martedì 20 luglio 2010

L'oscenità di Via Lepanto e non solo. Urgono plotoncini di muratori provetti tappabuchi



Vi invio le foto dell'incredibile scempio in Via Lepanto di fronte al Tribunale Civile: come potete vedere i criminali cartellonari hanno segato un leccio sanissimo (vedere le foglie che ancora spuntano e la perfezione del cuore del tronco...) e hanno preparato le basi per mettere un altro schifoso cartellone.
In questo caso credo vi siano vari reati penali (o chiunque può abbattere alberi sul suolo pubblico ormai?) di cui qualcuno dovrà essere chiamato a rispondere, non possiamo fargli passare pure questa!!!
Stamattina stessa ho inviato un fax al comandante dei vigili del 17° gruppo, dott. Bertola (tutti i lettori di Cartellopoli sono caldissimamente invitati a fare lo stesso, il fax è 06/67696801).
Franco


Aggiungiamo alla puntuale segnalazione di Franco una nota: il cantiere è lo stesso, identico e medesimo di quello dello Scalo San Lorenzo, di quello sulla Gianicolense, di quello a Via della Regina Elena (quasi al verano), di quello di fronte al Palazzetto dello Sport. Ebbene chi è quella ditta che sta perforando tutta la città per apprestarsi a installare cartelloni nel silenzio di Agosto in tutto il centro di Roma? E chi sono i malati di mente che hanno autorizzato tutto ciò? Ormai il controllo del territorio che Cartellopoli e i suoi tentacoli riescono ad esprimere è invidiabile. Di questi cantieri non se ne porterà a compimento nessuno, nostre legioni sul territorio hanno già parzialmente tappato quello di Circonvallazione Gianicolense e quello dello Scalo San Lorenzo. Lo stesso si farà con gli altri: non occorre chiedere il permesso, operiamo come loro, da veri clandestini. Solo che noi combattiamo la mafia, loro la rappresentano. Tutti (TUTTIIIIIII) sono invitati a andare a tappere questi buchi con quanto più materiale possbile. La soluzione migliore, abbiamo testato, è ad oggi il cemento a presa rapida. Facciamo sì che arrivino con il loro bell'impianto e trovino gli alloggiamenti occlusi. Difendiamo la città dalla peggiore ondata di criminalità che la sta percorrendo. Gli indirizzi ve li abbiamo dati.

21 commenti:

  1. Una cosa INDEGNA. E pure di fronte al TRIBUNALE CIVILE di ROMA. Quell'albero poi, a vedere le foto, appariva in ottima salute. Cosa aspettano le Autorità ad intervenire???

    Nel frattempo, il cantiere aperto sulla Circonvallazione Gianicolense è terminato: hanno installato il MEGA CARTELLONE. Andatelo a vedere: una cosa assurda, deturpante.

    Diventa lecito chiedersi: connivenze? Vergogna.

    M'auguro che la Magistratura faccia chiarezza.

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  2. Porta puttana Asgard, ora mi fai imbufalire. "andatelo a vedere" e "circonvallazione portuense" e che cavolo, ma sei l'unico cittadino che non ha la macchina fotografica nel cellulare? E andiamo un po'...

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  3. Prossimamente arriveranno le foto anche di quell'osceno catafalco installato le notti scorse (sempre nella notte più fonda operano costoro...).

    Tante foto (certo, mai abbastanza per documentare lo SCEMPIO) ne ho mandate, come si sa.

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  4. http://riprendiamociroma.blogspot.com/2010/07/morire-contro-un-cartellone-abusivo.html

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  5. Gli operai dei cartellonari operano di notte, mentre la loro moglie scopa con l'amante. Prima o poi prenderete la sveglia da qualche cittadino a cui je rode il culo.

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  6. Quell'albero era sanissimo, dove si possono denunciare questi stronzi?

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  7. Hanno un numero di telefono? O devo chiamare Bordoni?

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  8. A Gianni, sta pe arivà un bel carico de guai!

    GIANNIIIIII! LA SENTI QUESTA VOCE?

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  9. INTANTO LA PESCIAROLA PIAZZA UN PALAZZINARO ALLA COMMISSIONE AMBIENTE

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/07/20/news/regione_carlino_ambiente-5711354/

    ROBBERTO CAZZINO

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  10. Ma come diavolo li avete tappati i buchi a circonvallazione gianicolense ??
    Ripeto ancora: sacchetto da 5 kg per ogni buco (una volta bagnato il cemento si riduce moltissimo di volume), meglio se associato ad un po' di calcinacci (per quelli non c'è problema, basta una qualunque strada periferica, purtroppo)

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  11. Maledetti criminali, tagliare un albero sano per far posto a dei schifosi cartelloni, questa cosa è da denuncia sacrosanta, non si possonbo tagliare alberi se non c'è l'autorizzazione di un agronomoche ne attesti la pericolosità di caduta (perché malato). Bastardi! Vado a comprare un pò di cemento a presa rapida...

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  12. Inviate anche voi via e-mail la foto e il link alla Lega per la difesa degli alberi, facciamolo in tanti, metteteli al corrente dello scempio che stanno facendo per dei vili cartelloni:

    legalberi@hotmail.it

    http://legalberi.blogspot.com/

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  13. Tra l'altro lasciare in quel modo il moncone di quel povero albero è pure pericoloso (può provocare un incidente mortale, ad esempio con un motorino, possono andare a sbatterci la testa in caso di caduta), altri estremi per un'altra denuncia.

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  14. Fatevi avanti..lasciateci la vostra mail!
    ci sono molti buchi da tappare..e il portabagagli della mia macchina rigurgita di sacchetti di cemento a pronta presa..

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  15. se ancora NON Avete capito...BASTA POSTARE, basta chiacchiere..E' UNA GUERRA CONTRO LA MALAVITA.
    Ve la sentite?
    Sono blitz veloci..e abbiamo bisogno di gente decisa e fredda

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  16. monteverde resiste21 luglio 2010 10:18

    Marco63..noi ci abbiamo provato, se magari veniste anche voi a dare una mano..sono mesi che lo chiediamo. Su, alzate le chiappe dalla sedia e andate a comprare il cemento!
    AGITE!! Basta delegare

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  17. Lo straordinario risultato della raccolta di firme sul referendum per l’acqua pubblica, i No espressi dagli operai nel referendum a Pomigliano, le lotte degli operai Fiat contro il taglio del premio di produzione e i licenziamenti, sono le ultime espressioni, in ordine di tempo, di una soggettività non pacificata che attraversa il paese. E’ nostra convinzione che non si tratti di fenomeni isolati quanto di espressioni di una situazione generale: una crescente insofferenza per lo stato di cose presenti che non sempre riesce a trovare i canali attraverso cui esprimersi.
    A partire da questa soggettività emergente e sulla possibilità che si esprima in forma generalizzata si basa la nostra scommessa politica di costruire una sinistra di alternativa, anticapitalista ed antipatriarcale in questo paese. Il luogo ove questa soggettività emerge e questa scommessa si gioca è la crisi economica, che mostra sempre più chiaramente il suo carattere di profonda crisi del sistema capitalistico.

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  18. «Socialismo o barbarie», scrisse Rosa Luxemburg, indicando militarismo ed espansione imperialista come campi interni ai processi di valorizzazione del capitale. Credo che l’evocazione luxemburghiana possa essere da noi tradotta, molto più modestamente, come «necessità dell’alternativa o putrescenza» della nostra stessa formazione sociale di fronte ad un tornante storico importante e torbido, segnato dal rapido decomporsi e declinare dell’impero berlusconiano; i cui colpi di coda saranno ceramente velenosissimi e pericolosissimi soprattutto per il lavoro e per la Costituzione, al di là degli esiti temporali della compagine governativa. Più che mai ora vanno respinte le sirene suadenti, le trappole delle «unità nazionali e delle larghe intese», dietro le quali emergono le logiche mercantili della Marcegaglia ed il fascismo aziendale di Marchionne (ha ragione Cremaschi). E’ tempo, più che mai, di una densa criticità anticapitalista; non massimalista o parolaia, ma molto netta, radicale, senza vuote affabulazioni populiste. Declina, infatti, forse con tempi troppo lenti e tentazioni di stampo fascistico, un sistema di potere che ha mutilato la stessa tenuta democratica del Paese, mettendone allo scoperto, come in una impietosa narrazione antropologica, un conservatorismo storicamente non rielaborato.

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  19. basta seghe mentali, grazie!
    se vuoi essere d'aiuto alla collettività vai a sfondare qualche cartellone.

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  20. Basta con le ideologie trite e ritrite, diamoci piuttosto da fare sulle cose concrete, no cartelloni, no degrado, w la bellezza, riappropriamoci della città.

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  21. mammamia che indecenza, stanno distruggendo la città

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