lunedì 4 ottobre 2010

Bosi-segnala: qualcuno ha capito se sono più criminali le ditte o il Comune di Roma?






Con messaggio di posta elettronica trasmesso alle SS.LL. alle ore 19,01 dell’8 settembre 2010 è stata segnalata l’installazione di un impianto abusivo che ha una cimasa che riporta il nome della Ditta "D.N.D. Project & Service" S.r.l. (vedi foto 100_3143.JPG): è stato messo in evidenza che “l'impianto non ha alcun numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni, nella cui Banca Dati la Ditta "D.N.D. Project & Service" S.r.l. risulta però registrata e classificata con il numero 0121”.
Con un messaggio di posta elettronica delle ore 21,31 del 10.9.2010 la U.O. del XX° Gruppo di Polizia Municipale ha comunicato al sottoscritto che “la sua segnalazione è stata assegnata al competente Reparto Affissioni e Pubblicità di questa U.O. per i necessari accertamenti ed eventuali provvedimenti”.
Con nota prot. n. 3070 del 20 settembre 2010, indirizzata al Direttore del Servizio Affissioni e Pubblicità Dott. Francesco Paciello e per conoscenza al sottoscritto, il Direttore dell’Ente Parco di Veio Arch. Salvatore Codispoti ha comunicato che sono state rilevate 2 nuove installazioni, fra cui l’impianto di cui all’oggetto in Via Cassia (Vecchia), 60 mt. prima del civico 306, con il numero di codice identificativo 0121/BE643/P.
La nota fa anche presente che all’altezza del civico 306 lato dx di via Cassia Vecchia era già presente ma non segnalato al Servizio Affissioni e Pubblicità solo per un mero errore comemsso nel resoconto trasmesso il 13.5.2010 (prot. Ente n. 1770) un impianto bifacciale pubblicizzato “CTS” (vedi foto allegate 100_3204.JPG e 100_3206.JPG) senza targhetta con numero di codice identificativo, che è stata invece aggiunta successivamente al mese di maggio con il nome della ditta “D.N.D. Project & Service srl” ed il numero 0121/BE 638/P (vedi foto allegata 100_3205.JPG).
A tal riguardo la nota del Direttore dell’Ente Parco di Veio dice testualmente: “Nel richiedere l’intervento di Codesto Servizio Affissioni per la loro rimozione, si chiede di conoscere come sia possibile che impianti installati da poco tempo, con quelle ormai conosciute ubicazioni, presentino le targhette identificative del Comune di Roma il quale risulta essere l’unico soggetto legittimato a rilasciare il relativo numero di matricola.
Considerata la gravità di simili attività, con possibili conseguenze penali, si chiede se Codesto Ufficio abbia previsto per le installazioni ex novo in area protetta la sanzione della perdita definitiva dell’istanza alla ricollocazione”.
Si mette in grande evidenza che a pochi metri di distanza, tanto in via Cassia Vecchia quanto in via Vilfredo Pareto sono stati rimossi prima del mese di agosto diversi impianti anche da parte delle stesse ditte titolari, in ottemperanza alle lettere-diffida loro trasmesse dal competente Ufficio Rimozioni del Servizio Affissioni: VAS si associa alla richiesta dell’Ente Parco di Veio di sapere a che titolo sia stato assegnato il numero 0121/BE638/P alla “D.N.D. Project & Service srl”, previo pagamento da parte sua del Canone Iniziative Pubblicitarie (CIP).
Si fa presente al riguardo che con nota prot. n. 4 del 16 febbraio 2010 questa associazione aveva richiamato il comma 8 dell’art. 30 della legge n. 394/1991 il quale dispone che in caso di "violazione alle disposizioni di leggi regionali che prevedono misure di salvaguardia in vista della istituzione di aree protette" si applicano le sanzioni penali previste dal comma 1 dello stesso articolo, vale a dire l’arresto fino a 12 mesi e l’ammenda da 200.000 a 50 milioni delle vecchie lire.
Alla suddetta nota era stato allegato un dossier fotografico relativo alle “autorizzazioni illecitamente rilasciate dall’Ufficio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma dentro il Parco di Veio”: il titolo dato al dossier derivava dall’aver considerato l’assegnazione di un numero di codice identificativo, che avviene sempre e comunque dopo aver preventivamente pagato il CIP, come automatico rilascio anche della autorizzazione, peraltro stabilito dal vigente Regolamento delle Affissioni approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.
Nell’incontro da lui voluto il 16 marzo 2010 il Dott. Francesco Paciello si è riservato di “dimostrare” che il Servizio Affissioni non ha rilasciato nessuna autorizzazione e di querelare conseguentemente per diffamazione il sottoscritto, che quel giorno gli fatto presente come osservazione preliminare che - se non c’è stata nessuna “autorizzazione” rilasciata illecitamente - non ci potevano essere nemmeno gli estremi della diffamazione.
Con successiva nota di rettifica prot. n. 11 del 19 marzo 2010, a nome di VAS il sottoscritto ha chiesto espressamente al Dott. Francesco Paciello la “dimostrazione” concreta di quali e quanti fossero gli impianti con codice identificativo assegnato ma senza autorizzazione rilasciata ed ha fatto testualmente presente: “Se da un lato l’Amministrazione Comunale non è responsabile di autorizzazioni che non ha rilasciato né poteva rilasciare nel pieno rispetto di tutti i diversi tipi di divieti di affissione prescritti dalle leggi, dall’altro lato la massa di cartelloni pubblicitari che sono stati installati proprio dove c’è il divieto tassativo di affissione e che continuano a far lucrare illecitamente le Ditte che ne continuano ad avere la disponibilità per tutto il tempo che burocraticamente occorre per arrivare a provvedere alla loro obbligatoria rimozione, rende quanto meno corresponsabile del mancato rispetto immediato delle norme non solo il Comune di Roma, ma anche gli Enti Parco e la Regione Lazio nella misura in cui ritardano i provvedimenti di rimozione nell’ambito delle rispettive dovute competenze>>.
A tutt’oggi il Dott. Francesco Paciello non ha dato risposta a nessuna delle 2 suddette note né a quelle successivamente trasmesse da questa associazione, malgrado 3 solleciti a farlo a lui espressamente indirizzati dal Gabinetto del Sindaco (con note prot. n. 13904 del 2.3.2010, prot. n. 35380 del 24.5.2010 e prot. n. 63096 del 22 giugno 2010).
La nota dell’Ente Parco di Veio prot. n. 3070 del 20.9.2010 che attribuiva il numero 0121/BE643/P all’impianto della “D.N.D. Project & Service srl” segnalato invece da VAS in data 8.9.2010 come senza targhetta del numero di codice identificativo, ha costretto a fare un sopralluogo sul posto, che ha portato ad accertare l’effettiva presenza della targhetta, sfuggita alla vista perché affissa in alto a destra (vedi foto allegata 100_3207.JPG.).
Ma ad un più attento esame di questa targhetta è balzata in evidenza la seguente scritta stampata: “SPOSTATO DA VIA CASSIA ALT. LARGO DELLA GIUSTINIANA prot. 57746 (o 57478) del 26 (o 28)-07-2010”.
Il riferimento ad un preciso protocollo ed ad una ben precisa data, per giunta risalente alla fine dello scorso mese di luglio, attesta l’esistenza di una pratica che è stata quanto meno presentata ed “istruita” presso un qualche ufficio competente del Servizio Affissioni che sarebbe stata evasa con l’assegnazione di un numero di codice identificativo di cui non è dato nemmeno di sapere se sia lo stesso assegnato all’impianto originariamente installato in largo della Giustiniana e soprattutto a che “titolo” sia stato dato, dal momento che non poteva non essere noto che in via Cassia Vecchia non poteva essere collocato nella maniera più assoluta, in considerazione delle rimozioni che avvenivano sulla stessa via e proprio nello stesso mese di luglio.
La nota dell’Ente Parco di Veio prot. n. 3070 del 20.9.2010, che chiede l’immediata rimozione anche dell’altro impianto vicino sempre con numero di codice identificativo assegnato alla “D.N.D. Project & Service srl”, attesta in modo inequivocabile che per entrambi gli impianti non è stato chiesto il preventivo ed obbligatorio nulla osta dell’Ente Parco di Veio, a dimostrazione evidente che non c’è stata nessuna istruttoria a monte, ma che è stato ugualmente possibile installare gli impianti con il meccanismo del pagamento del CIP e la conseguente assegnazione del tutto acritica e passiva del numero di codice identificativo, di cui si chiede di rendere conto della sua legittimità, specificando da quale precisa disposizione del Regolamento delle Affissioni sia effettivamente previsto.
Indipendentemente dalle ragioni più o meno valide che possano avere motivato questo meccanismo, l’installazione di entrambi gli impianti presenta gravi vizi di legittimità e non esenta di certo il Servizio Affissioni dall’obbligo della loro immediata rimozione, anche perché richiesta espressamente dall’Ente Parco di Veio ai sensi della delibera del Commissario Straordinario del Comune di Roma n. 426/2004.
Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione "Verdi Ambiente e Società (VAS)"

3 commenti:

  1. BOSI, scommettiamo che nel nuovo regolamento delle affssioni saranno previste deroghe al divieto di installazione in zone vincolate?

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  2. Tocca denunciare Paciello, tutti !
    Danno erariale, i cartelloni autorizzati e spostati dal comune coi soldi dei cittadini.
    Danno al decoro urbano, hanno infestato la città.
    E probabili collusioni e mazzettoni.

    Mafie e corruzioni dietro i cartelloni !

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  3. CLASS ACTION!!

    Grande Bosi (fa sempre bene ricordarlo!)

    Mc Daemon

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