lunedì 26 luglio 2010

Bordoni segnati questo nome

Chissà chi ci ceca a noi (come si dice a Roma) a fare da consulenti a costo zero al Comune di Roma. Chissà se ce l'ha ordinato il dottore. Ebbene, eppure lo facciamo. Sotto sotto non vogliamo male a Bordoni, pur sapendo benissimo quello che ha fatto e che sta facendo a questa città. Sotto sotto vogliamo aiutarlo, vogliamo tirarlo fuori dai pasticci. Non perché ci stiamo simpatico o perché ci faccia tenerezza, semplicemente perché sappiamo che il problema si risolve con un assessore forte e saldo, non con un titolare delle deleghe per le affissioni incapace di muoversi, sotto scacco da nemici interni, esterni e con i cittadini col fucile spianato. Ecco perché, più di una volta, gli abbiamo lanciato il nostro calumet della pace. Ecco perché vorremo traformarci in suoi alleati preziosi (preziosissimi, caro Assessore) a patto che lui dimostri la ferma volontà politica dell'amministrazione di portare Roma allo stato di tutte le grandi capitali occidentali per quanto riguarda il comparto delle affissioni.

Ebbene anche questa volta gli lanciamo l'ennesima ancora di salvataggio. Ancora che ha un nome e un cognome. Anzi due. Si tratta di Ida Alessio Vernì. Chi è? Meglio dire chi è stata, perché oggi fa un altro lavoro pur sempre all'interno dell'amministrazione comunale partenopea. La dottoressa Vernì è stata fino a un paio d'anni fa la Direttrice del Servizio Sviluppo commerciale, artigianale e turistico del Comune di Napoli. E' stata lei, durante l'ultima giunta Bassolino, a inventarsi lo strattagemma che ha consentito alla capitale del sud di avere un sistema di affissioni degno del Nord Europa.

Come ha fatto? In un modo molto semplice, che ancora neppure i tanti comitati e i tanti cittadini che protestano contro i cartelloni hanno digerito e hanno adotatto come unica (cazzo, unica!!!) modalità per recuperare lo scempio attualmente in corso per quanto riguarda i cartelloni a Roma. La Vernì, basandosi su una solida zonizzazione del territorio comunale (ad esempio, nella zona centrale -chiamata zona rossa- niente cartelloni, solo arredo urbano, tanto per dirne una...), ha messo a gara il servizio, aggiudicando al miglior offerente e in esclusiva delle intere porzioni di territorio. Ebbene come abbiamo visto qualche giorno fa, Clear Channel che si è aggiudicata in esclusiva tutti i cinque i lotti, non solo ha montato impianti di qualità, dal bel design e dagli ancor più bei colori, ma prima di farlo (prima di farlo!) ha bonificato (bonificato!) a proprie spese (cazzooooooo, a proprie spese!!!) tutta l'area interessata dall'appalto eliminando in quattro e quattr'otto tutti gli impianti che non fossero i suoi.
Vi rendente conto? Questo a Napoli, nella città della Camorra, città dove -come da noi- c'era la presenza di molte ditte piccole o piccolissime, e come da noi dove alcune di queste ditte avevano proprietà, come dire..., discutibili.

Ecco quello che ha fatto la dottoressa Vernì ed ecco perché questa dirigente della pubblica amministrazione potrebbe essere non diciamo trasferita a Roma, ma per lo meno convocata per una ampia consulenza. Questo farebbe una amministrazione davvero in buona fede, una amministrazione che desse retta alla pressione che viene dai cittadini e non a quella che viene dalle lobby criminali, una amministrazione autenticamente vogliosa di risolvere il problema. E allora Bordoni? Sappiamo che ci segui pedissequamente, sappiamo che ci leggi quotidianamente: il nome te l'abbiamo fatto, che scuse hai per non servirtene e -banalmente- copiare Napoli dove il problema è stato brillantemente risolto? Coraggio, fallo e saremo con te: cittadini, blogger, opinione civile, quotidiani, tutti...

29 commenti:

  1. Mi sa che la telefonata non la fa...
    Ma siamo positivi va.

    RispondiElimina
  2. in massa tutti a votare clear channel ! Finalmente giù la maschera !
    Comunque hai fatto una gaffe , napoli la città della camorra..... dove ha vinto la clear channel .
    Report vieni a legere questi ultimi post....è uscita tutta la verità !

    RispondiElimina
  3. ABOMINEVOLI NUOVI DETURPANTI CARTELLONI ISTALLATI LUNGO LA CRISTOFORO COLOMBO DALL'EUR ALLE MURA AURELIANE (questa arteria è ormai ridotta ad un ammasso pietoso di lamiere, plastiche, manifesti). ISTALLATO NUOVO ORRIDO 1x 1 all'Eur di fronte al Centro Congressi di Fuksas (dall'altra parte della strada). OSSIA QUESTI BANDITI MALAVITOSI STANNO CONTINUANDO A FARE IL PORCO COMODO LORO-STUPRANDO LA CITTA'- ANCHE ORA, PEGGIO DI QUALCHE MESE FA ANCHE SE E'ASSURDO. SITUAZIONE NON PIU' GOVERNABILE DA ALCUNO.
    Mc Daemon

    RESTIAMO UNITI PERCHE' SOLO UNITI LI POTREMO PRENDERE A CALCI IN CULO!!

    RispondiElimina
  4. Legione Monteverde26 luglio 2010 16:41

    Se non vi va bene l'esempio Napoli, potete copiare l'esempio Madrid. Dato che siete ignoranti dovreste sapere che a Madrid hanno fatto un referendum per togliere tutti i cartelloni abusivi dal centro e l'unico che hanno lasciato e sulla piazza Sol, quello di Tio Pepe, perchè giudicato da tutti caratteristico e antico.

    CAPITE ADESSO CHE PERSONE GRETTE E IGNORANTI CHE SONO QUESTI AMMINISTRATORI PORCHETTARI!!

    RispondiElimina
  5. Ma noi abbiamo un sindaco pugliese...

    RispondiElimina
  6. Alemanno il pugliese, Giulio Cesare si rivolta nella tomba. Che tristezza!!!

    RispondiElimina
  7. A TUTTI COLORO CHE INCONTRERANNO BORDONI :
    FONDAMENTALE STRAPPARGLI IL SERIO IMPEGNO (sempre che ne sia capace, anche se dubito) DI METTERE SUBITO IN MOTO UN PIANO MARSHALL PER LA RIMOZIONE DI TUTTI GLI IMPIANTI FUORI NORMA, TUTTI!!

    LA SITUAZIONE VA PRECIPITANDI DI GIORNO IN GIORNO, OGNI ORA E' PEGGIO!!!!

    Mc Daemon

    RispondiElimina
  8. A tutti quelli che incontrano Bordoni, prima sputategli in faccia e poi ditegli che ci sono 10.000 elettori incazzati neri.

    GIUNTA COMUNALE COLLUSA CON LA CAMORRA

    RispondiElimina
  9. SIC,GREGOR,APA,NUOVI SPAZI ecc. .... la sacra corona unita.

    Uè Ué sim a mafia sim a mafia !!!

    RispondiElimina
  10. A leggere questi commenti mi accorgo che c'è gente fuori controllo, l'architetto Bosi doveva denunciare prima questi dubbi....! Amici cartellonari, la colpa è anche vostra, dovevate raccontare prima, tutto il marcio che c'è sotto questa storia....andate voi da report ! l'unico modo per raccontare la verità ! Anche per propup comincio a pensare che hai già qualche ditta da indicare .
    Ma la stampa racconterà questi buchi neri o magari li conosceva già ?

    RispondiElimina
  11. Resistenza Attiva26 luglio 2010 18:30

    LA GENTE E' FUORI CONTROLLO PERCHè E' INCAZZATA NERA. Di costoro non risponde nè Bosi nè Tonelli perchè siamo tutti grandi e vaccinati. AbBiamo la città della camorra, quella della mafia, quella della 'ndrangheta, quella della sacra corona e le città dove queste sono tutte insieme: e allora?? vuol dire che nella maggior parte delle grandi città non si possono fare appalti?? Qualcuno sa dirmi quante sono le grandi città italiane che non hanno infiltrazioni del genere? Se si parte da questi pressuposti rimaniamo all'età della pietra. Invece bisogna andare avanti e non c'è nulla di male a tifare per una società o per l'altra. Ognuno ha il suo personale pensiero (A Roma si tifa Roma e a Milano Milan). Il domani ci dirà la verità... Ma intanto una cosa è sicura: il presente ci ha detto che va fatta tabula rasa nel settore cartellonistico a Roma. Dagli uffici del Comune alle ditte che "operano" (che termine inadeguato!!)nel settore!! TUTTI A CASA!

    RispondiElimina
  12. Quoto Resistenza Attiva!

    Mc Daemon

    RispondiElimina
  13. Articolo della Agenzia Radicale del 18 luglio 2010: <>

    RispondiElimina
  14. Articolo della Agenzia Radicale del 18 luglio 2010: "Un milione e mezzo di euro: tanto riuscirebbe a ricavare il comune di Napoli se sanzionasse tutti gli impianti di pubblicità abusiva presenti in città. Eppure l'ente guidato da Rosa Russo Iervolino, indebitato per oltre 700 milioni di euro verso i fornitori, sembra non curarsi del guadagno mancato e continua a prendere provvedimenti contraddittori che fanno infuriare gli imprenditori.
    Nel comune partenopeo vige un regolamento che divide la gestione degli impianti pubblicitari tra privati e comunali. Alcune centinaia tra cartelloni 6 x 3, manifesti, totem, sono concessi in gestione a operatori privati, tenuti a pagare un canone annuo più prezzi di affissione che si aggirano attorno ai 120 euro ogni 15 giorni.
    Altri impianti, circa 1100, sono gestiti direttamente dal Comune, e il più delle volte sono occupati da pubblicità di spettacoli teatrali. Data la "pubblica utilità" di queste manifestazioni, affiggere le locandine per teatri e rassegne costa meno che per altri tipi di imprese, almeno 15 volte il prezzo "pieno" del servizio, non rendendo così necessario rivolgersi ad intermediari privati. Ma al di fuori di teatri e cinema, per il resto delle imprese è obbligatorio rivolgersi ai gestori: la pubblicità comunale funziona male secondo la maggior parte degli imprenditori campani.
    Non la pensa così Angelo Costa, presidente dell'Elpis, la municipalizzata che si occupa della gestione della pubblicità in città: "Siamo impegnati a ripristinare il decoro in città. Da poco abbiamo ripulito il Centro Direzionale, dove c'erano ancora i manifesti elettorali del 2005". Quella dei manifesti elettorali - e degli avvisi sacri - è una lunga storia: i candidati o le associazioni di culto non sono sanzionabili se affiggono i loro manifesti ‘fuorilegge', a meno che non li si colga in flagrante".
    Per porre un argine all'illegalità dilagante nel febbraio scorso il comune di Napoli ha deciso di prendere provvedimenti: così, assieme agli impianti realmente abusivi, ha messo fuorilegge anche gli impianti i cui gestori erano morosi. "Bastava anche solo una rata non pagata per essere dichiarati abusivi - ha raccontato Edoardo Arnese di Publionda - nonostante noi gestori ci fossimo già prima del febbraio 2010 costituiti in comitato per sollecitare il Comune alla rimozione degli impianti abusivi. Questi impianti infatti vengono fittati a prezzi fuori mercato, operando così una concorrenza sleale che ha ridotto sul lastrico il 70% degli operatori autorizzati".
    Ma Arnese rincara la dose sull'Elpis: "Non funziona, si occupa solo di riscuotere le tasse. In più la partecipata ha come socio privato la Aip, ex società pubblicitaria che vantava debiti per sei milioni di euro proprio nei confronti del comune di Napoli: secondo quale criterio è stata scelta come partner della municipalizzata?".
    Al quesito dovrà rispondere il vicesindaco Sabatino Santangelo: è da lui, e non dall'assessore all'edilizia con delega alla pubblicità Belfiore, che dipende la Elpis."

    RispondiElimina
  15. VERGOGNATI TONELLI !
    PERò LA DOMANDA INIZIALE RESTA...ANDAVA DENUNCIATO PRIMA ! CHISSà LE CAVOLATE CHE HA RACCONTATO SU QUESTO BLOG. E CHISSà SE QUESTI CHE SCRIVONO SONO ANTIDEGRADO O QUALCUNO MOLTO INTERESSATO !
    NO LA GENTE NON è ESASPERATA ! LA FOLLA è FEMMINA (COME DICEVA UNO...). SPECIE SU QUESTO BLOG.

    RispondiElimina
  16. E pensa a tutti i gironalisti che hanno preso per veri i dati forniti da tonelli. Dati completamente sbagliati ! Chissà perchè gli piace tanto il modello napoli .

    RispondiElimina
  17. Anonimo delle 21.06 la gente è inferocita e prima a poi verrà direttamente a prendervi a calci in culo, così finalmente potrai comprendere la realtà e smetterla di sparare minchiate a cazzo!!

    AVETE PISCIATO FUORI DAL VASINO, lo volete capire o no !!!?????!!!!!!

    RispondiElimina
  18. Vi volevate pappare Roma come avete fatto con Napoli !
    Non rispondo alle tue minacce.....! Spero nella magistratura e spero che i quotidiani inizino a fare chiarezza ! Tana per Cartellopoli !

    RispondiElimina
  19. vedo con piacere che i cartellonari mafiosi si cominciano a preoccupare e ad agitarsi...altro che tana per cartellopoli, tra un po finite in galera altro che. E comunque la gente onesta di roma vi sdraia in terra i cartelloni e gli da fuoco.

    RispondiElimina
  20. La gente onesta di Roma sta smascherando il gioco di alcuni .Incredibile come nessuno di voi voglia qualche spiegazione da tonelli . Ma che sdraiate...al massimo al mare .
    Stima e rispetto per l'architetto Bosi.

    RispondiElimina
  21. Purtroppo l'Architetto Bosi è tra quelle persone che vogliono non dico sempre avere ragione, ma essere sempre le prime della classe, le protagoniste assolute della partita, i capobastone.
    La proposta di bando? Se l'avesse fatta lui, para para, l'avrebbe difesa come un leone. Fatta da altri, diventa una roba da demolire pezzo pezzo.
    Questo accade quando invece di voler risolvere i problemi, si sta qui per affermare la propria volontà di potenza. Un danno potenziale per il nostro movimento incalcolabile. E non ci possiamo far nulla, la nostra fragile rete non ha anticorpi contro atteggiamenti tipo questo: occorre che il male curi se stesso e che l'intelligenza di Bosi tenga a freno la idiozia di Bosi stesso.

    Idiozia che non si placa neppure nel vedere che ad ogni post che Bosi si diverte a demolire (non potrebbe, a questo punto, fare un suo blog invece di venire qui a sbeffeggiare tutte le proposte del nostro?), riceve il plauso e la stima dell'orda di sciacalli cartellonari che, ovviamente, popolano Cartellopoli. A lui questo non importa, l'importante e ridicolizzare qualsiasi idea, soluzione, proposta che non sia la sua.

    Noi la sua delibera l'abbiamo sponsorizzata, firmata, fatta firmare a migliaia di persone. Abbiamo messo a disposizione il blog. Le sue denuncie? Gli abbiamo dato quotidianamente spazio, abbiamo intitolato a lui una rubrica giornaliera. Niente. Se però qualcosa non è farina del suo sacco, se non è passata dalla sua scrivania, non vale, non è degna di credibilità.

    La storia di Napoli è emblematica. Noi facciamo riferimento ad un caso di successo, invitiamo BOrdoni a prenderne atto ed a copiarlo e lui che fa? Proprio lui che per le sue cose è preciso, puntuale in punta di diritto? Butta dentro una agenzia di stampa che, con giubilo della teppaglia cartellonara, dovrebbe avere il ruolo di screditare le nostre teorie che non sono teorie, ma sono pratica: a Napoli il problema cartelloni è stato sconfitto (a Bosi abbiamo offerto in omaggio anche un biglietto Frecciarossa andata e ritorno, attendiamo risposta).
    Ovviamente quando parliamo di Napoli e di sconfitta dell'abusivismo grazie ad un bando, ci riferiamo a quella parte di Napoli che del bando è stata oggetto, non del resto del territorio comunale.
    La parte oggetto di bando,infatti, lo sa anche un bambino ma non Bosi cui gli inviti a STUDIARE prima di parlare non sono per ora serviti a granché, è stata per quanto riguarda Napoli solo ed esclusivamente la zona centrale della città. E' lì che il Comune ha diviso in porzioni il territorio, è lì che ha fatto un bando, è lì che il bando è stato vinto da una grossa ditta multinazionale, è lì che questa ditta prima di installare i suoi impianti (pochi e molto belli, disegnati da un grande designer italiano), ha avuto l'onere di bonificare completamente il territorio dagli impianti preesistenti.

    Insomma una filiera che ha dato lustro alla città sconfiggendo gli abusivi e le ditte criminali che utilizzavano il business della pubblicità per riciclare denari sporchi o per alimentare malavita e malaffare. Il tutto, ovviamente, senza la minima spesa per il Comune.

    Ricoprendosi di ridicolo per l'ennesima volta nella giornata odierna, Bosi ha invece riportato i problemi che stanno FUORI DALLA ZONA MESSA A BANDO. Problemi del tutto simili a Roma, ovviamente. Una notizia di agenzia dunque che non scalfisce di un millimetro -anzi che avvalora- la nostra idea di portare ad esempio virtuoso il caso-Napoli.

    Ma guardate voi potrete portare a Bosi anche un progetto che prevede l'eliminazione dall'oggi al domani di tutti i cartelloni dalla città con rimborso al Comune di 10 milioni di eurini per ogni cartellone: vi risponderà che è un progetto inutile, che dà troppi soldi al comune che poi li spenderebbe male e che comunque la cosa non è prevista nei regolamenti. Fa così semplicemente perché non è un'idea sua e dunque non ha diritto di cittadinanza.
    Diamo a queste sciocchezze la credibilità che meritano: molto, molto poca.

    RispondiElimina
  22. vergognati tonelli . Stai sonsorizzando da tempo una ditta....e su questo l'architetto Bosi ha ragione in pieno ! Il danno non è stato contro la lotta ai cartelloni ma contro le idee di una persona egocentrica come te che era solo questione di tempo ma avrebbe sicuramente distrutto tutto da solo. Napoli non ha nessun esempio virtuoso.....all'epoca si parlava anche di un grande Bassolino e poi si è scoperta la verità !
    I tuoi progetti non prevedono l'eliminazione dei cartelloni ma prevedono l'affidamento degli stessi alla ditta che tu stai scegliendo e pensa c'è anche qualcuno dei tuoi uomini che va dicendo che i bandi di gara sono lo spauracchio della mafia ! Vergognati mille volte e porta rispetto all'architetto Bosi ! TU VUOI AFFIDARE I CARTELLONI ALLA MAFIA !

    RispondiElimina
  23. Penso che per quanto uno può essere in mala fede o in errore, se propone un bando gara non è che gli si può dire che vuol affidARE i cartelli alla mafia.
    piuttosto è la situazione attuale che sembra mafiosa.
    Ma se non piacciono le proposte perchè non farne altre?
    ma diciamola tutta, la cosa ancora più triste è che a prescindere da quello che si dice su un blog, l'autore e i visitatori, chi dovrebbe fare qualcosa davvero ed è pagato per farla sta a a girarsi i pollici

    RispondiElimina
  24. Notizie utili sul "modello" Napoli.
    Con deliberazione n. 296 del 24.9.1999 il Consiglio Comunale di Napoli ha approvato le “Norme di attuazione del Piano Generale degli Impianti (Regolamento per la pubblicità)” che all’art. 1 del Titolo IV consente una pubblicità nella cosiddetta “zona rossa” distinta come nel resto della città in impianti di proprietà comunale ed impianti di proprietà privata, con la differenza che a questi ultimi è riservata nella “zona rossa” una superficie complessiva di soli 10.000 mq., “riconoscibili a privati su mezzi di arredo urbano” (con valenza di pubblica utilità, trattandosi del centro storico della città).
    Il successivo art. 12 del Titolo IV prevede dei “piani di arredo” di iniziativa pubblica: il 2° comma dispone che “la realizzazione del progetto di arredo dovrà essere affidata, mediante gara pubblica” e che “il corrispettivo previsto per la realizzazione degli impianti sarà costituito dalle autorizzazioni pubblicitarie”.
    Il successivo 4° comma dispone che “l’affidamento della installazione e della manutenzione degli impianti dovrà avvenire mediante gara ad evidenza pubblica”.
    Ho telefonato stamattina all’Ufficio Pubblicità del Comune di Napoli (081/7621925) ed ho parlato personalmente con la sig.ra Ferro per avere informazioni precise che mi consentissero di avere un confronto diretto sulla bontà dei vari aspetti della proposta che il sig. Tonelli sostiene di aver preso come “modello” proprio da Napoli.
    La sig.ra Ferro mi ha confermato che nella “zona rossa” è consentita ai privati solo una pubblicità collegata all’arredo urbano, con valenza di pubblica utilità, limitata esclusivamente a 10.000 mq.: a tal riguardo mi ha precisato che in una delle 2 facciate di ogni impianto è in genere affissa la pianta della città.
    MI HA CONFERMATO ALTRESÌ CHE IL BANDO PER L’AFFIDAMENTO DELLA INSTALLAZIONE E DELLA MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI PRIVATI DA COLLOCARE NEI 10.000 MQ. DELLA “ZONA ROSSA” È STATO VINTO DALLA CLEAR CHANNEL, MA HA NEGATO CHE A QUESTA DITTA SIA STATO ASSEGNATO ANCHE IL COMPITO DI REPRIMERE I CARTELLONI PUBBLICITARI ABUSIVI: A TAL RIGUARDO HA TENUTO A PRECISARE CHE LA REPRESSIONE DELL’ABUSIVISMO SPETTA SOLO E SOLTANTO AL COMUNE.
    ALLA MIA PRECISA DOMANDA SUL PERCHÉ IL COMUNE DI NAPOLI NON ABBIA ESTESO QUESTO “MODELLO” ANCHE AL RESTO DELLA CITTÀ, LA SIG.RA FERRO HA RISPOSTO CHE LA “POLITICA” NON HA DECISO FINORA DI FARLO.
    Per completezza di informazione, ho parlato con la sig.ra Ferro anche delle stesse questioni delicate che ha Roma riguardo alla rimozione dei cartelloni abusivi, fra cui in particolare da un lato le sanzioni (applicate agli inserzionisti anche a Napoli) e dall’altro lato il sistematico oscuramento degli impianti illeciti (non applicato nemmeno a Napoli per volontà della “politica”).
    Riguardo alla questione delle targhette identificative la sig.ra Ferro si è vantata (giustamente) della innovazione introdotta con l’applicazione dei microchip per ogni impianto pubblicitario, che a Roma fin dal 2002 aveva annunciato a vuoto l’allora Assessore Daniela Valentini.

    RispondiElimina
  25. Gli hanno spiegato che in una enorme zona centrale di Napoli (equivalente al nostro Anello Ferroviario) NON ESISTE PUBBLICITA' se non arredo urbano. Ma non gli vabbene lo stesso... Ancora schernisce.

    La repressione dell'abusvismo OGGI non è più nelle mani dei privati ma lo è stato nella fase di start-up (Clear Channel ha pulito tutta la città affiancata dai vigili urbani) e lo è stata per i primi tre anni. Oggi, come da bando, è tornato tutto nelle mani del comune.

    Ma va da se che dopo una bonifica integrale e dopo 3 anni di "controllo interessato" da parte di un privato, l'abusivismo nella zona rossa sia di fatto estinto o quasi e a quel punto tranquilllamente gestibile per via ordinaria dal Comune.

    RispondiElimina
  26. Premetto che mi rifiuto di scendere agli stessi livelli di offesa a cui il sig. Tonelli si è permesso di abbassare un confronto che ha voluto spostare sul piano personale, arrivando ad accusarmi (come “sessorium” delle ore 0,44) di mania di protagonismo ed a darmi addirittura dell’idiota.
    Questo suo modo di comportarsi é in perfetta coerenza con l’impostazione che ha voluto dare da sempre al suo Blog fatto per lo più di insulti e di un linguaggio volgare, senza mai ribattere a nessuna delle argomentazioni che ritengo di avere portato con estrema correttezza, dimostrando da un lato l’impossibilità di “recepire” i contenuti della sua proposta nella delibera di iniziativa popolare e consigliandogli dall’altro lato di formalizzarla secondo forme e modi appropriati che mi sono offerto per giunta di aiutarlo a predisporre (vedi il mio commento delle ore 15,58 del 26 luglio scorso).
    Ma non posso non replicare alle sue affermazioni con la sola forza delle logica e dell’educazione che dovrebbe contraddistinguere ogni confronto “civile”.
    Per questioni di spazio sono costretto a rimandarle al successivo commento.

    RispondiElimina
  27. La replica riguarda i seguenti punti.
    1 – La delibera non è affatto mia, ma frutto di un lavoro collegiale che ha portato ad approvare un testo finale sulla base di quello da me soltanto predisposto: già questo (unitamente alla mia offerta di collaborazione sopra detta) dovrebbe rispondere alla accusa di megalomania e di protagonismo da parte mia.
    2 – Lo spazio quotidiano che mi ha voluto dare è stato deciso dal sig. Tonelli senza averne il mio preventivo assenso (se non altro per rispetto dei diritti di privacy), a dimostrazione da un lato che non ho di certo cercato di essere “protagonista” e dall’altro lato che il sig. Tonelli usa tutto e tutti a suo comodo e piacimento, per essere caso mai sempre lui il “protagonista” che deve padroneggiare la situazione, senza preoccuparsi minimamente di avermi messo in piazza, esponendomi anche a dei rischi.
    A conferma di questo viene il fatto che se ne è infischiato della mia richiesta di sostituire il mio nome di semplice cittadino con quello di VAS a nome della quale ho sempre fatto le segnalazioni: dopo che ho insistito presonalmente con lui per telefono, ha mantenuto la sua impostazione grafica del “Bosi-segnala” mettendo solo in fondo il nome di VAS, divertendosi volta per volta ad affibbiare un suo “sottotitolo” ad ognuna delle mie segnalazioni.
    3 – Dopo avere impostato il suo Blog dando spazio a chiunque lo voglia di infilarsi nei commenti, accettandoli sotto le più varie forme di anonimato (che per sua stessa ammissione può comunque controllare), subendo le critiche più feroci e volgari, il sig. Tonelli si permette di “censurare” i commenti che ho anch’io lo stesso diritto di fare e che ho sempre portato qualificandomi per di più alla luce del sole per nome e cognome: il sig. Tonelli non accetta nessuna trasparenza democratica, senza rendersi conto che d’ora in poi potrei infilarmi anch’io nei commenti in modo nascosto, coprendomi dietro i più strani pseudonimi.
    In modo del tutto contraddittorio mi invita molto “democraticamente” a smetterla di commentare in modo che non gli piace (alla faccia del confronto) ed a fare quindi solo commenti di plauso incondizionato o a farmi addirittura un mio Blog, togliendomi dalle scatole.
    4 – Con riferimento alla agenzia di stampa da me riportata il sig. Tonelli parla di “giubilo della teppaglia cartellonara” che dovrebbe spiegare in modo trasparente come sia riuscito ad accertare dalla totalità dei commenti anonimi che si infilano nel suo Blog. Dal momento che si infila anche lui in molti commenti come “sessorium”, lasciando presupporre che può infilarsi anche in molti altri commenti come “anonimo” o sotto altri pseudonimi, in termini di trasparenza democratica dovrebbe qualificarsi nei commenti che d’ora in poi intenderà continuare a fare (cantandosela o suonandosela da solo, pilotando o comunque correggendo a suo piacimento la diffusione dell’informazione) per nome e cognome, come ho fatto finora io.
    5 – Sul “modello” Napoli mi limito a dire di avere riportato le luci e le ombre che ci sono anche in quella città in modo estremamente corretto ed oggettivo: chiedo comunque a Tonelli di interrogarsi sulle ragioni per cui quel “modello” virtuoso non sia stato esteso al resto della città e dovrebbe quindi funzionare benissisnmo a Roma.

    RispondiElimina
  28. Che il blog ha un'impostazione , almeno a tratti, volgare è evidente a tutti.
    Io stesso sono stato più volte richiamato perchè mi firmo anonimo e ho risposto che è un'impostazione voluta dallo stesso tenutario....che molti anonimi siano infiltrati dei cartellonari è certo, ma altrettanto certo è che qualche amico di cartellopoli si possa firmare anonimo per fare numero (visto che sono poco più di 5 e visti tutti i commenti il dubbio resta).
    Grave il fatto che non ha acconsentito alla firma vas .

    RispondiElimina
  29. Caro Architetto Bosi si apra un blog per favore, non è difficile e lì potrà dire quello che vuole.
    A noi sinceramente dei "cazzi vostri" non frega nulla e questo blog serve per denunciare e lasciare traccia del grande scempio, degli isterismi suoi e del Signor Tonelli ne abbiamo piene le "palle".
    Chiedo a Lei e a Tonelli semplicemente di farla finita abbiamo capito tutti come la pensate e va benissimo cosi.
    Questo Blog sta perdendo di credibilità.

    RispondiElimina