venerdì 16 luglio 2010

Bosi-segnala: ormai manco serve più Google Street, la città è trasfigurata anche rispetto a due mesi fa


Si segnala che presumibilmente nelle notte tra il 5 ed il 6 luglio 2010 sul lato di Corso di Francia ricompreso tra via Honduras e via Civitacastellana sono stati installati 2 impianti pubblicitari, che - come mostra la sottostante documentazione fotografica - sono ancora da completare, ma portano i seguenti numeri di codice identificativo assegnati dal Servizio Affissioni, che in base alla Banca Dati del Comune corrispondono alla S.r.l. "A.P. Italia":
- 0010/AQ470/P (impianto verso via Civitacastellana);
- 0010/AQ472/P (impianto verso via Honduras).

Si fa presente che i 2 suddetti impianti ricadono all'interno del vincolo paesagggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si evidenzia che questa associazione in data 23.5.2010 aveva trasmesso il perimetro del vincolo della "Valle del Tevere" e chiesto "la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano ricomprese": ciò nonostante, sullo stesso lato vincolato di Corso di Francia il 10 giugno 2010 é stato installato un impianto bifacciale della Ditta "S.C.I., che portava già il numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni e che questa associazione ha segnalato in data 11.6.2010.

Si deve mettere in grande risalto che a tutt'oggi risulta che non sia stato provveduto alla immediata rimozione dell'impianto della "S.C.I." e che addirittura a poca distanza da esso nella seconda metà di giugno 2010 é stato installato un impianto bifacciale della ditta "APA" , anch'esso puntualmente segnalato da questa associazione il 28 giugno 2010, senza che a tutt'oggi sia stato rimosso.

Si chiede di sapere a che esatto "titolo" siano stati rilasciati alla S.r.l. "A.P. Italia" i due sudddetti numeri di codice identificativo, dal momento che dal 1 gennaio 2010 non vengono più accettate "autodenunce" di impianti abusivi a cui può essere quindi assegnato un numero di codice identificativo solo dopo che siano stati "scoperti" e che abbiano pagato la dovuta "indennità": si chiede in particolare di sapere se l'assegnazione dei numeri di codice identificativo contestualmente alla installazione degli impianti sia dovuta ad una "autorizzazione temporanea" di 1 anno e/o ad una "ricollocazione" di impianti delle stesse dimensioni rimossi in un'altra parte della città.

A tal ultimo riguardo si fa presente che la ricollocazione degli impianti rimossi, benché autorizzata temporaneamente solo per un anno, dà comunque alle rispettive Ditte la possibilità di far valere un “diritto acquisito” riconosciuto dal Comune e di pretendere quindi di rimanere definitivamente nel luogo assegnato: in tal modo si vengono a condizionare a priori le scelte finali che spetta di prendere esclusivamente al Piano Regolatore delle Affissioni, che viene messo così in condizioni di non poter decidere liberamente o come si suol dire “a bocce ferme”.

Per lo specifico caso in questione, é stata data ad ogni modo la possibilità di far valere un "diritto acquisito" dove non c'é né ci potrà essere nessuna ragione di averlo, dal momento che entrambi gli impianti ricadono in una zona soggetta a vincolo paesaggistico, dove vige il divieto di affissione.

Si fa presente che VAS ritiene di dover intervenire nel procedimento ai sensi dell'art. 9 della legge n. 241/1990 come associazione portatrice di interessi diffusi e che in tale veste il 23.5.2010 aveva già trasmesso le segnalazioni precedenti a questa, che assume ora il carattere della denuncia di una recidività ormai sistematica.

Si chiede l'immediata rimozione dei 2 impianti, così come degli altri 2 sopra evidenziati della "SCI" e della "APA", espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009: la presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si coglie l'occasione per tornare a sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati tanto su ambedue i lati del tratto di Corso di Francia che va dall'incrocio con via Flaminia al Ponte Flaminio quanto su via Civita Castellana e via Pietro Lupi che fanno da svincolo a doppio senso per scendere su Viale di Tor di Quinto, nonché su via Sassi di S. Giuliano e via Uruguay che fanno da svincolo a doppio senso per scendere su lungotevere S. d'Acquisto e lungotevere dell'Acqua Acetosa.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Segnalato da VAS - VERDI AMBIENTE E SOCIETA' a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, a polmunicipaleseg20@comune.roma.it e soprattutto a procura.roma@giustizia.it

1 commento:

  1. E così possiamo ormai aggiungere anche Corso Francia e l'ex magnifico Ponte Flaminio alle prospettive definitivamente deturpate ed ignobilmente devastate grazie alla bravura amministrativa di Alemanno e compagnucci !
    Evviva!!

    Ma non si fermeranno mai ? Tocca arrivare al 2013 (non oso pensare in che condizioni !)?
    Mc Daemon

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