domenica 13 giugno 2010

Rassegna stampa. Ovvero se la stampa non si rassegna

La premiatissima coppia Forgnone\Bucci scodella una doppia pagina sull'edizione odierna di domenica. Roma immersa in un sole caldo di giugno, romani spaparanzati da Tarquinia a Sperlonga lungo 200 kilometri di litorale dove leggere il giornale in santa pace. Ecco i contenuti che aprendo la cronaca di Roma di Repubblica hanno trovato quest'oggi. E c'è anche una quasi-pagina-intera tutta dedicata a Cartellopoli...

Trastevere, l´assedio dei maxi cartelloni

Un centinaio gli impianti abusivi spuntati tra il rione e la Gianicolense

"Le pubblicità illegali installate anche davanti alla sede dei vigili urbani"


CARLO ALBERTO BUCCI e VALERIA FORGNONE
Il segno di riconoscimento: la colata fresca di cemento armato gettata sul marciapiede. È l´ennesimo cartellone pubblicitario che deturpa la città. Ormai è il caos totale. Ora alla lunga lista dei quartieri trasformati in Cartellopoli si aggiunge anche viale Trastevere con 38 impianti pubblicitari spuntati all´improvviso come funghi. E 57 presenti sulla circonvallazione Gianicolense.
Nonostante le segnalazioni, le proteste dei cittadini e la recente petizione popolare contro i maxi-cartelloni creata da una rete di cento associazioni per chiedere la modifica della delibera 37, l´invasione continua. «Bisogna fermare questo assedio e arrivare a 5mila firme necessarie in tre mesi per presentarla in consiglio comunale, ora ne abbiamo raccolte più di 1.500. Dal centro alla periferia, le associazioni si sono unite per portare avanti questa protesta apolitica e trasversale animata solo dal buon senso e dal rispetto verso la città», spiega Lorenzo Santovincenzo del coordinamento residenti città storica, una delle associazioni riunite nel comitato anti-cartellopoli.
Ma c´è di più. Santovincenzo annuncia anche nuove iniziative: «Stiamo pensando di utilizzare lo strumento della class action contro l´amministrazione che non fa le rimozioni. E organizzeremo delle manifestazioni anche per sensibilizzare gli inserzionisti che dovrebbero verificare il luogo in cui viene piantato il cartellone. Scriveremo con la vernice rossa ‘Abusivo´ sopra a ogni manifesto non in regola», continua Santovincenzo che punta l´attenzione anche su il rione Trastevere. «Il colmo è che sono stati installati sotto la sede dei vigili urbani e di fronte al ministero dell´Istruzione. Sono nuovissimi, il cemento alla base è fresco - aggiunge - Li montano di notte e la mattina trovi questi mostri nel cuore della città. Tra poco arriveranno a piazza San Cosimato. Non esistono controlli sul territorio».
E infatti percorrendo lo storico rione, oltre agli orologi pubblicitari, di fronte al ministero, ecco comparire due giganti bordati di verde della società Pes, entrambi riportano la targhetta con il codice identificativo del Comune. A pochissima distanza, altre due affissioni, una di queste è dell´azienda Nuovi Spazi (0066/BT905/P). Ancora una volta, basta guardare a terra per notare la base di cemento ancora fresca. Altri sette impianti riempiono largo Bernardino Da Feltre. Piazza Ippolito Nievo è piccola ma stracolma di cartelloni (otto per l´esattezza) di vari colori e società, tra cui Sci, Mg, E. Sibilia, Esotas. Vergognoso lo scenario all´incrocio con la circonvallazione Gianicolense: sei mega manifesti sono attaccati al muro modello "poster" sopra l´ingresso della stazione Trastevere accompagnati da altri quattro cartelloni installati sul marciapiede. Da qui fino all´incrocio con via Ottavio Gasparri, 57 strutture occupano i marciapiedi vicino alle fermate del tram. Nello specifico, sei maxi affissioni deturpano piazzale Enrico Dunant e altre sette riempiono il primo tratto di via Quirino Majorana. Ma l´apice si tocca a piazza San Giovanni di Dio: una muraglia di nove impianti nasconde i banchi del mercato rionale. Nelle immagini di Google Street del 2008 se ne contano solo tre.


***


"Inefficaci i controlli del Comune Ma basterebbe usare street view"

Tonelli, del comitato Cartellopoli "Così vince il degrado"

«La situazione della cartellonistica romana è unica al mondo. Non esiste una città con questo livello di violazione delle regole e con questa quantità di inquinamento visivo. È uno scandalo. La giunta Alemanno, dopo un anno di disastro, ha la chance politica di rivoluzionare un settore che umilia la capitale, ferita da troppi abusi e svenduta ai cartellonari». È diretto Massimiliano Tonelli del comitato Cartellopoli, nato qualche mese fa in seguito a numerose segnalazioni di gestori di blog riuniti sotto il coordinamento Anti-degrado.
Come vi siete resi conto che in città è aumentato il numero degli impianti pubblicitari?
«Grazie al "metodo street view" che consiste nel confrontare una foto attuale con una immagine presa da Google Maps che risale alla primavera del 2008 e ci siamo accorti che la situazione era da scandalo nazionale. Ci siamo trovati a discutere con le 200 ditte romane di affissioni. A volte erano gli operatori stessi a vergognarsi della situazione, ma ci confermavano come in presenza di una ‘sanatoria´ di fatto, ‘sarebbe stato impensabile non buttarsi nel business´. Abbiamo saputo che alcune società hanno investito milioni di euro per realizzare i nuovi impianti che fino a marzo 2009 sarebbe stato impensabile installare».
Secondo le vostre stime, in città si contano almeno 60mila impianti, contro i 31mila raccolti nel database del Comune. Come commenta la dichiarazione dell´assessore al Commercio, Bordoni, secondo cui non è aumentato il numero dei cartelloni, ma molti sono stati ricollocati perché si trovavano in prossimità di cantieri, come quelli della metro?
«Questo è assurdo. Noi abbiamo documentato che, in alcune zone, gli impianti sono raddoppiati o addirittura triplicati. Se fosse vero vorrebbe dire che a Roma sono in corso i cantieri per la realizzazione di 15 linee metro, come a Parigi, ma non ce ne siamo accorti».
A questo proposito, avete notato differenze tra la cartellonistica romana e quella di altre città italiane ed europee?
«All´estero la situazione non è paragonabile. Molte città non hanno impiantistica pubblicitaria classica, altre ce l´hanno ma di design e gestita da ditte che, in cambio della possibilità di raccogliere inserzioni, offrono servizi alla cittadinanza. Ad esempio, la pubblicità a Parigi paga un formidabile servizio di bike-sharing e a Torino i nuovi cartelloni sono stati installati solo in cambio del rifacimento dei marciapiedi da parte della ditta. A Roma l´unico esempio virtuoso è quello delle pensiline bianche dei bus, per tutto il resto degli impianti siamo all´usurpazione del territorio».
(carlo alberto bucci e valeria forgnone)

3 commenti:

  1. MAGNIFICO!
    e ora sotto con la stampa nazionale ed internazionale..il mondo deve VEDERE cosa c'è in un centro storico PATRIMONIO DELL'UMANITA'..
    "madama oliva" davanti alla Bocca della Verità..non è un incubo dovuto al caldo estivo!
    Questa giunta di peracottari (non me ne vogliano i discendenti di tali gloriosi ambulanti di tempi passati)deve essere sputtanata fino in fondo..a meno che non si ravveda operosamente!
    Grazie Tonelli, grazie Bucci e Forgnone!

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  2. Altra clamorosa figura di merda del sindaco.

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  3. GRANDISSIMI...GRANDIOSO. Complimenti di Cuore all'Ottimissimo Fantastico Tonelli!!!

    Questa sacrosanta guerra per la dignità di Roma non potrà essere fermata dai barbari!
    Quello di oggi è un risultato storico: davvero complimenti !

    Mc Daemon

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