venerdì 24 settembre 2010

Bosi-segnala: sono arrivati anche a montarli all'imbocco dei tunnel



É stato segnalato a questa associazione che in via del Foro Italico all'imbocco della galleria Fleming é stato installato un impianto monofacciale di mt. 4 x 3 (vedi l'allegata foto "Tunnel1.JPG") che porta il nome della Ditta "MG" (vedi l'allegata foto "Tunnel2.JPG") , ma che non risulta avere nessuna targhetta con il numero di codice idemtificativo assegnato dal Servizio Affissioni: questo particolare attesta una presunta natura totalmente abusiva della installazione.

Si fa ad ogni modo presente presente che l'impianto é sicuramente aabusivo, perché risulta collocato in difformità della lettera l) del 2° comma dell'art. 51 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada approvato con D.P.R. 495/1992, che prescrive un posizionamento dei cartelli a 200 metri dagli imbocchi delle gallerie e non certo a ridosso di esse.

Con riguardo al mancato rispetto delle distanze minime imposte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di Attuazione, con nota prot. n. 29 del 10 giugno 2010 questa associazione ha messo in evidenza che "il Comune di Roma non ha fatto rispettare nemmeno le distanze minime da lui derogate e continua a permettere l'installazione di impianti pubblicitari troppo spesso in violazione delle norme vigenti in materia di sicurezza delle strade": ha quindi richiamato il comma 10 dell'art. 23 del Codice della Strada ed ha chiesto al Ministro dei Trasporti, On. Altero Matteoli, "di voler disporre il controllo dell'osservanza delle distanze minime in tutto il territorio del Comune di Roma, anche nel rispetto dell'art. 32 della Costituzione, che obbliga alla tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".

Con nota prot. n. 0060310 del 15 luglio 2010 il Direttore Generale per la Sicurezza Staradale del Ministero dei Trasporti, Dott. Ing. Sergio Dondolini (che legge per conoscenza), ha chiesto al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma di renedre noto "il quadro delle attività messe in atto nell'ambito disciplinare sopra specificato ed i provvedimenti che in tal senso sono stati adottati dal Comune onde consentire alla scrivente Direzione di valutare quanto segnalato nella citata nota dell'Associazione V.A.S.".

Con nota prot. n. 22078 del 28 luglio 2010 il Dipartimeno VII del Comune di Roma ha convocato per il giorno 7 settembre 2010 una riunione con il Dipartimento Attività Economico-Produttive ed il Comando di Polizia Municipale, per esaminare la situazione, conoscere gli atti emessi dallo stesso Dipartimento e verificarne gli aspetti relativi alla sicurezza stradale: dal momento che non é dato al momento di conoscere gli esiti di quella riunione, si chiede di sapere se nella suddetta riunione sia stato verificato il rispetto delle distanze minime prescritte dagli imbocchi delle gallerie esistenti nella capitale.

Si fa inoltre presente che il tratto di via del Foro Italico che va dal quartiere di Tor di Quinto fin oltre la via Salaria ricade all'interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 ("Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente".

Si mette in evidenza che non risulta che per il suddetto impianto sia stata preventivamente rilasciata l'autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo non solo agli impianti di cui all'oggetto, ma anche ai cartelloni fin qui segnalati da questa associazione di cui é stata richiesta la rimozione, in particolare di quelli installati su viale di Tor di Quinto e su Corso di Francia.

In considerazione della doppia violazione sopra evidenziata, si chiede l'immediata rimozione dell'impianto di cui all'oggetto ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell'art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si coglie l'occasione per sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati non solo dentro l'intero comprensorio vincolato della piana di Tor di Quinto e di Corso di Francia, ma anche del tratto di via del Foro Italico che ricade all'interno del vincolo paesaggistico della "Valle del Tevere", le cui bellezze naturali appaiono orrendamente deturpate da una moltitudine di impianti pubblicitari collocati in violazione anche del Codice della Strada.

A tal riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che "il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l'Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma" ed aveva chiesto "alle SS. LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008": si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt'oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.

L'Arch. Galloni ha chiesto anche all'Arch. Pierdominici di fornire informazioni e "di relazionare circa . le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere": VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all'Arch. Maria Teresa Longo.

Si fa presente infine che ai sensi del comma 14 dell'art. 31 de vigente Regolamento nel caso di impianti abusivi "la prima violazione darà luogo alla pronuncia di
decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; l'ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni".

Dal momento che questa associazione in passato si é trovata più volte costretta a segnalare l'installazione abusiva, soprattutto nelle aree vincolate del Parco di Veio, di impianti pubblicitari da parte della ditta "MG Advertising" S.r.l. (registrata nella Banca Dati del Servizio Affissioni con il n. 0056) che è incorsa ormai in diverse violazioni, quanto meno per l'impianto di cui all'oggetto, si chiede al Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello non solo di provvedere alla immediata rimozione dell'impianto, ma di dichiarare decadute tutte le "autorizzazioni" rilasciate alla ditta "MG Advertising" quanto meno nella misura del 5%.

Ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, "le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, ... , sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti": dal momento che tutti gli impianti di cui sia stata dichiarata decaduta l'autorizzazione debbono essere obbligatoriamente rimossi, ne deriva che dovranno essere rimossi tutti gli impianti della Ditta "MG Advertising" di cui sia stata dichiarata decadauta la "autorizzazione".

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

2 commenti:

  1. Ottimo. qualche giorno fa erano state inserite queste foto in un altro post per segnalare la stessa situazione, ma con questo post abbiamo anche il dettaglio della denuncia presentata dall'arch. Bosi
    Lascia molto da pensare il modo come hanno scritto il nome del tunnel sull'etichetta in foto...
    oramai non si preoccupano nemmeno più di certe sottigliezze. hanno troppa fretta di montare quegli obbrobri criminali.

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  2. L'anonimo delle ore 0,13 mi dà l'occasione per far capire la grande differenza che c'é tra un impianto abusivo denunciato soltanto su un post di Cartellopoli ed una segnalazione formale dello stesso impianto, coma la mia, trasmessa invece direttamente alle varie autorità istituzionali competenti e per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Roma.
    Il post di Cartellopoli va a finire nel dimenticatoio e tutt'al più rimane utile come documentazione fotografica d'archivio, mentre la segnalazione di un impianto abusivo rimane come atto concreto che può attestare sempre e comunque in ogni momento la diretta responsabilità a livello sia civle che penale delle persone a cui é stata trasmessa, in caso di loro omissione di atti dovuti d'ufficio.

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