giovedì 23 settembre 2010

633mila euro. Ecco quanto stanno spendendo per le rimozioni

Il Campidoglio sta mandando avanti il "repulisti" degli impianti pubblicitari abusivi mediante tre appalti successivi: uno da 70 mila euro che ha coperto l'attività tra dicembre 2009 e marzo 2010; uno – attualmente in corso – da 133 mila euro, di cui spesi finora oltre 77 mila (pari a 36 giornate di lavoro su 62, circa il 58% dell'appalto); il terzo, infine, da oltre 187 mila euro, pure in corso e finora utilizzato per 59 mila euro (= 28 giornate di lavoro su 89, circa il 34% del totale). C'è poi un quarto appalto da 20 mila euro, dedicato esclusivamente alla rimozione dei manifesti abusivi. Ed è stata appena conclusa la gara per un nuovo affidamento da 223 mila euro.


Eccolo finalmente il dato che aspettavamo e chiedevamo da settimane. Alla fine è dovuto uscire. Allaf ine non è stato più possibile tenerlo nascosto. Ancora non è chiaro come è andato questo affidamento, come ha funzionato la gara, chi c'era in commissione. Ma vabbeh, intanto abbiamo un elemento. Scandaloso. Ignobile. Da denuncia: immediata.

Facciamo il riassunto: nel marzo 2009 il Comune con una delibera criminogena che avrebbe fatto vergognare anche l'ultimo dei banditi ha dato il vialibera agli appetiti cartellonari. Gli impianti sono quadruplicati massacrando la città, la camorra dei cartelloni ha fatto una quantità di soldi inaudita e una parte, ne siamo certi, è stata girata a chi ha consentito tutto ciò. Dopodiché al Comune avevano capito che avevano esagerato, che nella foga di favorire amici e lacché avevano reso irriconoscibile la città: da gennaio sono partiti a fare un po' di rimozioni, pagandole quanto leggiamo qua sopra, ovvero uno sproposito.

Ma guardiamola dalla parte dei cittadini:
1. hanno visto la loro città deturpata
2. hanno visto distrutti gli arredi -anche quelli appena riqualificati- del loro quartiere
3. hanno visto peggiorata la loro qualità della vita e soprattutto la loro sicurezza stradale, e già vi sono stati dei morti per colpa dei cartelloni
4. hanno visto spendere le proprie risorse da parte del comune per rimuovere quei cartelloni che il comune stesso ha permesso di nascere


La somma degli stanziamenti indicati proprio dal sito del Comune nel testo che riportiamo qui sopra fa 633mila euro. Quanti asili nido, quanti banchi per le scuole che non hanno neppure questi, quanti sostegni alla giovane imprenditoria, quanti aiuti alle imprese in difficoltà, quanti appalti di riqualificazione urbana si sarebbero potuti fare con questi sordi. E' una vergogna, davvero una vergogna. Che i cittadini non dovranno dimenticare mai: ditelo a tutti, raccontate a tutti cosa sta succedendo.

14 commenti:

  1. CHE SCHIFO!!

    CHE PENA!!!

    Mc Daemon

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  2. Resistenza Attiva23 settembre 2010 10:49

    Per procedere ad una rimozione i vigili devono compilare prima il VAV (verbale di accertata violazione), trasmetterlo agli uffici competenti per i provvedimenti verso la ditta che ha installato, e all'ufficio per tutti gli altri atti conseguenti (vedi rimozione o oscuramento). Ottenuta l'autorizzazione alla rimozione,il cartellone viene rimosso e portato in un deposito del comune o del municipio competente, a disposizione della ditta che ha tempo X per andare a riprenderselo, perchè è sempre un bene di proprietà della ditta.
    Per rientrare dei soldi spesi il comune ha sempre la via della sanzione per la violazione commessa che ha portato alla rimozione, alla quale si dovrebbe aggiungere la spesa sostenuta per la rimozione (visto che non ha aprovveduto la ditta entro le famose 48 ore). Il tutto potrebbe essere paragonato al carro attrezzi che ci porta via l'auto perchè parcheggiata male: si paga la multa e il costo della rimozione, a prescindere dal fatto che ti riprendi il tuo cartellone (che pure ha un valore intrinseco). Se poi non ritiri il cartellone me lo vendo come ferro vecchio e ci ricavo altri soldini, per recuperare il costo del magazzinaggio.
    Se il comune non volesse mettere in gioco tutto questo bailame, potrebbe trasferire la riscossione delle multe alle ditte delle rimozioni (che devono essere estranee alle installazioni),o a una ditta di riscossioni che si occuperebbe di PERSEGUITARE le ditte installatrici, che poi gira il dovuto a chi rimuove i cartelloni. Tutto a costo quasi zero per il comune.

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  3. Bravo, quando ti portano via la macchina devi pagare al CLT altrimenti la macchina non te la danno.
    Dovrebbero incaricare chi toglie i cartelli di richiedere i danni da rimozione alle società ed in solido a chi si fa pubblicità.

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  4. 633 mila euro che la CORTE DEI CONTI dovrebbe richiedere agli assessori Bordoni e Paciello per evidente danno erariale.

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  5. Legione Monteverde23 settembre 2010 13:10

    SCRITTE ABUSIVO, STRAPPARE I MANIFESTI, ROMPERE LE PALINE 1 X 1, DANNEGGIARE GLI IMPIANTI ILLUMINATI, PIEGARE I PALI DI SOSTEGNO....arrecare più danni possibili ai cartelloni pubblicitari.

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  6. E.... QUAND'E' CHE VIENI ANCHE TU??

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  7. Legione Monteverde documenta con fotografie le azioni ,fatte da te, che invochi nel post delle 13.10.
    Ne hai viste, credo, di fotografie inviate a Cartellopoli dei blitz dei gruppi della Resistenza.. confrontandoci tra noi abbiamo la certezza di NON AVERTI MAI VISTO, come non abbiamo mai visto altri personaggi che vengono qui ad abbaiare, o addirittura a lamentarsi per la scarsità di iniziative, ma poi tornano a cuccia soddisfatti senza dare nessun altro tipo di contributo.
    Lo avete capito o no che delle chiacchiere possiamo farne a meno?

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  8. Legione Monteverde23 settembre 2010 15:54

    Molte volte su questo blog ho visto il mio nome è cognome Pasquino tu chi cazzo sei?

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  9. Ma la fate finita. Ci manca solo che ci scanniamo tra di noi.
    Ognuno faccia quel che può secondo la propria coscienza e le proprie possibilità, non è una gara e non vince chi spacca più cartelloni.
    Siamo tutti avvelenati e nervosi ma attaccarci tra di noi è la cosa più sbagliata da fare.

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  10. Il 1° comma dell’art. 1 dell’art. 31 del Regolamento approvato con la delibera 37/2009 dispone che in caso di impianti abusivi deve essere applicata una “indennità” pari al canone (CIP) ed una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore al C.I.P. né superiore al doppio del C.I.P. stesso, da applicare non solo alla ditta titolare dell’impianto, ma anche agli inserzionisti ed addirittura ai soggetti che producono o vendono il bene o servizio oggetto di pubblicità.
    Il successivo 5° comma stabilisce che una volta decorso inutilmente il termine di 10 giorni notificato alla ditta con un invito-diffida a rimuovere l’impianto a proprie cure e spese, deve essere disposta la rimozione forzosa d’ufficio, ma a spese del trasgressore.
    La rimozione di un impianto pubblicitario abusivo viene a costare intorno ai 400 euro, che vanno pagati con i soldi del trasgressore e non certo dei contribuenti e che quindi debbono essere incassati prima della rimozione, per far sì che i suoi costi non vengano nemmeno anticipati dal Comune con i fondi pubblici.
    Per far questo, considerato che dal momento dell’accertamento di un impianto abusivo fino alla determinazione dirigenziale della sua rimozione forzosa intercorre un certo tempo, se non altro di attesa che sia la ditta stessa a provvedere direttamente alla rimozione a seguito dell’invito-diffida a farlo, si può quindi e si deve comunque incassare dalla stessa ditta quanto meno il doppio del CIP (se non anche una volta e mezzo il CIP stesso) per coprire sempre e comunque prima i costi della rimozione forzosa, che ad ogni modo vanno poi fatti pagare dalla stessa ditta.
    In questo modo si potrebbe aprire una “partita di giro” fissa fatta esclusivamente dei fondi ricavati dalle indennità, dalle sanzioni e dai rimborsi delle spese di rimozione, da cui attingere ogni volta che c’è da rimuovere forzosamente un impianto, senza dover anticipare queste spese con i soldi dei contribuenti.
    Se i 633.000 € dei 5 appalti fin qui decisi dal Comune sono coperti in bilancio da una apposita voce del tipo suddetto a “partita di giro” (che cioè deve uscire in termini di spesa non più di quanto entra in termini di denaro), allora il procedimento delle rimozioni non va a pesare sulle spalle dei cittadini: diversamente, si configura uno sperpero di denaro pubblico da parte del Comune di Roma che non può non essere denunciato alla Corte di Conti.

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  11. La sanzione per un cartellone abusivo di mt. 4 x 3 è di euro 389,00 a cui vanno aggiunte le spese di rimozione (se questo viene ritirato in deposito).

    Un cartellone 4 x 3 rende alla ditta pubblicitaria che lo affitta circa 10.000,00 euro l'anno (anche di più, dipende dalle zone).

    Come vedete la cifra della sanzione è ridicola rispetto alla resa dell'impianto.
    Basterebbe inasprire le sanzioni per risolvere il problema a monte.

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  12. Tutti i giornali (anche dell"Opposizione")SCONDINZOLANO GARRULI riportando le dichiarazioni di pseudorimozioni (3 0 4 con fotografi al seguito , VECCHIA FURBATA) del bandito primo organizzatore da tempo (elezioni regionali 2009) di questo scempio.

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  13. Nessuno scannamento..
    è che di chiacchieroni ne abbiamo pieni i coglioni.
    Te lo dico io chi cazzo sono , demente, sono uno di quelli che ha fatto il 90% dei blitz qui documentati di cui tu e altri continuate a chiacchierare da mesi.
    Per questo posso permettermi di dire: non ti abbiamo mai visto..e adesso vatti a comprare un pò di bombolette..e AGISCI

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  14. io spero di non trovare mai nessuno di voi a scrivermi o a spaccarmi un cartello,perche' se dovesse succedere potete star sicuri che sara' l'ultima vostra infamata.
    DA uno che paga il cip.

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