martedì 5 ottobre 2010

Abbiamo portato un tema dentro all'agenda politica della città. Ed è la cosa più importante

Leggete questo comunicato stampa di ieri della Antonella De Giusti, presidente del XVII Municipio. Leggetelo tutto. Fateci caso: ormai quando si parla di degrado, automaticamente, si parla di cartelloni. Una forma di degrado alla quale i cittadini e i loro rappresentanti si erano completamente assuefatti è finalmente diventata qualcosa di evidente. Qualcosa che sta al centro della agenda politica. Qualcosa, soprattutto, che farà la differenza alle prossime elezioni del 2013. Questa è la nostra più grande vittoria.





"L'allarme lo ha lanciato il presidente delle Ance Buzzetti, affermando che è ora di passare dalle parole ai fatti. I fatti sarebbero le risorse pubbliche promesse e mai divenute cantiere ed il livello è allarmante, perché ciò significa anche tanti posti di lavoro in meno. D'altra parte, è opinione di molti che Roma non sia divenuta affatto una delle capitali dell'architettura contemporanea così come si sperava e che mancherebbe un disegno unitario, un'idea di città.

Molti concorsi restano solo sulla carta, non producendo quasi mai un effettivo incarico di progettazione, e le poche opere realizzate hanno marcato ritardi e difficoltà di ogni genere." Lo dichiara, in una nota, il presidente del Municipio XVII, Antonella De Giusti. E prosegue: "Giudizi forse esagerati, perché questa è la città che ha realizzato Maxxi, Macro, Museo dell'Ara Pacis, Auditorium, e che sta realizzando la 'nuvola' di Fuksas, il ponte pedonale sul Tevere, la riqualificazione di Mattatoio e Mercati Generali, la nuova Stazione Tiburtina. È la città che si è dotata dopo 40 anni di un P.R.G., mettendo 'in sicurezza' e giudicando inedificabile almeno l'85% del territorio romano." "Ma è pur vero che la nuova amministrazione, dopo l'ostracismo, si è vista costretta ad adottare opere che non le appartenevano, mettendo in atto 'una macedonia di idee diverse' che lascia un pò interdetti. Il caso dell'Ara Pacis è emblematico - continua ancora il presidente - la si voleva demolire, poi si è scelto di modificarla comunque, seppur parzialmente. Che fine hanno fatto, peraltro, i proclami sulle caserme di Prati? E l'idea di radere al suolo Tor Bella Monaca è stata una boutade, il solito annuncio, oppure avrà un seguito? Ma si può decidere di far scomparire un quartiere così, da un giorno all'altro? Non è questa la strada per il paradiso. Resta ferma dinanzi ai nostri occhi una città che necessita di un disegno urbano e architettonico, di coraggio nell'innovazione, e soprattutto di manutenzione vera, non fittizia ed episodica. Roma deve recuperare una propria immagine anche quotidiana, invasa com'è di cartelloni pubblicitari e disordine estetico."

"Serve un progetto di grande respiro, che presenti la città sotto una nuova immagine di efficienza, bellezza, funzionalità, accoglienza. Come chiede Buzzetti, va colmato il gap che separa il dire e il fare. Per far ripartire Roma non servono dunque proclami o improvvisazioni - conclude De Giusti - ma risorse certe, semplificazione amministrativa per chi ci vive e per chi decide di investire in questa città, idee chiare, una classe politica all'altezza di una Capitale europea. Tutte cose su cui bisogna ancora lavorare molto." (L'UNICO)

2 commenti:

  1. Servono amministratori capaci che si servano di consiglieri con gusto e competenza. La gestione del decoro urbano deve essera affidata a Multinazionali che garantiscano il risultato. Roma non può essere consegnata ad una banda di coatti caciottari come Alemanno, Bordoni, Trdicine ... coatti senza scrupoli che si affidano a camorristi che sfasciano e degradano i nome dei facili guadagni.

    INTERVENGA LA MAGISTRATURA TUTTA ROMA PROTESTA A GRAN VOCE CONTRO QUESTA MAFIA DEI CARTELLONI.

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  2. Direi che il secondo obbiettivo è portare fuori dalla città questa Giunta di incapaci.

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