giovedì 10 giugno 2010

Adesso iniziamo a capirci qualcosa di più...

Qui sotto l'articolo apparso su la Repubblica di ieri. Diremmo che non occorre commento, non occorre suggerirvi i collegamenti con l'argomento di questo blog, non occorre davvero altro per capire in che razza di cornice si iscrive la lotta ai cartelloni selvaggi.
Non crediamo -almeno non ancora- che Alemanno e la sua cricca di assessori (se ne salvano davvero pochissimi, anzi forse nessuno fatti salvi Umberto Croppi e Marco Corsini) siano degli affiliati della Camorra. Non crediamo, badate bene, che si stiano arricchendo con i foraggi della criminalità. Crediamo però che non siano in grado di arginare questi poteri terrificanti, crediamo che non siano all'altezza, crediamo che se si ha paura della mafia allora ci si deve astenere dal governare un territorio allucinate come quello di Roma, crediamo che se non si è nelle condizioni di opporsi con autorevolezza a certe pressioni, non si può gestire questa città.
Cosa ci state guadagnando ad entrare nella storia come i devastatori della città? Non vi rendete conto che le vostre sgradevolissime facce saranno associate per anni e anni a degrado, connivenze, schifezze mai viste in nessuna altra capitale europea? Chi ve lo fa fare? Andatevene via!!! Consentite che i problemi chiave vengano presi in mano da un commissario.


Il sindaco Alemanno sminuisce il pericolo di infiltrazioni mafiose a Roma. A denunciarlo è il procuratore Luigi De Ficchy, nel corso di un dibattito ospitato nella sede del XI municipio. «Con il Comune di Roma - prosegue il procuratore - non ci siamo quasi mai ritrovati e confrontati su questo tema e nella Capitale a forza di sottovalutare questa tematica siamo arrivati alla situazione attuale».

Sono i colletti bianchi, persone che non ti aspetti. Sono la ‘quinta mafia´, come la definisce il presidente di Libera Lazio, Antonio Turri, e a forza di non volerla vedere, si è in un primo momento infiltrata, poi radicata ed infine ha preso il controllo. E´ una fotografia inquietante quella emersa ieri durante il dibattito «Lotta alle mafie, due realtà a confronto: Calabria e Roma».
Dal caso del comune di Fondi a quello meno recente di Nettuno, comuni a sud del Lazio in cui «pesante è la mano delle mafie con amministrazioni sciolte proprio per infiltrazioni». A confrontarsi si sono ritrovati oltre ad Antonio Turri, al procuratore Luigi de Ficchy, il sostituto procuratore della Repubblica di Crotone Pier Paolo Bruni e i presidenti dei municipi XI e III, Andrea Catarci e Dario Marcucci. «Alemanno - ha proseguito il procuratore De Ficchy - è inutile che si meravigli quando vengono alla luce casi come quello del sequestro del Cafè de Paris. Qui si è sempre sminuito il fenomeno: dalle infiltrazioni si è infatti passati al controllo del territorio, con le cosche della ‘ndrangheta che dalla Calabria si sono spostate verso Roma, dove risiede il centro del potere. Lavorano sui grandi appalti, sul grande giro di affari e sono arrivati a quasi tutti i livelli. Non c´è nulla di cui meravigliarsi. Le mafie sono un cancro che hanno un loro esercito ed un´organizzazione finanziaria ed economica. Roma è la forza propulsiva, centro del potere politico e non solo. Le mafie sono dentro l´urbanistica, con il cemento. Sono dentro al ciclo dei rifiuti ed per noi è sempre più difficile, per mezzi e strumenti, fare indagini».
(federica angeli)

2 commenti:

  1. L'importante è approvare la legge sulle intercettazioni: è il partito di Alemanno che la promuove, e questo dimostra che senso della legalità hanno.

    Privacy per i mafiosi! Che si prendano Roma, ma in silenzio!

    RiccardoMA

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  2. La novità è la mafia dai colletti bianchi ? Che dentro le istituzioni ci sono rappresentanti della mafia che partecipano alla stesura delle leggi che devono rispettare i cittadini ? Che la legge anti corruzione prevede solo 5 anni di impossibilità ad essere rieletto nel caso in cui un deputato risulti colpevole ? Che la politica, tramite il voto di scambio, accetta i voti dei caporali mafiosi per essere eletta, e dopo ovviamente deve stare ai loro ricatti ? Le mafie avanzano nel sud pontino, nella corruzione, nello strozzinaggio,nello spaccio di droghe pesanti che ha superato quello di droghe leggere, nel riciclo dei rifiuti, nell'abusivismo, e infine..nei cartelloni !
    L'impegno di contrasto deve inizire dal quartiere, da sotto casa, poi si arriverà ai piani alti, ma se si fa finta di niente, nulla cambia,anzi può solo peggiorare.
    Allora iniziamo almeno con la raccolta di queste cavolo di firme, poi vedremo che succede e se si riesce a cambiare qcosa

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