martedì 22 giugno 2010

Bosi-segnala: un bel pezzo di Via Salaria


Si trasmette in allegato la documentazione che attesta la presenza del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", imposto con Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 105913 del 5 dicembre 1989 ai sensi della legge n. 1497/1939: risulta ricompreso tra il fiume Tevere ad ovest, il Grande Raccordo Anulare a nord, via Salaria ad est e via del Foro Italico a sud.

Si fa presente che ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si mette in evidenza che il divieto vale anche per gli impianti collocati "in prossimità dei beni paesaggistici" e vale quindi anche per tutti i cartelloni installati sul lato opposto delle suddette vie di confine del vincolo e quindi di via Salaria per tutto il tratto che va dal G.R.A. a via del Foro Italico.

Si chiede pertanto la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano eventualmente ricomprese: si richiede la rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Le rimozioni sono ancor più dovute e comunque "legittimate" dal fatto che - alla scadenza del 31 dicembre 2010 di tutte le autorizzazioni/concessioni - non ha fatto seguito nessun rinnovo: ne deriva che dal 1 gennaio 2010 tutti gli impianti installati precedentemente a Roma sono di per sé “abusivi” ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del nuovo Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, perché "in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione".

Sotto questo aspetto, nelle more della redazione ed approvazione del Piano Regolatore (che dovrà comunque rispettare i divieti di affissione prescritti in tutte le 65 zone del Comune di Roma che sono state vincolate come "beni paesaggistici"), l’amministrazione comunale è nel pieno diritto di pretendere la rimozione di qualsiasi impianto pubblicitario di cui la ditta titolare non può più rivendicare alcun “diritto acquisito”: ai sensi infatti dell’art. 10 del Regolamento "le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata pari a cinque anni rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni; in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio".

In forza della suddetta disposizione il Servizio Affissioni e Pubblicità può e deve quindi pretendere quanto meno la rimozione obbligatoria di tutti gli impianti di cui al 31 dicembre 2010 si sia verificata la scadenza del 2° quinquennio.

Nelle more della materiale rimozione di tutti gli impianti, l’amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009. Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il 13-6-2010

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