mercoledì 14 luglio 2010

Bosi-segnala: nuovi spazi, vecchi vizi


Si fa presente che in data 16 febbraio 2010 questa associazione aveva trasmesso un dossier fotografico dei cartelloni da rimuovere dentro il Parco di Veio, fra i quali figurava - a fianco di un impianto non autorizzato della ditta “Il Globo” (con la pubblicità di Sainato & Vannini, vedi foto sottostante) – il cartellone di mt. 4 x 3 della ditta “CBS OUTDOR” installato con il n. 229 in via di Quarto Peperino all’altezza dell’incrocio con via di Grottarossa, con il numero di codice identificativo 0051/AN002/P assegnato dal Servizio Affissioni.
Con propria nota prot. n. 28 del 10 giugno 2010 questa associazione ha rilevato l’avvenuta rimozione del suddetto impianto.
Si segnala che in data 30 giugno è stato accertata l’installazione nello stesso posto di un impianto bifacciale di mt. 2 x 3 della Ditta “Nuovi Spazi” che porta i numeri 714 e 715, ma non ha codice identificativo assegnato dal Comune: ne deriva la sua natura totalmente abusiva.
Si mette in risalto che in data 11 maggio 2010 della stessa ditta “Nuovi Spazi” questa associazione aveva accertato l’avvenuta installazione di un analogo impianto bifacciale di mt. 2 x 3 collocato con i numeri 514 e 515 su via della Crescenza all’altezza dell’incrocio con via di Grottarossa, sempre senza alcun codice identificativo assegnato dal Comune e quindi sicuramente del tutto abusivo: ne deriva che questa ditta in meno di 2 mesi ha installato 200 impianti presumibilmente tutti o quasi tutti di natura abusiva.
Amministratore e socio di maggioranza della S.r.l. “Nuovi Spazi” risulta essere la sig.ra Liudmila Tikhomirova che il 29 marzo 2010 nella lettera-diffida inoltrata al Blog www.cartellopoli.com ha fra l’altro fatto dichiarare dal suo legale che "la Nuovi Spazi S.r.l. è titolare di impianti ex Nevada Pubblicità S.r.l. già oggetto di autorizzazioni e/o concessioni comunali e, comunque, suscettibili di reinstallazione ai sensi della Del. C.C. 37/09, impianti per i quali viene pagato il relativo canone al Comune di Roma".
Si dovrebbe presupporre che la S.r.l. “Nuovi Spazi” abbia presentato una precisa istanza al Servizio Affissioni, che la doveva “istruire” e che non la poteva comunque accogliere, perché non poteva e non doveva permettere l’installazione dentro il Parco di Veio, dove le misure di salvaguardia prescrivono il divieto di affissione pubblicitaria.
Si evidenzia inoltre che entrambi i suddetti impianti sono stati installati senza il preventivo ed obbligatorio rilascio del nulla osta da parte dell’Ente Parco di Veio, che non poteva essere comunque concesso, perché in violazione del divieto imposto tanto dalla misura di salvaguardia dettata dalla lettera o) del 3° comma dell’art. 8 della legge regionale n. 29/1997 quanto dal Regolamento così come disciplinato dal 3° comma dell’art. 27 della legge regionale n. 29/1997, che a sua volta rimanda alla lettera d) del 3° comma dell’art. 11 della legge n. 394/1991.
È opinione di questa associazione che quanto meno nei confronti della titolare dei suddetti impianti si possano ravvisare gli estremi dei reati di cui al combinato disposto dei commi 1 ed 8 dell’art. 30 della legge n. 394/1991, per violazione tanto delle “misure di salvaguardia” (art. 6 della legge n. 394/1991 ed art. 8 e 28 della legge regionale n. 29/1997) quanto del Regolamento (art. 11 della legge n. 394/1991 ed art. 27 della legge regionale n. 29/1997), nonché dell’art. 633 del Codice Penale per invasione arbitraria di terreni al fine di trarne profitto e dell’art. 734 del Codice Penale per deturpamento di bellezze naturali vincolate.

Si chiede pertanto l’immediata rimozione di entrambi i suddetti impianti:

- da parte del Comune di Roma espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009;

- da parte dell’Ente Parco di Veio ai sensi del 3° comma dell'art. 28 della legge regionale n. 29/1997.
La presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.
Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.
Distinti saluti.

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