martedì 10 agosto 2010

E abbiamo scomodato pure il Ministero delle Infrastrutture. Che ha risposto! Eccome!

BOSI AL MINISTERO

Prot. n. 29/10
Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
On. Altero Matteoli
Piazzale Porta Pia n. 1 - 00198


Oggetto – Impianti pubblicitari installati a Roma in violazione delle distanze minime prescritte dalle norme vigenti in materia di sicurezza delle strade

L’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992) ha stabilito i divieti di affissione pubblicitaria lungo le strade e le fasce di pertinenza: con espresso riferimento ad esso, l’art. 51 del Regolamento di Esecuzione (D.P.R. n. 495/1992) ha disposto il posizionamento dei cartelli e degli altri mezzi pubblicitari fuori e dentro i centri abitati, distinguendo le strade urbane di scorrimento dalle strade urbane di quartiere e dalle strade locali e dettando le distanze minime dal limite della carreggiata, dagli altri cartelli e mezzi pubblicitari, prima e dopo i segnali stradali di pericolo e di prescrizione, degli impianti semaforici e delle intersezioni, dal punto di tangenza delle curve e dagli imbocchi delle gallerie.

L’art. 51 precisa anche quali siano le distanze minime da cui i Comuni possano derogare.

Il Comune di Roma non ha fatto rispettare nemmeno le distanze minime da lui derogate e continua a permettere l’installazione di impianti pubblicitari troppo spesso in violazione delle norme vigenti in materia di sicurezza delle strade: si sta assistendo ad una proliferazione incontrollata di cartelloni pubblicitari specialmente dopo che con deliberazione n. 37/2009 il Consiglio Comunale di Roma ha approvato delle modifiche e delle integrazioni al Regolamento delle affissioni.

Ai sensi del comma 10 dell’art. 23 del Codice della Strada "il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti può impartire agli enti proprietari delle strade direttive per l'applicazione delle disposizioni del presente articolo e di quelle attuative del regolamento, nonché disporre, a mezzo di propri organi, il controllo dell'osservanza delle disposizioni stesse".

Si chiede pertanto all’On. Ministro di voler disporre il controllo dell’osservanza delle distanze minime in tutto il territorio del Comune di Roma, anche nel rispetto dell’art. 32 della Costituzione, che obbliga alla tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività

Si resta in attesa di un sollecito riscontro scritto in merito, che si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi



IL MINISTERO A BOSI


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La questione è importante, a ben vedere. Anzi molto importante. Ed è decisamente ottima questa operazione dell'Architeto Bosi nell'aver stanato il Ministero su un tema così delicato come la sicurezza stradale. Tutti gli organi di stampa dovrebbero prendere a piene mani da queste due lettere. E soprattutto da quella, di risposta, del Ministero dove -è evidente nei destinatari- si sollecita il romano assessorato alla Mobilità (leggasi: Sergio Marchi) che ha questo punto deve alla città una risposta: perché si fa scavalcare dall'assessorato al Commercio sulla gestione delle strade. Perché consente ad un altro assessorato di peggiorare la sicurezza delle strade romane rendendole mortali? Perché Marchi (e Ghera, assessore ai Lavori Pubblici) rifanno e gestiscono le strade della città mentre Bordoni le massacra di cartellonistica crivellandole di pali, rendendole impraticabili per i portatori di handicap, privandole della visibilità di legge?

11 commenti:

  1. BORDONI COLPISCE ANCORA

    Ara Pacis: il Comune sposta
    il camion bar contestato.
    L'assessore Bordoni al ministero dei Beni Culturali, dopo l'ultimatum del direttore generale Federica Galloni: «A fine estate, conferenza dei servizi ridisegnerà la mappa dei camion bar». Per ora l'ambulante si sposta solo di 20 metri.

    http://roma.corriere.it/

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  2. Già che c'era, il sig. Tonelli poteva dare l'informazione completa pubblicando anche la 2° pagina di risposta del Ministero dei Trasporti.
    Completo allora io l'informazione facendo sapere che il Direttore Generale Dott. Ing. Sergio Dondolini ha alla fine fatto richiesta al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma "di rendere noto alla scrivente Direzione Generale il quadro di attività messe in atto nell'ambito disciplinare sopra specificato ed i provvedimenti che in tal senso sono stati adottati dal Comune onde consentire alla scrivente Direzione di valutare quanto segnalato nella citata nota dell'Associazione V.A.S.".
    Metto in evidenza che il Ministero dei Trasporti ha scritto direttamente al Dipartimento Mobilità e Trasporti e non al Servizio Affissioni, perché lo considera evidentemente - in perfetta analogia con gli Enti preposti alla tutela dei vincoli - come l'Ente preposto alla tutela delle norme del Codice della Strada, con il potere quindi di "ordinare" al Comune di Roma il rispetto delle distanze minime.
    La circostanza assume una particolare importanza, perché obbliga il Dipartimento Mobilità e Trasporti a predisporre una verifica della legittimità degli impianti installati nella Capitale mediante uno studio analitico di tutta la viabilità di Roma che sarà molto utile anche e soprattutto per la redazione del Piano Regolatore delle Affissioni nel pieno rispetto di tutti i divieti imposti dal Codice della Strada.
    Lo studio del Dipartimento Mobilità e Trasporti dovrà servire anche nell'immediato per la verifica della legittimità di tutti gli impianti installati in ogni Municipio, a partire dal I° da dove l'Assessore Bordoni e il Dott. Paciello hanno defciso di iniziare un censimento a tappeto di tutta la cartellonistica esistente.

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  3. Perchè ogni assessore magna ner piatto suo Er Mutanda Trdicine con gli ambulanti e Bordoni er mozzarella con la mafia cartellonara.

    ALEMANNO VINCITORE DEL PRIMO PREMIO DENTE D'ORO.

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  4. Ecco il tormentone estivo che dovremo scrivere con le bombolette:
    -Paciello e Bordoni amici dei cartelloni.
    -Con Paciello e con Bordoni cartelloni a milioni.

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  5. Co' er Mutanda Tredicine solo hamburgher e lattine

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  6. Sono partito per una vacanza all’estero la mattina di sabato 31 luglio, dopo che alle ore 8,14 al post di Tonelli del giorno prima ho lasciato un mio frettoloso commento, che non è servito a niente perché – come scopro solo ora, rileggendo meglio sia il post che i commenti successivi al mio – “Sessorium” ha continuato a far credere “fischio” per ““fiasco” anche a diversi fedelissimi di Cartellopoli, accomunatisi anch’essi in una azione che considero di autentico linciaggio morale della mia persona e che non posso permettere che continui.
    Nel post dello scorso 30 luglio il sig. Tonelli si è permesso di mettere in 1° pagina un mio commento delle ore 21,41 dello stesso giorno, con cui – per venire incontro in particolare alle richieste di Mc Daemon delle ore 8,37 e soprattutto di Ale77 delle ore 9,42 – mi sono sentito in dovere di informare soltanto sui miei interventi del giorno prima. Il sig. Tonelli lo ha voluto far diventare oggetto di un suo articolo in cui si è permesso di scrivere nei miei confronti una serie di passaggi secondo i quali sarei andato “in assessorato a portare le carte di 56 (cinquantasei!!!) richieste di rimozione (che poi sono ricollocamenti)???”, addirittura “per perorare la propria causa (nello specifico Bosi per i cartelloni abusivi nel XX Municipio)”.
    Non risponde assolutamente al vero quanto dichiarato da Tonelli e riportato da perfetto credulone anche da Legione Monteverde delle ore 13,19 del 31 luglio, secondo cui “56 rimozioni è un risultato di una pochezza incredibile” per cui “Sicuramente il Sig.Bosi è un aiuto alla causa contro la mafia cartellonare ma nulla di più”. (per esisgenze di spazio continua nel commento successivo)

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  7. (seguito) Cominciamo col precisare che lo scorso 29 luglio ho consegnato personalmente al Dott. Paciello l’elenco di tutta la documentazione prodotta fino a quel momento da VAS che è consistita non solo in 56 “segnalazioni” trasmesse per posta elettronica, ma anche in 10 lettere spedite a Sindaco, Assessore e Direttore del Servizio Affissioni, a cui si è aggiunta la richiesta formalizzata quel giorno di rimozione immediata di altri 5 impianti da me “scoperti” appena il giorno prima.
    In termini di “metodo” costituiva il mio biglietto da visita con cui denunciavo formalmente che il Dott. Paciello non si era degnato fin lì di rispondere a nessuna delle mie istanze, malgrado ben 3 solleciti del Gabinetto del Sindaco a farlo: mi è servito per far capire che le dovute risposte alle mie richieste di chiarimenti (rimaste finora inevase) dovevano venire con le buone o le cattive almento verbalmente dalle riunioni del Tavolo Tecnico, in uno spirito di rispetto reciproco e soprattutto di collaborazione nell'interesse comune della città, con riserva di rifiutarsi in caso contrario di continuare a partecipare ai successivi incontri, come peraltro mi riservo di chiedere per iscritto per il prossimo 15 settembre.
    Sempre in termini di “metodo”, anche il Sig. Tonelli sapeva benissimo che le mie 56 segnalazioni costituivano soltanto il tetto fin lì raggiunto e che sarebbero continuate senza sosta: lo doveva sapere se non altro perché l’elenco da lui pubblicato diversi giorni prima arrivava a 50.
    ll sig. Tonelli ha voluto soprattutto scambiare il “metodo” con il “merito” in perfetta malafede, se non altro perché ha volutamente ignorato che alla fine dello stesso mio commento da lui pubblicato (che ha voluto invece demonizzare) avevo testualmente scritto di avere chiesto di rispettare “in particolare l'obbligo delle rimozioni e soprattutto di oscuramento di TUTTI i cartelloni pubblicitari abusivi accertati, per impedire loro di continuare a trarre guadagni da una pubblicità irregolare”.
    "TUTTI" i cartelloni non sono certo i "56" impianti di cui sempre secondo Tonelli mi sarei ridotto a chiedere la rimozione, mentendo peraltro sapendo di mentire dal momento che di buona parte di quelle segnalazioni ha pubblicato non solo l’elenco generico, ma anche il testo: molti di questi “BOSI-segnala” erano corredati da una planimteria a colori che riportava il perimetro del vincolo paesistico entro cui chiedevo di rimuovere tutti i cartelloni che vi risultano installati.
    Ne deriva che ognuna di queste “segnalazioni” non chiedeva la richiesta di un solo impianto, ma di un numero imprecisato di cartelloni: per far capire l’entità della mia richiesta, basta portare ad esempio l’intero Villaggio Olimpico ricompreso tra viale Tiziano e via Maresciallo Pilsudski, che ora il Comune intende “bonificare” per far bella figura ai festeggiamenti delle Olimpiadi del 1960 e non certo perché “cosciente” e quindi "rispettoso" del divieto di affissione in zona vincolata.
    Il sig. Tonelli mente sapendo di mentire anche quando mi accusa di curare solo il XX Municipio e/o il Parco di Veio, se non altro perché le mie “segnalazioni” da lui stesso pubblicate con i perimetri delle vaste zone soggette a vincolo paesistico hanno riguardato l’intera Roma da un capo all’altro e non certo soltanto l’area a nord della Capitale.
    Ad ogni modo faccio sapere fin d’ora che le mie “segnalazioni” delle zone di Roma vincolate paesaggisticamente continueranno fino all’esaurimento di tutti e 65 i vincoli a cui è attualmente sottoposto l'intero territorio di Roma, non solo per pretendere la rimozione dovuta per legge di tutti i cartelloni che vi risultano illecitamente installati, ma anche e soprattutto per far recepire tutti quei 65 vincoli dal futuro Piano Regolatore delle Affissioni (continua).

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  8. Non so come finirà, ma il fatto che se ne interessi qcuno sopra il comune di Roma, fa sperare. Ma Alemanno non dice una mazza con tutte le cazzate che sta facendo Bordoni, compreso il camion bar all'Ara Pacis, che pare una storia tra Totò e Peppino ! Oramai siamo alle pezze...

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  9. Una cosa che farebbe ridere la stampa estera, solo se sapessero in che mani è amministrata la capitale d'Italia. Un pressapochismo, una inadeguatezza unica.Via questa immonda gente!

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  10. Bentornato Dott. Bosi.

    Vorrei comunque che sapesse che vi sono molte persone-proprio qui su Cartellopoli- che Le sono davvero grate e infinitamente riconoscenti per l'enorme sforzo di civiltà che ha compiuto e sta compiendo nell'interesse di Roma.
    Se continuassimo ad unire le nostre forze per aggredire l'unico vero nemico comune a noi tutti (Il Malaffare dei Mafio-cartellonari)anzichè disperdere energie in una sterile polemica interna avremmo già debellato questa bestia informe che si è mangiata e continua a divorare la nostra città.

    Fa davvero piacere vedere che finalmente Enti Sovraordinati rispetto al disastrato Comune di Roma danno segni di vita...seppur dopo solleciti ad hoc ben assestati...GRAZIE BOSI!!!

    Mc Daemon

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