martedì 8 giugno 2010

Piazza Asti cinque a zero. Appello a Sant'Antonio



Come si dice a Parigi "le chiacchiere stanno a zero". Stiamo parlando di una piazza di cui abbiamo già fatto cenno tempo addietro. Oggi un lettore ce la ripropone e ci chiede di riparlarne. E in effetti la situazione, qui, è clamorosa. Due anni fa in Piazza Asti c'erano zero impianti, oggi ce ne sono cinque. Perché la chiesa che prende tutto un lato della piazza non fa qualcosa? Perché il sacerdote accetta di dire messa in una piazza sottratta dal crimine? Perché i preti non iniziano a rendersi conto che qui, come a Reggio Calabria, come a Caserta, come a Palermo, bisogna schierarsi contro la mafia, bisogna parlare della mafia, bisogna aprire gli occhi dei fedeli? Perché i Padri Rogazionisti che gestiscono la parrocchia di Sant'Antonio a Piazza Asti non si schierano, non si allarmano, non stigmatizzano il sagrato del loro tempio profanato dai camorristi di Cartellopoli? Qualche militante del blog è disposto ad andare a fare due discorsi al sacerdote? Ad aprirgli gli occhi ed a chiedergli di aprirli ai fedeli? Come reagirebbero gli scandali ambulanti in Comune ricevendo una lettera di una parrocchia che dica: non vogliamo questo schifo di fronte alla nostra chiesa.

Chiesa che, detto per inciso, proveniendo da Piazza Re di Roma manco si vede più, nascosta dietro un 4x3 criminale. Abusivamente installato e abusivamente autorizzato nel mezzo di uno spartitraffico. Come manco in una favela di San Paolo del Brasile.

3 commenti:

  1. La seconda foto è a dir poco claustrofobica. Ma il proprietario del palazzo lì non protesta?

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  2. Rip prossimo sindaco di Roma!!!

    Mc Daemon

    Continuiamo a raccogliere le firme!!!

    Mc Daemon

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  3. Mah... mi domando se oggi Gesù Cristo (in cambio dell'8 per mille) non lascerebbe i mercanti lì dove stanno... in fondo, "c'è spazio per tutti"...

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