domenica 27 giugno 2010

Bosi-segnala: nella Valle dei Casali ci devono stare i casali, non i cartelloni


Si trasmette in allegato la documentazione che attesta la presenza del vincolo paesaggistico denominato "Valle dei Casali", imposto con Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 798 del 16 febbraio 1988 ai sensi della legge n. 1497/1939: risulta ricompreso tra le seguenti vie.

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a nord: via Aurelia Antica, via di Bravetta, via Silvestri;
- ad est: via del Casaletto, via Portuense, via Santorre di Santarosa, via Giannetto Valli, via Alberto Mancini, via della Magliana Nuova;
- a sud: fiume Tevere (via della Magliana Nuova);
- ad ovest: via del Fosso della Magliana, via Portuense, via della Casetta Mattei, via di Bravetta.

Si fa presente che ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si mette in evidenza che il divieto vale anche per gli impianti collocati "in prossimità dei beni paesaggistici" e vale quindi anche per tutti i cartelloni installati sul lato opposto delle suddette vie di confine del vincolo.

Si chiede pertanto la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano eventualmente ricomprese: si richiede la rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Le rimozioni sono ancor più dovute e comunque "legittimate" dal fatto che - alla scadenza del 31 dicembre 2010 di tutte le autorizzazioni/concessioni - non ha fatto seguito nessun rinnovo: ne deriva che dal 1 gennaio 2010 tutti gli impianti installati precedentemente a Roma sono di per sé “abusivi” ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del nuovo Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, perché "in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione".

Sotto questo aspetto, nelle more della redazione ed approvazione del Piano Regolatore (che dovrà comunque rispettare i divieti di affissione prescritti in tutte le 65 zone del Comune di Roma che sono state vincolate come "beni paesaggistici"), l’amministrazione comunale è nel pieno diritto di pretendere la rimozione di qualsiasi impianto pubblicitario di cui la ditta titolare non può più rivendicare alcun “diritto acquisito”: ai sensi infatti dell’art. 10 del Regolamento "le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata pari a cinque anni rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni; in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio".

In forza della suddetta disposizione il Servizio Affissioni e Pubblicità può e deve quindi pretendere quanto meno la rimozione obbligatoria di tutti gli impianti di cui al 31 dicembre 2010 si sia verificata la scadenza del 2° quinquennio.

Nelle more della materiale rimozione di tutti gli impianti, l’amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il 13-6-2010

3 commenti:

  1. Egregio Dott. Bosi,
    dopo la lettera da Lei inviata al Ministro dei Trasporti- assolutamente opportuna ed azzeccata- perchè non scrivere anche al Ministro dei Beni Culturali ?!

    Mc Daemon

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  2. A Mc Daemon delle ore 18.10 faccio presente che con nota VAS prot. n. 21 del 20 maggio 2010, indirizzata non solo al Ministro Sandro Bondi, ma anche alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma ed alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, ho fatto la seguente testuale richiesta: "Dal momento che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l’Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma, si chiede alle SS. LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008".
    Colgo l'occasione per far sapere che una analoga richiesta di tutela di tutte le zone vincolate di Roma é stata da me trasmessa all'Assesore all'Urbanistica della Regione Lazio on. Fabio Armeni con nota VAS prot. n. 22 sempre del 20 maggio 2010.

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  3. Grazie 1000!
    Grande come sempre!!!

    Mc Daemon

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