lunedì 21 giugno 2010

E' facile dire Ponte della Musica...

Abbiamo inviato questa lettra a Gianni Borgna, presidente della Fondazione Musica per Roma che, come leggerete nella rassegna stampa allegata, ha rilasciato delle dichiarazioni in merito alla creazione di un polo culturale integrato nella cartellonandia del Flaminio...

Gentile Dott. Borgna,

con grande piacere abbiamo letto sulle rassegne stampa di questo fine settimana (qui, qui e ancora qui) la sua visione del "Distretto Culturale Flaminio". E' fondamentale che una istituzione che richiama centinaia di migliaia di persone ogni anno abbia la capacità di gettare il cuore oltre l'ostacolo e nella fattispecie oltre il Fiume, tenendo conto della nascita di un nuovo, importante ponte che collegerà Via Guido Reni e il Foro Italico.

Oltre a diventare una piattaforma culturale unica nel suo genere (con il Maxxi, l'Auditorium, il Teatro Olimpico e presto, magari, altre cose che verranno allorquando le caserme di Via Reni verranno riconsegnate al Comune), l'area in questione è un parco architettonico di spiazzante bellezza. Da Zaha Hadid a Renzo Piano passando per Moretti, Nervi e Vitellozzi: un percorso dagli anni Trenta del Novecento agli anni Dieci del Duemila. Qualcosa di più unico che raro.

Le scriviamo come comitato perché, riteniamo, la trasformazione di questo contesto in un reale parco culturale capace di attrarre oltre un milione di visitatori l'anno sia una trasformazione fattibilissima con costi pressoché irrisori. Non serve costruire, non servono permessi, non serve investire. Serve semplicemente togliere. Nello specifico, togliere tre cose:

1. I cartelloni abusivi che hanno completamente riempito tutta la zona in questione da un anno a questa parte. Sia l'Auditorium, sia il Palazzetto che il Flaminio sono stati recintati di cartelloni abusivi e abusivamente autorizzati dal comune. Una scena spettrale si presenta ai visitatori che rimangono basiti da tutto questo. Da qualche tempo un ulteriore cartellone è comparso di fronte alla facciata del Maxxi. L'area va completamente bonificata da questo scempio che la deturpa e impedisce, realmente impedisce, la stessa vista dei monumenti contemporanei di cui abbiamo parlato.

2. La sosta selvaggia attorno all'Auditorium. E' davvero uno scandalo che l'Auditorium sia per le persone che abitano nei suoi dintorni non un punto d'orgoglio di quartiere, ma un incubo specie quando nelle serate a partire dal giovedì, la zona si riempi di rampolli in suv alla ricerca dell'aperivo trendy d'ordinanza. Con dei semplicissimi interventi di arredo urbano (e con un paio di Vigili Urbani a presidio fisso), la zona potrebbe tornare alla civiltà, i residenti potrebbero tornare alleati dell'istituzione e il parcheggio dell'Auditorium potrebbe tornare a fare il suo mestiere: accogliere tutte (tutte!) le automobili che arrivano in zona: a nessuno deve essere consentito di rendere le strade circostanti dei parcheggi abusivi a cielo aperto, questo non si confà ad un "parco culturale" come lo intendete creare.

3. La terza segnalazione riguarda Via Guido Reni, la direttrice principale del "distretto". E' un vialone con potenzialità notevoli, ma stuprato da un oceano di lamiere. Non solo ai lati della carreggiata, ma addirittura anche al centro. Occorre accellerare la nascita di nuovi parcheggi interrati (ne sono previsti tanti, ma per ora si lavora solo a Piazza Gentile da Fabriano, ed è già qualcosa) per togliere tutte le auto dalla superficie e per trasformare Via Reni in un boulevard culturale con un design ed una riconoscibilità tutta sua. Dove le auto potranno transitare, ovviamente, ma non sostare.

1 commento: