martedì 15 giugno 2010

Bosi-segnala: Tomba di Nerone (ma speriamo nella tomba dei cartelloni!)


Si trasmette in allegato la documentazione che attesta la presenza dei 2 vincoli paesaggistici denominati "Parco di Veio", dentro i cui confini ricade l'intero quartiere "Tomba di Nerone" ricompreso tra il Grande Raccordo Anulare a nord, la riserva naturale dell'Insugherata ad ovest, l'incrocio tra Cassia Vecchia e Cassia Nuova a sud ed il Parco di Veio ad est.

Si fa presente che ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si chiede pertanto la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati all'interno dei confini soprattutto del vincolo emanato con D.M. del 24.2.1986, entro cui rientra in particolare l'intera via Cassia nel tratto che va dall'incrocio con via della Giustiniana a nord fino all'incrocio con il Fosso dell'Acquatraversa a sud, dove risultano installati numerosi cartelloni pubblicitari : si richiede la rimozione espressamente ai sensi del comma 13-quater dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive il 3° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Le rimozioni sono ancor più dovute e comunque "legittimate" dal fatto che - alla scadenza del 31 dicembre 2009 di tutte le autorizzazioni/concessioni - non ha fatto seguito nessun rinnovo da parte del Servizio Affissioni: ne deriva che dal 1 gennaio 2010 tutti gli impianti installati precedentemente a Roma sono di per sé “abusivi” ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del nuovo Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, perché "in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione".

Sotto questo aspetto, nelle more della redazione ed approvazione del Piano Regolatore (che dovrà comunque rispettare i divieti di affissione prescritti in tutte le 65 zone del Comune di Roma che sono state vincolate come "beni paesaggistici"), l’amministrazione comunale è nel pieno diritto di pretendere l'immediata rimozione di qualsiasi impianto pubblicitario di cui la ditta titolare non può più rivendicare alcun “diritto acquisito”: ai sensi infatti dell’art. 10 del Regolamento "le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata pari a cinque anni rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni; in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio".

In forza della suddetta disposizione il Servizio Affissioni e Pubblicità può e deve quindi pretendere la rimozione obbligatoria quanto meno di tutti gli impianti di cui al 31 dicembre 2009 si sia verificata la scadenza del 2° quinquennio.

Nelle more della materiale rimozione di tutti gli impianti, l’amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il 24-5-2010

5 commenti:

  1. Dal momento che il testo della segnalazione non dà gli estremi dei 2 vincoli deniminati entrambi "Parco di Veio" perché riportati nella documentazione allegata, faccio sapere che il 1° é stato emanato con Decreto Ministeriale del 24 febbraio 1986 ai sensi dell'art. 1, lettera m (zona di interesse archeologico) della legge n. 431/1985: porta la sigla cdm058_133 che é stata assegnata ai "beni d'insieme relataivi al riconoscimento delle zone di interesse archeologico".
    Al suo interno ricade l'intero tratto della via Cassia che va dall'incrocio con via della Giustiniana a nord fino all'incrocio con il Fosso dell'Acquatraversa a sud.
    Il 2° vincolo é stato imposto invece ai sensi della legge n. 1497/1939 con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 338 del 30 gennaio 1989e: porta la sigla cd058_146 che é quella assegnata ai "beni d'insieme: vaste località con valore estetico tradizionale, bellezze panoramiche" da parte della Regione Lazio nelle Tavole B, Tav. 24, Foglio 374 (Roma) del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) su cui sono riportati i confini di entrambi i vincoli.
    Colgo l'occasione per invitare tutti coloro che lo vogliano a chiedere direttamente per posta elettronica a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it la immediata rimozione di tutti i cartelloni pubblicitari collocati dentro i confini del vincolo, oppure in alternativa (se vogliono mantenere l'anonimato) a rigirare le segnalazioni al sottoscritto (vas.roma@alice.it)che si preoccuperà di inoltrarle immediatamente al Comune a nome di VAS.

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    1. Qualcuno sa se i suddetti vincoli (o altri) vietano l'abbattimento di alberi nelle aree condominiali di via fosso del poggio ?
      Grazie

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  2. E' arrivata una risposta via email o direttamente una testa di cavallo?

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  3. scrivo anche io,
    avete letto le iniziative della sinistra in tema di "grattacieli" ????
    si sfiora il ridicolo. La sinistra dice che non si può fare un referendum perchè il popolo ecc . (in poche parole dice che il problema è complesso ed il popolo si fa aizzare....)..... ma come non vogliono il referendum popolare proposto da Alemanno mentre vogliono l'iniziativa popolare per i cartelloni ??? ma perchè voi non state aizzando cittadini poco preparati spaventandoli con termini come camorra e mafia ?
    Spero che non mi venga cancellato il messaggio e spero che non arrivino minacce !

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