martedì 21 settembre 2010

Bosi-segnala: e che segnalazione! Centinaia di impianti da togliere, subito!


A nome di VAS con nota prot. n. 6 del 16.2.2010, trasmessa per conoscenza anche all'Ente Parco "Roma Natura", ho testualmente fatto presentre che "il rilascio delle autorizzazioni senza alcun controllo preventivo ha già portato ad innescare dei contenziosi amministrativi con l’Ente Parco “Roma Natura”, perché alcune ditte che avevano ottenuto il rilascio della autorizzazione per installare impianti all’interno delle riserve naturali di Roma hanno poi chiesto il nulla osta all’Ente Parco che l’ha ovviamente negato ed hanno minacciato di ricorrere al TAR contro il provvedimento di rifiuto, anche loro nell’ignoranza più completa che si tratta di un atto dovuto per legge": ho quindi chiesto "agli Enti di gestione che leggono per conoscenza, di far provvedere alla immediata rimozione di tutti i cartelloni autorizzati che risultino ricadenti all’interno non solo delle riserve naturali gestite da “Roma Natura”, ma anche del parco regionale dell’Appia Antica".

Sempre a nome di VAS, con una successiva nota prot. n. 17 del 14 maggio 2010 ho messo in evidenza che per arrivare ancor prima alla rimozione degli impianti abusivi, quando in possesso del numero di codice identificativo o degli elementi certi comunque di identificazione di ogni impianto, l’Ente “Roma Natura” si può e si deve avvalere di quanto é stato disposto dalla deliberazione n. 45 del 17 marzo 2008 con cui l'allora Commissario Straordinario M. Morcone ha deciso di "consentire la permanenza degli impianti in attesa dell'esatta individuazione delle zone sottoposte a vincoli, procedendo nell'immediato alle rimozioni, con eventuale ricollocazione solo su specifiche richieste degli Enti tutori del vincolo": ho quindi fatte presente che questa associazione si aspetta che, in applicazione delle delibera del Commissario Morcone, le SS. LL. si attivino ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, per far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Servizio Affissioni del Comune di Roma di rimuovere immediatamente quanto meno i 10 cartelloni segnalati con la presente e quindi già di fatto “accertati”.

Con nota prot. n. 4546 del 14 settembre 2010 (che si rimette in allegato per opportuna conoscenza) il Direttore dell'Ente Parco "Roma Natura", Dott. Stefano Cresta, ha trasmesso in allegato al Direttore del Servizio Affisisoni del Comune di Roma, Dott. Francesco Paciello, le 492 schede anagrafiche degli impianti di cui si richiede l'immediata rimozione, anche in considerazione della delibera n. 45/2008 dell'allora commissario Morcone.

A questo punto va assolutamente evitato da un lato che le spese occorrenti per tutte le suddette rimozioni vengano affrontate con i soldi dei contribuenti, dal momento che possono ed anzi debbono essere ricavate (a partita di giro) dall'incasso preventivo delle sanzioni applicate tanto alle Ditte che hanno installato i cartelloni pubblicitari abusivi quanto dagli inserzionisti che si sono serviti di quegli stessi impianti per farsi la propria pubblicità.

Dall'altro lato vanno controllati attentamente tutti quegli impianti rimossi (specie se dotati di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni) ai quali venisse eventualmente concessa la "ricollocazione", per verificare il più assoluto rispetto di tale procedura ai sensi del comma 4 dell'art. 34 del vigente Regolamento delle affissioni, così come approvato con deliberazione n. 37/2009, che testualmente dispone: "ove gli impianti pubblicitari autorizzati in applicazione del procedimento per il riordino degli stessi risultino in contrasto con le norme legislative ovvero con il presente regolamento ....., il soggetto autorizzato provvede, entro e non oltre 120 giorni dalla comunicazione dei relativi procedimenti, ... alla rimozione del medesimo. Entro tre mesi da tale rimozione, il competente Ufficio comunale, ... su istanza del medesimo soggetto, assume ogni conseguente determinazione per autorizzare l'eventuale trasferimento in altra collocazione dell'impianto rimosso".

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - portavoce associazione VAS Verdi Ambiente e Società

14 commenti:

  1. Dr. Bosi, immagino che lei abbia già girato la presente alla Procura di Roma, e se non l'ha ancora fatto mi pare ovvio il bisogno di provvedere con la massima sollecitudine, visto il clamoroso livello di sputtanamento contenuto nella stessa, e timbrato con precisi riferimenti normativi.
    E se di fronte a queste NOTIZIE DI REATO (non trovo altra definizione giuridica) la magistratura di Roma ancora non si muove, vorrà dire che si andrà alla procura di Perugia (competente per i giudici di roma) con una bella denuncia per omissione di atti d'ufficio, perché ormai abbiamo chilogrammi di carte bollate sui quali non si possono più chiudere gli occhi !

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  2. Dall'esame delle 492 schede che sono state fatte avere in copia anche al sottoscritto emerge che, dei 492 impianti complessivamente rilevati dai Guardiaparco nelle 9 riserve naturali, nei 2 parchi urbani e nei 2 monumenti naturali gestiti dall'Ente "Roma Natura", quelli installati dentro le 13 aree naturali protette sono 121 (pari a quasi il 25% del totale), mentre i rimanenti risultano collocati ai confini.
    Emerge anche che ben 300 degli impianti installati (pari a ca. il 60% del totale) hanno un numero di codice identificativo, presumibilmente assegnato dal Servizio Affissioni, mentre i rimanenti 192 sono abusivi in tutti i sensi.

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  3. un applauso a Rodolfo !!!

    continua così......

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  4. Per opportuna conoscenza riporto il quadro statistico ancor più completo che é emerso dall'esame delle 492 schede, dando nell'ordine il numero degli impianti rilevati per ogni area naturale protetta, il numero di quelli installati dentro ed il numero di quelli accertati con numero di codice identificativo.
    RISERVA NATURALE DELLA MARCIGLIANA - 38 impianti di cui 18 dentro e 17 con codice.
    RISERVA NATURALE DELLA TENUTA DI ACQUAFREDDA - 69 impianti di cui 34 dentro e 57 con codice.
    RISERVA NATURALE DELLA TENUTA DEI MASSIMI - 35 impianti di cui 0 dentro e 31 con codice.
    RISERVA NATURALE DI MONTE MARIO - 43 impianti di cui 0 dentro e 37 con codice.
    RISERVA NATURALE DEL LAURENTINO ACQUA ACETOSA - 28 impianti di 16 dentro e 25 con codice.
    RISERVA NATURALE DI DECIMA MALAFEDE - 151 impianti di cui 58 dentro e 22 con codice.
    RISERVA NATURALE DELLA VALEL DEI CASALI - 21 impianti con 0 dentro e 18 con codice.
    RISERVA NATURALE DELLA VALLE DELL'ANIENE - 49 impianti con 4 dentro e 41 con codice.
    RISERVA NATURALE DELL'INSUGFHERATA - 30 impianti con 0 dentro e 28 con codice.
    PARCO URBANO DI AGUZZANO - 1 impianto installato ai confini con codice.
    PARCO URBANO DEL PINETO - 22 impianti con 1 dentro e 18 con codice.
    MONUMENTO NATURALE DI QUARTO DEGLI EBREI - 2 impianti installati ai confini con codice.
    MONUMENTO NATURALE DI GALERIA ANTICA - 3 impianti installati ai confini con codice.

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. A regà .... me sa che Paciello avrà sbiancato!!!
    Vedemo se je famo venì la cacarella...

    (tanto prima o poi je viene, eccome se je viene....)

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  7. Legione Monteverde21 settembre 2010 09:45

    Grande Bosi, da Monteverde un applauso di 15 minuti ininterrotto. Ha ragione il tipo del primo mex comunque, sono state infrante diverse normative e compiuti molti reati. La magistratura ora è obbligata ad intervenire altrimenti bisosgna denunciare a Perugia.

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  8. E come al solito l'elenco è stato fatto con i piedi.
    NON E' VERO che dentro la Tenuta dei Massimi non ci sono impianti, ma solo ai confini. Dentro ce ne sono a decine, non foss'altro che li vedo tutti i giorni perché è nel mio percorso casa-lavoro ! (aggiungo che stanno li da almeno 5-6 anni, non è neppure colpa di aledanno/bordoni, stavolta)

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  9. tutta Roma è vicina a Rodolfo

    vai avanti con il tuo lavoro

    ciao

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  10. Grande architetto Bosi, denunce denunce e denunce!

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  11. A Marco 1963 ed a Legione Montevere faccio presente di avere coinvolto la Magistratura - anche se solo per conoscenza - già con nota VAS prot. n. 4 del 16.2.2010 relativa per l'appunto ai "cartelloni pubblicitari autorizzati dal Comune all’interno dei parchi regionali e delle riserve naturali di Roma".
    Dall’altro lato però debbo anche mettere in evidenza che, ad eccezione dei parchi urbani del Pineto e di Aguzzano (istituiti rispettivamente nel 1987 e nel 1989), le 9 riserve naturali sono state istituite con la legge regionale n. 29/1997, quando cioè tanto al loro interno quanto ai loro confini erano stati già installati molti degli impianti ora censiti dai Guardaparco di “Roma Natura”, quasi tutti con regolare “autorizzazione” rilasciata dal Servizio Affissioni.
    A tal riguardo ricordo che il Consiglio Comunale di maggioranza di centro-sinistra con deliberazione n. 193 del 25.10.2004 ha consentito la permanenza degli impianti pubblicitari in fase di rinnovo fino al 31 dicembre 2007, anche in zona vincolata, ma “con riserva espressa, in caso di verifica positiva del vincolo e diniego dell’autorizzazione dell’Ente preposto alla tutela del vincolo, di ricollocazione degli impianti in altro sito”.
    (per esigenze di spazio continua nel commento successivo)

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  12. (seguito del commento delle ore 22,01)
    Questo meccanismo della "ricollocazione" permessa anche dalle Giunte di centro-sinistra, va sottoposto ad una attenta verifica su quali impianti abbiano tale diritto e su quali invece no, tenendo soprattutto conto che il pagamento del C.I.P. e la conseguente assegnazione del numero di codice identificativo non costituiscono "legittimazione" e "diritto acquisito" per nessun impianto, specie se abusivo fin dall'origine.
    Invito infine Marco 1963 delle ore 12,16 a dimostrare che l'elenco é fatto con i piedi non solo a parole, ma soprattutto con i fatti, segnalando di persona gli impianti sfuggiti (servendosi del Vademecum pubblicato da Cartellopoli) oppure smistando i dati a VAS, che si premurerà di fare tutte le dovute segnalazioni sia al Comune che all'Ente Parco.

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  13. Appena posso provvederò alle foto, va detto che sono impianti con diversi anni di vita, quindi potrebbero essere anteriori alla legge del 1997.

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