venerdì 9 luglio 2010

Bosi-segnala: e loro continuano, e continuano e continuano...

Si segnala, con il corredo anche della sottostante documentazione fotografica, che sul lato di lungotevere Flaminio che ricade a ridosso di piazza Antonio Mancini di fronte al Ponte Duca d'Aosta é stato installato un impianto bifacciale della ditta "S.C.I.": secondo quanto é stato riferito al sottoscritto in data odierna da operai della stessa ditta presenti sul posto, l'impianto sarebbe stato installato circa un mese fa, più o meno comunque agli inizi del mese di giugno 2010.

Come confermato dagli stessi operai, si tratta di un cartellone luminoso: dalla facciata posteriore che prospetta su piazza Mancini si diparte infatti un cavo corrugato per il passaggio della corrente elettrica che cammina poi interrato ed arriva ad una vicina cabina dell'energia elttrica.

Su uno dei sostegni dell'impianto risulta affissa una targhetta che porta il numero di codice identificativo 0040/AH711/P già assegnato dal Servizio Affissioni (corrispondente secondo la Banca Dati a "S.C.I. S.R.L. soc. concessioni internazionali"), di cui si chiede di sapere a che esatto "titolo" sia stato rilasciato, dal momento che dal 1 gennaio 2010 non vengono più accettate "autodenunce" di impianti abusivi a cui può essere quindi assegnato un numero di codice identificativo solo dopo che siano stati "scoperti" e che abbiano pagato la dovuta "indennità": si chiede in particolare di sapere se l'assegnazione del numero di codice identificativo contestualmente alla installazione dell'impianto sia dovuta ad una "autorizzazione temporanea" di 1 anno e/o ad una "ricollocazione" di un impianto delle stesse dimensioni rimosso in un'altra parte della città.

A tal ultimo riguardo si fa presente che la ricollocazione degli impianti rimossi, benché autorizzata temporaneamente solo per un anno, dà comunque alle rispettive Ditte la possibilità di far valere un “diritto acquisito” riconosciuto dal Comune e di pretendere quindi di rimanere definitivamente nel luogo assegnato: in tal modo si vengono a condizionare a priori le scelte finali che spetta di prendere esclusivamente al Piano Regolatore delle Affissioni, che viene messo così in condizioni di non poter decidere liberamente o come si suol dire “a bocce ferme”.

Per lo specifico caso in questione, é stata data ad ogni modo la possibilità di far valere un "diritto acquisito" dove non c'é né ci potrà essere nessuna ragione di averlo, dal momento che l'area ricade all'interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si fa presente che VAS ritiene di dover intervenire nel procedimento ai sensi dell'art. 9 della legge n. 241/1990 come associazione portatrice di interessi diffusi e che in tale veste il 23.5.2010 aveva già trasmesso il perimetro del vincolo della "Valle del Tevere" relativo al Foro Italico e chiesto "la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano ricomprese": l'intallazione dell'impianto che si segnala appare pertanto di una certa gravità, che sarebbe ancora maggiore soprattutto se risultasse "autorizzato" addirittura dopo il 23 maggio 2010.

Se ne chiede comunque l'immediata rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si coglie l'occasione per sollecitare la rimozione anche dei tre impianti che risultano installati a fianco del cartellone della "S.C.I." (di cui si allega la foto) e precisamente:
- cartellone bifacciale di mt. 2 x 2 della ditta "Gruppo ODP Pubblicità" che porta il numero di codice identificativo 0079/AR100/P;
- cartellone bifacciale SPQR di mt. 2 x 2 della ditta "Urbe Pubblicità di Franco e Stefano Cappelli e C.", che porta il numero di codice identificativo 0082/AZ933/P;
- cartellone bifacciale di mt. 4 x 3 della ditta "Star Rome Pubblicità" che porta il numero di codice identificativo 0108/AL761/P.

La presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Segnalato da VAS - VERDI, AMBIENTE E SOCIETA' a segnalazioniaffissionia@comune.roma.it ed a polmunicipaleseg02@comune.roma.it il 28-6-2010

3 commenti:

  1. Ma Bordoni non si dovrebbe dimettere davanti a uno sputtanamento così grande delle sue parole??

    BORDONI MAFIOSO
    ALEMANNO COMPLICE

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  2. ALECAZZO E BORDONI COCOMERARI!

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  3. Che llo voi n cocommero???

    Però vota Tredicine

    Mamma mia questi si spartiscono i soldi come alla riffa, una riffa giocata su Roma.

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