mercoledì 6 ottobre 2010

Bosi-segnala: chi rinchiudereste il galera voi coi lucchetti di Ponte Milvio?




Si premette che l’art. 9 della legge n. 241/1990 dà facoltà ai portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, come quindi anche a “Verdi Ambiente e Società” (VAS), di intervenire nel procedimento, presentando – ai sensi della lettera b) del successivo art. 10 – “memorie scritte e documenti, che l’amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano pertinenti all’oggetto del procedimento”.
Avvalendosi del suddetto combinato disposto, si segnala che sul lato di viale Tor di Quinto opposto al Tevere, lungo il muro di cinta del parcheggio del piazzale di Ponte Milvio, sono stati installati due impianti pubblicitari di mt. 4 x 3 accertati e fotografati da questa associazione in data 19.9.2010 (vedi le allegate foto d’insieme 100_ 3188, 100_3190, 100_3195).
Si fa presente che all’atto di scattare le foto, il custode del contiguo parcheggio ha avvertito della pericolosità dei due impianti, perché montati senza fissare bene i pannelli della esposizione pubblicitaria che sono già caduti una volta.
Sulla cimasa dei due impianti è inciso il nome della Ditta “SCI” e su un montante è stata affissa una targhetta con riportato i seguenti numeri di codice identificativo che si presumono assegnati dal Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma, ma di cui si chiede ad ogni modo conferma:
- 0040/AH790/P assegnato all’impianto situato di fronte al civico n. 21 (stampato sulla targhetta) (vedi le allegate foto 100_3196 e 100_3187);
0040/AH736/P assegnato all’impianto situato di fronte al civico n. 5 (stampato sulla targhetta) (vedi le allegate foto 100_3197 e 100_3189).
Si fa presente che l’intero viale di Tor di Quinto ricade all’interno tanto della fascia di rispetto dei 150 metri dalla sponda destra del fiume Tevere quanto del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 (“Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”) “é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell’amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, …, del soprintendente”.
Si mette in evidenza che non risulta che per i suddetti due impianti sia stata preventivamente rilasciata l’autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell’Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo non solo agli impianti di cui all’oggetto, ma anche ai cartelloni fin qui segnalati da questa associazione.
Si mette infatti in particolare evidenza che con nota prot. n. 4 del 16 febbraio 2010 questa associazione ha trasmesso in allegato un dossier fotografico di 16 cartelloni installati in viale di Tor di Quinto (fotografati il 1.12.2009 tutti con un numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni) ed ha chiesto testualmente al Sindaco On. Gianni Alemanno, all’Assessore alle Attività Produttive On. Davide Bordoni ed al Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello “di far provvedere, ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, alla immediata rimozione non solo di tutti i 16 cartelloni autorizzati all’interno della piana di Tor di Quinto (così come elencati nell’allegato alla presente), ma anche di tutti quelli che risultano essere stati autorizzati tanto nel resto della piana di Tor di Quinto soggetta a vincolo quanto in tutte le altre zone di Roma pur esse assoggettate al medesimo vincolo paesistico, nonché al vincolo archeologico e storico-monumentale.”
Dei suddetti 16 impianti si cita a titolo estremamente significativo la foto del 1.12.2009 che attesta l’installazione di un unico cartellone bifacciale addirittura di mt. 8 x 3 che il Servizio Affissioni ha “legittimato” come 2 distinti impianti di mt. 4 x 3 ciascuno, assegnando i 2 numeri identificativi (NDB) 0116/BL057/P e 0116/BL058/P.
A distanza di ormai 7 mesi dalla nota di VAS non risulta essere stato dato nessun seguito formale ad essa né soprattutto rimosso nessuno dei 16 impianti individuati nell’allegato dossier, benché fosse stato esplicitamente precisato che la lettera valeva “come invito e diffida, con riserva di ricorrere alla Magistratura in caso del protrarsi del mancato rispetto dei divieti prescritti dalla legge”: non è stata presa in considerazione nemmeno la nota del Gabinetto del Sindaco prot. n. 13904 del 2 maggio 2010 indirizzata al Dott. Francesco Paciello ed al Comandante del XX Gruppo di Polizia Municipale Dott.ssa Rosa Mileto, con cui si richiedeva “al riguardo, di voler verificare ed intervenire per quanto di propria competenza”.
Alla richiesta del Gabinetto del Sindaco ha dato seguito soltanto il Comandante del XX Gruppo di Polizia Municipale Dott.ssa Rosa Mileto che con nota prot. n. 35069 del 25 maggio 2010 ha trasmesso l’elenco degli impianti monitorati, “significando che gli impianti corredati di numero NBD sono autodenunciati presso il Dipartimeno VIII – Ufficio AA.PP. del Comune di Roma”.
In una successiva nota prot. n. 11 del 19 marzo 2010, indirizzata per conoscenza anche alla Regione Lazio ed agli Enti Parco, questa associazione ha fatto testualmente presente che “la massa di cartelloni pubblicitari che sono stati installati proprio dove c’è il divieto tassativo di affissione e che continuano a far lucrare illecitamente le Ditte che ne continuano ad avere la disponibilità per tutto il tempo che burocraticamente occorre per arrivare a provvedere alla loro obbligatoria rimozione, rende quanto meno corresponsabile del mancato rispetto immediato delle norme non solo il Comune di Roma, ma anche gli Enti Parco e la Regione Lazio nella misura in cui ritardano i provvedimenti di rimozione nell’ambito delle rispettive dovute competenze. In uno spirito di totale collaborazione, ma nel rispetto da parte di tutti (nessuno escluso) proprio delle “regole” di uno Stato di diritto, si chiede alle SS.LL., ciascuna nell’ambito delle proprie rispettive competenze, di voler accelerare la istruttoria necessaria per arrivare ad eseguire i conseguenti provvedimenti di rimozione”.
Anche a questa nota non è stato dato nessun seguito né con un riscontro scritto ai sensi della legge n. 241/1990 né con la rimozione dovuta per legge degli impianti installati in viale Tor di Quinto.
Si mette in risalto che con segnalazione trasmessa con un messaggio di posta elettronica delle ore 19,51 del 23 maggio 2010 questa associazione ha allegato la planimetria dei confini del vincolo paesaggistico della “Valle del Tevere” relativa all’intera piana di Tor di Quinto che risulta ricompresa tra il piazzale di Ponte Milvio, la via Flaminia ed il Tevere (su entrambe le sponde), entro cui vige il divieto di affissione, richiedendo ”la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano ricomprese, fra cui in particolare l'intero Viale di Tor di Quinto (dove risultano installati molti impianti) e la via del Foro Italico (Olimpica) nel tratto che va dallo svincolo con Corso Francia fino al ponte di Tor di Quinto ed al di là del Fiume Tevere”.
Anche a tale segnalazione non è stato dato nessun seguito né con un riscontro scritto né con la rimozione dovuta per legge degli impianti installati in viale Tor di Quinto.
Con una successiva segnalazione trasmessa con un messaggio di posta elettronica delle ore 11,37 del 4 giugno 2010 questa associazione ha denunciato l’installazione di un megaimpianto pubblicitario a ridosso della collina sottostante il casale medievale di Tor di Quinto e la torre omonima (vedi l’allegato file “impianto abusivo sulla collina di Tor di Quinto.doc”): l’impianto riporta sulla cimasa il nome della ditta “MPK”, che non figura nemmeno nella Banca Dati del Comune, così come aggiornata a tutto il mese di maggio 2010.
Per tali ragioni l'impianto non ha il codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni e VAS ne ha sollecitato l’immediata rimozione, richiedendo - nelle more della sua materiale rimozione - di provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" se non anche al "sequestro cautelare", così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.
A distanza di ormai quasi 4 mesi non risulta che sia stato a tutt’oggi rimosso né oscurato nemmeno questo impianto, malgrado la sua natura totalmente abusiva.
Con una ulteriore segnalazione trasmessa con un messaggio di posta elettronica delle ore 12,42 del 29 luglio 2010 questa associazione ha denunciato l’installazione di un impianto rimosso su via di Grottarossa (in pieno Parco di Veio) ma impunemente reinstallato ai confini sempre del Parco di Veio sull'aiuola spartitraffico di viale Tor di Quinto (di fronte al Centro Artigianale Flaminio, praticamente a ridosso da un lato della sede dei Vigili del XX° Gruppo di via Caprilli e dal lato opposto della stessa sede del Municipio di Roma XX in via Flaminia 872) e porta i numeri 255 e 169.
Anche di questo secondo impianto totalmente abusivo della Ditta “Nuovi Spazi” non risulta essere stata messa in atto la dovuta rimozione, mentre si é dovuta registrare l’avvenuta installazione di 3 ulteriori impianti direttamente con un numero di codice identificativo.
Con un messaggio di posta elettronica trasmesso alle ore 17,33 del 14 settembre 2010 é stata infatti segnalata l’avvenuta installazione di 3 impianti della Ditta “SCI”, due dei quali all’altezza del civico n. 60 ed il terzo all’altezza del cavalcavia per via dei Due Ponti, rispettivamente con i numeri di codice identificativo 0040/BZ445/P, 0040/BZ452/P e 0040/AH890/P.
Dalle informazioni avute per telefono dall’impiegato dello Sportello Unico del Servizio Affissioni, la “autorizzazione” per un nuovo impianto viene rilasciata presso quello sportello solo a conclusione di una dovuta istruttoria sulla legittimità del posizionamento dell’impianto e solo dopo l’avvenuto pagamento del Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP): solo successivamente, a quello specifico impianto viene assegnato un numero di codice identificativo.
A detta del suddetto impiegato le “autorizzazioni” da lui rilasciate nell’anno 2010 ammontano a meno di cento e sono state tutte debitamente “istruite” ed è quindi da escludere che per i due impianti della ditta SCI di cui all’oggetto sia stata effettuata una istruttoria che non abbia rilevato il tassativo divieto di affissione imposto dalla presenza del vincolo paesaggistico della “Valle del Tevere”, in considerazione anche delle reiterate segnalazioni di VAS, ed abbia portato al rilascio di una “autorizzazione” per ognuno di essi, di cui si chiede comunque conferma.
Sembra derivarne piuttosto, come ipotesi alternativa, che in altro sportello del Servizio Affissioni sia stato pagato il Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP) per ognuno dei due impianti della Ditta SCI e conseguentemente assegnato ad essi un numero di codice identificativo, senza alcuna preventiva istruttoria sulla legittimità del suo posizionamento: si chiede di avere conferma di tale ipotesi ed in caso affermativo di motivare soprattutto la legittimità di questo procedimento anomalo.
In un caso come nell’altro, i due impianti della ditta SCI risultano installati sicuramente in violazione della normativa vigente in materia: se ne chiede pertanto l'immediata rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.
Si coglie l'occasione per tornare a sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati dentro l'intero comprensorio vincolato della piana di Tor di Quinto.
A tal riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che “il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l’Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma” ed aveva chiesto “alle SS. LL., ciascuna nell’ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008”: si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell’Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt’oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.
In precedenza, alle segnalazioni di VAS prot. n. 5 del 16 febbraio 2010 e n. 11 del 19 marzo 2010, la Regione Lazio ha dato un seguito interlocutorio con nota prot. n. 64289 del 28 aprile 2010, a firma dell’Arch. Patrizia Colletta, facendo sapere che all’Area Vigilanza Urbanistica Edilizia e Lotta all’Abusivismo era stata affidata per competenza l’azione di vigilanza.
L’Arch. Galloni ha chiesto anche all’Arch. Pierdominici di fornire informazioni e “di relazionare circa … le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere”: VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all’Arch. Maria Teresa Longo ed all’Arch. Patrizia Colletta.

Si resta pertanto in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

6 commenti:

  1. senza parole !!!

    ma è possibile tutto questo ?

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  2. BOSI MERITA UNA STATUA AD IMPERITURA MEMORIA!

    COMUNQUE TUTTO CIO' E? CONFERMA CHE E' ORA DI PASSARE ALLA CLASS ACTION, come lo stesso Bosi fa notare sono e vengono quotidianamente stuprati TROPPI INTERESSI DIFFUSI.
    ORA BASTA!

    Mc Daemon

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  3. La penso come sopra CLASS ACTION contro Bordoni ed Alemanno. Non fanno in tempo a sistemare una zona che arrivano questi parassiti con i cartelloni.

    CLASS ACTION, CLASS ACTION, CLASS ACTION !!!

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  4. Dott. Bosi, GRAZIE per le sue puntuali e continue denunce!

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  5. Bel quartiere di m... sta diventando, le case saranno ormai svalutate del 10% per il degrado che c'è dapertutto...

    Però vuoi mettere, apri la finestra e ti vedi una bella pubblicità davanti casa. Sono le soddisfazioni di vivere a Roma. Grazie Alemanno.

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  6. Parcheggione per SUVnormali circondato da cartelloni (lì dietro, oscurato, c'era P.te Milvio):

    BENVENUTI nell'accogliente città d'arte,

    devastata dal barbaro AleDanno
    (Dubbio la porchetta divisa cò Bossi l'ha offerta l'on.Tredicine ?)

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