lunedì 20 settembre 2010

Bosi segnala: De Coubertin diceva "l'importante è partecipare", mica "l'importante è installare"


Con messaggio di posta elettronica delle ore 11,15 del 12 settembre 2010 questa associazione aveva segnalato che in viale Pietro De Coubertin era stato installato a ridosso della pista ciclabile un impianto pubblicitario (di cui si rimette in allegato la foto 100_3136.JPG scattata in data 2.9.2010 ), che sulla cimasa porta il nome della Ditta "SCI" e su un montante la targhetta con stampato il numero di codice identificativo 0040/BU103/P che si presume assegnato dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, nonché la scritta "viale Pietro De Coubertin, a mt. 37,5 da piazza Apollodoro".

Si segnala ora che, a 12 giorni di distanza dalla data in cui è stata scattata la foto del suddetto impianto, ad un successivo sopralluogo effettuato sul posto in data 14 settembre 2010 è stata accertata l'installazione di un nuovo impianto bifacciale di mt. 4 x 3 che risulta collocato sul lato opposto della pista ciclabile (vedi foto 100_3166.JPG e 100_3170.JPG) e che porta sulla cimasa il nome della ditta "R.B. Pubblicità" S.r.l. ed i numeri 351 e 352 (vedi foto 100_3168.JPG) assegnati ad ognuna delle 2 facciate, mentre sul fianco del sostegno è affissa una targa con stampato il numero di codice identificativo 0009/AB034/P e la scritta "VIALE PIETRO DE COUBERTIN SC/A MT. 70 P.ZZA APOLLO D'ORO" (vedi foto 100-3167.JPG) che appare in contrasto con i 37,5 metri dichiarati nell'impianto di fronte della ditta "SCI".

Si fa presente che viale Pietro De Coubertin ricade all'interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 ("Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente".

Si mette in evidenza che non risulta che per il suddetto impianto sia stata preventivamente rilasciata l'autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo non solo all'impianto di cui all'oggetto, ma anche ai cartelloni fin qui segnalati da questa associazione dentro il Villaggio Olimpico.

Dentro i confini del suddetto vincolo ricade infatti l'intero Villaggio Olimpico ricompreso tra il Tevere, viale Tiziano, viale Maresciallo Pilsudski e Villa Glori (fino a Viale della Moschea compreso).

Si chiede altresì di sapere dal Servizio Affissioni se il suddetto numero di codice identificativo risulti effettivamente in Banca Dati, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedura sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto, specie dopo che questa associazione ha trasmesso diverse segnalazioni che facevano presente la presenza del vincolo paesaggistico su tutto il villaggio Olimpico (segnalazioni delle ore 9,59 del 23 maggio 2010, delle ore 10,46 del 6 giugno 2010, delle ore 14,59 del 28 giugno 2010, delle ore 10,16 del 26 luglio 2010, delle ore 10,40 del 12 settembre 2010, delle ore 11,15 del 12 settembre 2010 e delle ore 11,46 del 12 settembre 2010).



Dalle informazioni avute per telefono dall'impiegato dello Sportello Unico del Servizio Affissioni, la "autorizzazione" per un nuovo impianto viene rilasciata presso quello sportello solo a conclusione di una dovuta istruttoria sulla legittimità del posizionamento dell'impianto e solo dopo l'avvenuto pagamento del Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP): solo successivamente, a quello specifico impianto viene assegnato un numero di codice identificativo.

A detta del suddetto impiegato le "autorizzazioni" per nuovi impianti da lui regolarmente rilasciate nell'anno 2010 ammontano a meno di cento e sono state tutte debitamente "istruite" ed è quindi da escludere che per l'impianto in questione della ditta "R.B. Pubblicità" sia stata effettuata una istruttoria che non abbia rilevato il tassativo divieto di affissione imposto dalla presenza del vincolo paesaggistico della "Valle del Tevere", in considerazione anche delle reiterate segnalazioni di VAS, ed abbia portato al rilascio di una "autorizzazione", di cui si chiede comunque conferma.

Sembra derivarne piuttosto, come ipotesi alternativa ben più probabile, che in altro sportello del Servizio Affissioni sia stato pagato il Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) per l'impianto della Ditta "R.B. Pubblicità", che di fatto ne permette la collocazione, e conseguentemente assegnato un numero di codice identificativo, ma senza alcuna preventiva istruttoria sulla legittimità del suo posizionamento: si chiede di avere conferma di tale ipotesi ed in caso affermativo di motivare soprattutto la legittimità di questo procedimento anomalo.

In un caso come nell'altro, l'impianto della ditta "R.B. Pubblicità" risulta installato sicuramente in violazione della normativa vigente in materia: se ne chiede pertanto l'immediata rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell'art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Ai sensi del comma 14 dell'art. 31 de vigente Regolamento nel caso di impianti abusivi "la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; l'ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni".

Si chiede al Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello non solo di provvedere alla immediata rimozione dell'impianto, ma di dichiarare contestualmente decadute nella misura percentuale del 5% le "autorizzazioni" che risultino rilasciate alla ditta "R.B. Pubblicità", con priorità per quelle ad essa rilasciate nell'ambito del II° Municipio.

Ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, "le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, ... , sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti": dal momento che tutti gli impianti di cui sia stata dichiarata decaduta l'autorizzazione debbono essere obbligatoriamente rimossi, ne deriva che dovranno essere rimossi tutti gli impianti fin qui "autorizzati" alla Ditta "R.B. Pubblicità" di cui sia stata dichiarata decaduta la "autorizzazione".

Si coglie l'occasione per tornare a sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati dentro l'intero comprensorio vincolato del Villaggio Olimpico.

A tal riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che "il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l'Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma" ed aveva chiesto "alle SS. LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008": si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt'oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.

L'Arch. Galloni ha chiesto anche all'Arch. Pierdominici di fornire informazioni e "di relazionare circa . le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere": VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all'Arch. Maria Teresa Longo.

La presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

3 commenti:

  1. Mamma mia che scandalo lì in zona Flaminio. Il quartiere è devastato, martoriato, spappolato da questo malaffare.
    La foto qui allegata poi è incredibile. Ma quale mente deviata può pensare di piazzare quella roba lì in quel modo?
    Devono togliere tutto!!!!!
    TUTTO!!!!!!!!!!!!!
    Ridateci Roma delinquenti che non siete altro (amministrazione in primis).

    RispondiElimina
  2. Se non li tira giu' il comune...tiriamoli giu' noi...

    RispondiElimina
  3. Pure Toto Riina diceva a Brusca...non ti preoccupare l'importante è partecipare.

    ALEMANNO,BORDONI,TREDICINE NEMICI DI ROMA.

    RispondiElimina