sabato 25 settembre 2010

Bosi-senala: denunzie olimpiche sulla Via Olimpica


É stato segnalato a questa associazione che in via del Foro Italico, viaggiando in direzione del Foro Italico, all'imbocco della galleria Fleming é stato installato un impianto monofacciale di mt. 2 x 3 (vedi l'allegata foto "Impianto SCI all'imbocco della galleria Fleming") che porta inciso sulla cimasa il nome della Ditta "SCI" e su una targhetta affissa ad uno dei sostegni il numero di codice identificativo 0040/AH585/P (vedi l'allegata foto "targa impianto SCI all'imbocco della galleria Fleming ").

Si fa presente che l'impianto non risulta collocato in conformità alla lettera l) del 2° comma dell'art. 51 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada approvato con D.P.R. 495/1992, che prescrive un posizionamento dei cartelli a 200 metri dagli imbocchi delle gallerie e non certo a ridosso di esse: la distanza
dall'imbocco della galelria sembra infatti essere di molto inferiore ai 200 metri.

Con riguardo al mancato rispetto delle distanze minime imposte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di Attuazione, con nota prot. n. 29 del 10 giugno 2010 questa associazione ha messo in evidenza che "il Comune di Roma non ha fatto rispettare nemmeno le distanze minime da lui derogate e continua a permettere l'installazione di impianti pubblicitari troppo spesso in violazione delle norme vigenti in materia di sicurezza delle strade": ha quindi richiamato il comma 10 dell'art. 23 del Codice della Strada ed ha chiesto al Ministro dei Trasporti, On. Altero Matteoli, "di voler disporre il controllo dell'osservanza delle distanze minime in tutto il territorio del Comune di Roma, anche nel rispetto dell'art. 32 della Costituzione, che obbliga alla tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".

Con nota prot. n. 0060310 del 15 luglio 2010 il Direttore Generale per la Sicurezza Staradale del Ministero dei Trasporti, Dott. Ing. Sergio Dondolini (che legge per conoscenza), ha chiesto al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma di renedre noto "il quadro delle attività messe in atto nell'ambito disciplinare sopra specificato ed i provvedimenti che in tal senso sono stati adottati dal Comune onde consentire alla scrivente Direzione di valutare quanto segnalato nella citata nota dell'Associazione V.A.S.".

Con nota prot. n. 22078 del 28 luglio 2010 il Dipartimento VII del Comune di Roma ha convocato per il giorno 7 settembre 2010 una riunione con il Dipartimento Attività Economico-Produttive ed il Comando di Polizia Municipale, per esaminare la situazione, conoscere gli atti emessi dallo stesso Dipartimento e verificarne gli aspetti relativi alla sicurezza stradale: dal momento che non é dato al momento di conoscere gli esiti di quella riunione, si chiede di sapere se nella suddetta riunione sia stato verificato il rispetto delle distanze minime prescritte dagli imbocchi delle gallerie esistenti nella capitale.

Si fa inoltre presente che il tratto di via del Foro Italico che va dal quartiere di Tor di Quinto fin oltre la via Salaria ricade all'interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 ("Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente".

Si mette in evidenza che non risulta che per il suddetto impianto sia stata preventivamente rilasciata l'autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo non solo agli impianti di cui all'oggetto, ma anche ai cartelloni fin qui segnalati da questa associazione di cui é stata richiesta la rimozione, in particolare di quelli installati su viale di Tor di Quinto e su Corso di Francia.

In considerazione della doppia violazione sopra evidenziata, si chiede l'immediata rimozione dell'impianto di cui all'oggetto ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell'art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si coglie l'occasione per sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati non solo dentro l'intero comprensorio vincolato della piana di Tor di Quinto e di Corso di Francia, ma anche del tratto di via del Foro Italico che ricade all'interno del vincolo paesaggistico della "Valle del Tevere", le cui bellezze naturali appaiono orrendamente deturpate da una moltitudine di impianti pubblicitari collocati in violazione anche del Codice della Strada.

A tal riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che "il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l'Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma" ed aveva chiesto "alle SS. LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008": si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt'oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.

L'Arch. Galloni ha chiesto anche all'Arch. Pierdominici di fornire informazioni e "di relazionare circa . le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere": VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all'Arch. Maria Teresa Longo.

Si fa presente infine che ai sensi del comma 14 dell'art. 31 del vigente Regolamento nel caso di impianti abusivi "la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; l'ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni".

Dal momento che questa associazione si é trovata più volte costretta a segnalare l'installazione abusiva, soprattutto nelle aree del Villaggio Olimpico e della piana di Tor di Quinto, oltre che sul lato del Lungotevere opposto al complesso del Foro Italico, soggette tutte proprio allo stesso vincolo paesaggistico della "Valle del Tevere" di impianti pubblicitari da parte della ditta "SCI S.r.l. Concessioni Internazionali " che è incorsa quindi ormai in diverse violazioni, quanto meno per l'impianto di cui all'oggetto, si chiede al Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello non solo di provvedere alla immediata rimozione dell'impianto, ma di dichiarare contestualmente decadute tutte le "autorizzazioni" rilasciate alla ditta "SCI" nella misura delle violazioni accertate.

Ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, "le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, ... , sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti": dal momento che tutti gli impianti di cui sia stata dichiarata decaduta l'autorizzazione debbono essere obbligatoriamente rimossi, ne deriva che dovranno essere rimossi tutti gli impianti della Ditta "SCI" di cui sarà stata dichiarata decadauta la "autorizzazione".

Dal momento che tutti gli impianti della Ditta "SCI" che questa associazione ha segnalato come installati in zone con divieto di affissione hanno la targa con un numero di codice identificativo, si chiede di sapere se ognuno di tali codici identificativi risulti effettivamente in Banca Dati, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedura sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto, di fatto permessa con il solo pagamento del Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.).

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

2 commenti:

  1. Faccio presente che, come pubbicato da Cartellopoli sul post-video dello scorso 23 settembre, proprio in via del Foro Italico il trio Alemanno-Bordoni-Paciello ha presenziato alla rimozione di 5 cartelloni che non sembrano però essere quelli segnalati da VAS.
    Diventa a questo punto molto interessante conoscere le violazioni accertate che ne hanno determinato la rimozione e che sembrano avere avuto priorità se non altro in termini di sicurezza delle strade, rispetto ad impianti pericolosamente installati invece all'inbocco di una galleria.
    Un enorme vantaggio di sapere quali siano queste violazioni é quello di poter pretendere l'immediata rimozione per tutti gli impianti di cui si venisse ad accertare le stesse identiche violazioni.
    Ancor più interessante é sapere se tutti i 5 impianti rimossi avessero la targhetta con il numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni, affissa per di più contestualmente alla installazione dellì'impianto e non dopo.

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  2. Ottime osservazioni, come sempre.

    Sarebbe utile poter avere questi dati
    Mc Daemon

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