domenica 17 ottobre 2010

Bosi-segnala: che schifezza!



In data 12 settembre 2010 a questa associazione è stata trasmessa una segnalazione (corredata dalla foto allegata CIMG9865.JPG), in base alla quale in via del Baiardo, lungo la pista ciclabile nord, all'altezza dell'ippodromo di Tor di Quinto che si trova sulla sinistra, è stato installato un impianto monofacciale di mt. 2 x 3 circa con un sottostante cartello pubblicitario di mt. 1 x 3 circa.

Come si evince dalla foto allegata, l'impianto ricade per di più a ridosso della linea ferroviaria Roma-Civitacastellana-Viterbo, cosiddetta "Roma Nord" (ex concessa, ora regionale, in gestione all'ATAC).

Ai sensi del 5° comma dell'art. 23 del Codice della Strada emanato con D.Lgs. n. 285/1992, "i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari posti lungo le sedi ferroviarie, quando siano visibili dalla strada, sono soggetti alle disposizioni del presente articolo e la loro collocazione viene autorizzata dalle Ferrovie dello Stato, previo nulla osta dell'ente proprietario della strada".

Non risulta che per il suddetto impianto sia stata rilasciata la preventiva ed obbligatoria autorizzazione ai sensi del D.P.R. n. 753 dell'11 luglio 1980 da parte dell'ATAC che gestisce la linea ferroviaria "Roma Nord": si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo agli impianti di cui all'oggetto.

Per quanto concerne il "nulla osta" dell'ente proprietario della strada, che dovrebbe essere il Comune di Roma, si fa presente che ad una verifica della segnalazione accertata con un sopralluogo diretto sul posto in data 8.10.2010 (documentato dalla allegata foto 100_3251.JPG) è stato constatato che l'impianto non ha nessuna targhetta con numero di codice identificativo assegnato dal Comune che attesta la sua natura totalmente abusiva.



Si fa altresì presente che via del Baiardo ricade all'interno tanto della fascia di rispetto dei 150 metri dalla sponda destra del fiume Tevere quanto del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 ("Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente".

Si mette in evidenza che non risulta che per il suddetto impianto sia stata preventivamente rilasciata l'autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo all'impianto di cui all'oggetto.

A tal ultimo riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che "il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l'Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma" ed aveva chiesto "alle SS. LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008": si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt'oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.

In precedenza, alle segnalazioni di VAS prot. n. 5 del 16 febbraio 2010 e n. 11 del 19 marzo 2010, la Regione Lazio ha dato un seguito interlocutorio con nota prot. n. 64289 del 28 aprile 2010, a firma dell'Arch. Patrizia Colletta, facendo sapere che all'Area Vigilanza Urbanistica Edilizia e Lotta all'Abusivismo era stata affidata per competenza l'azione di vigilanza.

L'Arch. Galloni ha chiesto anche all'Arch. Pierdominici di fornire informazioni e "di relazionare circa . le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere": VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all'Arch. Maria Teresa Longo ed all'Arch. Patrizia Colletta.

Si chiede pertanto di far provvedere, nell'ambito delle rispettive competenze, alla più sollecita rimozione dell'impianto di cui all'oggetto: si chiede la rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell'art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Nelle more della materiale rimozione del suddetto impianto, l'amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

- Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS) -

1 commento:

  1. Al mitico Arch. Bosi chiedo se ha già pensato di consegnare tutte le Sue ultime e recenti segnalazioni alla Procura della Repubblica ad integrazione del/i procedimento/i già in corso.

    Il fascicolo del Magistrato si gonfierà un bel pò...anzi credo che dovrà acquistarne di nuovi.

    La forza di tutte le ultime segnalzaioni - rimaste prive di riscontro- è enorme se riunite.
    La cosa meno grave ma lapallissiana è la dimensione dell'OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO.

    Mc Daemon

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