venerdì 18 giugno 2010

Bosi-segnala: il vincolo di Roma Vecchia


Si trasmette in allegato la documentazione che attesta la presenza del vincolo paesaggistico denominato "Roma Vecchia", imposto con Decreto Ministeriale del 30 settembre 1961 ai sensi della legge n. 1497/1939: risulta ricompreso tra le seguenti vie.

- a nord: via dell'Arco di Travertino, via Grottaferrata, via Demedriade, via Frascati, via Tuscolana;
- ad est: via Lucio Mario Perpetuo, via Selinunte, via Lucio Sestio, via Lemonia, , viale Lucio Papirio, via Cilicia, via Caio Canuleio; cinconvallazione Tuscolana, via Gallo, via Cabiria, via Tuscolana;
- a sud: viale del Casale Ferranti, via Mario Broglio, via Lucrezia Romana, via delle Capannelle;
- ad ovest: via del Calice, via Cerenzia, via S. Severina, via Bisignano, via Appia Nuova fino a via dell'Arco di Travertino.

Si fa presente che ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si mette in evidenza che il divieto vale anche per gli impianti collocati "in prossimità dei beni paesaggistici" e vale quindi anche per tutti i cartelloni installati sul lato opposto delle suddette vie di confine del vincolo e quindi in particolare di via Tuscolana per tutto il tratto che va da via Cabiria a via dle Casale Ferranti, nonché di via Appia Nuova per tutto il tratto che va da via Bisignano a via dell'Arco di Travertino.

Si chiede pertanto la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano eventualmente ricomprese: si richiede la rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Le rimozioni sono ancor più dovute e comunque "legittimate" dal fatto che - alla scadenza del 31 dicembre 2010 di tutte le autorizzazioni/concessioni - non ha fatto seguito nessun rinnovo: ne deriva che dal 1 gennaio 2010 tutti gli impianti installati precedentemente a Roma sono di per sé “abusivi” ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del nuovo Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, perché "in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione".

Sotto questo aspetto, nelle more della redazione ed approvazione del Piano Regolatore (che dovrà comunque rispettare i divieti di affissione prescritti in tutte le 65 zone del Comune di Roma che sono state vincolate come "beni paesaggistici"), l’amministrazione comunale è nel pieno diritto di pretendere la rimozione di qualsiasi impianto pubblicitario di cui la ditta titolare non può più rivendicare alcun “diritto acquisito”: ai sensi infatti dell’art. 10 del Regolamento "le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata pari a cinque anni rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni; in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio".

In forza della suddetta disposizione il Servizio Affissioni e Pubblicità può e deve quindi pretendere quanto meno la rimozione obbligatoria di tutti gli impianti di cui al 31 dicembre 2010 si sia verificata la scadenza del 2° quinquennio.

Nelle more della materiale rimozione di tutti gli impianti, l’amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il 13-6-2010

3 commenti:

  1. Mi togli una curiosità, ma il vincolo paesaggistico non potrebbe impedire altri scempi ? Non so a via cilicia c'è una tangenziale ad esempio fatta malissimo e che purtroppo ormai si è consolidata in un paesaggio spettrale (credo sapete tutti che nella convenzione 2000 si afferma la tutela del paesaggio , tra l'altro, prevedendo azioni di pianificazioni (cioè azioni lungimiranti per la difesa). Non si potrebbe coprire con un tunnel anche artificiale.
    Possibile che tutte queste tutele valgono solo per i cartelloni? Anche ad arco di travertino ci sono azioni di riqualificazioni....parola che ha perso di significato dove si nascondono gli interessi di pochi .

    Come dire, con il cartellone siamo forti, anzi la sopraelevata ve la tenete e anzi mo ve ne facciamo pure un'altra ?

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  2. Faccio presente all'anonimo delle ore 00,30 che tanto il decreto ministeriale quanto la delibera di Giunta Regionale con cui si impone ogni volta un vincolo paesaggistico costituiscono solo una dichiarazione di notevole interesse pubblico riguardante la bellezza di un certo panorama.
    La tutela di quel vincolo, cioé cosa si possa fare e cosa non si possa fare dentro i suoi confini,é assicutrata attualmente dal rispettivo Piano Territoriale Paesistico (P.T.P.)definiitvamente approvato e dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.) al momento solo adottato, con la clausola che - in caso di difformità o contrasto tra le norme dettate da entrambi i Piani - prevale senmpre la presrizione più restrittiva.
    Ogni progetto di trasformazione del territorio in zona vincolata deve avere il preventivo ed obbligatorio rilascio della autorizzazione paesaggistica, che consiste in un esame di conformità del progetto presentato con le prescrizioni imposte sia del P.T.P. che del P.T.P.R.: mentre per ogni impianto pubblicitario vige sempre e comunque il divieto di affissione in zona vincolata, per gli altri tipi di trasformazione di un territorio vincolato occorre andare e vedere cosa prescrivono le norme paesistiche da rispettare al riguardo.

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  3. ho capito , burocrazia ! Uno dei paradossi della nostra società, per un cartellone intervengono tutti per mostruosità senza limiti sono di interesse generale !

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