giovedì 5 agosto 2010

Se questa è una consolare


Condizioni vergognose. Ecco come appare la Via Cassia al romano o al turista. Più al turista, in realtà, perché il romano non si rende conto. Non si rende conto di aver pagato su due miliardi quella casetta che, in realtà, è immersa in una strada che sarebbe inaccettabile a Luanda. Non si rende conto del livello di pericolosità, di stress visivo, di induzione alla violenza, di degrado morale che comporta questo schifo.
Guardate che roba. Cartelloni e cartellini dovunque, sono uno sciame, una nuvola di insetti. Non risparmiano incroci e aree storiche. Rendono la segnaletica invisibile, quasi un elemento di disturbo, in netta minoranza.
Questa dovrebbe essere una delle zone chic della città. Zone dove abitano giornalisti, professionisti e classe agiata. Zone dove le case costano molto. Zone esclusive, ricercate. A noi basterbbe che fossero ricercati anche i cartellonari che l'hanno ridotta così, ricercati dai Carabinieri però...

I 4x3 sono il simbolo della mafia cartellonara, per carità. Ma i cartellini 1x1 sono una cosa che esiste solo a Roma. Ditelo a tutti: questa merda sui marciapiedi non sarebbe ammissibile neppure in Colombia, in Zimbabwe: non e-si-sto-no!!!

6 commenti:

  1. Alemanno il sindaco dei cartelloni, degli ambulanti, della prostituzione, degli accampamenti abusivi sotto i ponti.

    Oggi c'è un nome per il degrado a Roma : ALEMANNO

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  2. Aledanno e il sacco di Roma....Tredicine e Bordoni so peggio dei lanzichenicchi.

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  3. TANTO PER SAPERE DA CHI SIAMO GOVERNATI: SI PARLA DEI TREDICINE I BOSS DEI CAMION BAR, ARTICOLO PRESO DALL'ARCHIVIO DEL CORRIERE DELLA SERA ANNO 1996. OGGO IL NIPOTINO SIEDE TRA LE FILA DEL PDL IN COMUNE E SI E' APPENA FATTO UN REGOLAMENTO CHE LIBERALIZZA LA SOSTA DEI CAMION BAR..LEGGETE..
    Il giorno dei Tredicine
    Sequestrato il camion bar che stazionava in piazza di Spagna

    IL CASO . La famiglia e' passata indenne per anni tra divieti e regolamenti TITOLO: Il giorno dei Tredicine Sequestrato il camion bar che stazionava in piazza di Spagna E adesso vediamo quanto dura. Vediamo per quanto tempo piazza di Spagna restera' "orfana" del camion bar dei Tredicine. Ieri i vigili lo hanno sequestrato per l' ennesima volta, e per l' ennesima volta ha nominato la famiglia dei "re del ristoro" custode giudiziario del mezzo sequestrato. Loro faranno, come per tutti gli altri sequestri, un bel ricorso al Tar. E c' e' da scommettere che tra qualche mese il terrificante automezzo ritornera' a deturpare una delle piazze piu' belle del mondo. Magari per riavere la licenza fingeranno anche di buttarsi giu' dal Campidoglio, come hanno gia' fatto in passato. Perche' le giunte e i sindaci passano, gli equilibri politici cambiano. Ma i Tredicine restano. Sommersi dalle denunce, dalle proteste, dalle carte bollate, dai sequestri, ogni volta riescono a cavarsela. Ormai fanno parte del paesaggio. Come i monumenti che i loro camion contribuiscono a deturpare. La leggenda dice che questa famiglia possiede la bellezza di cinquantadue camion ristoro. Ognuno piazzato in uno dei luoghi strategici della citta' : il Colosseo, piazza di Spagna, San Pietro... Per il turista giapponese medio ogni monumento romano si accompagna ormai inscindibilmente ad uno dei "motobar" dei Tredicine. Condannati nel ' 92 per associazione a delinquere (ma poi assolti in appello), denunciati per sfruttamento della manodopera straniera, "protestati" da tutte le associazioni di ambulanti che operano nella Capitale, coinvolti perfino in una sparatoria, i Tredicine foraggiano con i loro miliardi uno stuolo di validissimi avvocati. Che riescono sempre a far tornare i loro camion in circolazione. Vengono da un paesino in provincia di Chieti, Schiavi d' Abruzzo: il capostipite aveva cominciato vendendo caldarroste in via del Corso. Quelle col braciere a carbone, che peraltro i "paperoni" del commercio ambulante non hanno mai abbandonato: c' e' ancora un Tredicine di terza o quarta generazione che si fa le ossa arrostendo castagne all' imbocco di via Condotti. A sentir loro comunque si tratta solo di invidie, di macchinazioni. In una delle poche interviste concesse ad un quotidiano Alfiero Tredicine, stesso nome di uno dei "padri fondatori" del clan e portavoce della famiglia, facendo tintinnare i suoi sei bracciali d' oro ricorda una dopo l' altra tutte le assoluzioni di cui ha potuto beneficiare, sventola le licenze giurando che sono tutte assolutamente regolari.




    Pagina 49
    (26 settembre 1996) - Corriere della Sera

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  4. TREDICINE STORY..da leggere e divulgare..

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  5. Resistenza Attiva5 agosto 2010 15:36

    'GNA FO' PIU'...
    Me so' rotto er cazzo!
    Io emigro... Almeno che qualcuno non tiri fuori le palle...

    ROMANI SVEGLIATEVI !!

    Per le 100 associazioni anticartellonare
    (che vojo propio vedè 'ndò stanno!)...:
    Pressing stretto su Bordoni e Aledanno!!!

    BORDONI A CASAAAAA!! (arresti domiciliari).

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  6. Aggiornamento TREDICINE DYNASTY:

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/08/04/news/consiglio_comunale-6054982/

    http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_agosto_5/campidoglio-delibera-antitredicine-1703527849244.shtml

    Fa talmente schifo che non lo vogliono più nemmeno i suoi amichetti...

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