venerdì 23 luglio 2010

Incontrarsi con l'assessore Bordoni non è un valore in quanto tale. E' un valore solo se si hanno cose innovative da dirgli...

La cosa che ci preoccupa più di ogni altra, in questo preciso momento ossia con l'amministrazione completamente nel pallone causa lo scandalo-cartelloni e con la Delibera di Iniziativa Popolare bella e che firmata da migliaia di persone, è la palese mancanza di concretezza e di lucidità nel capitalizzare quanto fatti sin'ora. L'incapacità di cambiare passo. La competenza e la preparazione per porsi in maniera innovativa nei confronti sia dell'amministrazione che delle poche ditte serie di affissione. La visione per andare oltre alla Delibera ed alle proposte, pur condivisibili, che fa.

Questo è quello che bisognerebbe fare. Questo è quello che avremmo fatto se fossimo stati chiamati a discuterne con l'assessorato. Questo è quello che non potremo fare. Ricordiamo che all'inizio di Luglio Cartellopoli -proprio con questo fine (sintentizzando: "ponendoci da nemici ad alleati del Comune, al fine di risolvere il problema")- chiese ed ottenne un incontro con Bordoni. Cartellopoli compì soltanto la leggerezza (che allora ci parve correttezza) di condividere questa chance con gli altri rappresentanti del Comitato di Protesta. Questi iniziarono a fare ammuina fino al punto di spostare a loro piacimento la data dell'incontro e, ancora, di fissare una seconda data (il 29 luglio) senza invitare, ancora una volta, Cartellopoli e tutto ciò che questo blog rappresenta.

Ci sono infatti una serie di istanze lontane anni luce da quello che le persone che andranno a parlare con Bordoni rapprsenteranno, istanze che non avranno cittadinanza, istanze che sono delle migliaia di persone che ogni giorno seguono e sostengono questo blog che è sulla quale e grazie alla quale è nata la protesta quella vera, quella di massa, quella diffusa. E soprattutto quella a politica, a partitica, a associativa.

Già, le associazioni. La sensazione, purtroppo, è che si vada da Bordoni non con l'obbiettivo di risolvere il problema avendo la preparazione, la lucidità e la preparazione per risolverlo. Piuttosto, invece, per dare un ruolo ed una visibilità alle proprie sigle associative. Legambiente, Cittadinanzattiva e compagnia cantante sembrano piuttosto orientati a questa falsariga, purtroppo. Questo serve molto a loro, per accreditarsi come interlocutori presso la politica, ma serve molto poco alla città che nulla ne guadagna se qualcuno si gasa a partecipare a "tavoli tecnici" che non hanno la minima ragion d'essere.

Come abbiamo già spiegato e ripetuto forse trecento volte, il problema-cartelloni non necessita di "tavoli", di dibattiti pubblici, di scelte politiche. Il problema cartelloni si risolve perseguendo una strada ed una sola. Così si è fatto in tutte le città del mondo e così si deve fare anche a Roma. Non c'è nulla di cui parlare, nulla su cui decidere, nessuna decisione da prendere. Solo un si o un no. Si vuole risolvere il problema si o no? Serve un tavolo per dare una risposta?

I tavoli servono, invece, eccome. Servono, come abbiamo detto, alle associazioni per giustificare della loro esistenza i soci che pagano la quota associativa. E servono, tantissimo, ai politici. Perché così possono dire di essersi 'abbassati' a parlare con il popolo, con i rappresentanti della gggente. Perché così, in caso di insuccesso, possono condividere il flop con qualcuno: non sarà tutta colpa loro. Servono, insomma, per prendere tempo, fare ammuina, buttarla sovente in caciara.

Come l'hanno buttata in caciara i 'nostri' rappresentanti che, l'8 luglio, trovatisi al cospetto di un Bordoni e un Paciello che cascavano dalle nuvole quando gli si faceva notare che gli impianti in città si sono decuplicati, hanno proposto di portare, all'incontro successivo, un... filmato. A parte la ridicolezza della cosa in se, ma possibile che si proponga di produrre l'unica prova con la quale non è possibile effettuare i confronti con la situazione ex-ante? Ma andiamo avanti perché questo è nulla. Il Comitato promotore della Delibera di Iniziativa Popolare si è fatto immediatamente intrappolare entrando nelle questioni tecnico-burocratiche della faccenda, obbiettando, ad esempio "la poca chiarezza delle targhette". Come se la questione in ballo non fosse l'eliminazione dei cartelloni dalla città, ma la qualità di come questi sono identificabili. Davvero imperdonabile a livello strategico scendere nei meandri di una dispisitivo che è invece da sovvertire dalla testa.

La follia strategica dell'approccio al colloquio in assessorato è proseguita con la richiesta, da parte "nostra" (mille virgolette), di rendere visibile a tutti i cittadini la banca dati delle affissioni inventata da Paciello. Cioè coloro che sono andati a parlare per vece dei firmatari della delibera non sono andati a dire che la banca dati è qualcosa di truffaldino che deve essere azzerato e ricostituito su basi completamente diverse, ma sono andati a chiederne la consultazione di fatto legittimando il dispositivo micidiale che ha consentito lo schifo senza respiro in cui la città vive oggi. Tra l'altro a questa richiesta Paciello ha risposto che i dati non possono essere divulgati per motivi di riservatezza, inaugurando la prima concessione pubblica protetta da privacy al mondo!!! L'assessore ha aggiunto surrealtà a surrealtà (ve l'abbiamo detto: a loro serve per buttarla in caciara punto e basta) proponendo che una "password" per entrare nella banca dati venga consegnata ai comitati. E piantatela di ridere voi che leggete perché non è finita qui.

Paciello è stato abilissimo a infinocchiare i comitati chiedendo loro la segnalazione degli impianti senza targhetta, ma a quanto ne sappiamo nessuno gli ha risposto a brutto muso facendogli notare che il problema non è certo quello, che il problema sono invece le 100mila nuove targhette che hanno consentito di appiccicare agli impianti esistenti. I dispacci dei nostri rappresentanti descrivono un assessore Bordoni in estrema difficoltà (e vorremo ben vedere, ha trasfigurato la città, l'ha resa irriconoscibile e tutti stanno capendo che la colpa è sua e soltanto sua), ma non parlano di nessuno che è stato in grado di profittare di questa debolezza.

L'obbietivo, amici di comitati e cittadini resistenti alla ondata mafiosa dei cartelloni, quale è, infine? E' diventare interlocutori privilegiati di Bordoni o è, invece, far si che Roma abbia un sistema di affissioni di stampo Europeo? E' perdere un quinquennio in tavoli tecnici o è semplicemente copiare, all'istante, le modalità con cui le altre città hanno risolto questo problema che non è solo nostro ma che solo noi ancora non abbiamo sistemato?

D'ora in avanti noi abbiamo intenzione di affiancare l'attività di protesta (e di resistenza clandestina: evviva il popolo degli spray rossi e la banda del cemento a presa rapida!!!) a quella di proposta. Con il fine unico di risolvere il problema. Siamo stufi di protestare, vogliamo smetterla con le battaglie sfigate e le guerre di posizione tra associazioni e politici che portano fieno in cascina ai primi ed ai secondi ma che dimenticano le esigenze della città. Vogliamo diventare alleati di Bordoni se quest'ultimo decide che vuole risolvere la questione, vogliamo orientare la cittadinanza che ci segue verso un plauso alle nuove decisioni (se saranno coerenti con quello che ci aspettiamo, ovvero una messa a gara del servizio, previo compilazione del piano regolatore e di una opportuna zonizzazione della città), vogliamo creare un clima positivo che aiuti l'amministrazione a sfruttare la situazione di enorme degrado per dare la vera svolta al settore. Questa è una risposta innovativa, non quella dei tavoli e delle chiacchiere sul nulla in cui si finisce a parlare magari del singolo cartellone nel Parco di Veio o dello stile grafico delle targhette.

Le affissioni (comprese le pubbliche affissioni, un altro scandalo al sole) devono essere gestite da società private di comprovata esperienza globale nel settore. In Italia è successo a Parma, a Mestre. Addirittura a Napoli. Ma è successo anche a Roma. Dove? Sui mezzi pubblici, ad esempio. Avete presente, chessò, le stazioni della metropolitana? Vi risulta che ci sia la gara a chi mette i propri cartelli più in vista sotto le stazioni? Vi risulta caos, degrado, confusione? Niente di tutto questo: gli impianti sono di qualità, la pubblicità e gli inserzionisti sono di livello e qualificanti, la grafica è ottima e il gestore è uno solo. Anche qui, come è necessario che sia in questo settore, c'è un monopolio in concessione esclusiva che fa funzionare le cose. E questo accade in tutto il mondo civilizzato. Si divida la città in settore e si mettano a gara: si risolverà il tutto in pochi mesi e la città trasformerà la sua faccia mostrando di nuovo la sua bellezza dimenticandosi le brutturie generate da una economia criminale.

Rispetto a proposte come queste, tuttavia, è comprensibile che l'assessore Bordoni ritenga più rassicurante parlare di videoclip sui cartelloni, di rimozioni e ricollocamenti, di targhette e di accessi alla banca dati. Ahinoi...

45 commenti:

  1. Legione Monteverde23 luglio 2010 09:32

    Nessun confrontro con Bordoni e gli altri guappi camorristi, nessuna tregua con chi è colluso. Guerra totale alle mafie cartellonare.

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  2. Che infinita tristezza.

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  3. Bordoni pagherai tutto davanti alla magistratura.

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  4. Concordo in pieno.
    La targhetta non leggibile, il database pubblico e simili, sono solo stronzate per distogliere l'attenzione.
    I cartelloni che hanno invaso Roma sono abusivi, vanno tolti e vanno rimessi e determinati da zero, con criteri e regole certe e con un'unica concessione magari.
    Null'altro

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  5. Tu parli di proposte, ma ne hai mai fatte ? Gli incontri con bordoni servono a questo...!
    Vi siete limitati a tirare sassi e null'altro ! Vedi i commenti di sopra !

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  6. Legione Monteverde23 luglio 2010 10:30

    Bordoni è solo un camorrista colluso o un incompetente, la situazione a Roma è chiarissima.
    Questo ed altri siti hanno dimostrato senza ombra di dubbio il problema MAFIE CARTELLONARE.
    Continueremo a tirare sassi e a scrivere sui cartelloni, continueremo a sputtanare e denunciare la situazione in cui versa Roma.

    Ancora cer
    cate proposte...camorristi dovete sparire!!!

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  7. La Targhetta ficcatela do dico io..li la devi ricollocare.

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  8. Al blog di cartellopoli.
    Parlate bene Voi, mafia,ndrangheta,cartellonari, collusioni,
    io sono venti anni che opero in questo settore e voglio ricordare a chi ha poca memoria che le precedenti amministrazioni (di sinistra) hanno portato al declino questo settore non avendo mai voluto o avuto la capacità di dare un senso alla attività di chi opera nell settore della cartellonistica
    Per venti anni ho sempre sperato di poter investire nella mia attività rendendola un attività concreta con impianti eleganti, impianti di decoro ed credetemi ho sepre avuto il buon senso e rispetto verso la mia città.
    Ora cartellopoli vuole tagliare fuori me ed altri come me affidando ad una multinazionale la gestione pubblicitaria a Roma, bravi davvero una bella soluzione, voglio ricordarvi a Voi che parlate di buon senso che la vostra proposta non è la massima espressione ( anche perchè la foto pubblicata dell' impianto a Napoli non mi sembra che rispetti l'articolo 23 del C.D.S) del buon senso per l'appunto considerando l'inneggiare a rompere ( sassi, Fionde )impianti pubblicitari detto questo, la mia modestissima opinione e se volete anche un consiglio è quella di dare si un senso civico all'impiantistica nella citta di Roma,
    ma proponendo una tipologia d'impianto e dare la possibilità di poter lavorare(in modo sano)a chi opera da tanti anni, vedi CdC DIRITTO AL LAVORO.

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  9. Se il servizio viene messo a gara (COME TUTTI I SERVIZI A RETE) anche le ditte serie come la tua (a proposito, palesati alla nostra e-mail, come sai abbiamo voglia e volontà di intervistare le ditte serie, per capire e per darvi voce, scrivi a cartellopoli@gmail.com e troverai le porte aperte) potranno consorziarsi, creare delle ATI e partecipare al bando.

    Altrimenti dovresti spiegarci, ma per bene, come mai in tutto il mondo le ditte abilitate a fare questo servizio, per ogni città, sono quattro o cinque al massimo e qui 310. Perché?

    Te le immagini 310 ditte a gestire il trasporto pubblico di linea? Non sarebbe possibile. Ogni singola linea di trasporto sarebbe gestita da qualche società indipendente, il biglietto non varrebbe per l'intera rete, non ci si capirebbe nulla. Ebbene il servizio, invece, è gestito soltanto da due società: circa il 90% da Atac, il resto da Tevere TPL. E' questo l'unico modo in cui i servizi a rete possono funzionare in maniera degna.

    Diritto al lavoro? Ma che c'entra. Nessuno ti intima di non lavorare, ma all'interno di leggi di mercato, non nell'ambito della tua personalissima anarchia. Diritto al lavoro non significa "posso fare il cazzo che mi pare". Se io domani mi sveglio e voglio gestire tratte autostradali lucrando sul pedaggio devo costituire una società, avere abbastanza capitale sociale, partecipare ad una gara la prossima volta che qualche tratta andrà in scadenza e verrà messa a pubblico incanto e sperare di vincere. Chiaro?

    Non posso -NON POSSO PORCA MERDA!!!- costruirmi autonomamente, di notte, la mia autostrada e aspettare che qualcuno ci transiti. Hai capito la metafora o vuoi un disegnino?

    Attendiamo la tua e-mail per una intervista.

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  10. QUANDO ORGANIZZIAMO UN BELLO SPUTTAN-TOUR?

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  11. Anonimo cartellonaro della prima ora, ma di che hai paura? Si fa un bando e si sceglie la soluzione migliore, se la tua azienda propone i cartelloni migliori con l'estetica migliore vincerà la tua azienda, sennò cambia mestiere, ce ne sono talmente tanti.

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  12. L'europa con le sue leggine mortifica il lavoro....ma almeno afferma la LIBERALIZZAZIONE, il che vuol dire basta con i privilegi delle solite ditte! In italia succede quello che dici tu, nel cemento quando ci sono centinaia di società che fanno capo sempre ai 2 nomi e ricevono solo loro gli appalti...succede anche nei bus ai 2 piani (vedi Roma cristiana...non ci vuole molto a capire di chi sia).
    Io escludo che in europa ci siano situazioni di monopolio che sono tipiche italiane (vedi anche la tv). Mettitelo in testa l'iniziativa economica è libera, chiunque ha il diritto di mettersi in proprio ! Sai cos'è il rischio d'impresa ? Nel cemento sostanzialmente non esiste...non lo capireste neanche e quindi non ve lo spiego ! Felice che in mezzo a voi ci siano persone come Bosi che vogliono da un lato "salvare Roma" (e lo metto tra virgolette) e dall'altro salvare il lavoro di tantissimi (e non lo metto tra virgolette, perchè è la verità).
    Fino a ieri davi la colpa a un cartellone per la morte di un motociclista....tu non hai nessuna proposta da fare su nulla ! ma quale impegno civico !

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  13. MI spiace constatare che fate come sempre un grande
    confusione e per il rispetto delle parti, ripeto ho senpre avuto il buon senso nel mio lavoro e non ho mai fatto quel che cazzo mi pare e se domani(di venti anni fà) io mi sveglio e decido di investire i miei risparmi ex 40 milioni di lire (progetti atti ad ottenere una licenza, 20 anni di non risposte)in una attività aperta a tutti, che non la si può considerare un autostrada ma alla stregua di tante attività che esisttono a Roma e in tutto il mondo , ho il diritto di non vedermi cancellato ricordo di nuovo 20 anni di esercizio in questo settore.
    il tuo paragone non ha senso il vostro voler monopolizzare in una ho due aziende, il servizio affissioni non ha senso.
    Chi ti dice che non possa costruire, avendone la possibiltà, una azienda seria e capace. E perchè Voi che chiedete rispetto che vi battete per il rispetto ,fate di tutta un erba un fascio ? E perchè Voi date per certo che un servizio ben gestito dalle autorità competenti, possa funzionare solo ed esclusivamente con una multinazionale?
    Perchè secondo Voi l'acqua deve andare sempre al mare?
    Perchè OFFENDETE TUTTI IN EGUAL MANIERA
    Sapete quante Famiglie per bene ci sono dietro alle società come la mia?
    Avete mai lottato per dare una certezza a queste famiglie? vi rispondo io NO
    Non mi piace far polemica ma di certo è che probabilmente non avete le idee chiare, perchè vi è stato raccontato male e non avete mai vissuto venti anni di lavoro senza avere la certezza di avere finalmente una attività, magari da lasciare ai propri figli.
    20 anni di astratto, 20 anni di autorizzazioni che non vengono rilasciate, 20 anni di speranze alla fine di tutto ciò ci sentiamo dare dei mafiosi,dei camorristi, da gente che magari 20 anni fà non era ancora nata. Non è certo un bel sentire ma una cosa certa lo è la mia voglia e fermezza di ESSERCI
    perchè è un mio DIRITTO.
    Spostate il tiro presentate voi una progetto serio una proposta seria che ne vada del bene della città ma anche di tante persone come me, e per una volta usiamo la meritocrazia per una volta facciamo i ROBIN HOOD e non i politici.
    FINE

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  14. Liberalizzazione non significa svendere la città a cani e porci ma dare a tutti una opportunità. L'opportunità di competere in un regolare bando dove vince il migliore e chi perde se ne fa una ragione.

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  15. devo dire però che questa è tutta l'impostazione di tonelli e dei suoi uomini, in un altro blog vuol far fuori il " chiosco di nunzia " per mettere bar ristoranti più adatti (a suo dire). La lotta è quella di sempre, il grande mangia il piccolo...il problema è che nel 2010 il piccolo ha tutta una serie di diritti ed ecco perchè i militanti di blog ricorrono alle minacce e alle offese !

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  16. PER SIMONE IO NON SONO UN CARTELLONARO , MA UN IMPRENDITORE.
    TE L'HANNO INSEGNATA L'EDUCAZIONE ?
    MI SEMBRA DI NO
    PUNTO

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  17. Anonimo, forse mi sono espresso male, Lei ha tutto il diritto di partecipare al bando.

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  18. Infatti, l'anonimo chiosa bene quando dice "per una volta usiamo la meritocrazia". E' proprio questo che noi vogliamo! Quello che non vogliamo più sentire è discorsi tipo "salvare il lavoro di tantissimi" o roba simile. Un imprenditore si assume anche dei rischi.

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  19. Resistenza Attiva23 luglio 2010 11:52

    Ma scusate tanto.. sarebbe tanto difficile fare pubblicità outdoor secondo regole (REGOLEEEE) che in pratica già esistono?
    Io Comune (in accordo con le associazioni dei cittadini), stabilisco i metriquadri complessivi concessi alla pubblicità, il codice della strada, quello Comunale e degli spazi protetti dice dove si può e dove non si può SENZA DEROGHE, io Comune stabilisco anche lo stile degli impianti e persino il colore, le dimensioni ecc. ecc di ogni tipologia di impianto. Tutte le ditte che vogliono partecipare al bando devono accreditarsi secondo i criteri già in uso per gli appalti dei servizi pubblici.
    Detto questo, a chi sgarra vengono applicate sanzioni crescenti (dall'oscurazione dell'impianto alla multa pecuniaria) fino alla cancellazione della ditta (e dei suoi amministratori) dalla lista di quelle autorizzate ad operare in tutto il territorio Comunale.
    Qualcuno mi può spiegare se il mio ragionamento è tanto inapplicabile se si tiene conto del caos esistente ora e della poca chiarezza di proposte (per quanto dice Sessorium) di chi incontrerà Bordoni?

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  20. Dal nostro anonimo imprenditore cartellonaro, che, giustamente, vuole che sia salvato il lavoro di 20 anni, vorrei sapere, se possibile, quanti dipendenti impiega, se sono tutti in regola, e quanti sono italiani e quanti no.
    La questione, è tutta qui.

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  21. Per il resto, si fa una gara con pochi maxilotti, massimo 10, e i piccoli si consorziano.
    Nei paesi civili - che piaccia o no al nostro imprenditore ventennale - si fa cosi, il resto sò chiacchiere da barsport, marione e alessandro paglia.

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  22. Resitenza attva, rileggiti i post di tonelli : parla di una o al massimo 2 ditte internazionali da scegliere (monoolio, quello che tempo fa Bosi ha chiamato mafia).
    Tu chiedi chiarezza...!
    Voi avete un grosso problema , ve la cantate da soli dicendo spesso inesattezze . State in buona fede ? forse si, chiedete l'intervento di report ...e report sente tutte le parti ! I giornali che chiamate ?

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  23. Resistenza Attiva23 luglio 2010 12:07

    Diritto al lavoro? giusto!!!
    Ma io ho il diritto a non dover vedere cartelloni a migliaia che nascondono ormai la mia bella Roma.
    Dalla pubblicità invadente della TV si può evadere, cambiando canale; sulla cassetta della posta possiamo scrivere NO PUBBLICITA'PLEASE ma cosa possiamo fare contro quella dei cartelloni che ti perseguita appena esci di casa??
    Quindi va bene il diritto al lavoro di chi opera nel settore, ma è ancora più da difendere il diritto di migliaia di persone che hanno firmato la delibera di iniziativa popolare contro questa pubblicità martellante e da cui non c'è più scampo appena esci di casa.
    Per Marco 1963:
    La differenza non va fatta fra italiani e non italiani, ma tra lavoratori in regola o meno.

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  24. Marco, farebbe differenza se non fossero italiani ?? Perchè non chiedi i gusti sessuali ?
    Siete un gruppo di estremisti...tutto qui.

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  25. Resistenza, a Marco interessa la cittadinanza ( o il colore? ) non lo richiamare...è bello dire quello che si pensa.
    OK hai tutti quei diritti, allora scendi in piazza con tonelli, con le armi e fai quello che volete fare. Tanto i giornali stanno con voi .....! Poi i senza casa quando menano le mani perchè non gli vengono riconosciuti i loro diritti (nel silenzio dei giornali) non li chiamare prepotenti...!
    comunque inutile parlarne.

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  26. In effetti l'amico imprenditore, non usiamo il termine cartellonaro che è dispregiativo, non ha tutti i torti.
    Quello che sta avvenendo nel settore dei cartelloni è simile a quelo che avviene e in parte è stato sanato, e rifaccio l'esempio, nei taxi: il comportamento sbagliato, in mala fede volto a fregare il cliente e gli altri tassisti che si comportano in maniera correta, inficia e ha ricadute negative su tutta la categoria.
    La presenza di regole e il loro rispetto, permettono agli ooperatori onesti di lavorare tranquillamente e agli utenti di utilizzare il servizio offerto senza remore o timori di essere solati.
    Il problema è che nella cartellonistica, vuoi per poche ditte agguerrite e ben organizzate, vuoi per l'incapacità mista ad una probabile collusione del comune, il settore è andato a puttane, facendo sommergere la città di impianti fuori legge.
    A titolo personale, chiedo solo il ripristino delle regole, multe e galera a chi ha devastato la città, e si è fatto corrompere e controlli per il futuro.

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  27. Resistenza Attiva23 luglio 2010 12:18

    Le idee di Tonelli credo di averle ben chiare in merito. Io ho espresso solo le mie idee. Un blog dovrebbe servire a questo, no?
    Nessuno ha la ricetta magica, credo. Ma in tanti abbiamo chiaro l'obiettivo finale: Ridurre il numero dei cartelloni, togliendoli da dove non si può, da dove sono pericolosi, da dove sono troppo concentrati... ecc. ecc.

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  28. Ma ancora che state a parlà co sto CARTELLONARO ma non lo capute che co questi non ce dialogo.
    20 anni, lavoro, famiglia, 40 milioni di lire, azienda da lasciare ai figli? Ma di che cazzo parli.
    Ma non lo vedi come avete ridotto sta merda de città. Vi siete arricchiti a dismisura e mo stringete il culo perchè avete superato il limite.
    Tu sei serio? Lavori bene?
    Dicci il nome della tua ditta e poi vediamo come hai lavorato serio per 20 anni, come sono regolari i tuoi impianti e chi lavora per te.
    A Roma non esiste una ditta seria perchè se era seria era già stata fatta fuori dal mercato.
    Il resto sono stronzate e chiacchiere.
    PUNTO.

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  29. Legione Monteverde23 luglio 2010 12:45

    Bravo Ale 77 questi sono tutti illegali, usano manovalanza extracomunitaria senza nessun diritto sindacale, non pagano tasse ne previdenza sociale. Io per esempio lavoro nelle assicurazioni da 20 anni non ho mai visto uno di questi MOSTRI ASSICURATI.
    Appena fanno qualche danno chiudono le società e diventano irreperibili, altro che famiglia e 40 milioni di investimento. Questi parassiti 20 mila Euro li fanno al mese.

    Cartellonaro cercate un'altro lavoro è finita la pacchia!!

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  30. Conosco un avvocato che per mestiere fa solo ricorsi contro le multe ai cartelloni abusivi, cifra forfettaria € 200 per ogni ricorso al giudice di pace. Il Comune non si costituisce mai e loro vincono sempre il ricorso.
    AVETE CAPITO CHI CAZZO SO' MO STE MERDE!!!

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  31. Si muove anche Legambiente, che annuncia un esposto, per il leccio tagliato a via Lepanto:

    http://www.romatoday.it/municipio/17-prati/prati/cartelloni-pubblicitari-protesta-legambiente-taglio-leccio.html

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  32. Ma dopo aver ridotto Roma così , ma che stracazzo di credibilità avete?
    Ma con quale coraggio parlate di "regole" dopo aver offeso e svilito l'intera Città?
    In un Paese Civile stareste TUTTI al gabbio o a restituire il DANNO alla Società...CHE SCHIFO!!!

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  33. Il Comune è complice di questo schifo, ancora andate a perde tempo da quel ciccione con la faccia da mortadella? Ma che ve deve dì?

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  34. Ci mancava il cartellonaro che fa la vittima.

    Mi piacerebbe vedere i CONTRATTI di lavoro che ha fatto ai suoi dipendenti...

    Flavio Gioia

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  35. Che l'iniziativa economica è libera non ci piove. Che questa si debba compiere nei limiti che vengono posti da leggi e regolamenti non ci piove alla stessa maniera voglio sperare.

    Con questa retorica della liberà e della tutela del lavoro, ci siamo ridotti ad essere l'unica città al mondo ricoperta di bancarelle, con i vu cumprà dovunque, con i lavavetri ai semafori. E tutto perché la gente tiene famiglie e deve campà. Io ritengo che si debba campare nei limiti di non ostacolare il "campare" del prossimo.

    Ti ripeto, cartellonaro onesto ma chissà perché anonimo, se io domani voglio aprirmi la mia linea di autobus nel centro di Roma non posso farlo perché non ho la licenza, perché il servizio è affidato ad altri, perché devo partecipare ad un bando, perché devo aspettare il mio turno, perché nei vari mercati non c'è spazio infinito per tutti gli operatori. Se voglio somministrare cibo sui convogli di Trenitalia posso farlo solo se vinco una gara e solo un'unica azienda per volta può farlo. Ieri era Cremonini, dopo alcuni anni, a concessione finita, ha perso la gara e oggi hanno vinto i francesi della Compagnie des wagon Lits, obbligati ad assumere tutto il personale Cremonini, ora sono loro (e solo loro!) a gestire la somministrazione di vivande sul Frecciarossa. Capisco che la "libertà" secondo voi avrebbe significato avere dozzine di bibbitari abbbbusivi girare per i vagoni (anche un bambino comprende il parallelo che sto facendo con la situazione dei cartelloni), ma purtroppo il mercato e le sue regole funzionano diversamente e anche lì il numero corretto di operatori è pari a uno. Per carità, potrebbero essere due (uno per i treni veloci e uno per i locali), ma insomma ci si discosta poco...

    L'Europa ha pizzicato Roma sui bus-turistici. Oggi Sergio Marchi ha dichiarato che farà un bando per regolarizzare il settore. Non credo che gli operatori che lavoravano nell'anarchia (anche loro da 10 anni), potranno permettersi di appellarsi al diritto al lavoro. Fare scempio di un comparto produttivo non c'entra nulla rispetto al diritto al lavoro. Sono purtroppo per voi due cose diverse e non ci sono avvocati senza scrupoli che potranno salvarvi da questa deriva che -anche grazie a Cartellopoli- si sta intraprendendo.

    Dici che Cartellopoli non ha ancora presentato un progetto? Hai ragione, il progetto è una bozza pronta e se tutto andrà bene la pubblicheremo lunedì. Come vedrai prevederà l'assoluto rispetto dell'occupazione del settore: le ditte vincitrici del bando dovranno assumere il personale (quello in regola, chiaramente) delle ditte che fino ad oggi hanno gestito le concessioni. Concessioni che non sono appartamenti privati o conti in banca, che si possono lasciare ai figli. Sono appunto concessioni e come tali vanno considerate, soprattutto nella loro assoluta temporaneità.

    Dici che a Cartellopoli la cosa non è stata spiegata bene. Dici che "non ce l'hanno raccontata bene", ma perdonami: cosa c'è da raccontare quando apro la finestra e laddove avevo il "piacere" di vedere 2 impianti, oggi ne vedo 7? C'è qualcosa da raccontare o siamo di fronte -volenti o nolenti- al più grande sfregio mai perpetrato in epoca moderna ad una città occidentale? Cosa c'è da raccontare? E se c'è qualcosa da raccontare perché non poni rimedio tu visto che ti abbiamo dato la massima disponibilità a sentire le tue ragioni, a ospitare un tuo scritto?
    Perché non ci dici quale è la tua azienda? Perché non ci permetti di valutare se davvero sei serio come dici, se davvero hai personale tutto in regola, se davvero hai impianti tutti regolamente installati, se non hai approfittato dell'orrida sanatoria di Bordoni e soci?

    Non basta dire "sono onesto", occorre anche dimostrarlo coi fatti. Noi siamo qui a offrirti la massima visibilità, ma qualcosa mi dice che non ne approfitterai...

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  36. Espongo, assai brevemente, la mia.

    # La situazione a Roma è diventata NON PIU' TOLLERABILE. Scempio, degrado, inciviltà, confusione, estrema PERICOLOSITA' per la sicurezza stradale, illegalità, depauperamento delle risorse e del bene pubblico, abbassamento degli standard qualitativi di vita, estrema anarchia del settore.

    # Incapacità da parte delle Autorità nel gestire un tale fenomeno devastante e altamente deturpante. Su possibili connivenze (concussione/corruzione/omissioni) con presunte infiltrazioni di entità malavitose si esprimerà la Magistratura: la situazione è sotto gli occhi di TUTTI.

    Appare, pertanto, non più procrastinabile un IMMEDIATO avvio operativo verso una SOLUZIONE al problema. E, per essa, bisogna osservare come hanno operato le altre grandi città, capitali e non, europee.

    Bando di gara per una COMPLETA riorganizzazione degli spazi consentiti per la pubblicità outdoor su FERREI criteri di contenimento, sicurezza stradale e decoro pubblico, con precisi LIMITI di esposizione nel rispetto della normativa adeguata ai più esclusivi standard europei.

    Come arrivarci? Le imprese vincitrici (numerus clausus secondo una RIDOTTISSIMA divisione delle zone di Roma) avranno l'obbligo di RIPRISTINARE lo status quo ante.

    Severissimi controlli, con possibilità di multare non solo l'impresa che violi le disposizioni di legge, ma anche la ditta che si pubblicizza, come avviene nel resto d'Europa.

    Pressione costante, nell'AUSPICABILE MAGGIORE controllo di chi è PAGATO per fare questo, da parte di ogni comitato/associazione/cittadino che tuteli il decoro pubblico e la sicurezza stradale: ricorsi agli organi competenti, sia in sede locale, nazionale ed europea, blogs di denuncia, interessamento degli organi di stampa e televisivi (anche locali), informazioni e documentazione su ogni social network (anche estero), class actions eventuali etc. (certo, il traguardo potrebbe magari essere una Barcellona, dove non c'è alcun cartellone pubblicitario sulle strade)…

    Su tutto, nel mentre, m'auguro che la Magistratura faccia, AL PIU' PRESTO, chiarezza.

    NON è più consentito, nel 2010, vivere, in una CAPITALE EUROPEA di un Paese fondatore della stessa EU, in un tale stato di DEGRADO, a discapito di un decoro pubblico, standard di vita civili e sicurezza stradali FORTEMENTE COMPROMESSI. I tempi del pressappochismo sono TERMINATI.

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  37. Concordo con quanto sopra, soprattutto le sanzioni devono essere pesanti. Ora un cartellone abusivo quanto rende alle ditte ? Migliaia di euro l'anno, quindi a pagare una multa da 200/300 euro è come bere un bicchier d'acqua.
    Multe a 3 zeri, anche all'inserzionista, da pagare a stretto giro, e sospensione dell'attività.
    Inoltre la rimozione dei cartelloni deve avvenire in pochi gg, non come ora che ci vogliono 2 mesi per l'iter burocratico !
    BASTA CON L'ASSALTO ALLA CITTA'
    Poche regole, certe, controlli e sanzioni.
    Obbligo dei vigili di controllare e intervenire, non come ora che non gliene fotte una mazza.

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  38. Finito il tempo dei compromessi "volemose bene" : qui da noi non si ha mai un limite.

    QUESTO FENOMENO VA ORMAI COMBATTUTO CON INTRANSIGENZA!


    SI E' DA TROPPO TEMPO SUPERATO IL LIMITE.

    E' ora di passare ad una RESISTENZA ATTIVA! FINE
    Mc Daemon

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  39. Hanno segato un albero sano. Daje, 'namo, piamo e segmano 2-300 cartelloni così a buffo.

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  40. tonè è bella la vita con un pacco di soldi e senza il minimo problema !

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  41. Anonimo delle 15:31
    sarebbe bella la vita in una città decente!

    Debbo peggiorare (ancora) la qualità della mia vita perchè te vuoi fare il cazzo che te pare ?!!

    NO GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  42. Cartellonari piagnoni spero che presto piangerete al GABBIO

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  43. Complimenti al cartellonaro anonimo che, elegantemente, ha sviato la mia domanda.
    Allora, diciamo che intanto, ormai sulle scale a mettere manifesti ci vanno solo extracomunitari (andate in giro a metter manifesti in questi giorni alle 13, se avete coraggio)
    Intanto, quindi saranno tutti in nero e quindi sottopagati.
    Intanto quindi la scusa dell'occupazione è proprio ridicola.
    Insomma chi si arricchisce sei tu, e loro si fanno il culo, quindi non venire a prenderci per il culo.
    Arriverà anche qui la regolamentazione, o ti adegui o cambi lavoro, auguri caro cartellonaro anonimo senza coglioni, non sentiremo la tua mancanza.

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  44. ho visto poveracci salire a 6 metri di altezza su scale scassate e senza alcuna protezione per incollare manifesti, con la scala su ciglio del marciapiedi quasi in carreggiata!!!! sono tutti irregolari. L'ispettorato del lavoro e la guardia di finanza quando aprono una indagine sulle ditte di affissioni????

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  45. segnalare al numero 117 della Guardia di Finanza...possibilmente col nome della ditta e magari con qualche foto...Sono abusi ed evasioni sulla messa in regola dei lavoratori.

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