domenica 22 agosto 2010

Rassegna stampa: oggi Repubblica fa due belle paginone per accogliere i romani di ritorno dalle ferie


Marciapiedi giungla

Monumenti sotto assedio, è la kasbah dei pali

Colosseo, Circo Massimo, Fori, Torre Argentina: città soffocata da centinaia di strutture

Paline colorate, orologi e indicazioni stradali senza regole nelle aree storiche

LAURA SERLONI
È la giungla di pali, paline, orologi e cartelloni pubblicitari. Sono di ogni colore e fattura, ma con una caratteristica in comune: deturpano le aree più pregiate del centro storico e costringono lo sguardo a fare lo slalom pur di godere della maestosità del Colosseo, di ammirare la basilica di Massenzio o di osservare l´imponenza dei Fori. Ne spuntano di nuovi ogni giorno, alcuni costringono i passanti a scendere dal marciapiede mentre altri ormai fatiscenti mettono in pericolo l´incolumità dei pedoni.
L´Anfiteatro Flavio è tra i più bersagliati. Se da una parte le classifiche mondiali lo posizionano tra i dieci monumenti più fotografati e visitati d´Italia, nell´immagine ricordo del turista non mancherà di certo anche la palina arancione del giro turistico "Ciao Roma" o quella verde che promette un tour memorabile per le bellezze capitoline. Da via Nicola Salvi si scattano istantanee da cartolina, ma dal belvedere riuscire a immortale una panoramica del Colosseo è un´impresa ardua. Svettano cartelloni pubblicitari e si contano ben 6 paline dei bus turistici tanto che lo straniero avrà l´imbarazzo della scelta in questa "Kasbah" infinita che invade tutte le aree storiche della città. Senza contare poi la segnaletica stradale selvaggia che nell´arco di 50 metri indica per ben tre volte che per entrare in via del Colosseo, bisogna andare dritti. Coperta la visuale anche sulla basilica di Massenzio: i pali impongono il divieto di ammirare il patrimonio romano, talmente sono tanti a occultare la vista.
Zona che vai, invasione che trovi. È minata l´area intorno a largo Argentina. In via delle Botteghe Oscure i marciapiedi sono stati presi d´assalto da fermate dei bus open, sono 5 e dagli orologi ben quattro a distanza di poche centinaia di metri. E mai nessuno che segnasse l´ora esatta. «Sembra proprio che a Roma non debba mancare un indicatore dell´orario, che poi spesso sono rotti, solo così si giustifica la presenza delle pubblicità in dei luoghi pregiati di Roma - protesta Viviana Di Capua, presidente dell´Associazione abitanti del centro storico - È una vergogna». Lo scandalo è che in largo Argentina spuntano orologi come funghi: sono quindici e ognuno corredato dallo slogan di un ristorante alla moda, dallo sponsor di una marca automobilistica o da una ditta d´abbigliamento. E a questi si deve aggiungere il palo che svetta senza una particolare funzione, le indicazioni stradali posizionate in modo sbagliato e gli slogan su cartelloni. Violate anche viale del Circo Massimo, via del Tritone e via dei Fori Imperiali. Un´invasione pacifica, ma molesta per lo sguardo. E che di giorno in giorno conquista sempre più pezzi di territorio.

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L´iniziativa

La denuncia dei comitati dei residenti: "Durante l´estate aggiunti nuovi maxi impianti abusivi"

Cartellopoli, allarme dal centro alla Magliana "Ora un piano regolatore sulla pubblicità"


Cartelloni selvaggi: estate senza tregua. Se in via Lepanto, in Prati, è stato tranciato un albero per piantare dei pali pubblicitari in via della Magliana c´è stato un blitz notturno e lungo la strada dalla scorsa mattina svettano ben tre assi installati uno a pochi metri dall´altro. E mentre all´alba di venerdì il Comune ha rimosso a Ostia ben mille manifesti abusivi, nel resto della città continua la razzia. Così Cartellopoli che si batte per il decoro della capitale dice: «Basta scempi. A settembre dal Campidoglio ci aspettiamo un piano regolatore per la pubblicità».
L´associazione, che raccoglie oltre cento comitati di quartiere dal centro alla periferia, dopo aver raccolto più delle cinquemila firme previste dalla petizione popolare torna agguerrita per chiedere la modifica della delibera 37 del 30 marzo 2009. L´obiettivo era quello di costituire una nuova banca dati alla quale si poteva accedere tramite una semplice auto certificazione per installare un nuovo impianto, ma l´effetto non è stato quello sperato. E si è moltiplicato così l´abusivismo. «Aspettiamo la discussione in consiglio comunale - sottolinea Lorenzo Santovincenzo, dell´associazione Cartellopoli - Nel corso del 2010 abbiamo combattuto una battaglia apolitica per la tutela della città e da settembre continueremo la nostra lotta».
La raccolta firme è stato soltanto il primo passo che ha investito però tutti i quartieri che si sono mobilitati contro i cartelloni abusivi. Ora, aspettano le prossime mosse dell´amministrazione ma promettono la class action se non dovessero esserci risposte alle loro richieste. «È stato avviato su tutto il territorio del municipio I un censimento degli impianti che dovrà partire anche negli altri municipi - continua il portavoce dell´associazione - Sono state effettuate delle rimozioni, nonostante si continuino a perpetrare nuovi abusi ma soprattutto chiediamo un piano regolatore per la pubblicità. Così che sia fatta certezza su dove e come possono essere installati i cartelloni».
Non si fermano comunque i blitz dei paladini degli impianti fuori legge: c´è chi attacca stencil con la scritta "abusivo" e chi con macchina fotografica alla mano denuncia sui blog lo scempio. «Vogliamo un segnale forte dal Comune - aggiunge Santovincenzo - proprio per questo dopo la raccolta firme, continuiamo ad insistere con le nostre richieste. Non si può non dare ascolto a tutte queste persone». L´idea poi è di coinvolgere anche le ditte affinché controllino dove finisce la loro pubblicità, se su cartelloni regolari o meno. E comunque si pensa di creare un registro consultabile per far capire a quale società ci si affida per fare pubblicità.
(laura serloni)




Importante spazio dato alla nostra battaglia dal quotidiano di Largo Fochetti che, come da tradizione, fa tuttavia un po' di confusione. Mescolando "Cartellopoli" con il "Comitato Promotore" e -brutto vizio- mettendo nello stesso calderone le affissioni abusive (locandine attaccate ai pali, manifesti incollati ai muri) con gli impianti pubblicitari abusivi (ovvero i centomila mostri apparsi in città in un anno). Ad ogni modo, bene così, l'autunno sarà semplicemente senza respiro per questa mafia che immaginava di poter disporre a suo piacimento della città... Eloquenti, su Repubblica, le foto sia sul sito che sul carteceo.

-Cartellopoli

4 commenti:

  1. Il servizio è perfetto, parla sia dei maxi cartelloni alla Magliana che quelli più piccoli ma ugualmente deturpanti al centro storico. Avete visto quanti orologi-pubblicità? E c'hanno pure l'ora sbagliata! Guardate la foto 11 della slide!!
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    http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/08/22/foto/la_kasbah_dei_pali_ecco_le_immagini-6427622/11/
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    E le paline dei bus turistici di ogni colore e i cartelli pubblicitari davanti il Colosseo e la Colonna Traiana!!!!

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  2. Le targhe in traverino del '700 sostituite dalla merdaglia in plastica nera con via scritta piccolissima ed enorme poster...nei vicoli Rinascimentali e nelle piazze Barocche .

    MALEDETTI !!!

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  3. stanno deturpando anche il litorale, la patria del bordoni che è di Ostia...ieri ho notato due maxiimpianti 4x3 della SCI piazzata fronte mare davanti la stazione di castelfusano che manco si vede piu dietro ai due catafalchi. Orribile catafalco anche all'imbocco della colomba davanti la rotonda. Per non parlare di tutta la Colombo che dovrebbe essere un gioiello collegando la città al suo litorale e invece giorno dopo giorno è riempita di nuovi impianti.
    Altro degrado che deriva da quello delle affissioni liberalizzate sono le affissioni abusive su pali e semafori. Fatevi un sopralluogo agli incroci della colombo nel tratto che attraversa l'Eur. Ogni incrocio ha anche 10 pali tra semafori e lampioni completamente rivestiti cielo-terra di manifesti e piccoli cartelli. Un degrado clamoroso esploso in tutta la città e zero lire nelle casse del COmune. BORDONI DIMISSIONI.

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