato.
    Mi permetto infine di consigliare la pubblicazione integrale anche dei rimanenti commi tanto dell'art. 23 del Codice della Strada (fino al comma 13-quinques) quanto dell'art. 51 del suo Regolamento di esecuzione (fino al comma 15).
    In tal modo l'informazione data sarebbe totale e non parziale, senza far credere al lettore che sia completa solo quella pubblicata o costringerlo comunque a dover navigare in Internet per andarsi a leggere la normativa non riportata.

    Dott. Arch. Rodolfo Bosi

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  20. Caro Dott. Arch. Bosi, la ringrazio personalmente per il prezioso contributo alla discussione, essendo io l'estensore di una buona parte dei riferimenti normativi da Lei opportunamente citati.
    Le faccio però presente due, sentite, osservazioni:
    1) anzitutto credo che firmarsi con i titoli accademici, in questo contesto di discussione forte ma costruttiva e soprattutto fuori da pretese forzate identità (nella fattispecie politiche) sia una palese stonatura: sono "Dottore" (in Economia e Commercio) anch'io, ma non ho mai ritenuto necessario o "qualificante" dover citare il mio titolo accademico nei commenti, come peraltro la maggior parte dei contributori e partecipanti alle discussioni di Cartellopoli.
    2) i riferimenti normativi e il dove "non si può" sono, come facilmente immaginerà, opera totalmente volontaria svolta rubando tempo alle nostre attività principali del quotidiano, ne è uscita pertanto una sintesi fatta per dare un quadro comunque significativo dei divieti vigenti in materia, che come Lei ben sa è alquanto stratificata, sintesi necessaria peraltro per evitare di far girare la testa al lettore in mezzo alla selva di leggi e leggine, riferimenti quindi incompleti ma che comunque ci siamo ripromessi di migliorare quanto prima; parallelamente, come Lei stesso ben è a conoscenza, gli avvenimenti quotidiani, le denunce, le segnalazioni, da ultimo la proposta di delibera popolare, hanno spesso il sopravvento sulle altre attività pendenti, in questa battaglia assolutamente impari ma che stiamo conducendo con il massimo delle nostre forze, da qui alcune piccole lacune del blog, che Lei, credo comprensibilmente, vorrà perdonarci.
    La saluto cordialmente (per contatto privato mi trova all'indirizzo: mfanteg@gmail.com)

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  21. Caro Dott. Marco 1963, ritengo personalmente che le informazioni ulteriori che avete voluto dare nelle "NORMATIVE" e nel "DOVE NON SI PUO'", siano molto meritevoli e rivolte soprattutto a chi ne vuol sapere di più, senza necessariamente farsi girare la testa per questo.
    Dal momento che il vostro Blog svolge anche in tal modo un'opera di pubblica informazione, che é quindi bene che sia corretta e completa, mi sono permesso di portare il mio modesto contributo in tal senso: apprezzo pertanto la sua volontà dichiarata di migliorare quanto prima i riferimenti incompleti, non certo e comunque non solo per mia soddisfazione, ma nell'interesse di tutti i lettori.
    Quanto alla sua osservazione riguardo alla inopportunità secondo Lei di firmare i miei commenti citando il "titolo" che ho, Le faccio presente che nel mio 1° commento di ieri 8 maggio mi sono qualificato ufficialmente per la carica che ricopro di Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione VAS, che ha redatto materialmente i testi della delibera di iniziativa popolare, della Relazione e del Comunicato Stampa e che pertanto in tale veste "qualificante" ha inteso e intendo continuare a contribuire ed a partecipare alle discussioni di Cartellopoli.
    In riferimento alla qualifica di "Dottore" che debbo ogni volta mettere a fianco di quella di "Architetto" e che Le ha fatto pensare ad una mia megalomania, Le faccio presente che per mia scelta anche "politica" non sono iscritto all'Albo degli Architetti e che sono stato accusato di millanteria e di non potermi dichiarare "architetto" e basta, essendo il sottoscritto un semplice "Dottore in Architettura".
    Se il problema é ad ogni modo questo, d'ora in poi mi qualificherò soltanto con il nome e cognome che porto.
    Cordiali saluti
    Rodolfo Bosi

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  22. Il bell'articolo pubblicato lo scorso 7 maggio su "Il Messaggero" si apre con la notizia del SUV che si é schiantato in via del Tintoretto contro un palo di sostegno di uno striscione, di cui attualmente secondo il giornalista (Claudio Marincola)sarebbe vietato l'utilizzo.
    L'effettuazione della pubblicità esterna per mezzo degli impianti della tipologia "striscione" era stata in effetti vietata in tutto il territorio comunale con la deliberazione del Consiglio Comunale n. 175 del 25.11.2002.
    Il divieto degli "striscioni" é stato ribadito nel Regolamento voluto dalla Giunta Veltroni ed approvato con deliberazione n. 100 del 12.4.2006 alla lettera c) del 2° comma dell'art. 4, che é stata però abolita dallo stesso art. 4 nel nuovo Regolamento voluto dalla Giunta Alemanno con deliberazione n. 37 del 30.3.2009: l'art. 35 del nuovo Regolamento ha anche espressamente abrogato la deliberazione n. 175 del 25.11.2002, che peraltro prescriveva il divieto anche dei cartelloni di formato 6 x 3.
    Ma il comma 10 dell'art. 51 del Regolamento di esecuzione del Codice della Strada, emanato con D.P.R. n. 495 del 16.12.1992 stabilisce che "L'esposizione di striscioni è ammessa unicamente per la promozione pubblicitaria di manifestazioni e spettacoli" e dispone che "L'esposizione di striscioni, locandine e stendardi è limitata al periodo di svolgimento della manifestazione, dello spettacolo o della iniziativa cui si riferisce, oltre che alla settimana precedente ed alle ventiquattro ore successive allo stesso".
    Mi riprometto di scrivere come Respsonsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione VAS al Sindaco Alemanno per farglielo presente con un invito-diffida a rimuovere tutti i pali che sono inutilizzati e che mettono a rischio l'incolumità delle persone.
    Rodolfo Bosi

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  23. Benissimo dott. Bosi
    il movimento anti-degrado ha bisogno anche di persone preparate e puntigliose come lei!
    Uniamo le nostre energie, le nostre capacità, la nostra voglia di una società più giusta che possa crescere anche in un paesaggio-AMBIENTE più bello.
    La lotta al degrado è espressione di un'esigenza di bellezza!
    CARTELLONIA DELENDA EST

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  24. Dott. Bosi, un caloroso e sincero Benvenuto tra noi del blog!

    Mc Daemon

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