lunedì 26 luglio 2010

Come risolvere il problema-cartelloni (e molti altri ad esso connessi?). Finalmente la proposta di Cartellopoli

INTRODUZIONE
Ferme restando le modifiche che i comitati anti-cartelloni hanno richiesto nella Delibera di Iniziativa Popolare che agilmente ha raggiunto e ampiamente superato l’obbiettivo delle 5mila firme e che dunque dovrà essere quanto prima portata in Aula e approvata per porre i primi correttivi di breve termine alla scandalosa situazione che la città sta vivendo riguardo al comparto affissioni, il Comitato Cartellopoli ha intenzione di porre all’amministrazione questioni di medio periodo, con soluzioni che consentano la risoluzione totale del problema con una allineamento -oggi urgente più che mai- della situazione della città al quadro di tutte le altre città italiane e estere.

La soluzione che proporremo qui di seguito, applicabile nel breve-medio periodo e priva della benché minima controindicazione, permetterà al Comune, alla città, alle ditte, agli inserzionisti e dunque all’economia di Roma una serie notevolissima di vantaggi che vedremo nel dettaglio e che sintetizziamo qui:
-massiccia riduzione dei mq di pubblicità e di conseguenza dell’inquinamento visivo
-massiccio aumento del rendimento dei mq di pubblicità consentiti
-eliminazione totale della pubblicità abusiva non solo attraverso cartelloni, ma anche attraverso locandine, affissioni, manifesti abusivi
-aumento notevole degli introiti per il comune
-miglioramento delle condizioni di sicurezza della città non solo per quanto riguarda il codice della strada, ma anche l’illuminazione
-salvaguardia di tutti posti di lavoro del settore e loro notevole aumento

Quello che proponiamo all’Amministrazione Comunale, attraverso delle pratiche già utilizzate con successo altrove (Napoli, ad esempio), è di cambiare completamente faccia ad una città che oggi è resa letteralmente irriconoscibile a causa di una comparto che è del tutto sfuggito di mano a chi dovrebbe governarlo. Vediamo come fare a sfruttare la situazione di estremo caos per sovvertire l’esistente...

IL BANDO
Il servizio affissioni della città dovrà essere messo a bando nell’ambito di una gara internazionale. Il servizio verrà affidato per 10 anni, comprenderà un limite ben preciso di superfici pubblicitarie sfruttabili, delle caratteristiche ben precise per gli impianti, delle deroghe ben precise rispetto al Codice della Strada, al Codice dei Beni Culturali alle Aree Vincolate. La città verrà suddivisa in un numero di lotti (quattro o cinque) che verranno messi a gara: a partire da un minimo di onere concessorio (cifra comunque assai maggiore rispetto a quanto il Comune incassa oggi) vincerà la gara -come è ovvio- chi offrirà di più al Comune in termini di pagamento della concessione e di qualità del lavoro. L’obbiettivo del bando dovrà essere quello di mettere ordine nel settore e generare molto più reddito di quanto se ne genera oggi a favore dell’amministrazione. Una stessa società potrà vincere più lotti e anche aggiudicarsi tutti i lotti messi a bando (questo è successo a Napoli dove una stessa società ha vinto in tutti e cinque lotti che l’amministrazione aveva messo a gara).
La gara è resa possibile dal fatto che tutte le autorizzazioni attualmente in essere nel territorio del Comune di Roma risultano interamente scadute al 31.12.2009 e esistono solo ed esclusivamente in regime di proroga, gli stessi cartellonari sanno bene che “il destino” del comparto è quello di una gara europea e di una rivoluzione complessiva dell’attuale insostenibile situazione di caos che non può durare un istante di più.

LA BONIFICA DEL TERRITORIO
Una volta espletate le formalità di gara e una volta nominato il vincitore le ditte che attualmente detengono impianti sia su suolo pubblico che su suolo privato avranno 60 giorni di tempo per disinstallare i propri impianti dal territorio. Gli impianti che non risulteranno disintallati allo scadere del sessantesimo giorno saranno considerati abbandonati e saranno oggetto di bonifica da parte della ditta vincitrice del bando per quel dato lotto. La ditta vincitrice potrà iniziare ad installare i propri impianti esclusivamente dopo aver bonificato tutto il territorio. Ognuno dei lotti messi a gara potrà avere un massimo di impianti per ogni tipologia (un massimo di 4x3, un massimo di orologi, un massimo di parapedonali e così via fino a raggiungere i mq complessivi predefiniti) che potranno essere installati soltanto nel momento in cui la ditta vincitrice e dunque titolare della concessione avrà completamente eliminato dall’area tutte le vecchie affissioni sia per quanto concerne gli impianti privati sia per quanto riguarda le plance per le pubbliche affissioni.

LA SCELTA DELLA POSIZIONE DEGLI IMPIANTI
La collocazione degli impianti dovrà essere approvata -lotto per lotto- da una rapida conferenza dei servizi che si terrà nei 60 giorni di tempo che la ditta vincitrice dovrà dare alle ditte preesistenti per bonificare il territorio dai loro impianti. In quell’intervallo di tempo la ditta vincitrice concorderà con soprintendenze, uffici comunali e muncipi il posizionamento degli impianti letti anche i Piani Regolatori degli Impianti che nel frattempo dovranno essere redatti. Non si dovrà trattare, come accade ora, di una guerra di nervi. Gli impianti saranno belli, luminosi, qualificheranno il luogo in cui saranno posizionati invece di squalificarlo. I territori, i quartieri, i comitati faranno a gara per avere il loro impianto che porterà luce notturna, porterà immagine, sarà un arredo urbano gradevole e di qualità. Esattamente come oggi succede a Parigi dove l’inserimento di impianti pubblicitari nel tessuto urbano è elemento di arredo, non di sfregio urbanistico. I negoziati per il collocamento degli impianti, dunque, non dovranno costituire momento conflittuale e, in presenza di una cornice simile, comitati e associazioni civiche vedranno molto meno di cattivo occhio la concessione di deroghe sul Codice della Strada e su altre leggi, deroghe senza le quali -occorre ricordarlo- sarebbe impossibile in un contesto come quello capitolino installare un solo impianto. Il nostro problema non devono essere le deroghe, ma chi se ne avvale. Deroghe offerte ad una ditta seria che fa con grande qualità il lavoro dell’urban outdoor in tutto il mondo hanno un peso, deroghe offerte alla camorra in persona hanno un peso completamente diverso. Per fare un esempio: se è inconcepibile, oggi con la quantità e la bruttezza degli impianti attuali, che vi siano pannelli e cartelli di ogni tipo, materiale e forma nel perimetro delle ville storiche, domani con impianti di qualità estetica studiata e con gestioni trasparenti sarà molto meno inaccettabile derogare a questo. Paradossalmente i luoghi dove poter installare impianti potranno anche aumentare, a patto che gli impianti siano esteticamente gradevoi, qualificanti, realizzati con materiali ed un design di qualità e gestiti nel pieno della legalità penale, amministrativa e fiscale, da società che pagano le tasse e che hanno dipendenti in regola. Le deroghe che oggi sono inaccettabili perché date nelle mani di una economia per la maggior parte criminale, domani -in un contesto di legalità- potranno essere bene accette dai cittadini e accompagnate con indulgenza dai comitati più responsabili.

LE CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI
Gli impianti dovranno avere -in tutti i lotti indipendentemente dalla ditta vincitrice nel singolo lotto- tutti lo stesso aspetto, le stesse caratteristiche tecniche (meglio con immagini a rotazione a rullo, che consentono di inserire più inserzionisti per volta nel medesimo impianto), gli stessi materiali e la stessa grafica. I modelli in questo senso sono, ad esempio, Parigi e Napoli, città dove tutti gli impianti hanno le medesime caratteristiche, colori, ingombri, grafica e progetto architettonico. In caso di vincitori diversi per i diversi lotti, la scelta della tipologia di impianti dovrà scaturire da una conferenza dei servizi che riunisca le ditte vincitrici, il Comune, la Soprintendenza; in caso di unico vincitore sarà la ditta che si occuperà della pubblicità in tutti i lotti a proporre in sede di gara l’impianto tipo le cui caratteristiche tecnico-estetiche costituiranno uno tra i principali motivi di valutazione.

LE PUBBLICHE AFFISSIONI
Le plance per le pubbliche affissioni, recentemente in parte sostituite con modelli in ghisa di nuova fattura e subito totalmente aggredite dal racket degli attacchini, avranno la stessa sorte degli altri impianti. Verranno bonificate ed eliminate dal territorio essendo -sebbene nuove- motivo di ulteriore degrado per la città. Il Comune, per la propria comunicazione istituziona, potrà disporre di un tot di spazi gratuiti all’anno che il concessionario dovrà mettere a disposizione. Questo prevede la legge la quale dice che le pubbliche affissioni devono essere garantite, ma possono esserlo anche all’interno dell’impiantistica privata gestita da ditte di professionisti del servizio. Ad oggi l’amministrazione comunale non è all’altezza di garantire una comunicazione istituzionale via affissioni: mille volte al giorno le plance per le pubbliche affissioni sono violentate dall’attacchinaggio abusivo, domani anche questo comparto (come ad esempio accade a Napoli o a Parma) sarà gestito dai privati vincitori del bando che avranno l’onere di affiggere (professionalmente) le comunicazioni per conto del Comune, gli annunci mortuari (che a Roma, nel contesto attuale, non possono esistere ed è un ulteriore elemento di inciviltà della città), gli annunci di svendite, le aste pubbliche per i fallimenti e quant’altro. Vi saranno degli impianti dedicati a questo tipo di comunicazione in tutti i quartieri, gestiti con dovizia e professionalità, al riparo da abusi e racket attacchini.

GLI ONERI DEL CONCESSIONARIO: LA REPRESSIONE DELL’ABUSIVISMO
Oltre ai canoni di concessione decisi dal Comune che la ditta vincitrice dovrà corrispondere ogni anno in base alla superficie pubblicitaria in mq che le è stata messa a disposizione (e rispetto alla destinazione dei quali approfondiremo nel capitolo successivo), il concessionario vincitore per il proprio lotto avrà anche degli oneri operativi che avranno una valenza doppia.
Una valenza per il Comune, perché il concessionario sarà incaricato di reprimere ogni forma di pubblicità abusiva in città; una valenza per il concessionario stesso che eliminerà ogni pubblicità effettuata al di fuori dei propri circuiti aumentando la sua utenza potenziale e la potenza commerciale degli spazi da lui gestiti.
In pratica sarà dato mandato agli incaricati ed ai manutentori delle ditte vincitrici nei vari lotti, di mantenere libera la macro-zona affidatagli dalle affissioni abusive . Che siano queste affissioni politiche, affissioni commerciali, comunicazioni di qualsiasi altro tipo (non escluse le piccole favelas che ogni giornalaio -anche qui il caso è unico a livello mondiale- crea o consente di far creare ai distributori intorno al chiosco di vendita). Ad oggi la città di Roma è offesa da inquinamento visivo di questo genere in ogni angolo con una conseguenza estrema di degrado ed insicurezza. Ogni palo pubblico, oggi, è pieno di affissioni di discoteche, locali notturni e feste private; idraulici, ditte di servizi vari, traslocatori, agenzie di ogni tipo ritengono opportuno pubblicizzarsi utilizzando qualsasi superficie a disposizione. Per non parlare delle affissioni della politica che umiliano ampie aree della città ormai non solo durante le campagne elettorali. Il Comune non vuole o non può reprimere e il fenomeno assume contorni inquietanti che non hanno paragoni in nessuna altra città del mondo. Per reprimere questo fenomeno occorre un interesse uguale e contrario, un interesse di buisiness.
Assegnando il settore affissioni, previo gara, a strutturate ditte private, si potrà dare loro l’incarico di mantenere nel decoro il territorio loro affidato. Sarà anche un loro interesse reprimere con puntualità questi fenomeni perché così facendo passerà il concetto che se ci si vuole pubblicizzare (vale anche per un politico) si dovrà passare solo ed esclusivamente per i loro impianti regolamentari. Ecco perché le ditte saranno molto motivate a reprimere questo scempio che ormai esiste solo nella città di Roma e il Comune, a costo zero, potrà ottenere un miglioramento massiccio del decoro della città. Un vero cambio del volto di Roma oggi completamente irriconoscibile a causa dell’oceano di economia abusiva, sommersa, illegale che si palesa con affissioni illecite su ogni superficie.
Ma perché gli abusivi dovrebbero smetterla di imbrattare la città? Per due motivi: sia perché farlo -sapendo che le loro locandine e i loro manifesti verranno sicuramente (sicuramente!) tolti l’indomani dagli appositi incaricati- diventerà attività antieconomica. E sia perché le ditte incaricate di tener pulito avranno una corsia preferenzia per effettuare denunzie verso gli autori delle violazioni. Mensilmente le ditte dovranno corrispondere alla Polizia Municipale -documentando le violazioni anche con apposite fotografie- un quadro delle violazioni sul proprio territorio con uno schema riportante il soggetto che ha effettuato l’abuso, il suo recapito telefonico (oggi tutte le affissioni abusive, incredibilmente, riportano il nome di chi le effettua -pensiamo a concerti, serate, ma anche ai traslocatori, alle agenzie immobiliari o ai politici- e dunque sono di facilissima rintracciabilità) e il luogo in cui l’abuso si è perpetrato.
La sicurezza di essere subito rimossi e la certezza di essere senz’altro sanzionati farà scomparire, banalmente scomparire, l’abusivismo in questo settore. Come in tutte le altre grandi città del mondo, da Milano a New York, da Madrid a Parigi, le affissioni abusive saranno un ricordo, scomparirà questa indecente “moda”, non sarà più sensato farle. Una discoteca, un ristorante, un organizzatore di concerti che vorrà pubblicizzarsi ricorrerà, come accade in tutto il mondo, alla stampa locale, ai periodici dedicati agli eventi. I romani impareranno che per reperire le informazioni su cosa fare la sera o sulla casa da affittare occorre acquistare un giornale, non andare a spigolare gli annunci abusivi sui pali. E tutto il comparto dell’editoria, fondamentale per accompagnare la crescita civile di una metropoli come la nostra, tornerà a rifiatare, nasceranno nuove riviste (vi siete mai chiesti perché New York ha settimanali tipo Time Out e il New York Magazine? Esatto, perché in quella città non esiste pubblicità outdoor...), i quotidiani locali beneficieranno di flussi di inserzionisti molto maggiori di oggi (ecco perché dovrebbero spalleggiare questa nostra proposta) e potranno aumentare la loro diffusione e la loro qualità.

LA DESTINAZIONE DEGLI ONERI CONCESSORI
Gli oneri concessori -ben più dei 20 milioni l’anno attuali- che l’amministrazione comunale potrà ottenere grazie a questo nuovo assetto del comparto, dovranno preferibilmente essere direzionati verso quei settori che hanno direttamente a che vedere con l’inquinamento visivo ed il degrado della città, in “risarcimento” all’occupazione di suolo pubblico e all’inquinamento visivo arrecato dagli impianti pubblicitari.
I tre settori rispetto ai quali le risorse ricavate dal comparto pubblicità potranno veicolarsi sono i seguenti.
contrasto dei graffiti: Roma è la città più imbrattata del mondo, non c’è paragone alcuno con qualsiasi altra città. Il fenomeno si sconfigge non solo con la repressione, ma con il contrasto sul campo. I graffiti devono essere immediatamente ripuliti per evitare che richiamino altri; i palazzi devono essere dotati di una patina (alta fino a 3 metri) che renda la superficie lavabile come da esperimento di successo in altre città d’Italia e del mondo. In questo modo in una città come Parigi -un tempo ridotta come Roma- hanno risolto il problema. Gli investimenti, gli incentivi a ripulire le facciate trattandole con le apposite vernici protettive, potrebbero venire in parte dai soldi ricavati dai canoni pubblicitari.
eliminazione del problema delle antenne: Le antenne sui tetti della città rendono Roma una megalopoli del subcontinente indiano. Le antenne centralizzate sono obbligatorie, ma non vi sono risorse e volontà per far rispettare gli appositi regolamenti comunali. I soldi ricavati dalla pubblicità potrebbero aiutare a creare incentivi e sgravi per i condomini che si mettano in regola, diminuendo drasticamente l’inquinamento visivo della città.
bike-sharing: Infine il bike-sharing. Tradizionalmente, in tutte le città dove questa formula ha letteralmente rivoluzionato la mobilità cittadina, i soldi per la sua gestione derivano dalle società di affissioni. Roma non dovrebbe fare eccezione: la città -nonostante alcune caratteristiche che teoritcamente ostacolerebbero l’utilizzo della bicicletta- ha tutte le carte in regola per avere un grande programma di bike-sharing che decongestioni i mezzi pubblici e che convinca molti cittadini a lasciare il mezzo privato. A Parigi (anche lei è piena di colli e pavè) è andata così, a Barcellona, a Lione, a Torino, a Milano è andata così. Anche a Roma può succedere lo stesso, come accade in queste città, il progetto va portato avanti con i soldi ricavati dalla pubblicità.

POSSIBILI OBBIEZIONI E DUBBI

“le ditte romane così non potranno più lavorare”
Falso! Molte ditte che lavorano a Roma (Apa, Pes, Sci, Gregor) hanno dimensioni e carte in regola per prendere parte alla gara e per vincere in uno ed in tutti i lotti. Le ditte piccole o piccolissime, se lo vorranno, potranno consorziarsi tra loro o unirsi a ditte più grandi creando delle ATI e partecipando al bando con tutte le possibilità di vincerlo. Occorre considerare comunque che in ogni grande città d’Italia e d’Europa le ditte titolate a raccogliere la pubblicità sono poche o pochissime, Roma è l’unica città dove le ditte sono centinaia: è del tutto evidente che questa anomalia non è più governabile e porta solo degrado lasciando aperta la porta alla criminalità, al riciclaggio, all’abusivismo.


“si perderanno tutti i posti di lavoro delle attuali ditte”

Falso! Le società vincitrici nei vari lotti saranno obbligate a riassumere, per espeletare il servizio, manutentori, addetti e impiegati, i lavoratori delle ditte che fino ad oggi hanno avuto le concessioni. Tutti i lavoratori attualmente impiegati (naturalmente solo i lavoratori in regola al 31.12.2009) nel comparto non avranno dunque nulla da temere.

“le ditte vincitrici non ce la faranno a combattere l’abusivismo, sarà per loro troppo oneroso”
Falso! Il problema dell’abusivismo esiste nelle dimensioni in cui lo vediamo perché non è rischioso farlo e perché nessuno lo contrasta. E’ ormai provato possiamo dire scientificamente che eliminare le affissioni abusive in una strada per due o tre volte di fila significa, di fatto, non vederle più ricomparire (questo è stato provato, da numerosi comitati di quartiere, per quanto riguarda le affissioni delle agenzie immobiliari). Insomma: quando gli abusivi -pensiamo agli organizzatori di feste, alle discoteche che brutalizzano ogni semaforo, ogni palo pubblico di segnaletica... - sapranno per certo che le loro affissioni verranno sistematicamente bonificate e che le loro organizzazioni verrano sanzionate, avranno molto meno motivo ad effettuarle e l’abusivismo scomparirà: impareranno a pubblicizzare i loro eventi in maniera più legale e più contemporanea. Più inserzioni su riviste di settore, più lavoro su internet e meno abusivismo. Lo stesso discorso varrà per le affissioni abusive per la politica: gli attacchini abusivi ed i politici che li incaricano al nero dovranno convincersi che la città non è la bacheca per i loro annunci. Se si vorrà annunciare tale convegno o tale comizio, si acquisterà lo spazio pubblicitario necessario e magari si spenderanno gli stessi soldi che oggi si spendono per stampare manifesti e pagare ditte illegali di attacchinaggio selvaggio. Occorre convincersene: la città più cambiare da così a così ed è molto più facile di quanto immaginiamo. Basta avere la lucidità per innescare processi virtuosi e poi davvero le cose andranno da se. Ecco perché Cartellopoli fa così tanta paura alla città illegale...

“i piccoli esercizi non avranno più la possibilità di promuoversi”
Falso! Non esiste città al mondo in cui il calzolaio, il sarto, il negozio di sanitari dietro l’angolo e la pizzeria in fondo al viale acquistano spazi di advertising outdoor. I pannelli1x1 che ingombrano come una selva tutti i nostri marciapiedi spariranno quasi del tutto nel nuovo bando, è vero, ma semplicemente per un motivo: costituiscono un elemento di enorme degrado ed inquinamento visivo, non servono a nessuno commecialmente (salvo a chi ne vende lo spazio) e proprio per questo non esistono in nessuna città del mondo. Per promuovere una piccola attività commerciale le strade sono molte: acquistare una palina sul marciapiede e magari trascurare il fatto di realizzare un buon sito web per il proprio negozio è un errore strategico che si paga caro. Pubblicizzare una piccola attività è cosa adatta da farsi su carta, sui quotidiani locali, sui freepress o sui settimanali locali di piccoli annunci. Roma ha attualmente una editoria cittadina asfittica (non abbiamo un periodico cittadino, come può essere il New York Magazine a New York o Time Out a Londra) proprio perché la pubblicità che dovrebbe far campare prodotti editoriale, viene drenata inopportunamente, fraudolentemente e ingongruamente dalle affissioni stradali. Tutti i quotidiani cittadini, peraltro, avrebbero una decisa boccata d’ossigeno potendo ricominciare a beneficiare di inserzionisti che oggi senza una logica affollano il mercato della pubblicità esterna inquinando massicciamente la città e non ricavandone granché in termini di ritorni ed efficacia commerciale.

CONCLUSIONI
In definitiva l’idea alla base della proposta di Cartellopoli è sfruttare lo stato di estremo caos che le ditte, sfruttando e interpretando i nuovi regolamenti comunali, hanno creato per mettere ordine in maniera massiccia al comparto. Il dispositivo che si propone, poi, non solo “sistema” il settore delle affissioni ponendolo, in maniera in realtà molto semplice, in linea con le altre grandi città italiane ed europee, ma propone anche una serie di conseguenze accessorie che permettono alla città, in un sol colpo, di affrancarsi da alcuni vecchi cancri che la assillano e che ne oscurano e pregiudicano pesantemente la bellezza unica al mondo.
Cartelloni pubblicitari, graffiti, affissioni abusive, antenne, edicole trasformate in slum. Il progetto di riforma porterà chi lo realizza a porsi come il paladino del decoro urbano cambiando letteralmente faccia alla città: una proposta allettantissima per l’attuale amministrazione. Su un piatto della bilancia c’è qualche interesse criminale da scontentare, sull’altro piatto, tuttavia, ci sono centinaia di migliaia di cittadini che vedranno davanti ai loro occhi una Roma che migliora in maniera massiccia nel breve volgere di due o tre anni, consegnando gli autori della grande riforma alla storia della città.
Il tutto, come si vede, non solo a costo zero per il Comune, ma con degli importanti introiti che permetteranno di dare nuovi fondamentali servizi ai cittadini (bike-sharing) e di incrementare le finanze comunali come deve essere, giustamente, in una città commecialmente appetibile come è Roma.
Senza alcuna spesa, ma solo con un processo virtuoso che prende il meglio dalle pratiche già da tempo in corso in altre città, l’amministrazione comunale risolve in un colpo tutta una vasta gamma di problemi aumentando i suoi introiti, conferendo decoro alla città, infliggendo un colpo mortale all’economia criminale ed a quella sommersa (il mondo degli attacchini sparirà convincendo tante persone a trovarsi un lavoro regolare). Si tratterà di un aiuto fondamentale all’economia della città che porterà molteplici settori a creare ricchezza vera, di un aumento considerevole dei posti di lavoro regolari, di una presa di distanza netta nei confronti della criminalità più o meno organizzata che oggi prospera in settori lasciati di fatto in abbandono, si tratterà di un impulso notevolissimo al turismo, soprattutto a quel turismo di qualità (quello che non sale sui bus a due piani, ma che sale negli hotel a cinque stelle) che ha ormai definitivamente abbandonato la città non tollerandone più la trasandatezza. Si tratta di un dispositivo che solo una amministrazione comunale in cattiva fede e collusa con i criminali che sovraintendono all’economia illegale della città potrà rinunziare a porre in essere.

E' del tutto evidente che in mancanza di un direzionamento dell'amministrazione verso questo tipo di approccio, lo scontro si esacerberà da parte delle associazioni. Le richieste di dimissioni dell'Assessore, gli appelli alla Comunità Europea, il fuoco di fila di class action, la richiesta di un commissario ad acta per il settore della cartellonistica. Tutto sarà legittimo allorquando, in presenza di una proposta della qualità di questa, si continuerà a tirare a campare cercando di difendere una situazione indifendibile. Già "in presenza", appunto. Ovvero questa proposta necessita, ora, di essere presentata e di avere la sua visibilità. E qui arriva il bello perché, sorprendentemente, questo dispositivo ha trovato ostruzionismo nel fronte della protesta che si riconosce nel comitato che ha proposto la Delibera di Iniziativa Popolare. Ostruzionismo di coloro che, forse scesi ieri dalla montagna del sapone, non si sono accorti che siamo in Italia, che i tribunali sono porti delle nebbie, che la giustizia non funziona e quando qualche volta funziona lo fa dopo 15 anni di trafile. Cosa vogliono fare? Vogliono risolvere il problema andando dal Comune e dicendogli: ci sono dei cartelloni fuoriposto rispetto al Codice della Strade: toglieteli. Ci sono dei cartelloni dentro le riserve naturali: toglieteli. Tutti questi cartelloni sono secondo noi abusivi: toglieteli. Non hanno capito che questa strategia non solo è sbagliata, è suicida. Non porta da nessuna parte e mette il coltello nelle mani del nostro avversario che, in questo momento, è l'incapace amministrazione comunale (sia questa di Alemanno che le precedenti, se possibile ancor più colpevoli). Bordoni avrà gioco facile a dire che (dopo le opportune deroghe) i cartelloni pubblicitari abusivi di fatto non ci sono (guardate in questo articolo del Messaggero di ieri cosa sono stati capaci di affermare i politici sulla situazione di Corso Francia: è tutto apposto, abbiamo già fatto delle rimozioni, la situazione è tranquilla), in fondo tutti hanno pagato, tutti hanno la targhetta. Concederà targhette più visibili e ammetterà l'accesso alle banche dati da parte dei comitati. Magari, come assurdamente gli si continua a chiedere, interromperà le ricollocazioni. Già, ma i 100mila impianti in giro per la città centomila resteranno. E le decine di ditte mafiose continueranno a far stravincere l'economia della malavita sull'economia sana.
I comitati anti-cartelloni, in questo momento, si stanno comportando come quei cittadini convinti che per sconfiggere la sosta selvaggia siano necessarie le multe e le rimozioni forzate. Niente di più assurdo: occorrerebbe un vigile urbano per ogni abitante e invece ce ne abbiamo uno ogni mille e quasi sempre buono a nulla o corrotto. La verità -e anche qui mille esempi internazionali lo certificano- è che basta allargare i marciapiedi per ridurre la carreggiata a 3,5 metri massimo. E la sosta in doppia fila diventa fisicamente impossibile. Non ci sarà bisogno di leggi, controlli, vigili, esposti e tribunali: semplicemente il problema non si palesa; semplicemente le strade devono essere disegnate affinché sia possibile solo la sosta regolare negli appositi stalli. L'avete capita la metafora, no?
Speriamo la capiscano anche loro, prima di andare dall'assessore -il 29 prossimo- a palesare all'amministrazione l'incapacità strategica del movimento anti-cartelloni nel portare proposte credibili. Risolutive. Adeguate alla situazione di estrema emergenza e di grave e quasi irreversibile pericolo che la città sta vivendo. Abbiamo dopo quarant'anni di schifo in mano la fiche della vittoria e c'è gente che la vuole puntare su qualche rimozione, sul miglioramento dei cartellini, sul blocco dei ricollocamenti. Noi chiediamo che venga puntata sulla definitiva risoluzione del problema. In alleanza con l'amministrazione che, adottando proposte come quella che avete letto qui sopra, potrà recuperare tutto l'enorme consenso perduto (qualcuno del Comitato ha provato a spiegare a Bordoni le decine di migliaia di voti che stanno giocandosi sulla storia dei cartelloni?) e potrà passare alla storia come l'amministrazione che ha portato a soluzione uno dei flagelli più indecenti che una città moderna si sia mai portata con se.

44 commenti:

  1. Io appoggio la "proposta cartellopoli" ma sono cosciente che la delibera non parla di bando per la gestione della pubblicità, rimozione dei cartelli da parte delle ditte vincitrici e destinazione degli oneri concessori.
    Sono elementi che mi trovano personalmente d'accordo e che bisognerà integrare alla delibera una volta che questa verrà approvata al consiglio comunale.

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  2. Per quanto riguarda Parma, il settore delle affissioni è solo gestito in parte da privati, più precisamente dalla Cemusa, con vetrine pubblicitarie (sia singole, sia unite alle cabine dell'autobus). Le plance sono ancora gestite dal Comune. Inoltre, è vero che la Cemusa in genere tiene puliti i suoi spazi pubblicitari, ma lo fa con totale non-curanza di quello che vi è attorno. Per farvi un esempio: una volta su uno dei loro spazi erano attaccati con lo scotch 5-6 volantini. La Cemusa ovviamente li ha tolti, ma anzichè buttarli nel cestino proprio di fianco al cartellone ha pensato bene di buttarli in mezzo alla strada. E questo succede spesso.
    Comunque a Parma le affissioni 6x3 sono ancora comunali...

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  3. Legione Monteverde26 luglio 2010 09:59

    Bordoni e Alemanno oramai avete i mesi contati siete sputtanati continuamente su tutti i quotidiani ed in rete galoppa la protesta nei vostri confronti.

    ECCO LA PROPOSTA, QUALCUNO HA LAVORATO AL POSTO VOSTRO DECELEBRATI DOVETE SOLAMENTE COPIARE!!

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  4. Alemanno ma che faccia da ebete c'hai? quello di destra, il picchiatore... ma nemmeno tu moglie te sta a senti a buffone!!!

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  5. Nuovi orrendi 1x1 della MG istallati stanotte a V.le Marconi da Ponte Marconi a P.zza della Radio in entrambe le direzioni.

    Questi al Comune c'hanno la faccia come il culo!

    Non è più possibile leggere affermazioni come quelle di ieri sul Messaggero.

    BUFFONI!!

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  6. ATTENZIONE: in questo articolo del Corriere della Sera si conferma che il povero scooterista ucciso in via Veneto è morto perchè ha sbattuto contro il cartello orologio.

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_luglio_26/tassista-investe-sottoscrizione-peronaci-1703460058749.shtml

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  7. I manifesti abusivi sono bellissimi!!!

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  8. Premetto che parlo a titolo personale ed a nome soltanto di VAS e non anche dei 14 membri del Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare, di cui ho steso materialmente il testo e la relazione illustrativa e che intendo sostenere fino in fondo con estrema coerenza, difendendola dalle critiche infamanti che il sig. Massimiliano Tonelli si è permesso di portare anche alla mia associazione, da lui definita lo scorso 23 luglio “compagnia cantante” a fianco di Legambiente e Cittadinanzattiva, “per accreditarsi come interlocutori presso la politica”.
    VAS da sempre paga un prezzo altissimo in termini di indipendenza economica per salvare la sua totale autonomia dalla politica, che non la ricambia di certo con i finanziamenti elargiti invece alle associazioni ambientaliste “maggiori”: per il caso in questione VAS ha portato il suo contributo tanto con l’opera sistematica di denuncia di tutti i cartelloni abusivi accertati quanto con la raccolta materiale di più di 250 sottoscrizioni (di cui 50 raccolte personalmente).
    Non posso dire che il sig. Massimiliano Tonelli abbia dimostrato la stessa coerenza nel sostenere la delibera di iniziativa popolare, dal momento che nei suoi confronti lo scorso 3 luglio si è permesso di dare testualmente il seguente giudizio:
    “a. non arriverà mai in consiglio. mai!
    b. anche se ci arrivasse (e non è mai successo) non troverà una maggioranza favorevole ad approvarla
    c. anche se dovesse venire approvata NON risolverebbe il problema, tutt'al più lo congelerebbe nello stato attuale: impresentabile.
    Dice: allora perché tutto sto lavoro per presentare la delibera? Bhe, non è di certo un esercizio inutile, ci è servito per mostrare i muscoli, per dimostrare che c'è una sensibilità diffusa sulla questione, per cementificare la nostra battaglia, per rodarci su altre battaglie a venire (class action, etc.).”
    Di fronte ad un giudizio del genere non so come si sentiranno i promotori della delibera di iniziativa popolare e tutti quei lettori di Cartellopoli che l’hanno fin qui sostenuta: personalmente mi sento di essere stato sfruttato come una lametta che si usa e si getta via quando non serve più.
    Questo cambiamento di rotta da parte del sig. Tonelli è cominciato quando il 2 luglio scorso ha trasmesso un messaggio di posta elettronica dal titolo “OLTRE LA PROTESTA, LA PROPOSTA. ECCO COME RISOLVERE IL PROBLEMA CARTELLONI”, allegandovi la bozza della sua proposta che oggi ha voluto pubblicare, dopo che gli era stata criticata anche sullo stesso blog, ripetutamente sfruttato da Tonelli sia con i post che nei commenti (come “sessorium”) per denigrare tutti coloro che si sono opposti alla sua proposta.
    Anche oggi senza rispetto alcuno si è permesso di definire “ostruzionismo” il fronte di coloro che non condividono la sua proposta, di cui è arrivato a giudicare non solo sbagliata, ma addirittura suicida la strategia attivata con la delibera di iniziativa popolare.
    Per questioni di spazio, che il blog non concede ai commenti, mi riservo di dare più avanti un giudizio sia nel “metodo” che nel “merito” della proposta del sig. Tonelli.
    IN QUESTA SEDE MI LIMITO A METTERE IN EVIDENZA CHE CON LA PUBBLICAZIONE DELLA PROPOSTA IL COMITATO DI CARTELLOPOLI NON PUÒ PIÙ ESSERE CONSIDERATO UN “SOSTENITORE” DELLA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE, DAL MOMENTO CHE ARRIVA A NEGARE QUANTO MENO ALCUNI DEI “CORRETTIVI” CHE LA DELIBERA SI PREFIGGE PROPRIO PER DARE “REGOLE” CERTE AL PIANO REGOLATORE DELLE AFFISSIONI.

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  9. In termini di “metodo” la proposta del Comitato Cartellopoli si pone al di fuori ed addirittura contro la delibera di iniziativa popolare per le seguenti ragioni.
    Sia l’art. 2 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e di Iniziativa Popolare che l’art. 8 dello Statuto del Comune di Roma consentono di presentare un progetto di delibera di iniziativa popolare, redatto in articoli e accompagnato da una relazione illustrativa, come è stato per l’appunto fatto, ottenendo il preventivo assenso alla ricevibilità del progetto medesimo: NE DERIVA CHE I CONTENUTI NON POSSONO ESSERE PIÙ MODIFICATI.
    Il 2° comma dell'art. 4 del Regolamento stabilisce che "un rappresentante del Comitato Promotore ha facoltà di illustrare la proposta alla commissione" incaricata dal Presidentre del Consiglio Comunale POmarici di esaminare la delibera: il 3° comma dell'art. 8 dello Statuto dispone invece che "uno o più rappresentanti, in numero massimo di tre, del comitato promotore hanno facoltà di illustrare la proposta alla commissione consiliare competente e alla Giunta Comunale" e quindi in particolare all'Assessore Bordoni.
    NE DERIVA CHE I RAPPRESENTANTI DEL COMITATO PROMOTORE POTRANNO E DOVRANNO ILLUSTRARE ESCLUSIVAMENTE I CONTENUTI DELLA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE E NON ANCHE LA “PROPOSTA” DI CARTELLOPOLI CHE È DEL TUTTO FUORI TEMA ED ANZI IN CONTRADDIZIONE CON I “CORRETTIVI” PROPOSTI.
    LA PROPOSTA PROPUGNA INFATTI UN BANDO CHE PREVEDE “DELLE DEROGHE BEN PRECISE RISPETTO AL CODICE DELLA STRADA, AL CODICE DEI BENI CULTURALI ALLE AREE VINCOLATE”, VALE A DIRE L’ESATTO OPPOSTO DEI “CORRETTIVI” CHE SI PREFIGGE A TAL RIGUARDO LA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE.
    La proposta prevede “LA SCELTA DELLA POSIZIONE DEGLI IMPIANTI” con una collocazione “approvata - lotto per lotto - da una rapida conferenza dei servizi”, che la delibera di iniziativa popolare assegna invece al Piano Regolatore delle Affissioni, nel rispetto dei criteri dettati dall’art. 20 del vigente Regolamento e dei tetti massimi delle 7.000 facciate dei poster di formato 4 x 3 e della superficie pubblicitaria complessiva di 324.000 mq. (pari a 120 mq. per ogni 1.000 abitanti).
    Il 60% dei suddetti 324.000 mq., pari a 194.000 mq. spetta per metà (cioé per 97.200 mq.) alle affissioni dirette e per l'altra metà (sempre di 97.200 mq.) ad altre forme di pubblicità.
    Il rimanente 40% dei suddetti 324.000 mq., pari a 129.600 mq., spetta agli impianti SPQR di proprietà comunale, articolati sul territorio in affissioni istituzionali prive di rilevanza econmica ed anche commerciali nella misura di 18 mq. ogni 1.000 abitanti, pari a complessivi 48.600 mq.: il 60% di questi ultimi (pari a 29.160 mq.) va destinato alle affissioni istituzionali prive di rilevanza economica, mentre il rimanente 40% dei 48.600 mq. (pari a 19.440 mq.) va riservato alle affissioni pubblicitarie.
    La rimanente superficie degli impianti comunali, che é pari a 81.000 mq. (perché 129.600 mq. - 48.600 = 81.000 mq.), va destinata agli impianti di pubblica utilità concessi ai privati.
    Ne deriva in conclusione che dei complessivi 129.600 mq. riservati agli impianti comunali SPQR solo 29.160 mq. sono destinati alle affissioni istituzionali prive di rilevanza economica, mentre i rimanenti 100.440 mq. sono riservati alle affissioni commerciali dei privati.
    Come si può ben vedere, si tratta di un numero chiuso ben preciso entro cui sviluppare la "gestione" del mercato delle affissioni su entrambi i fronti, quello cioé degli impianti SPQR di proprietà comunale e quello degli impianti di proprietà privata.

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  10. A mio avviso cartellopoli è sempre stato fuori dai sostenitori della delibera d'iniziativa popolare. Agiva per interessi personali . Usava termini assurdi, come mafia e camorra per piccole attività (magari fastidiose ) ben lontane dalla mafia (non per niente vorrebbe dare tutte le concessioni alle stesse ditte). Da sempre "combatto" Tonelli e il suo gruppetto (molto piccolo) e da sempre vengo offeso e minacciato ......cartellonaro, mi hanno detto. Il vostro scrotino non è assolutamente un cartellonaro, ma combatto gli amci dei palazzinari !
    Fitz apri gli occhi (i mezzi per farlo ne hai...almeno tu).

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  11. Sempre in termini di “metodo” la proposta si pone inoltre anche al di fuori della normativa vigente in materia, che dovrebbe essere quindi cambiata, senza che il sig. Tonelli si ponga minimamente il problema non solo di chi lo possa fare ma soprattutto della praticabilità di un simile percorso.
    Il comma 1 bis dell'art. 7 del vigente Regolamento prevede la suddivisione dell'intero territorio comunale in 4 lotti territoriali ed una gara pubblica per ognuno dei 4 lotti territoriali ai fini del rilascio delle autorizzazioni per l'esposizione pubblicitaria e per la locazione esclusivamente degli impianti comunali SPQR (per complessivi 129.600 mq.), che invece la proposta di Tonelli prevede addirittura di abolire: per l'esposizione pubblicitaria con mezzi e su beni di privati ovvero non di proprietà comunale (per complessivi 194.000 mq.) é prevista invece dal successivo art. 8 una procedura che non prevede nessun bando, perché rimanda alle specifiche domande presentate dai privati ai fini del rilascio della autorizzazione.
    NE DERIVA AD OGNI MODO CHE LA PREVISIONE DI UN BANDO UNICO ANCHE E SOPRATTUTTO PER GLI IMPIANTI PRIVATI NON É PREVISTA NÉ NEL VIGENTE REGOLAMENTO NÉ NEI "CORRETTIVI" PROPOSTI NELLA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE, CHE NON POSSONO QUINDI ESSERE "INTEGRATI" O PROPOSTI SUCCESSIVAMENTE AL DEPOSITO DEL PROGETTO DI DELIBERA.
    Ai sensi comunque dell'art. 10 del vigente Regolamento delle Affissioni il "mercato" della capitale é di per sé ancor più ristretto sia con l'assegnazione a gara degli impianti SPQR sia con il rilascio delle singole autorizzazioni, perché in entrambi i casi la durata delle autorizzazioni e del rapporto di locazione é comunque di 5 anni rinnovabili per una sola volta di altri 5 anni, senza obbligo di disdetta da parte del Comune.
    NE DERIVA AD OGNI MODO CHE, ANCHE AMMETTENDO L'EVENTUALE APPROVAZIONE IN TAL SENSO DEL REGOLAMENTO DELLE AFFISSIONI, SI DOVRANNO SVOLGERE DISTINTI BANDI PER OGNUNO DEI 4 LOTTI TERRITORIALI AI FINI DELL'ASSEGNAZIONE DELLA GESTIONE SIA DEGLI IMPIANTI COMUNALI SPQR CHE DEGLI IMPIANTI PRIVATI, CHE POTRA' DURARE SOLO 10 ANNI IN TUTTO, ALLA SCADENZA DEI QUALI SI DOVRANNO REITERARE I RISPETTIVI BANDI.
    In conclusione, la proposta del Comitato Cartellopoli è del tutto autonoma dalla delibera di iniziativa popolare e può e deve essere presentata separatamente in termini di “metodo” dallo stesso Comitato.
    Invito pertanto il sig. Tonelli a presentare formalmente la sua proposta in modo del tutto dissociato dalla delibera di iniziativa popolare, senza starlo a sbandierare soltanto sul blog, smettendola soprattutto di denigrare il fronte unito dei promotori e dei sostenitori della delibera di iniziativa popolare che seguirà ormai comunque il suo iter "politico", che piaccia o non piaccia al sig. Tonelli ed all'intero Comitato di Cartellopoli.
    SI TRATTA DI UNA QUESTIONE DI RISPETTO RECIPROCO SIA DELLE "REGOLE" DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA CHE SOPRATTUTTO DELLE INIZIATIVE DELLE SINGOLE PERSONE.

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  12. OMICIDIO IN VIA VENETO, UN CARTELLONARO E' ANCORA A PIEDE LIBERO. CHE INTERVENGA LA MAGISTRATURA!!!

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  13. http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_luglio_26/tassista-investe-sottoscrizione-peronaci-1703460058749.shtml

    "Alberto è stato sbalzato dalla sella ed è volato sull’asfalto, finendo contro il palo metallico dell’orologio stradale. Disperato Daniele, il tassista subito accorso nella speranza di salvarlo, e increduli i passanti e gli esercenti, che hanno subito parlato di «incrocio maledetto»."

    E adesso non sarebbe male che la magistratura mettesse il naso nella vicenda. Bordoni, vogliamo vederti con un pigiama a strisce della juve dietro un bel cancello di ghisa pieno di sbarre.

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  14. La ditta che ha posto abusivamente la palina con l'orologio in Via Veneto deve pagare il conto con la giustizia... CRIMINALI!!!

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  15. assurdo l'architetto Bosi ha fatto una disamina incredibile azzeccata sulla situazione.....e questi 2 neanche l'hanno letta . Agiscono per il proprio interesse...!

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  16. In termini di “merito” la rimozione di un impianto pubblicitario abusivo ha un costo che oscilla intorno ai 400-500 euro, che il Comune non deve anticipare nella maniera più assoluta con i soldi dei contribuenti, perché ha la possibilità di far diventare le rimozioni forzate una partita di giro costituita da un fondo costruito proprio con le sanzioni incassate prima. Se infatti le ditte riescono molto spesso ad essere irreperibili per non pagare le multe dei propri impianti abusivi, ai sensi del comma 13-bis dell'art. 23 del Codice della Strada “nel caso in cui non sia possibile individuare l'autore della violazione, alla stessa sanzione amministrativa è soggetto chi utilizza gli spazi pubblicitari privi di autorizzazione”.
    Il 1° comma dell'art. 31 del Regolamento delle Affissioni attualmente in vigore va ben oltre, perché dispone che "in caso di mezzi non autorizzati sono soggetti passivi il proprietario del mezzo medesimo, l'utilizzatore dello stesso, nonché il soggetto richiedente la pubblicità ed il soggetto che produce il bene o vende il bene o servizio oggetto della pubblicità”.
    Il problema che si pone al riguardo é caso mai quello di stabilire se le sanzioni vanno applicate a tutti i suddetti soggetti e vengono quindi quadruplicate: di certo vanno applicate a tutti gli inserzionisti che si succedano nella pubblicità fatta su uno stesso impianto abusivo.
    Ad ogni modo, ai sensi del comma 11 dell'art. 23 del Codice della Strada “chiunque viola le disposizioni del presente articolo e quelle del regolamento è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 389 a euro 1.559”: come si può ben vedere, il ricavo della sanzione copre le spese necessarie alla rimozione degli impianti abusivi.
    Il 2° comma dell'art. 24 del D. Lgs. n. 507 del 15 novembre 1993 dispone addirittura che per le violazioni “si applica la sanzione da lire 200.000 a lire 2 milioni”: il successivo 5° comma stabilisce che “i proventi delle sanzioni amministrative sono devoluti al Comune e destinati al potenziamento ed al miglioramento del servizio dell'ìmpiantistica comunale, nonché alla redazione ed all'aggiornamento del Piano Generale degli Impianti”.
    Se soltanto il Comune di Roma lo volesse, potrebbe applicare sia la sanzione del Codice della Strada che quella del D.Lgs. n. 507/1993: non ha comunque scusanti nella eventuale mancata rimozione forzata degli impianti abusivi.
    In termini di “merito” secondo la proposta del sig. Tonelli una sola ditta privata sarebbe più forte e comunque più capace di 10 piani Marshal e basterebbe da sola a rimuovere tutti i cartelloni abusivi senza coinvolgere l'aeronautica militare e il settimo Cavalleggeri oltre alla Folgore ed al corpo scelto dei Lagunari: gli sfugge che la Class Action può portare addirittura alla nomina di un Commissario ad Acta (che peraltro lo stesso Tonelli aveva a suo tempo propugnato sul blog, dimenticandosene ora del tutto) e che la Procura della Repubblica da un lato così come gli altri enti preposti per legge dall'altro lato non potranno non ripristinare la legalità prima o poi.
    È SFUGGITO AL SIG. TONELLI CHE FRA I “CORRETTIVI” DELLA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE C’È LA RADIAZIONE DAL MERCATO DI ROMA DELLE DITTE CHE INSTALLANO IMPIANTI ABUSIVI IN MODO RECIDIVO.
    È ALTRESÌ SFUGGITO AL SIG. TONELLI CHE L'ADOZIONE STESSA DEL PIANO REGOLATORE DELLE AFFISSIONI DOVREBBE AD OGNI MODO COMPORTARE DI PER SÉ LA RIMOZIONE OBBLIGATA DI TUTTI GLI IMPIANTI NON PREVISTI NEL PIANO REGOLATORE STESSO.

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  17. Lo avrete capito: Bosi fa le pulci. A prescindere. Sia ai cartellonari, sia a chi i cartellonari vuole sconfiggerli con gli stessi identici metodi con cui sono stati sconfitti in altre città. Lui ha il ruolo di fare le pulci purchessia. E vabbeh.

    Caro Roldolfo, te l'ho già spiegato: se si indica la luna e tu continui a guardare il dito (anzi il sudicio sotto l'unghia del dito) si rischia di non andare troppo lontano. E se tra 10 anni conteremo ancora centomila cartelloni potremo ancora dare la colpa al Comune cattivo? Dubito.

    La proposta di Cartellopoli (non è la proposta di Cartellopoli, è una sintesi delle esperienze delle città dove il problema è stato risolto e dove invece di chiacchierare si sono occupati di far togliere i cartelloni da dove non devono stare) non interferisce con la Delibera di Iniziativa Popolare che è il primo gradino della protesta. Ne è semplicemente il gradino successivo. Quindi le due cose devono e possono convivere nell'alveo dei Piani Regolatori che, tuttavia, dovranno essere scritti prevedendo la possibilità di una assegnazione a privati (sul modello napoletano) del servizio delle affissioni.

    L'obbiettivo è allineare Roma alle città che hanno risolto questo problema. La strada per arrivare a questo obbiettivo è desumibile da quello che hanno fatto quelle città. Non c'è discussione su questo.

    Purtroppo Bosi non capisce che il goal di questo movimento non è approvare delibere, il goal è togliere di mezzo i cartelloni e riformare pesantamente la situazione attuale.

    L'esultanza del cartellonaro Scrotino (Scroto, non è Cartellopoli ne Tonelli ha parlare di "mafia", sono fior di inchieste giudiziarie e sono -se lo vuoi sapere- assessori di QUESTA GIUNTA che, off record naturalmente, ci incoraggiano con frasi tipo "andate avanti sui cartelloni, che dietro c'è la Camorra") alle parole di Bosi la dice davvero lunga.

    L'unica strada per risolvere il problema è questa proposta o varianti di questa proposta. Tutto il resto sono chiacchiere di scuola che -vedrete- saranno assolutamente bene accette da cartellonari e comune i quali hanno sbagliato di brutto ed ai quali il Comitato Promotore sta offrendo la chance per non pagare nulla ne politicamente ne economicamente.

    A Roma vi sono 100mila cartelloni da togliere di mezzo. Toglierne uno costa 500 euro. Toglierne centomila costa 50.000.000 di euro. Cinquanta milioni. Ne deriva che chiedere al Comune di invewstire una cifra che mai avrà a disposizione equivale ad offrirgli il destro per non fare nulla. Segnalare che, poi, il Comune potrebbe trovare questi soldi nelle more delle multe (multe da fare a società che lavorano con prestanome, che non hanno neppure un numero di telefono, una sede legale, un conto corrente), aumenta la totale utopia di un disegno che, lo ripeteremo sempre, è un regalo clamoroso che il Comitato Promotore sta facendo alla malavita ed ai suoi contatti comunali.

    Ravvedetevi finché siete in tempo.

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  18. Architetto Bosi lei sta esagerando. Anche nello statuto dell'Onu ci sta scritto che deve regnare la pace nel mondo, tuttavia ci sono le guerre. Ma che lei sta facendo il gioco delle ditte gliel'ha spiegato nessuno?

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  19. TI ripeto mai stato cartellonaro e mai lo sarò....! esulto perchè qualcuno ha aperto gli occhi ! Sono anni che ti seguo e tu lo sai bene e sono anni che leggo le tue offese a quelli che tu consideri inferiori ! Tu non vuoi risolvere il problema dei cartelloni....tu agisci per i tuoi interessi personali !
    Comunque spiega perchè i tuoi uomini si sono limitati a dare la notizia della presunta morte causa cartellone......e neanche hanno letto le parole di R. Bosi ? Te lo dico io, non interessano......!
    Qualcuno apre gli occhi...anche in altri blog (intesi...).

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  20. La proposta mi sembra inattaccabile, riesce a mettere insieme tutte le "buone pratiche" adottate al mondo e .casomai fosse approvata. farebbe modificare volto alla città. Non capisco dove sia il problema, io ho votato per la delibera ma era una firma contro i cartelloni come contro i cartelloni è questa proposta. bordoni sarà un pazzo a non adottarla.

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  21. Dividersi in questo momento è la cosa più sbagliata che si possa fare. Dopo aver sensibilizzato la città con un lavoro lunghissimo, dopo aver sollevato la questione sui giornali, ci si presenta da Bordoni (il vero responsabile del disastro) spaccati e litigiosi?? Vuol dire ammettere il proprio fallimento. A Bosi e agli altri sostenitori della delibera dico che le proposte di Cartellopoli non sono campate in aria e che possono essere opportunamente modificate (vedi Piano Regolatore delle Affissioni al posto della conferenza dei servizi) per arrivare ad un documento unitario. A Tonelli e agli altri membri di Cartellopoli domando come mai abbiano deciso di sollevare obiezioni così radicali e argomentare una proposta organica solo a pochi giorni dall'incontro con Bordoni; quando avrebbero potuto farlo prima.
    Allora... non voglio fare da paciere, ma spingo a parlarvi e chiarirvi perchè questa battaglia si vince solo uniti. Altrimenti si finisce come con le lotte sui diritti civili e le coppie di fatto che - spaccatesi in mille rivoli - alla fine hanno portato a nulla.
    Leviamoci questo brutto vizio italiano di sottocorrenti e puntiamo dritti all'obiettivo. Un pretavolo tra di voi per arrivare da Bordoni uniti e più combattivi che mai!!!
    Filippo

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  22. Ovvio che lavoro per i miei interessi personali. Per quali interessi dovrei lavorere? Per quelli di un mezzo criminaletto come te?
    Nella fattispecie i miei interessi personali sono solo e soltanto quelli di vivere in una città civile. I tuoi interessi invece quali sono? Perché non scrivi la tua proposta contro il Grande Scempio? La pubblicheremo su Cartellopoli, giuro.

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  23. Filippo se vuoi fare il paciere devi però comprendere la cornice. La cornice è chiara: non c'è nessuna obbiezione di Cartellopoli a quanto fatto fin'ora. NESSUNA.

    La delibera, la raccolta firme, l'impegno profuso fin'ora sono un valore che va capitalizzato. La delibera deve essere discussa e approvata in consiglio (sarà difficilissimo, quasi impossibile). Quello che noi stiamo dicendo è che una volta ottenuta la vittura di una battaglia, bisogna subito passare al fronte successivo. E' così che si procede se si vuole vincere la guerra.

    Quello del bando è il fronte successivo per sconfiggere le mafie cartellonare. Così hanno fatto in tutto il mondo e così -e solo così- dobbiamo fare anche noi.

    Non abbiamo nessuna obbiezione da fare, indichiamo solo la strada che ci aspetta da qui in avanti.

    Il problema è un altro: dentro il comitato promotore ci sono enti, persone e associazioni diciamo così "bucoliche", che non vogliono che il settore abbia un sano sviluppo industriale. Gente che non ha capito che è controproducente dire "via i cartelloni dalle aree vietate dal codice della strada" perché vorrebbe dire eliminare il 100% dei cartelloni a Roma e dunque, alla resa dei fatti, rendere infattibile e inapplicabile il dispositivo.

    Siamo certi che dopo la protesta arrembante di cinque lunghissimi mesi occorra passare alla proposta costruttiva che ci metta in linea con le altre città del mondo.

    Vogliamo diventare uguali uguali alle città che questo schifo lo hanno risolto: da Napoli a Parigi. E' una eresia?

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  24. no i tuoi interessi personali sono quelli di avere un tornaconto...ti è suff. anche finire sui giornali !
    Non sono assolutamente un mezzo criminaletto.....oppure si sono un mafioso (come i cartellonari e gli ambulanti) una kekka come i gay....mentre tu pensi per il bene della città nella stessa maniera dei palazzinari : uguale identica ! Una 50 palazzi qua , alberghi la, distruggiamo l'ecosistema qui ecc. ed intanto fanno i soldoni. La mia unica proposta è che ci siano persone apolitiche , apartitiche e senza il minimo interesse (dai ti faccio passare le minacce e le speculazioni su incidenti stradali...ci puoi stare ) a parlare con l'assessore.
    I miei interessi quali sono ? Mi dispiace , ho capito il tuo pensiero e preferisco non averti in regìa .
    ps
    comunque credo devi essere tu a motivare le tue proposte in zona cesarini agli altri comitati.....sempre se t'importa .

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  25. Legione Monteverde26 luglio 2010 14:18

    Cartellonari avete i giorni contati...cambiate lavoro.

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  26. A "sessorium" (alias Tonelli) delle ore 13,18 e delle ore 13,36, che si rifiuta di entrare nel merito delle questioni da me sollevate, mi sento di replicare che non c'é peggior sordo di chi non vuol sentire e faccio presente che l'erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del Papa (o del Re).
    Se ad ogni modo é convinto della bontà della sua proposta, che la formalizzi una volta per tutte, senza pretendere di "demonizzare" chi non la condivide.
    All'anonimo delle ore 13,22 mi sento di "spiegare" a mia volta che il gioco delle ditte non lo sto facendo di certo io (che vengo preso peraltro come unico responsabile perché difendo una delibera di iniziativa popolare che é stata decisa invece collegialmente e che secondo lui dovrei ora rinnegare), ma caso mai chi - come Tonelli - cita come ditte che "hanno dimensioni e carte in regola per prendere parte alla gara e per vincere in uno ed in tutti i lotti" proprio l'APA, la SCI e la PES che hanno installato impianti abusivi da me sistematicamente denunciati e dallo stesso Tonelli pubblicati sul Blog con commenti ben diversi da quello che dà invece ora.
    Provocazione per provocazione, l'anonimo delle ore 13,22 dovrebbe caso mai chiedere al sig. Tonelli quanto si é chiesto anche l'anomnimo delle ore 13,26, vale a dire perché se ne esce solo ora con obiezioni così radicali: gli dovrebbe soprattutto chiedere se la "proposta" gli é stata per caso "suggerita" da una delle suddette ditte o da qualcuna delle 5 ditte di advertising che ha elencato nel sondaggio relativo proprio alle società preferite.
    A tutti coloro che d'ora in poi intenderanno comunque continuare a prendersela con il sottoscritto soltanto per aver detto come stanno esattamente le cose, spiegando correttamente soprattutto l'impossibilità tecnico-giuridica - anche volendo - di "recepire" la proposta di Tonelli, chiedo di interrogarsi sul perché pretendano da VAS o dal Comitato Promotore della delibera di fare propria una proposta che può essere benissimo formalizata dal Comitato di Cartellopoli e da tutti i lettori che la condividano astrattamente, senza porsi il problema della sua concreta fattibilità.
    Costituirà se non altro una ulteriore distinta iniziativa, portata ad integrazione della delibera di iniziativa popolare per dare un contributo alla migliore soluzione del problema che starà poi alla "politica" di approvare e non certo a chi - come il sig. Tonelli - se la canta e se la suona da solo, nella assoluta convinzione di essere esclusivamente lui nel giusto soltanto ora (quasi miracolato sulla strada di Damasco)e di essere alla fine l'unico sicuro vincitore.
    CERCHIAMO ALMENO DI RISPETTARCI RECIPROCAMENTE: DIVERSAMENTE, PORTERO' RISPETTO SOLO NELLA MISURA IN CUI SARO' ANCH'IO RISPETTATO.

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  27. SCRIVETE TROPPO LA GENTE SI STUFA, NON SIATE PROLISSI I VOSTRI LITIGI LASCIATELI FUORI DAL BLOG. CI VOGLIONO FOTO ED INSULTI!!!

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  28. Un consiglio: vedetevi e parlatene. Qui non è la sede (opinione mia) cosi fate il loro gioco.
    Stiamo arrivando ad insultarci tra di noi e questo è un suicidio.

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  29. "gli dovrebbe soprattutto chiedere se la "proposta" gli é stata per caso "suggerita" da una delle suddette ditte o da qualcuna delle 5 ditte di advertising che ha elencato nel sondaggio relativo proprio alle società preferite"

    A questo ingenuamente non avevo mai pensato......e se dietro a tonelli ci fossero qualcuna di queste ditte ! Ah allora capirei tante cose !!!!!!

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  30. Diciamo innanzitutto che ha spiegato bene l'anonimo che dice "volere abbattere tutti i cartelloni abusivi è come dire che si vuole la pace nel mondo". Direi che non c'è da aggiungere altro per spiegare l'atteggiamento dell'architetto Bosi.

    Un atteggiamento cui, tuttavia, noi abbiamo sempre attribuito buona fede. Mentre lui ci attribuisce addirittura (di questo immagino si stia già vergognando e se non lo sta facendo lo invitiamo a farlo, tanto che accetteremo su questo blog SOLO le sue scuse PRIMA di ogni altro commento) di esserci messi d'accordo con qualche ditta di cartellonari prima di aver formulato la nostra proposta.

    Di questa proposta, caro Bosi, noi abbiamo accennato solamente ad Apa e a Clear Channel. In maniera assolutamente non ufficiale. Entrambe le ditte ci hanno detto o fatto capire che, con una soluzione del genere, farebbero le barricate. Ed ovvio. Perché questa soluzione agisce nell'interesse esclusivo della città e di nessuna ditta pubblicitaria. Perché azzera completamente i diritti acquisiti che diritti non sono.

    Le ditte citate, sonoramente mazzolate su Cartellopoli ogni santo giorno, io -personalmente- mi auguro che falliscano staserae che i loro proprietari passino sul gabinetto, causa diarrea, tutto il resto dell'estate. E questo Bosi lo sa benissimo al netto del teatro che ritiene opportuno di venire a fare nel commentario di Cartellopoli.

    Bosi ha ragione su una cosa e una sola: questa proposta non puo' essere buttata lì su Cartellopoli. Va formalizzata. Hai ragione Rodolfo, io la proposta l'ho preparata, l'ho scritta e sarei andato a formalizzarla se l'incontro con l'assessore non mi fosse stato letteralmente SCIPPATO avendo io avuto l'unica colpa di condividerne la data con alcuni rappresentanti del Comitato Promotore.
    Volontariamente o involontariamente Roberto Crea, saputa la data che IO avevo ottenuto presentandomi non certo come Comitato Promotore (non ne faccio neppure parte), bensì come Cartellopoli, ha ritenuto necessario intervenire nell'organizzazione dell'incontro, ha governato il cambio di date e infine mi ha di fatto estromesso fissando la riunione con Paciello e Bordoni in una data in cui non sarei stato disponibile e fissando la seconda riunione (il 29 pv) in un'altra data in cui non sarei stato presente a Roma.

    Devo dunque ricominciare da capo. Fissare un altro incontro con Bordoni (questa volta non condividendo la data con nessuno, visto che è sport nazionale 'soffiare' gli appuntamenti appropriandosene) e illustrargli le mie proposte che non sono mie ma sono le uniche modalità adottate in tutto il mondo per risolvere questo problema.

    Io non ne voglio a Crea ed a tutto il gruppo di persone che ha pensato bene di snaturare l'incontro che avevo chiesto PERSONALMENTE A BORDONI (parlo anche di Lorenzo Santovincenzo, il quale sapeva per filo e per segno che io sarei andato lì a illustrare QUESTA proposta), non gliene voglio perché in fondo siamo tutti schierati CONTRO la situazione attuale. Tuttavia non mi si può dire che non mi sono mosso per presentare ufficialmente questo dispositivo, l'ho fatto prima di chiunque altro solo che sono stato sabotato. A settembre tornerò da Bordoni e gli spiegherò per filo e per segno questa proposta. Ma credo, se conosco i miei polli, che ormai sapendone il contenuto neppure vorrà ricevermi, molto più felice di interloquire con chi gli dice "devi rimuovere tutti i cartelloni abusivi", "devi rendere più chiare le targhette", "devi interrompere i ricollocamenti" oppure "devi darci la password della banca dati". Molto più felice di interloquire, insomma, con chi gli darà modo di lasciare tutto quanto così com'è senza effettuare alcuna riforma strutturale del settore. D'altronde, come dice Bosi, non sta scritto nel regolamento, dunque la Grande Riforma non si puo' fare e non se ne deve neppure parlare.

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  31. ecco perchè da un mesetto a questa parte parlava sempre di (al massimo) un paio di aziende.....guai se fossero troppe, guai se fosse il comune.....lui ha già questo paio di aziende !
    Amici cartellonari , reagite e denunciate il fatto ai giornali (sperando che non siano implicati)......CHIAMATE VOI REPORT !

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  32. Chi deve decidere qual'è la proposta migliore ?
    Forse presentare 2 proposte è meglio ?
    Credo che la proposta debba essere unica ed univoca, altrimenti in comune perderebbero ulteriore tempo nell'esaminarle e decidere di conseguenza.
    Tra l'altro ho letto che sarà molto difficile portare a discutere il comune sulla delibera 37 del 2009, oggetto della raccolta firme, e non ho capito perchè, visto che le firme sono state presentate.
    Certo è che proporre di risolvere la questione dei cartelloni, quando già ci sono dei litigi e fazioni all'interno, non è il miglior modo di presentarsi, nè di fronte al comune nè nei confronti di chi si è speso in questi 2 mesi per raccogliere le firme. Vedetevi e chiaritevi !!

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  33. Non ci sono due proposte. C'è una filiera di iniziative da mettere in ballo. Una protesta, un sito, una raccolta di firme, la modifica delle delibere criminali, la proposta di un bando che sistemi il settore.

    C'è una filiera e c'è chi vuole interrompere la filiera a suo piacimento, senza portarla a compimento e -per conseguenza- senza risolvere il problema.

    Sbagliato dire che ci sono due proposte. Assurdo pensare che Cartellopoli -che è stato il collettore della protesta e della raccolta firme- rinneghi la Delibera di Iniziativa Popolare.

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  34. Allora c'è una serie di associazioni, tra cui VAS, che hanno proposto la modfica della delibera 37 del comune, tramite la raccolta firme.
    Poi c'è cartellopoli, che si è accodato come forma di protesta su internet, ma che nulla ha a che vedere con il comitato.
    Ora il Comitato dovrebbe andare in comune per discutere della delibera e proporre una soluzione alternativa.
    A questo punto riguardo la soluzione paventata da Cartellopoli, non ho capito a che titolo viene presentata, visto che:
    - è al di fuori del Comitato,e a quanto si legge il comitato non ha interesse a prenderla in considerazione
    - è solo il Comitato che è stato ad un primo incontro con Bordoni e andrà al secondo il 29 Luglio.

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  35. All'anonimo delle ore 14,27 faccio presente che con le foto e soprattutto con gli insulti non si fa di certo quella che lo stesso Tonelli ha definito una "scelta di civiltà", a cui preferisco sempre e comunque prima una "scelta di legalità": se infatti il Blog formalizzasse l'enorme quantità di materiale che gli perviene in altrettante puntuali e sistematiche denunce, l'effetto che otterrebbe sarebbe ben più deflagrante dei mille "insulti" che, benché come commenti sintetici, una volta sommati sono ben più "prolissi" del dibattito odierno che entra se non altro nel merito delle questioni più scottanti.
    Ad Ale77 delle ore 14,42 faccio presente che i "giochi" sono fatti con o senza la cassa di risonanza di Cartellopoli, dal momento che la delibera di iniziativa popolare ha raggiunto e superato le 5.000 firme e deve essere "perorata" dai membri del Comitato Promotore presso la Giunta Comunale e la Commissione Consiliare che sarà incaricata dal Presidente del Consiglio Comunale On. Pomarici di esaminarne i contenuti.
    Faccio altresì presente riguardo all'insultarci tra noi che non sono stato di certo io a cominciare e che mi sono limitato a tutelare il buon nome di VAS da un lato ed a difendere dall'altro lato la bontà della delibera di inizativa popolare.
    Quanto al presunto "suicidio", potrei dire che rischia di provocarlo Tonelli aggiungendo ai già tanti punti della delibera (difficili da far "digerire") altri argomenti pesanti e per giunta al di fuori delle norme vigenti: ma in uno spirito di leale e costruttivo confronto, posso impegnarmi (ormai dopo l'estate) a "studiare" forme e modi tecnico-legali con cui inserire ulteriori "correttivi" al Regolamento delle Affissioni, così come ho già fatto con la delibera di iniziativa popolare.
    Le condizioni sono quelle da me già dette, vale a dire il rispetto (senza più nessuna "demonizzazione") di ciò che andremo a chiedere all'Assessore Bordoni ed al Direttore Paciello e che é riassumibile (almeno per me) nei 2 seguenti punti essenziali:
    1 - impegno da strappare all'Assessore Bordoni di non ostacolare l'iter della delibera di iniziativa popolare e di posticipare la redazione del Piano Regolatore alla sua approvazione, per consenitire di fissare le "regole" ed i "correttivi" proposti;
    2 - ripristino pieno della legalità in tutto questo frattempo, rimuovendo tutti i cartelloni installati in violazione di tutte le norme attualmente in vigore, con riserva di denuncia delle eventuali omissioni del Comune in sede sia amministrativa (Class Action e TAR) che penale (Procura della Repubblica).

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  36. da quello che ho capito però, punto fondamentale per cartellopoli è l'affidamento di tutta l'attività ad una o al massimo 2 aziende (le ha già indicate nei nomi...sono quelle che pubblicizza da tempo). vorrei capire se questo punto è condiviso anche da voi o no?

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  37. PUNTO FONDAMENTALE E' CHE BORDONI SI IMPEGNI SERIAMENTE A FAR RIMUOVERE TUTTI GLI IMPIANTI FUORI NORMA. LA CITTA'E' AL COLLASSO!!!

    Mc Daemon

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  38. PUNTO FONDAMENTALE non importa quale sia la ditta che opera, se fosse APA o SIC o un'altra sarebbe uguale. Bisogna fare il bando di gara con dei paletti certi. Se GREGOR O NUOVI SPAZI mandano a fanculo tutta la merda che c'è ora che ben vengano .... UNA SOLA DITTA CHE FACCIA PIAZZA PULITA.

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  39. Chi ha paura delle gare d'appalto di solito sono i mafiosi e i camorristi.

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  40. "Chi ha paura delle gare d'appalto di solito sono i mafiosi e i camorristi."

    Oppure sono le persone oneste....perchè sanno quello che succede con gli appalti.
    Speriamo che la magistratura indaghi seriamente perchè ho una brutta sensazione...! E francamente spero che i vari organi di stampa comincino a scrivere articoli un pò più completi (compresi questi piccoli particolari). I cittadini stacchini......sanno muoversi anche nel mondo degli appalti, e sanno muoversi molto bene.
    Il polpo paul mi ha detto chi vincerà....sta qui , in alto a destra !

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  41. A nokia1 delle ore 15,57 ribadisco quanto ho già ampiamente fatto presente, che cioé il Comitato Promotore non può proporre soluzioni che siano diverse dai contenuti della delibera di iniziativa popolare.
    Quanto all'incontro con l'Assessore Bordoni, debbo rettificare la versione non corretta che ha dato sessorium alle ore 15,10, che per questioni di spazio debbo rimandare al commento successivo.

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  42. Chiaramente non dovrei rispondere all'anonimo delle 17:19, quello che ritiene che i mafiosi temono le gare d'appalto.
    leggi il giornale http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/07/26/news/l_allarme-5840398/

    La situazione di Roma è realmente drammatica, comincio a pensare il peggio . Prima credevo che gli anonimi fossero militanti del PD, ora non escludo che possano essere ditte interessate...

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  43. Su "La Repubblica" dello scorso 7 maggio, a margine della cronaca sulla conferenza stampa di presentazione della delibera di iniziativa popolare, é stata pubblicata la dichiarazione dell'Assessore Bordoni circa l'intenzione di tenere "un filo diretto con i comitati": ma l'annunciata riunione con il "Comitato Promotore" della delibera non c'é mai stata in modo ufficiale, perché l'Assessore ha di fatto chiesto un incontro esclusivamente con "Cittadinanzattiva" che Roberto Crea ha giustamente rifiutato e subordinato ad una riunione collegiale con il Comitato Promotore.
    Massimiliano Tonelli ha detto personalmente al sottoscritto di avere avuto un contatto assieme a Legambiente con l'Assessore Bordoni, che avrebbe concesso l'incontro del 7 luglio.
    Lo scorso 22 giugno Tonelli ha scritto: "parlato con bordoni, appuntamento il 7 luglio da lui alle 17. Organizzzzziamoci".
    Ha poco dopo confermato l'appuntamento parlando della azione davanti al Maxxi, che "dovrebbe svolgersi PRIMA del 7 luglio (data del nostro incontro in assessorato) per far si di presentarsi li con "alle spalle" la protesta più visibile possibile".
    L'incontro con l'Assessore Bordoni, fissato dapprima per le ore 17 del 7 luglio, all'una circa del 5 luglio é stato dato per annullato dallo stesso Tonelli, perché convogliato a suo dire sul "Tavolo Tecnico" fissato per il giorno dopo 8 luglio.
    Dallo stesso Roberto Crea sono venuto a sapere della richiesta di tenere un "Tavolo Tecnico" per il 5 luglio 2010, che ha ottenuto di spostare alle ore 18 dell'8 luglio, per dare prima la priorità all'incontro con l'Assessore Bordoni e tenere conto degli esiti della riunione: é lo stesso Crea a far sapere di avere ottenuto lo spostamento per intercessione di Lorenzo Parlati.
    DI OGGETTIVO COMUNQUE C'E' CHE L'INCONTRO CON L'ASSESSORE BORDONI NON E' STATO NE' CHIESTO NE' OTTENUTO DAL "COMITATO PROMOTORE".
    Alle ore 13,50 dello scorso 3 luglio Massimiliano Tonelli ha risposto a Fabio Depino con le seguenti testuali parole: "Dici che andiamo da Bordoni come Comitato promotore della delibera, ma in realtà questo non è vero. Questo appuntamento nasce perché io faccio una telefonata a Bordoni, gli spiego che sono Cartellopoli, gli dico che mi sono scocciato di andare contro di lui e che voglio diventare un suo alleato fornendogli una consulenza che non potrà che accettare. E sulla base di questo, mi viene dato l'appuntamento. Non certo per parlare della delibera, che l'assessore conosce a memoria da due mesi".
    A Crea è stato confermato dalla Signora Angelini che l'incontro del 7 non c'era più in quanto era stato formalmente proposto da M. Tonelli che l'aveva allargato a tutti e ciò non é stato apprezzato dall'Assessore che lo considerava personale
    L'INCONTRO E' POI AVVENUTO PERCHE' HO PERSONALMENTE TELEFONATO ALLA SEGRETERIA DELL'ASSESSORE PER SAPERE COME STAVANO ESATTAMENTE LE COSE, INVITANDOOLA A TRASMETTERE PER POSTA ELETTRONICA UN INVITO FORMALE QUANTO MENO AL COMITATO PROMOTORE, OLTRE CHE A CARTELLOPOLI, LEGAMBIENTE E VAS.
    Per completezza di informazione, all'incontro dell'8 luglio é stato consegnato un documento da me predisposto e poi collegialmente limato, che ha costituito un buon "biglietto da visita", sicuramente non compromettente e soprattutto coerente.

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  44. Bosi, forse non hai capito: ho raccolto firme tutto luglio, ti pare che non sono d'accordo con le delibera?! Sono un sostenitore della prima ora, ho lottato perché raggiungessimo le firme necessarie e adesso secondo te rinnego tutto?
    Manco per niente, io tifo per il Comitato e per la delibera, che è la prima cosa che conta. Poi, approvata la delibera, sono sicuro che il Comune si metterà di traverso e io credo che dovremmo pensare a ipotesi tipo la collaborazione dei privati nella rimozione degli impianti. Quella che stiamo chiamando "proposta cartellopoli" NON è un'altra delibera ma un insieme, appunto, di proposte da prendere in considerazione per il futuro della battaglia all'abusivismo pubblicitario. Tutto qui, idee che potrebbero servirci, e anche molto, nel caso qualcosa nel processo di rinnovamento del settore cartellonistico, non vada per il verso giusto.

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