venerdì 10 settembre 2010

Bosi-segnala: tornano anche nel Parco di Veio



Si fa presente che in via Cassia, a ridosso del confine del parco di Veio, é stato installato all'altezza del distributore di carburante della ERG, situato sul lato opposto della strada, un impianto pubblicitario monofacciale di mt. 4 x 3 che ha una cimasa che riporta il nome della Ditta "D.N.D. Project & Service" S.r.l.: si mette in evidenza che l'impianto non ha alcun numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni, nella cui Banca Dati la Ditta "D.N.D. Project & Service" S.r.l. risulta però registrata e classificata con il numero 0121.

L'area su cui é stato installato l'impianto é soggetta al vincolo paesaggistico imposto con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 338 del 31 gennaio 1989 ai sensi della legge n. 1497/1939 sulla protezione delle bellezze naturali.

Si fa presente che ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "<é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

L'area su cui é stato installato l'impianti ricade inoltre al confine del Parco di Veio: a tal riguardo si evidenzia che il suddetto impianto é stato installato senza il preventivo ed obbligatorio rilascio del nulla osta da parte dell’Ente Parco di Veio, che non poteva essere comunque concesso, perché in violazione del divieto di affissione imposto tanto dalla misura di salvaguardia dettata dalla lettera o) del 3° comma dell’art. 8 della legge regionale n. 29/1997 quanto dal Regolamento così come disciplinato dal 3° comma dell’art. 27 della legge regionale n. 29/1997, che a sua volta rimanda alla lettera d) del 3° comma dell’art. 11 della legge n. 394/1991.

In considerazione della veste di Polizia Giudiziaria che ricopre il Corpo dei Vigili del XX° Gruppo che in quanto tale é quindi obbligato non solo alla redazione del Verbale di Accertata Violazione (V.A.V), ma anche a segnalare i casi di rilevanza penale direttamente alla Magistratura, si chiede di presentare il dovuto esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma nei confronti del legale rappresentante della Ditta "D.N.D. Project & Service" S.r.l., per essere incorso negli estremi dei reati di cui al combinato disposto dei commi 1 ed 8 dell’art. 30 della legge n. 394/1991, per violazione tanto delle “misure di salvaguardia” (art. 6 della legge n. 394/1991 ed art. 8 e 28 della legge regionale n. 29/1997) quanto del Regolamento (art. 11 della legge n. 394/1991 ed art. 27 della legge regionale n. 29/1997), nonché dei reati di cui all’art. 633 del Codice Penale per invasione arbitraria di terreni al fine di trarne profitto ed all’art. 734 del Codice Penale per deturpamento di bellezze naturali vincolate.


Si chiede comunque l’immediata rimozione del suddetto impianto:

- da parte del Comune di Roma espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009;

- da parte dell’Ente Parco di Veio ai sensi del 3° comma dell'art. 28 della legge regionale n. 29/1997.


Si coglie l'occasione per lamentare che:

- l'impianto installato abusivamente dalla Ditta "Nuovi Spazi" in via di Quarto Peperino (con i numeri 714 e 715), sempre dentro il Parco di Veio, segnalato da questa associazione con messaggio di posta elettronica delle ore 12,44 dell'8 luglio 2010, deve essere ancora rimosso a distanza di ormai più di 2 mesi;

- anche l'Impianto installato sempre dentro il Parco di Veio dalla stessa Ditta "Nuovi Spazi" su via di Grottarossa all'altezza del civico n. 222 (centrale eletrica di fronte al parco della Pace, cosiddetto "Papacci"), che porta i numeri 508 e 509, segnalato pur esso da questa associazione con messaggio di posta elettronica delle ore 12,42 del 29 luglio 2010, non risulta ancora rimosso a tutt'oggi, a distanza ormai di più di un mese.


La presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.
Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

2 commenti:

  1. Grande Bosi, bisogna cominciare a sottolineare alla forze dell'ordine ed ai Municipi che possono essere denunciati per inadempienze amministrative, se non adottato le misure necessarie a contrastare il fenomeno.

    BASTA CON LA MAFIA CARTELLONARA !!!

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  2. grande Rodolfo Bosi

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