domenica 13 giugno 2010

Gira gira scriviamo anche a Giro


Leggete qua sotto. Articolo apparso su Repubblica lo scorso giovedì 10. Leggete, leggete come si infervora il viceministro della cultura Francesco Giro quando parla di zone vincolate. Come si riempie la bocca di tutela. Ehggià, peccato che da quella boccuccia, sempre biforcuta anche contro Aledanno, nulla è uscito ad oggi contro i cartelloni mafiosi che violentano ogni parte della città. Se Giro non se n'è accorto, lo avviseremo noi. Se Giro fa finta di niente, gli spiegheremo che non puo' fare finta di niente. Se Giro non ha voglia di disturbare la "potente lobby" (ma potente di che???) della mafia cartellonara, bhe, gli faremo notare che non può pigliarsela solo con i pesci piccoli, che non è molto elegante. Ecco che Cartellopoli chiede la collaborazione ai suoi lettori -in primis il buon Bosi, che su queste cose è specialista- nel redarre una rapida ma ficcante lettera da protocollare e spedire al caro Francesco Maria Giro per spiegargli cosa sta succedendo in questa città. Per fargli capire. Per chiedergli una parola, una presa di posizione, una esternazionale. Allora, gliela facciamo vedere a Giro la lista delle aree vincolate dove il Comune di Roma ha autorizzato mostri di metallo e resina chiamati cartelloni pubblicitari? Glielo facciamo capire che la storia del Circo Massimo è davvero una bazzecola al confronto?


Carlo Alberto Bucci per "la Repubblica - Roma"

Una fila di alberi ad alto fusto avrebbe dovuto attutire l´impatto delle tribune, delle altane con i fari, degli stand, degli spogliatoi, del campo di sabbia. Nessun filo di verde copre invece l´impianto da 6700 metri quadri del beach soccer al Circo Massimo, riparandolo da quella che il Times ha definito il 4 giugno «l´ultima umiliazione» dell´antico stadio romano.
Gli organizzatori del "Beach sport village" insomma, non avrebbero mantenuto la parola. E per questo la Soprintendenza archeologica statale ha «revocato il nulla osta» con una lettera arrivata ieri in Campidoglio. Riprende così il braccio di ferro tra ministero e amministrazione comunale sull´uso delle aree archeologiche e dei parchi della capitale: «È un fatto gravissimo, quella struttura ora è fuorilegge» attacca il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro.
«La manifestazione adesso è priva della nostra autorizzazione» spiega l´archeologo Giuseppe Proietti. «Avevamo dato il nulla osta dopo il sopralluogo e le prescrizioni conseguenti relative alla barriera verde che doveva attutire l´impatto della struttura sportiva. Ma le nostre direttive non sono state applicate e, quindi, il nostro parere adesso non può essere che contrario. Per noi sono senza permesso, ma sta al Comune decidere il da farsi».
Il soprintendente Proietti ricorda anche il tipo di verde che avrebbe dovuto fare da quinta, e da "paravento", alla manifestazione che, giocata la finale dell´Eurocup la settimana scorsa, da oggi a domenica ospiterà quella della Coppa Italia: «Durante la visita all´area con gli organizzatori - racconta l´archeologo - stabilimmo che alcune decine di alberi ad alto fusto, se non ricordo male abeti, avrebbero circondato l´impianto. E un responsabile del Campidoglio telefonò immediatamente ai vivai comunali per capire se ce ne erano di disponibili. Ci lasciammo quindi con un accordo preciso in tal senso. Degli alberi invece non c´è traccia».
Uno stadio con tribune da 2500 posti per una manifestazione organizzata da "Officina Italiana", dalla Lega nazionale dilettanti, dalla "Beach soccer world wide" e dalla Fifa. Con la collaborazione del Comune. E con il sindaco Alemanno che ha definito «ridicole» le critiche sollevate, tra gli altri, dal presidente del consiglio superiore dei beni culturali, Andrea Carandini.
«Non è vero che lo soprintendenze dicono sempre "no" - sottolinea Giro - anzi autorizzano numerose iniziative con un "sì" condizionato da prescrizioni che vengono tuttavia spesso disattese. Il Comune collabori nel reprimere questi abusi. Da parte nostra terremo gli occhi aperti sulle manifestazioni dell´Estate romana in aree vincolate e per la Festa dell´Unità lungo la passeggiata archeologica».

4 commenti:

  1. Fino ad oggi il Comune di Roma ha consentito la permanenza dei cartelloni pubblicitari installati nelle zone soggette sia a vincoli paesaggistici che a vincoli archeologici e storico-monumentali, benché dal 2003 avesse adottato il nuovo P.R.G. e fosse quindi perfettamente a conoscenza di tutti questi vincoli, perché individuati nelle tavole di analisi.
    Con deliberazione n. 193 del 25.10.2004 il Consiglio Comunale ha consentito la permanenza degli impianti pubblicitari in fase di rinnovo, anche in zona vincolata, ma "con riserva espressa, in caso di verifica positiva del vincolo e diniego dell’autorizzazione dell’Ente preposto alla tutela del vincolo, di ricollocazione degli impianti in altro sito".
    In base a quella delibera, entro la scadenza del 31 dicembre 2007 andava comunque terminata la verifica degli impianti installati in zone sottoposte a vincoli: ma con deliberazione n. 45 del 17.3.2008 l'allora Commissario Straordinario M. Morcone ha deciso di "consentire la permanenza degli impianti in attesa dell'esatta individuazione delle zone sottoposte a vincoli, procedendo nell'immediato alle rimozioni, con eventuale ricollocazione solo su specifiche richieste degli Enti tutori del vincolo".
    Il Commissario Morcone ha prorogato sine die quella scadenza, ma ha anche dato la possibilità agli Enti tutori del vincolo di richiedere al Servizio Affissioni del Comune che per tutti i cartelloni effettivamente collocati nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici deve procedere all'immediata loro rimozione.
    Dal momento che il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l’Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma, mi impegno a trasmettere quanto prima a Cartellopoli la bozza di una lettera da inviare al sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, per fargli predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008.
    Faccio presente che una richiesta analoga é quella che sto trasmettendo a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it con una cadenza quasi giornaliera, allegando ogni volta le planimetrie ufficiali (pubblicate da alcuni giorni anche su Cartellopoli) di ognuno dei 65 vincoli entro cui rimuovere tutti gli impianti che vi ricadono: é di tutta evidenza che, rispetto alle richieste dal basso di VAS, avrebbe ben altro peso una richiesta analoga anche dall'alto, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che le avallasse.

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  2. Ottimo lavoro dott. Bosi, i miei complimenti. Roma non può sopportare oltremodo questo SCEMPIO senza fine. Ricordo che le Amministrazioni di competenza sono tenute per legge ad intervenire d'ufficio.

    M'auguro che la Magistratura faccia chiarezza.

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  3. Massimo Livadiotti17 giugno 2010 08:26

    Diciamoci la verità....forse è stato meglio che non abbiano messo la famosa quinta di verde intorno al famoso Beach Sport Village!!Ma che cosa intendevano questi luminari del ministero con una barriera di Abeti???Sicuramente messi in orrende tinozze di plastica come quei 2 poveri olivastri messi da loro ad abbellire la Piramide Cestia!!?Non scherziamo...se per ridurre l'impatto di una struttura oscena pensano di mettere una quinta di alberelli nei vasi di plastica in un luogo come il Circo Massimo si qualificano da soli!Questi non sono degni di lavorare in una città come Roma!!!

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  4. Non sono un avvocato, ma ho una curiosità: ma in presenza di un vincolo tipo "parco regionale" o comunque area soggetta a vincolo, un funzionario comunale che autorizza un cartello in violazione di questa area, non è perseguibile per abuso di ufficio ?

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