giovedì 8 luglio 2010

Bosi-segnala: umiliare la città in tre per due sei


Si segnala, con il corredo anche della sottostante documentazione fotografica, che presumibilmente nella seconda metà del corrente mese di giugno 2010 sul lato di lungotevere Flaminio che ricade all'altezza di largo Antonio Sarti é stato installato un impianto bifacciale della ditta "APA".
Sul sostegno dell'impianto che ricade alla sinistra della cimasa risulta affissa una targhetta che porta il numero di codice identificativo 0044/BU437/P già assegnato dal Servizio Affissioni (corrispondente secondo la Banca Dati ad "A.P.A. Agenzia Pubblicità Affissioni"), di cui si chiede di sapere a che esatto "titolo" sia stato rilasciato, dal momento che dal 1 gennaio 2010 non vengono più accettate "autodenunce" di impianti abusivi a cui può essere quindi assegnato un numero di codice identificativo solo dopo che siano stati "scoperti" e che abbiano pagato la dovuta "indennità": si chiede in particolare di sapere se l'assegnazione del numero di codice identificativo contestualmente alla installazione dell'impianto sia dovuta ad una "autorizzazione temporanea" di 1 anno e/o ad una "ricollocazione" di un impianto delle stesse dimensioni rimosso in un'altra parte della città.

A tal ultimo riguardo si fa presente che la ricollocazione degli impianti rimossi, benché autorizzata temporaneamente solo per un anno, dà comunque alle rispettive Ditte la possibilità di far valere un “diritto acquisito” riconosciuto dal Comune e di pretendere quindi di rimanere definitivamente nel luogo assegnato: in tal modo si vengono a condizionare a priori le scelte finali che spetta di prendere esclusivamente al Piano Regolatore delle Affissioni, che viene messo così in condizioni di non poter decidere liberamente o come si suol dire “a bocce ferme”.

Per lo specifico caso in questione, é stata data ad ogni modo la possibilità di far valere un "diritto acquisito" dove non c'é né ci potrà essere nessuna ragione di averlo, dal momento che l'area ricade all'interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si fa presente che VAS ritiene di dover intervenire nel procedimento ai sensi dell'art. 9 della legge n. 241/1990 come associazione portatrice di interessi diffusi e che in tale veste il 23.5.2010 aveva già trasmesso il perimetro del vincolo della "Valle del Tevere" relativo al Foro Italico e chiesto "la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano ricomprese": l'intallazione dell'impianto che si segnala appare pertanto di una certa gravità che sarebbe ancora maggiore soprattutto se risultasse "autorizzato" addirittura dopo il 23 maggio 2010.

Se ne chiede comunque l'immediata rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009: la presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si coglie l'occasione per sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati su ambedue i lati dei lungotevere di entrambe le sponde del fiume che vanno da ponte Flaminio a ponte Matteotti, ed in particolare su lungotevere Thaon De Revel, dove risultano installati numerosi impianti.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi


Inviato da VAS - VERDI, AMBIENTE E SOCIETA' a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it ed a polmunicipaleseg02@comune.roma.it il giorno 28-6-2010

6 commenti:

  1. Vai Bosi, non je ne famo passà una!
    BLOCCATE LE INSTALLAZIONI!

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  2. A Madrid la multa la paga il cliente che si fa pubblicità, compresi gli oneri per la rimozione del cartellone abusivo...loro sono civili!!

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  3. OVUNQUE la multa la paga il cliente. Tranne che a Roma.

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  4. http://www.metronews.it/index.php?option=com_flippingbook&Itemid=30906&book_id=2

    Gli schifosi cartelloni davanti al Parco delle Tombe di Via Latina sono stati rimossi!
    Un'altra vittoria per il nostro movimento!
    Era una delle segnalazioni di Rodolfo Bosi..preceduta dalle lettere pubblicate dai quotidiani e da numerose sollecitazioni inviate alla Sovrintendenza di Roma!

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  5. bosi ti voglio bene !!!!!!!

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  6. BOSI ..TI VOGLIO BENE !!!!!!!!!!

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