mercoledì 11 agosto 2010

Purtroppo ad oggi chiedere rimozioni di impianti significa fare il gioco della camorra cartellonara. Capiamolo e utilizziamo altre strategie


In questo dispaccio dello scorso 29 luglio dell'impeccabile Architetto Bosi v'è la prova provata di quanto cerchiamo di ripetere da qualcosina più di un mese: parlare di rimozioni, nella situazione attuale, è un suicidio. Significa essere presi per il bavero da ditte, polizia municipale e comune, significa semplicemente togliere un cartello dall'Auditorium e portarlo a Parioli. Significa toglierlo dal Parco di Veio e metterlo a Grottarossa. Significa toglierlo da Piazza Bologna e ritrovarsi lo stesso impianto sulla Nomentana. Una partita di giro che serve solo e soltanto a massacrare ulteriormente i marciapiedi che ad ogni valzer di impianti vengono rapidamente e impietosamente distrutti. In un paese dove la civiltà e la legalità non funzionano in nessun ambito, neppure nei settori (sono pochi) dove ancora il crimine, la malavita e la corruzione sono permeati poco, come si può andare -novelli alici nel paese delle meraviglie cartellonare- in comune (covo, da quarantanni, di impiegati e funzionari che stanno al soldo delle ditte) a chiedere legalità e civiltà? Si finisce, anche questo lo ripetiamo come cocorite ormai da settimane, come quelli che chiedono la pace nel mondo, come quelli che lottano contro la fame in Africa o come quelli che chiedono un pianeta in cui tutti siano più buoni. Ovviamente non ottenendo alcunché.
Esperienze tipo questa ben descritta qui sotto dall'architetto Bosi dovrebbero suggerire a tutti noi che l'unico sistema -d'altronde è così che altre città hanno risolto- per sconfiggere gli interessi criminali è contrapporre loro degli altri interessi, economicamente ancor più robusti, ma legali, leciti, controllabili e trasparenti. E' così difficile capirlo e combattere in quella direzione invece di fare la guerra ai mulini a vento pigliandosi delle sonore tranvate dalle pale rotanti?


NOTA DA VAS - VERDI AMBIENTE E SOCIETA'

Nella giornata di ieri questa associazione ha preso atto con soddisfazione della avvenuta rimozione dei 2 impianti di mt. 2 x 3 installati dalla ditta "Nuovi Spazi" rispettivamente su via della Crescenza (all'altezza dell'incrocio con via di Grottarossa), con i numeri 514 e n. 515, e su via di Grottarossa a 50 mt. dall’incrocio con via della Crescenza) con il n. 255 sulla facciata rivolta a nord-ovest ed il n. 169 sulla facciata rivolta a sud-est e con lateralmente al sostegno una targa con la scritta a pennarello del numero di codice identificativo 0066/BP564/P, che dovrebbe essere stato assegnato dal Servizio Affissioni.

Ma ha dovuto anche constatare non solo che il 3° impianto recidivamente installato dalla ditta "Nuovi Spazi" su via di Quarto Peperino con i numeri 714 e 715 deve essere ancora rimosso, benché segnalato dal XX° Gruppo, senza che sia stato provveduto nel frattempo nemmeno ad oscurarlo (consentendo così alla ditta di continuare ad incassare guadagni illeciti), ma che addirittura la ditta "Nuovi Spazi" ha installato di nuovo altri 2 impianti sempre dentro il parco di Veio ed al confine di esso.

L'Impianto ricadente all'interno del Parco di Veio é stato installato su via di Grottarossa all'altezza del civico n. 222 (centrale eletrica di fronte al parco della Pace, cosiddetto "Papacci") e porta i numeri 508 e 509 ma non ha nessun numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni, che denota di per sé la sua natura totalmente abusiva: la numerazione che gli é stata attribuita risulta essere di molto inferiore a quella assegnata all'impianto installato precedentemente su via di Quarto Peperino e lascia presupporre gli estremi di una "ricollocazione" da non si sa dove, che non si capisce a che titolo sia stata operata e che non può essere comunque consentita nella maniera pià assoluta all'interno di un'area naturale protetta.

L'impianto ricadente invece ai confini del Parco di Veio é stato installato sull'aiuola spartitraffico di viale Tor di Quinto (di fronte al Centro Artigianale Flaminio, praticamente a ridosso della sede dei Vigili del XX° Gruppo di via Caprilli) e porta i numeri 255 e 169: se ne rimette la sottostante foto scattata nella giornata di ieri pomeriggio.

SI METTE IN GRANDE RISALTO CHE SI TRATTA DELLO STESSO IDENTICO IMPIANTO RIMOSSO NEL FRATTEMPO SU VIA DI GROTTAROSSA, CHE ERA COLLOCATO A 50 METRI DALL'INCROCIO CON VIA DELLA CRESCENZA E RECAVA IL NUMERO DI CODICE IDENTIFICATIVO 0066/BP564/P, CHE ERA SCRITTO A PENNARELLO E CHE ORA NON SEMBRA ESSERCI PIU', LEGITTIMANDO IL SOSPETTO CHE SI TRATTASSE DI UN NUMERO DI CODICE FALSO DI CUI SI CHIEDE AD OGNI MODO DI AVERE CONFERMA.

In considerazione da un lato della recidività della suddetta ditta e dall'altro lato della veste di Polizia Giudiziaria che ricopre il Corpo dei Vigili del XX° Gruppo che in quanto tale é quindi obbligato non solo alla redazione del Verbale di Accertata Violazione (V.A.V), ma anche a segnalare i casi di rilevanza penale direttamente alla Magistratura, si chiede di sapere se nei confronti della amministratrice della ditta "Nuovi Spazi" sig.ra Liudmila Tikhomirova sia stato presentato o sarà presentato comunque anche per questi 2 ennesimi casi un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma per essere incorsa negli estremi dei reati di cui al combinato disposto dei commi 1 ed 8 dell’art. 30 della legge n. 394/1991, per violazione tanto delle “misure di salvaguardia” (art. 6 della legge n. 394/1991 ed art. 8 e 28 della legge regionale n. 29/1997) quanto del Regolamento (art. 11 della legge n. 394/1991 ed art. 27 della legge regionale n. 29/1997), nonché dei reati di cui all’art. 633 del Codice Penale per invasione arbitraria di terreni al fine di trarne profitto ed all’art. 734 del Codice Penale per deturpamento di bellezze naturali vincolate.

Si chiede comunque l’immediata rimozione di entrambi i suddetti impianti:
- da parte del Comune di Roma espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009;
- da parte dell’Ente Parco di Veio ai sensi del 3° comma dell'art. 28 della legge regionale n. 29/1997.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

27 commenti:

  1. E' incredibile il penoso stato di anarchia e bieco lassismo (ma a questo punto è davvero lecito domandarsi COSA ALTRO vi sia sotto) in cui il Comune di Roma ed in particolare i dirigenti di questa amministrazione sono stati capaci dki precipitare Roma.

    Mc Daemon

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  2. E da oggi lascerà la sua Ostia per i celebri faraglioni pure Davide Bordoni.

    cosi riporta Repubblica, poveri capresi ora farà ricoprire i famosi faraglioni con enormi cartelloni pubblicitari, in fondo perche' sprecare tanto spazio. Nella "sua" Ostia ci ha già pensato infatti all'imbocco della Colombo dalla Rotonda di Ostia campeggia un bel cartellone di 4 metri e lungo tutta la strada sono diminuiti i pini e aumentati i cartelli!!!
    Bravo cosi si rilancia il litorale romano!
    Carlo

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  3. La strategia di Bosi è semplice rispetto delle regole civili.
    Certo illusorio, quasi fantascientifico con questi politici, questi funzionari e , soprattutto, questi "cittadini"...ooops ZOMBIGNAVI

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  4. Francamente non ci vedo niente di sbagliato nel chiedere rimozioni e rispetto della legge come fa l'Arch. Bosi con le sue denunce precise e circostanziate. Dire che questa attività porti vantaggio alla mafia cartellonara è solo una battuta ad effetto.
    L'idea di un bando "tipo Napoli" per regolamentare il settore è uno spunto interessante di discussione che merita di essere approfondito senza prese di posizione rigide e poco comprensibili e comunque non è assolutamente in contraddizione con la possibile seppur limitata attività di contrasto (rimozioni) che si può fare nelle condizioni attuali.

    Mi piacerebbe vedere in questo blog meno polemiche inutili ma un impegno comune su tutte le possibili azioni per migliorare Roma.

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  5. Grande Bosi: denunce, esposti alla Procura, necessarie per attivare la magistratura contro questi laidi, sordidi, ignobili cartellonari che si stanno spolpando Roma con la complicità di compari in posti chiave.

    VERGOGNA!!

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  6. Il post di oggi mi dà modo di continuare in questa sede i miei commenti delle ore 18,57 e 19,08 di ieri al post dello scorso 30 luglio con cui il sig. Tonelli mi ha voluto dedicare uno dei sui “trattamenti” speciali.
    In quel post era arrivato al punto di affermare che “Ma qualcuno si rende conto che portando -tra le altre- una richiesta di rimozione di cinquantasei (!!!) cartelloni si rischia, tra le altre cose, che quella rimozione venga accordata”, lasciando quasi intendere di non volere non solo le poche rimozioni accordate, ma nessuna rimozione in assoluto.
    Lo conferma nel post di oggi, spiegandone le sue ragioni su cui è necessario fare i seguenti appunti, per far sì soprattutto che i lettori di Cartellopoli abbiano una informazione più completa di quella a senso unico fornita al riguardo dal sig. Tonelli.
    1 – I 2 nuovi impianti della ditta “Nuovi Spazi” sono stati da me denunciati la mattina del 29 luglio con un messaggio di posta elettronica trasmesso non solo all’Assessore Bordoni, all’Ente Parco di Veio ed ai Vigili del XX° Gruppo, ma anche alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma: quello stesso pomeriggio ho consegnato personalmente al Dott. Paciello una copia di quel messaggio con allegate le foto dei 2 impianti ed una richiesta di chiarimenti al riguardo che Lorenzo Parlati mi ha impedito di avere perché a suo giudizio ritardavo o comunque toglievo il tempo del suo intervento: come ho già scritto ieri, intendo avere le dovute risposte nella prossima riunione del Tavolo Tecnico del 15 settembre .
    2 – Già dal titolo del post si capisce come il sig. Tonelli faccia una enorme confusione tra il comportamento tenuto dal Comune e quello tenuto dalle ditte, nel caso specifico dalla “Nuovi Spazi”, perché non si accorge che la reinstallazione dei 2 impianti è stata operata da questa ditta in modo del tutto abusivo e per giunta recidivo e non è (o comunque non dovrebbe essere) conseguenza di una “ricollocazione” autorizzata dal Comune, dal momento che i 2 impianti non hanno alcun numero di codice identificativo.
    Sotto questo aspetto il titolo che è stato voluto dare al post porta all’assurda conseguenza che le denunce degli impianti abusivi farebbero il gioco della camorra cartellonara, incentivando per reazione l’installazione di ulteriori impianti abusivi.
    Non credo ci voglia molto a capire che una ditta secondo Tonelli oggi “camorristica” (fino a ieri anche “mafiosa”) smetta di installare cartelloni abusivi solo perché nessuno li denuncia più: si sentirà caso mai incentivata a proseguire.
    Quanto al comportamento tenuto dall’altro lato delle pubbliche amministrazioni, va premesso che i conti vanno fatti con l'attuale governo che ci troviamo e che non si può di certo cambiare (anche per rispetto di un voto democratico che c'é stato. Non si può quindi accettare la “tesi” del sig. Tonelli sulla inutilità di andare a chiedere legalità e civiltà al Comune perché a suo dire sarebbe “covo, da quarantanni, di impiegati e funzionari che stanno al soldo delle ditte”: a parte la considerazione che, in caso di inerzia del Comune, esistono anche i poteri sostitutivi superiori di Enti Parco, Regione, Ministero dei Trasporti e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, oltre che della Magistratura, il sig. Tonelli non si accorge che, se così fosse veramente, sarebbe del tutto inutile anche la sua proposta di magica soluzione del problema perché va sempre presa dallo stesso covo di persone assoldate dalle ditte camorristiche (o mafiose che dir si voglia).
    (continua per esigenze di spazio nel commento seguente)

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  7. (seguito)
    3 – È un dato di fatto che grazie anche alle denunce di VAS sono stati rimossi una centinaia di cartelloni e del tutto bonificate e riportate alla loro naturalità una serie di vie sia dentro il Parco di Veio (come ad es. via Cassia Nuova, via Cassia Vecchia e via Oriolo Romano) che dentro il Parco dell’Appia Antica: ma questo non significa che il sottoscritto che si accontenti egoisticamente solo del suo “orticello”, di cui mi ha più volte accusato il sig. Tonelli, fregandosene di tapppare un buco per aprirne ogni volta un altro da un’altra parte di Roma.
    L’azione di denuncia di VAS per il ripristino della legalità riguarda indistintamente l’intero territorio del Comune di Roma.
    4 - La “tesi” del sig. Tonelli non regge per il caso dei cartelloni totalmente abusivi, privi comunque di codice identificativo assegnato dal Comune, che non hanno nessun diritto, perché per essi il Servizio Affissioni non può autorizzare nessuna “ricollocazione” e deve procedere comunque ad una rimozione che é dovuta per legge.
    5 - Non regge nemmeno la “tesi” del sig. Tonelli di una reinstallazione “sistematica” di tutti i cartelloni rimossi che abbiano il numero di codice identificativo assegnato dal Comune, anzitutto perché non ha la prova provata (come dice lui) che siano stati reinstallati proprio tutti quelli rimossi , ed in secondo luogo perché la loro “ricollocazione” va comunque istruita dal Servizio Affissioni per avere l’autorizzazione quanto meno temporanea per 1 anno.
    6 – Per quanto riguarda le “ricollocazioni” eventualmente autorizzate dal Comune degli impianti rimossi dalla ditte entro le 48 ore intimate dalla lettera-diffida loro trasmessa dal Servizio Affissioni, ho già fatto presente per iscritto ed a voce il 29 luglio scorso che si tratta di una procedura non consentita da nessuna norma e che comunque, in base al vigente Regolamento, le ditte che abbiano rimosso gli impianti a propria cura e spese entro 10 giorni dalla diffida a farlo debbono presentare richiesta di ricollocazione che va debitamente istruita ed eventualmente accolta entro 120 giorni.
    Ne deriva, almeno per VAS, che c’è da sapere quali e quanti siano gli impianti di cui il Servizio Affissioni abbia autorizzato una ricollocazione, di cui va comunque verificata la legittimità, se non altro per pretendere la rimozione di tutti gli altri cartelloni reinstallati nel frattempo senza autorizzazione alcuna.
    (per esigene di spazio continua nel commento successivo)

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  8. (seguito)
    7 – Proprio per non fare il gioco della camorra cartellonara occorrerebbe rendere “sistematica” una azione di denuncia che metta con le spalle al muro non solo le ditte ma anche e soprattutto il Comune, perché richiamato alle proprie responsabilità: una azione del genere è oltre tutto utile per far sì che venga redatto un Piano Regolatore delle Affissioni che non sia condizionato da presunti “diritti acquisiti” e che ad ogni modo non autorizzi né gli impianti abusivi già rimossi né tutti quelli denunciati ed accertati come illegali .
    8 – “Democrazia partecipata” significa prendere di petto i problemi di interesse pubblico ed entrare direttamente dentro i meccanismi burocratici del Comune per capire quali siano gli ingranaggi arrugginiti da oliare, anche per denunciare eventualmente chi del Comune si comporta in modo di non farli funzionare: è quello che sto facendo da sempre e che intendo continuare a fare al Tavolo Tecnico, pretendendo di sapere soprattutto perché – a fronte di appena una diecina di “ricollocazioni” autorizzate dal Servizio Affissioni nel 2010, come a me confermato personalmente da un impiegato dello sportello unico – continua senza sosta la proliferazione di impianti installati non si sa a che titolo.
    A tal riguardo torna più che utile il “censimento” a tappeto deciso dall’Assessore Bordoni e dal Dott. Paciello a partire dal I° Municipio perché seservirà a:
    - capire intanto quanti sono gli impianti attualmente esistenti rispetto a quelli risultanti invece dalla Banca dati del Comune, per avere alla fine il numero complessivo dei cartelloni effettivamente installati in tutti i 19 Municipi di Roma e verificare se siano di più dei circa 36.000 fin qui dichiarati;
    - accertare non solo quelli totalmente abusivi (senza nemmeno numero di codice identificativo), da rimuovere immediatamente, ma anche e soprattutto quelli “registrati” (per fare cassa con il pagamento del CIP) con l’assegnazione di un codice identificativo anche e soprattutto in aree con divieto di affissione prescritto dalla normativa vigente in materia (a tal riguardo nella riunione dello scorso 29 luglio ho chiesto specificatamente di verificare la legittimità anche degli impianti collocati in aree soggette a vincolo archeologico o storico-monumentale, oltre che paesaggistico e stradale, e mi riservo di chiedere di accertare anche tutti quelli che hanno eventualmente diritto ad una loro “ricollocazione”);
    - ricavare l’elenco totale dei cartelloni da rimuovere Municipio per Municipio, pretendenndo la sospensione totale delle ricollocazioni degli impianti rimossi quanto meno fino al completamento del “censimento” in tutti i 19 Municipi (per avere così il quadro completo della situazione dei luoghi in cui eventualmente ridistribuirli in modo pienamente legittimato), se non fino alla redazione del Piano Regolatore delle Affissioni;
    - avere Municipio per Municipio il quadro esatto di tutte le aree dove vige il divieto di affissione che dovrà rispettare il Piano Regolatore delle Affissioni, cui spetta anche il compito di consentire o meno quelle eventuali “ricollocazioni” che possano rimanere fattibili sempre e soltanto nel rispetto del tetto massimo delle 7.000 facciate per gli impianti di mt. 4 x 3, della superficie massima espositiva di mq. 324.000 e degli indici di affollamento da non superare in ogni settore della città.

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  9. Bosi è dagli anni Novanta che adotti questo metodo di lotta contro questo mostro tremendo che tutti vogliamo morto e a fronte di 100 cartelloni fatti rimuovere in venti anni, i nostri amministratori e le ditte del settore ce ne hanno installati 100mila. Non mi pare un grande risultato e non mi pare davvero il caso di rivendicare questo metodo come metodo da consigliare a tutti.
    Si tratta, piuttosto di un fallimento. Non si può combattere in Italia come se fossimo in Danimarca o in Norvegia. La legalità non funziona, le denunzie vengono ignorate, le leggi aggirate ed eluse in prima istanza da chi dovrebbe farle rispettare. Il Tribunale della città è soprannominato "Porto delle Nebbie" per la storica e tradizionale capacità di insabbiare tutte le inchieste che abbiano qualcosa a che fare con potenti o presunti tali.

    La proposta di cambiare passo proprio non vuoi raccoglierla eh???

    Ti chiedi, cascando dalle nuvolette, come mai i cartellonari malefici continuino a fare il valzer dei cartelloni in tutta la città nonostante siano solo 10 i permessi di ricollocare. Bella domanda dei nostri stivali. Lo sai meglio di me perché lo fanno, perché il settore, finché sarà presidiato da 310 aziende (laddove in tutte le altre città paragonabili a Roma queste ditte sono massimo tre o quattro), non è assolutamente governabile. I cartelloni che vengono rimossi o vengono ricollocati in maniera autorizzata o in maniera non autorizzata, non ci piove. Nessun ente pubblico ha risorse per controllare un territorio incontrollabile (il comune più vasto d'europa) e questo tipo di deleghe possono essere passate solo ad un privato che abbia l'interesse economico di tenere la città in ordine.

    Questo è l'esperimento che hanno fatto, con immenso successo, altre città. Questo è l'unico modo per risolvere il problema. Tutto il resto significa svuotare l'oceano con un forcone e oltre a farci la figura dei babbei e far sganasciare di risate la mafia dei cartelloni, gli facciamo pure un grande favore. Non capisco cui prodest.

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  10. Se proprio, Bosi, quest'estate hai deciso di andar dovunque fuorché a fare questa gitarella da mattina a sera nel centro di Napoli come ti avevo invitato a fare offrendomi di pagarti la FrecciaRossa, ti consiglio un giro ancor più agevole. Restando a Roma.

    In città, infatti, ci sono ben due casi di gestione virtuosa degli spazi pubblicitari. Riguardano entrambi i trasporti pubblici, uno METRO e l'altro ATAC.

    ATAC per quanto riguarda le pensiline del trasporto pubblico e le paline dove vengono segnalati i percorsi dei bus. Invece del caos delle 300 ditte, come piace ai "nemici-del-monopolio-anche-laddove-questo-è-indispensabile-e-auspicabile", in questo settore Atac fa, periodicamente, una gara e assegna la gestione di questi spazi ad UNA sola ditta, sceltra tra le migliori al mondo. Nella fattispecie attualmente è Clear Channel, ditta statunitense. Ebbene come potrai notare, con tutte le eccezioni del caso, ma sono eccezioni, le paline del trasporto pubblico sono in ordine, vengono pulite così come vengono pulite e sono in ordine le pensiline, specialmente le nuove molto belle, bianche e luminescenti con inserzioni pubblicitarie di qualità. Qui c'è il monopolio e funziona, qualsiasi altra soluzione (diamo ogni pensilina ad una ditta diversa facendo scegliere a loro la forma della pensilina stessa???) sarebbe stata peggiore.

    Passiamo alla metro (ma anche alla pubblicità sulle 'facciate' esterne dei bus). Anche qui l'azienda pubblica dei trasporti ha fatto un grande bando ed ha consentito ad UNA SOLA società di gestire tutta la pubblicità dentro le metro, dentro le stazioni, dentro ai bus e fuori ai bus. Si tratta, questa volta, di IGPdecaux, una joint venture tra Rizzoli e la multinazionale fancese JCDecaux. Ebbene come noterai, a differenza della città "in superficie", la città sotterranea avrà mille difetti e schifezze ma è priva di affissioni selvagge, di pubblicità abusive, di cartelletti, locandine appese ovunque, affissioni delle facce di cazzo dei politici e via dicendo.

    Sotto le stazioni della metro non c'è bisogno di fare esposti, non c'è bisogno di scrivere al Ministero o di chiamare i carabinieri. Gli impianti hanno tutti lo stesso colore, la stessa forma, le stesse dimensioni: nessuno si sognerebbe di installare il proprio impianto o appuntare la propria pubblicità al di fuori degli spazi consentiti. E se lo facesse, in un nanosecondo, la società che gestisce il tutto bonificherebbe all'istante. Il problema non si pone proprio alla base. Che schifo eh? Che monopolio...

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  11. E comunque hai ragione quando dici che una proposta avanzata come quella che fa Cartellopoli comunque non sarebbe recepita perché comunque sempre ci si scontra con maestranze comunali colluse. Ok, hai ragione, ma almeno fargli capire che abbiamo con lucidità compreso quale sarebbe la strada e che insistiamo su quella...

    Finché gli dimostriamo di perseverare sulla strada errata, ci vanno a nozze.

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  12. Egregio Sig. Tonelli,
    i suoi ultimi 3 commenti (mascherati come sempre da “sessorium”, malgrado i miei inviti alla trasparenza) mi danno l’occasione per spiegare ai lettori di Cartellopoli le ragioni per cui io e Lei saremo sempre in disaccordo.
    Lei arriva a considerare un fallimento la mia azione iniziata nel 1990, perché a distanza di 20 anni avrebbe portato alla rimozione di 100 cartelloni soltanto, affermando peraltro il falso dal momento che sono più di 100 solo quelli che ho singoalrmente denunciato e fatto rimuovere prima del 2009, a cui si sono aggiunti tutti quelli che ho fatto comunque rimuovere nel 2010, a differenza di Lei che non mi risulta che ne abbia denunciato alle competenti autorità nemmeno uno: a questo stesso riguardo, da occhio per occhio, posso a mia volta rinfacciarLe che è ben maggiore il suo fallimento, dal momento che continua soltanto a blaterare dal suo Blog senza aver prodotto nessuna tangibile rimozione attribuibile ad una sua espressa denuncia.
    Per inciso l’azione di imbrattamento degli impianti ritenuti abusivi, pur nella sua estrema significatività, non ha però poi prodotto una conseguente rimozione.
    Non arriva in particolare a capire che il fallimento non è caso mai il mio, ma delle pubbliche amministrazioni competenti in materia, che benché coinvolte da specifiche segnalazioni non hanno provveduto poi a rimuovere quanto dovuto: non arriva soprattuto a capire che ogni popolo si deve tenere il governo che si è scelto (così come è successo ad esempio al tempo del Fascismo) e non può di certo sostituirsi ad esso nell’esercizio dei doveri che gli competono.
    Non é di certo colpa mia se ci ritroviamo l'attuale Giunta scelta dalla maggioranza dei Romani e non spetta di certo a VAS o a Cartellopoli sostituirsi a chi deve materialmente provvedere alle rimozioni, che non è comunque soltanto il Comune, ma anche chi al di sopra di esso ha i poteri sostitutivi di surroga.
    (per esigenze di spazio continua nel commento seguente)

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  13. (seguito)
    Lei arriva a dichiarare che “la legalità non funziona, le denunzie vengono ignorate, le leggi aggirate ed eluse in prima istanza da chi dovrebbe farle rispettare. Il Tribunale della città è soprannominato "Porto delle Nebbie" per la storica e tradizionale capacità di insabbiare tutte le inchieste che abbiano qualcosa a che fare con potenti o presunti tali”.
    HO BEN PRESENTE ANCH’IO QUESTO QUADRO, DI FRONTE AL QUALE NON RITENGO DI AVERE ALTRA SCELTA CHE QUELLA DELLE ARMI DEMOCRATICHE CHE MI CONSENTE ANCORA QUESTO STATO DI DIRITTO, SAPENDO O COMUNQUE SPERANDO CHE QUANDO SI OPERA NEL GIUSTO PRIMA O POI I RISULTATI SONO DESTINATI AD ARRIVARE: È SOLO QUESTIONE DI TEMPO.
    Di fronte al questo stesso quadro, a differenza del sottoscritto Lei arriva a predicare l’illegalità, senza accorgersene coscientemente perché come “ricetta” arriva a proporre una soluzione che è del tutto fuorilegge, almeno per il momento, dal momento che non è prevista da nessuna norma.
    Sempre a differenza del sottoscritto, che è rispettoso delle regole che ci siamo dati in Italia e che conseguentemente studia e propone solo quelle soluzioni che possano comunque essere consentite dalle norme vigenti in materia, Lei continua invece a far passare per assoluta verità una soluzione che avrebbe “copiato” dal centro storico di Napoli, ma di cui non ha mai portato la prova provata che esista: quando Le ho contestato che una stessa Dirigente del Comune di Napoli mi ha assicurato che la repressione dei cartelloni pubblicitari abusivi spetta solo e soltanto al Comune e non alla Clear Channel che ha vinto il bando (peraltro limitato alla gestione dei soli impianti privati su 10.000 mq. complessivi di esposizione pubblicitaria), Lei si è arrampicato sugli specchi affermando che la Cler Channel avrebbe comunque bonificato il territorio prima di iniziare la sua gestione, senza porsi minimamente il problema di chi debba rimuovere eventuali cartelloni abusivi installati dopo e perché il Comune di napèoli non abbia applicato questo modello "virtuoso" anche al resto della città.
    In modo del tutto contraddittorio arriva a darmi addirittura ragione nel suo 3° commento a raffica che ha riguardato la collusione con le “maestranze comunali” e si accontenta ora soltanto di “fargli capire che abbiamo con lucidità compreso quale sarebbe la strada e che insistiamo su quella...”.
    Lei arriva a proporre un bando che faccia vincere una ditta che al di fuori della legge faccia da “killer” uccidendo tutte le altre ditte regolari che non hanno vinto il bando e soprattutto quelle abusive, senza porsi minimamente il dubbio che - con un sistema “camorristico” o “mafioso” da Lei sempre riconosciuto fino ad ammettere ora che sia infiltrato del tutto anche fra le “maestranze comunali” – anche il bando possa essere del tutto truccato per far vincere magari proprio una delle ditte che operano per lo più al di fuori della legalità (come ad es. la “Nuovi Spazi”).
    La sua proposta del solo bando (senza il connesso onere di reprimere l’abusivismo) può essere presa in seria considerazione, in perfetta analogia con i casi di Metro ed ATAC da Lei citati, una volta che sarà stato approvato un corretto Piano Regolatore delle Affissioni che abbia stabilito quanti debbano essere in tutto e dove gli impianti da installare a Roma, sia di proprietà pubblica (per i quali il vigente Regolamento già prevede l’assegnazione dietro gara pubblica per lotti territoriali) che di iniziativa dei privati (per i quali invece non è prevista alcuna gara pubblica): per questi ultimi potrà essere chiesta una modifica del Regolamento che obblighi di metterli a bando per lotti territoriali, lasciando la gestione per soli 10 anni (5 + 5) alle ditte che lo vinceranno, ripetendo i bandi ad ogni scadenza..

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  14. Ma per la carità: impianti con uno stile unico, ben definito, decoroso, LIMITATI, ben gestiti e con una procedura di bando certa, cristallina e remunerativa per il Comune e per la Cittadinanza. Se questo significa che il bando vada solo ad una ditta ben venga.
    Queste ditte improbabili che stanno devastando Roma attualmente, spessissimo in totale illegalità, devono sparire.

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  15. meglio una ditta sola, controllata dal Comune, che produca risultati e decoro che l'anarchia attuale.Qui siamo in una situazione di grave emergenza, bello far rimuovere 100 cartelloni ma dopo un'ora ce ne sono 200 di nuovi e i 100 tolti sono stati ricollocati!!!. Va stroncato questo giro in tutti i modi.

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  16. MA IL CODACONS DELL'AVVOCATO RIENZI SEMPRE PRONTO A DARE BATTAGLIA E CHE ORA SI BATTE PER METTERE I BASTONI TRA LE RUOTE, ANCHE GIUSTAMENTE, AL COMUNE PER QUANTO RIGUARDA LE OLIMPIADI A ROMA, CHE DICE SULLO SCANDALO DEI CARTELLONI E DEGLI ABUSI AUTORIZZATI E RICOLLOCABILI ?????? FACCIAMOGLI LEGGERE IL BLOG...PIU' SI E' MEGLIO E'..
    CARLO

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  17. a me pare che i primi (al momento piccoli) risultati si stiano ottenendo con i contributi di tutti, dal blog di Tonelli alle denunce circostanziate di Bosi. A parte la discussione strategica sul bando unico mi pare essenziale incalzare il Comune sulle questioni tecniche che comunque contano, perchè permettono di smontare la cortina di fumo di cui finora si sono avvalsi per i loro comodi, sempre che si riescano a contestare fatti e responsabilità precise. Per esempio: da oggi sono iniziate le rimozioni intorno all'Auditorium, ma al momento sembrano toccare solo alcuni cartelloni e non altri, tipo il plurifotografato APA recentemente installato davanti al Palazzetto dello Sport che rimane al suo posto. Visto che mi sembrava che avessero tutti il famoso cartellino, chi può (l'arch. Bosi?)non potrebbe chiedere a Bordoni/Paciello con quale criterio vengono effettuate le rimozioni, quali cartelli verranno rimossi,se saranno ricollocati e dove e, soprattutto, quanto costa l'operazione e chi paga? Non siamo in Danimarca, ma anche in Italia gli amministratori pubblici secondo legge sono tenuti a rispondere..
    Andrea

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  18. Ad Andrea delle ore 21,39 faccio presente che lo scorso 29 luglio ho consegnato personalmente al Dott. Paciello la denuncia del cartellone installato dalla ditta APA davanti al Palazzetto dello Sport.
    Come ho scritto su Cartellopoli del giorno dopo ho consegnato copia della segnalazione "dell'impianto della ditta APA installato nella zona vincolata di piazza Apollodoro con contestuale numero di codice identificativo assegnato dal Comune, ma ciò nonostante ugualmente sanzionato dal Comandante dei Vigili del II° Gruppo di Polizia Municipale a seguito della denuncia di VAS".
    Avevo intenzione di chiedere chiarimenti al riguardo proprio dal Dott. Paciello, ma mi é stato impedito di terminare il mio intervento da Lorenzo Parlati di Legambiente.
    Mi riprometto di avere le dovute spiegazioni nel prossimo incontro del 15 settembre.

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  19. Ma è ovvio che nessuno vuole far partire il procedimento di bando prima dei Piani Regolatori e della modifica del Regolamento. Questo è ovvio. Il bando deve essere parte di un procedimento amministrativo, mica deve essere un golpe popolare. Ma che discorsi!!!

    E' comunque singolare che si decida di combattere questa terribile criminalità organizzata, ramificata ovunque e presente anche DENTRO le istituzioni, appellandosi alle regole attuali. Davvero singolare. Mi domando come saremo, noi, oggi, se le persone che hanno lottato in montagna contro l'invasione nazi-fascista si fossero applicate alle regole, si fossero rifiutate di fare attentati dinamitardi e di fare fuori i nemici e si fossero limitati a scrivere lettere o fare esposti. Oggi avremmo un capo del governo con i baffetti dal nome Adolfo...

    Ho sottovalutato la tua azione dicendo che hai fatto togliere 100 cartelloni? Mi spiace. Facciamo 200? Facciamo 300? Facciamo 400 cartelloni in 20 anni? Venti cartelloni all'anno? Ebbene non è sufficiente, non è così che si può procedere, non c'è alcuna speranza con questo metodo, occorre cambiare metodo e sperimentare altre strade. Una è quella di fare pressione affinché il Comune cambi i regolamenti e si decida ad affidarsi a ditte professionali sia per la gestione del servizio sia per il controllo. Come fatto al centro di Napoli con il controllo dato al vincitore privato peri primi 3 anni.

    Ma naturalmente PRIMA bisogna aspettare i piani regolatori e poi richiedere la modifica del regolamento. Ma è ora che occorre iniziare a fare battage su questa nuova modalità che è l'unica e la sola salvezza per la città. Ed è ora che bisogna smettere, quando si indica la luna e quando si tratteggia un sogno, di dire "i sogni non sono nei regolamenti". Siamo qui perché siamo cittadini che vogliono cambiare il mondo, non perché siamo dei burocrati che tentano di trovare le leve in un sistema giudiziario che mai ha funzionato ne mai e poi mai funzionerà

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  20. Vero ma le associazioni dei consumatori dove sono? potrebbe essere un bel modo per farsi pubblicità no?

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  21. ALEMANNO E DAVIDE BORDONI SONO COLLUSI CON LA MAFIA CARTELLONARA.

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  22. Caro sig. Tonelli, anche se ritengo di stare in una "democrazia" quanto meno "compressa" non credo che il comportamento dell'attuale governo (peraltro di un Comune e non della Nazione) possa essere paragonabile al "regime" fascista e giustificare comunque una "resistenza armata" o quanto meno una "disobbedienza civile" che si arroghi il diritto di sostituirsi al Comune.
    Quanto ai 200-300 cartelloni da me fatti rimuovere in 20 anni, Le faccio presente che dallo scorso febbraio ad oggi (cioé in soli 7 mesi) ho provocato la rimozione di più di 100 cartelloni: é un dato di fatto incontrovertibile che ho contribuito ad avviare un processo di rimozioni che prima il Comune non si sognava nemmeno lontanamente e che si dovrà fermare ormai solo quando saranno stati demoliti tutti gli impianti illeciti, così come é altrettanto oggettivo che Lei non solo non ne ha fatti rimuovere nemmeno uno, ma continua a predicare a parole procedimenti che nemmeno formalizza in fatti concreti e che di fatto fanno il gioco delle ditte camorristiche e mafiose, perché consentono ad esse di continuare ad installare i propri impianti abusivi del tutto indisturbate.
    Lei persevera nel ribadire il "modello" Napoli senza avermi ancora portato la prova provata di uno straccio di documento del Comune che "dimostri" in modo inconfutabile che alla Clear Channel é stato affidato anche il compito delle rimozione degli impianti abusivi.
    Dovrebbe se non altro servirLe per adattare lo stesso procedimento nel Regolamento del Comune di Roma.
    Prendo atto infine con piacere che sta ora accettando l'idea di incasellare la sua proposta del bando dopo che sarà stato redatto il Piano Regolatore (e non i piani regolatori)secondo le regole dettate dalla delibera di iniziativa popolare.
    Non sono d'accordo con Lei invece nel chiedere DOPO la modifica del Regolamento, perché bisogna cogliere al volo l'opportunità di infilare tale richiesta specifica in sede di dibattitto in aula sulla proposta di delibera di iniziativa popolare, per far integrare in tal senso il Regolamento.
    Dal momento che l'idea é sua, quand'é che passa dalle parole ai fatti e propone per iscritto la sua proposta alle forze politiche che ritine che la possano far propria ?

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  23. Ribadisco e confermo che è stata Clear Channel a rimuovere gli impianti abusivi dopo aver vinto il concorso. Ribadisco che è stato fatto tutto a spese di Clear Channel (affiancata dalla Polizia Municipale) e affermo, ancora una volta, che nella zona rossa di Napoli Clear Channel si è occupata della repressione degli abusi per i primi 3 anni di contratto. Non ho ne tempo ne modo di richiedere i documenti ufficiali su questo aspetto, ma è così.

    Se vuoi, Bosi (che tra l'altro io devo capire come mai continui a darmi del Lei, ma questa è un'altra storia), ti porto anche dei documenti di legge che certificano che per respirare occorre l'ossigeno e che il mal di testa è meglio non averlo che averlo o magari un foglio firmato e timbrato dove si sottolinea che l'acqua è bagnata, non so... Occorre? Vogliamo piantarla di discutere di scartoffie e di parlare di politiche e buone pratiche nazionali e internazionali? Siamo qui secondo te per fare gli azzecca garbugli o per essere una vera spina nel fianco in una amministrazione nella migliore delle ipotesi incapace e nelle peggiori collusa con il crimine organizzato che, a tratti, è assai peggio del Regime Fascista presente in Italia dopo il '43...

    La richiesta di modifica dei regolamenti, per prevedere la possibilità di un bando internazionale (unica strada che ci puo' portare a pulire la città) non so se deve essere proposta e presentata prima, durante o dopo. So per certo che la cosa dovrà fare un passaggio in Giunta ed un altro passaggio, duro, in consiglio Comunale. Sui tempi non mi esprimo al momento. Ma mi esprimo sulla posizione politica del composito (e soprattutto sempre più vasto) gruppo di protesta.

    La posizione deve essere questa: facciamo i regolamenti, facciamo i piani regolatori, facciamo le rimozioni (purtroppo tutte finte), oscuriamo gli impianti (non se ne parla, ahinoi), blocchiamo le ricollocazioni (figurati!), ma sappiate, cari politici, che la gente vuole che il sistema venga STRUTTURALMENTE SISTEMATO sul modello delle più avanzate realtà di questo tipo.

    Questo occorre iniziare a dire, iniziare a fare uscire sui giornali. Occorre iniziare a fare battage ora su questo tema per arrivare pronti al 2014 (quello è l'orizzonte) quando scadranno i contratti e quando ci sarà la possibilità oggettiva di riformare radicalmente il settore. E quando, speriamo, Bordoni e Paciello non saranno più al loro posto a difendere -come è evidente- gli interessi delle ditte che ogni minuto massacrano la città.

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  24. Caro Tonelli, siccome vuoi che ti dia del tu, mi permetto di dirti per l'ultima volta che te la devi piantare di atteggiarti da VERITA' ASSOLUTA a cui bisogna credere da Eja Eja Alalà.
    Abituato come sono a verificare di persona la fondatteza di ogni affermazione, ho di nuovo telefonato dalla Toscana (dove mi trovo in vacanza) al Comune di Napoli riuscendo a parlare con la Sig.ra Alice Russo che mi ha detto che la Clear Channel nei primi anni ha solo coadiuvato il Comune nell'opera di rimozione degli impianti abusivi installati in tutta la città e non solo nella zona rossa di Napoli, più o meno al pari delle ditte che per appalto a Roma vengono incaricate di rimuovere gli impianti illeciti.
    Non é vero quindi che la Clear Channel é stata affiancata dalla Polizia Municipale, dal momento che é avvenuto l'esatto contrario, che non corriposnde affatto alla tua proposta.
    Ma quand'é che ti entra in testa che la vera soluzione al problema dipende dalla redazione di un corretto Piano Regolatore delle Affissioni che stabilisca definitivamente quanti debbano essere gli impianti in tutta Roma e dove vadano esattamente collocati ?
    (per esigenze di spazio continua nel commento succesivo)

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  25. (seguito)
    Quel giorno, anche se non sarà stata completata l'opera di rimozione di tutti gli impianti attualmente installati dove c'é il divieto di affissione imposto dalla normativa vigente in materia, all'obbligo di rispettare quelle norme si sarà aggiunto l'obbligo dettato anche dallo stesso Piano Regolatore di rispettare le sue previsioni: per attuare le une e le altre, quel giorno il completamento dell'opera di rimozione di tutti gli impianti irregolari potrà essere attuato anche con l'aiuto delle ditte che vinceranno gli appositi bandi anche per i cartelloni di proprietà privata - se saranno state apportate in tal senso anche le dovute modifiche al Regolamento.
    Per farti capire l'importanza del Piano Regolatore dlle Affissioni, ti porto come esempio il vigente Piano Regolatore Generale della città: ti risulta per caso che si possa costruire dove il Piano non lo prevede ?
    Chi lo facesse in modo abusivo viene se non altro immediatamente individuato e comuqnue perseguito.
    Francamente sono arcistufo dellle tue "sentenze" scettiche che condannano sistematicamente tutto quello che é invece prescritto per legge e che non servono a niente, se non ad alimentare il tuo Blog in modo del tutto vuoto di inutili chiacchiere da salotto che spettegolano su tutto e su tutti.
    La devi piantare di dire che le rimozioni sono tutte finte, se non altro perché hanno bonificato e riportato alla naturalità (si spera definitivamente) i luoghi in cui sono state effettuate e di questo passo verranno prima o poi bonificati anche i luoghi dove sono state eventualmente effettuate delle "ricollocazioni" (se non altro per diminuirne l'indice di affollamento).
    Te la devi piantare di dire che non se ne parla nemmeno di oscurare gli impianti, perché - ammesso che il Comune si rifiuti di rispettare un obbligo imposto dal suo stesso vigente Regolamento - che ti piaccia o meno farò in modo assieme ad altri (e non certo a te) che a farli oscurare ci pensi comunque la Magistratura (pur con i suoi tempi elefantiaci), proprio per evitare di fare il gioco delle ditte camorristiche e mafiose, che tu invece non ti accorgi di assecondare proprio con il classico comportamento del chi tace che acconsente.
    Smettila di ridicoleggiare chi propugna il blocco delle ricollocazioni e scendi dal piedistallo fin troppo comodo in cui ti sei messo per gufare e vieni a sporcarti le mani anche tu entrando nel merito di tutte le questioni per risolvere da dentro il problema senza più proporre dal di fuori soluzioni di difficile praticabilità, di cui non ti sei preso ancora nemmno la responsabilità di formalizzarle: é troppo comodo assentarti dalla lotta per poter "giudicare" e predicare una politica dell'armiamoci e partite.
    Sai benissimo come me quanto sarà difficile far approvare la delibera di inizitaiva popolare e quanto sarà ancor più difficile ottenere soprattuto la migliore redazione del Piano Regolatore delle Affissioni.
    Smettila quindi di sparlare ad ogni piè sospinto del Comitato Promotore, perché - così facendo - sei proprio tu che stai facendo il gioco di tutti gli avversari che dobbiamo cercare invece di sconfiggere assieme.

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  26. Mi sorprende che il modello-Napoli tu fatichi così tanto a digerirlo. Eppure cosa ci sarebbe di mala a dire: lì hanno risolto, facciamo come loro. Ti segnalo, peraltro, che un conto è continuare a fare ste telefonatine (ove ricevi di fatto sempre conferme alle cose che ti dico io ad esempio non ho dubbi che UFFICIALMENTE sia stato scritto che era l'azienda a coadiuvare la Municipale, salvo poi DI FATTO verificare che, avendo l'azienda un contratto di esclusiva, procedeva alla rimozione di tutto quello che non fosse suo previo avallo AUTOMATICO della Municipale stessa) altro conto è pigliare il treno ed andare a verificare con i propri occhi la situazione napoletana. Perché non lo fai concedendoti un bel finesettimana di relax in una città che è tra le più belle del mondo? Io l'ho fatto E POI ho parlato.

    Ad ogni modo, lasciando Napoli tra parentesi. Sono anche io convinto dell'importanza del Piano Regolatore, ma non è il mio moloch, non è il mio obbiettivo, è semmai uno strumento che dovrà portare il servizio a funzionare in maniera industriale e efficiente come accade in tutto il mondo. Peraltro sappiamo tutti che i Piani Regolatori sono superviolati nel nostro paese e quello degli impianti pubblicitari, ammesso che venga approvato e che sia decente, sarà impallinato dall'illegalità dilagante. Illegalità che purtroppo non siamo nelle condizioni di arginare con il sistema giudiziario, che non funziona.

    Non voglio correre dietro al ladro, caro Bosi, voglio metterlo nelle condizioni di non rubare più. Non voglio rimuovere (non ci sarebbe manco spazio nelle depositerie comunali, come non ci sarebbe per i cartelloni, attenzione! oltre a no nesserci i soldi per farlo) le 600mila auto in sosta selvaggia, voglio che vengano realizzate strade come accade in tuta Europa: larghe 3,50 metri e non di più, con i paletti sui marciapiedi e con le opportune 'orecchie' in curva. Poiché so benissimo che non siamo a Zurigo e che per far multare un coglione che si piazza davanti ad uno scivolo per handicappati posso pure stare al telefono tre ore senza ottenere risultati.

    Come dice Bordoni, caro Bosi, "hanno costruito interi quartieri abusivi, figurarsi se non mettono i cartelloni". E' questa la mentalità. La sconfiggiamo solo se opponiamo non l'interesse degli enti pubblici (troppo debole!), bensì quello degli enti privati a questo schifo.

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  27. Mi sembra che a questo punto non ci sia più nemmeno l'interesse a continuare un confronto che é sempre più fra sordi e non riesce per giunta ad essere più costruttivo né per entrambi né per la giusta causa per cui combattiamo.
    Prendo atto che fra me e te c'é un fossato invalicabile che ci divide del tutto e non potrà mai permettere un punto d'incontro, nemmeno di mediazione, dal momento che tu sei convinto che la magica soluzione al problema é solo e soltanto quella di "opporre a questo schifo l'interesse degli enti privati", a cui dovrebbe quindi abdicare la pubblica amministrazione che invece per me deve essere sempre esclusivamente quella istituzionalmente preposta a trovare e dare le dovute soluzioni, eventualmente anche con l'aiuto del privato e non certo per delega totale ad esso.
    Se, caro Tonelli, in questa società fosse tutto perfetto, nel pieno rispetto delle regole che ci siamo dati, non ci sarrebbe bisogno di nessuna "democrazia partecipata" che invece ha ragione di essere continuamente esercitata proprio per correggere le applicaziozi distorte delle regole da parte di tutte le istituzioni preposte e non certo per scavalcarle del tutto affidando a chissà quali privati il compito di fare da Mandrake o da Nembo Kid o se vuoi da salvatori ella Patria.
    Iosono abituato a credere ancora fermamente ad una democrazia che faccia gli interessi di tutti, nella piena convinzione che così facendo fa anche gli interessi dei singoli: per me non vale invece affatto la tesi contraria secondo cui se si fa invece l'interesse di pochi si verrebbe ad assicurare anche l'interesse generale.
    Io combatto concretamente con le "armi" che mi consente il nostro Stato di diritto: tu invece predichi "rivoluzioni" al di fuori dell'ordine costituito, ma solo a livello teorico senza mai avere finora operato un atto concreto.
    Prendiamo atto di queste nostre profonde differenze e rispettiamo reciprocamente le rispettive posizioni, senza più demonizzare quella dell'altro per far vedere quanto é bella e buona la propria: lasciamo questo squallido "metodo" alla politica del più basso stampo che imperversa oggi in Italia.

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