mercoledì 15 settembre 2010

Bosi-segnala: perché non ve ne andate a 37,5 metri daffanculo???




Si segnala che in viale Pietro De Coubertin (a 37,5 metri da piazza Apollodoro) è stato installato un impianto pubblicitario (di cui si rimettono in allegato le foto scattate in data 2.9.2010), che sulla cimasa porta il nome della Ditta “SCI” e su un montante la targhetta con stampato il numero di codice identificativo 0040/BU103/P che si presume assegnato dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma.

Si fa presente che l’intero viale Pietro De Coubertin ricade all’interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 (“Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”), dove “é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari”.

Dentro i confini del suddetto vincolo ricade l'intero Villaggio Olimpico ricompreso tra il Tevere, viale Tiziano, viale Maresciallo Pilsudski e Villa Glori (fino a Viale della Moschea compreso): per tali ragioni, con messaggio di posta elettronica delle ore 9,59 del 23 maggio 2010 questa associazione ha trasmesso in allegato la planimetria del vincolo della “Valle del Tevere” ed ha chiesto la rimozione di tutti gli impianti che risultano installati nel Villaggio Olimpico.

In allegato ad un successivo messaggio delle ore 10,46 del 6 giugno 2010 sono state rimesse una serie di fotografie di impianti pubblicitari che risultano collocati dentro il Villaggio Olimpico, di cui è stata rinnovata la richiesta di immediata rimozione, che risulta a tutt’oggi essere stata effettuata in modo del tutto parziale con una operazione che peraltro non sembra aver riguardato la segnalazione di VAS, perché risulta conseguente all’allestimento delle celebrazioni delle Olimpiadi del 1960 che riguarderanno anche il Palazzetto dello Sport, lo Stadio Flaminio e l’adiacente Auditorium: ne è una riprova oggettiva, accertata da questa associazione lo scorso 2 settembre, il fatto che in piazza Cardinal Consalvi risultano ancora istallati tutti gli stessi impianti segnalati anche con foto, mentre all’altezza dell’incrocio di viale Pietro De Coubertin con via G. Gaudini sono stati rimossi soltanto gli impianti che erano stati installati sulla rotonda ma non anche quelli (peraltro più numerosi) che risultano tuttora installati a ridosso di Villa Glori.

Con un ulteriore messaggio di posta elettronica delle ore 14,59 del 28 giugno 2010 questa associazione ha segnalato (anche al II° Gruppo del Corpo di Polizia Municipale ed alla Procura della Repubblica di Roma) un impianto della Ditta APA installato in piazza Apollodoro già con il numero di codice identificativo 0044/BU579/P ed ha chiesto testualmente “di sapere a che esatto "titolo" sia stato rilasciato, dal momento che dal 1 gennaio 2010 non vengono più accettate "autodenunce" di impianti abusivi a cui può essere quindi assegnato un numero di codice identificativo solo dopo che siano stati "scoperti" e che abbiano pagato la dovuta "indennità": si chiede in particolare di sapere se l'assegnazione del numero di codice identificativo contestualmente alla installazione dell'impianto sia dovuta ad una "autorizzazione temporanea" di 1 anno e/o ad una "ricollocazione" di un impianto delle stesse dimensioni rimosso in un'altra parte della città”.

Alla segnalazione ha dato seguito il Comandante Dott. Maurizio Sozi che con nota prot. n. 45427/10 del 9 luglio 2010 ha fatto sapere che l'impianto della ditta APA “é stato già sanzionato ai sensi dell'art. 23 del C.S. in data 07.06.2010 e che il Verbale di Accertata Violazione é stato doverosamente inoltrato a chi di competenza per gli atti a seguire”.

Con messaggio di posta elettronica delle ore 10,16 del 26 luglio 2010 questa associazione ha messo in evidenza la gravità del caso, dal momento che si era verificato che il II° Gruppo di Polizia Municipale aveva sanzionato un impianto con un numero di codice identificativo di cui ha contestato di fatto la legittimità dell'assegnazione del Servizio Affissioni, specie se effettuata a titolo di "ricollocazione" o di "autorizzazione temporanea".

VAS ha pertanto chiesto di avere copia del Verbale di Accertata Violazione (V.A.V.) o di sapere comunque le violazioni che vi erano state accertate: ha chiesto inoltre di sapere se e quando sarebbero stati rimossi tutti gli impianti pubblicitari installati all'interno del comprensorio vincolato del Villaggio Olimpico e se nelle more della materiale rimozione sarebbero stati quanto meno oscurati per impedirne il proseguimento di una pubblicità illecita.

Dal momento che alle richieste di VAS non era stato dato a quel momento nessun seguito e l’impianto della ditta APA non risultava ancora rimosso nemmeno nell’ambito delle operazioni di allestimento delle celebrazioni delle Olimpiadi del 1960, in occasione del 2° incontro del “Tavolo Tecnico Permanente” - che ha voluto costituire l’Assessore alle Attività Produttive del Comune di Roma On. Davide Bordoni. e che si é tenuto il 29 luglio scorso - il sottoscritto ha sollevato personalmente la gravità del caso.

Dal sopralluogo sul posto effettuato il 2 settembre scorso risulta che è stato finalmente rimosso l’impianto della Ditta APA in piazza Apollodoro, ma che poco distante allo stesso esatto modo è stato installato non solo l’impianto in questione in viale Pietro De Coubertin, ma anche un altro impianto in via Nedo Nedi, che porta sempre il nome della Ditta SCI ed un numero di codice identificativo e che é stato già segnalato da questa associazione con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 10,40 del 12 settembre 2010.

Dalle informazioni avute per telefono dall’impiegato dello Sportello Unico del Servizio Affissioni, la “autorizzazione” per un nuovo impianto viene rilasciata presso quello sportello solo a conclusione di una dovuta istruttoria sulla legittimità del posizionamento dell’impianto e solo dopo l’avvenuto pagamento del Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP): solo successivamente, a quello specifico impianto viene assegnato un numero di codice identificativo.

A detta del suddetto impiegato le “autorizzazioni” per nuovi impianti da lui regolarmente rilasciate nell’anno 2010 ammontano a meno di cento e sono state tutte debitamente “istruite” ed è quindi da escludere che per l’impianto in questione della ditta SCI sia stata effettuata una istruttoria che non abbia rilevato il tassativo divieto di affissione imposto dalla presenza del vincolo paesaggistico della “Valle del Tevere”, in considerazione anche delle reiterate segnalazioni di VAS, ed abbia portato al rilascio di una “autorizzazione”, di cui si chiede comunque conferma.

Sembra derivarne piuttosto, come ipotesi alternativa ben più probabile, che in altro sportello del Servizio Affissioni sia stato pagato il Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) per l’impianto della Ditta SCI e conseguentemente assegnato un numero di codice identificativo, ma senza alcuna preventiva istruttoria sulla legittimità del suo posizionamento: si chiede di avere conferma di tale ipotesi ed in caso affermativo di motivare soprattutto la legittimità di questo procedimento anomalo.

In un caso come nell’altro, l’impianto della ditta SCI risulta installato sicuramente in violazione della normativa vigente in materia, quanto meno per le stesse motivazioni dell’impianto della ditta APA rimosso in piazza Apollodoro: se ne chiede pertanto l'immediata rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si coglie l'occasione per tornare a sollecitare la rimozione anche dell'altro impianto della Ditta SCI installato in via Nedo Nedi, nonché di tutti gli impianti che risultano installati dentro l'intero comprensorio vincolato del Villaggio Olimpico.

La presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi
- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)



inviato a: polmunicipaleseg02@comune.roma.it, segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, procura.roma@giustizia.it

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