venerdì 22 ottobre 2010

Continueranno ancora a chiamarla "proposta di Tonelli"?

Come dire: prime impressioni a caldo dalla presentazione, in Comune, del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Il lavoro, se non altro, è stato fatto in maniera professionale. Ed è già qualcosa. Ne parleremo diffusamente lunedì con una riflessione più ampia. Consapevoli che, dato il testo che la giunta licenzierà, la fossa dei leoni dell'Assemblea Capitolina sarà un'altra storia con schierati col coltello in bocca tutti i consiglieri piazzati lì dalle ditte criminali che hanno ridotto Roma come nesssuna città al mondo. Ma magari la protesta popolare e la consapevolezza diffusa sarà talmente tanta, a quel punto, che opporsi ad una riforma radicale del settore risulterà talmente impopolare che... Ma non sognamo troppo!

Il primo punto è l'importanza della Delibera di Iniziativa Popolare. Bordoni lo ha ammesso chiaramente: la poderosa raccolta di firme è servita per dare una sferzata all'amministrazione. A obbligarla, politicamente, a spicciarsi. A colmare una lacuna che stava lì dal 1993. Questo è il suggello alla battaglia impari combattuta da tutti quanti noi (anche se oggi come oggi il Comitato Promotore si diverte a darci degli "oltranzisti", pigliamolo come complimeto, vah...).

Il secondo punto fondamentale sono stati i nostri occhi fuori dalle orbite nel sentore l'Avvocato Paciello. Sbertucciato per mesi su questo blog, Parciello sembrava stamani un redattore di Cartellopoli. Anzi, diciamo meglio: sembrava un dirigente comunale di qualità. Siete liberi di non crederci, ma il capo del servizio affissioni ha detto chiaramente che il Piano Regolatore è il passaggio propedeutico per arrivare ad un bando pubblico per assegnare le aree (wow), ha segnalato come dovrà essere assegnato alle ditte vincitrici il compito di regidere i piani particolareggiati di localizzazione (doppio wow), ha sottolineato come le rimozioni non saranno, a regime, mai più compito del Comune bensì delle ditte che, da bando, avranno l'obbligo di "tenere pulito" (anche nel loro interesse) l'area che gli è stata affidata (triplo wow carpiato).
Sarà che in tutto il mondo funziona così. Sarà che finalmente c'è qualche realtà che fa quello che dovrebbe fare qualsiasi cittadino preparato: raccontare le buone pratiche adottate dovunque e far notare, con forza quando occorre, che non ha senso non applicarle anche a Roma.
Noi lo stiamo facendo, non solo con Cartellopoli. Gli altri blog che modestamente gestiamo (Degrado Esquilino, Pro Pup Roma, Bike-Sharing Roma e Romafaschifo.com) questo fanno: presentano continuamente dei confronti che puntano a due cose: informare i cittadini e fargli rendere conto che non è vero quello che tutti dicono, ovvero che tutti stanno messi come noi.
Quando tutti i cittadini romani comprenderanno che le antenne sui tetti ci sono solo da noi, che le affissioni abusive sui muri ci sono solo da noi, che la foresta di cartelloni esiste solo da noi, che le bancarelle così concepite esistono solo da noi, che le auto in sosta selvaggia si avviano ad esistere solo da noi, che la lotta contro i parcheggi interrati la si fa solo da noi, che i giornalai fanno una favela tutt'intorno solo da noi, che i cassonetti per la monnezza sono rimasti solo a Roma, che non c'è area monumentale al mondo, manco in Turchia o in Egitto, zeppa di camion bar... Insomma, quando l'informazione passerà, allora sarà impossibile per gli amministratori (e Paciello l'ha dimostrato addirittura citando a lungo il caso di Napoli, uno dei nostri leitmotiv, ma solo uno dei tanti perché mai e poi mai vogliamo sembrare quelli che "tifano" per una soluzione o per una azienda) non tenerne conto. Perché si troveranno davanti un esercito di popolo consapevole e preparato che, semplicemente, chiederà: "ma perché non facciamo come tutti gli altri???".

Ora che il concetto secondo il quale il bando pubblico e internazionale è l'unico sistema per aggiustare il settore delle affissioni. Ora che questo concetto è veicolato dai dirigenti comunali e dai Presidenti di Municipio (abbiamo visto Catarci qualche giorno fa), continueranno a sminuire la proposta continuando a chiamarla "l'idea di Tonelli". Tonelli non ha manco l'ombra di un'idea. Tonelli dice solo che bisogna fare come fanno nei posti civili. Che bisogna diventare normali. E questa non è una idea da discutere, questa è una cosa da fare punto e basta.

33 commenti:

  1. Ci vogliono buttare tutti cartelloni in periferia, questi disgraziati!!

    RispondiElimina
  2. Massimiliano sei un GRANDE, ho avuto fiducia in te ed avevo ragione. Ma non è invece che sti bastardi spostano i cartelloni nelle periferie ricollocandoli nelle vie più nascoste?
    Marco

    RispondiElimina
  3. Il piano che suddivide la città in zone è stato fatto di recente anche in altre città come Milano e Firenze. In queste città non c'è alcun tipo di affollamento di cartelloni, nè in centro nè in periferia: sarebbe quindi opportuno copiare la stessa metodologia anche qhì a Roma. e i porci camorristi se ne vadano affanculo !

    Aggiungo che non mi pare giusto che chi ha autorizzato il massacro della città, ora si elevi a salvatore: dovrebbe pagare l'errore fatto ed essere immediatamente sostituito.

    Mafie e corruzioni, dietro i cartelloni

    RispondiElimina
  4. In effetti sembra finto, che l'artefice della truffa dell'autocertificazione per le ditte cartellonare che ha dato il via al Grande Scempio, sig. Paciello, si converta d'un tratto all'unica vera soluzione del settore, la gara pubblica.
    -
    Ma la delibera popolare da noi firmata per cambiare il regolamento affissioni, verrà sul serio approvata?
    -
    E i danni economici provocati dall'invasione di cartelloni, chi li paga?
    Bordoni o Paciello? Le ditte cartellonare?
    -
    Adesso togliete subito i cartelletti 1x1 dai marciapiedi!

    RispondiElimina
  5. Dunque Les, lunedì cerchiamo di mettere un po' più di contenuti in un post apposito anche per dare risposta alle tue giuste domande.

    Strano, avete ragione, stranissimo che chi ha provocato il Grande Scempio ora si proponga come chi lo vuole risolvere. Ma se ci pensate chi meglio di loro? Chi meglio di Bordoni, un uomo dalla carriera politica ampliamente pregiudicata da questa storia, può essere la persona più motivata al mondo a sistemare la città e dunque a salvare la sua onorabilità pubblica che è ad un millimetro dal baratro?

    Sono troppo cinico?

    RispondiElimina
  6. Comunque ho visto Bordoni mooooooolto titubante sulla delibera. A quanto pare loro intendono, con il Piano Regolatore, accoppiare una nuova delibera che modifichi il regolamento comunale e che sposi alcuni -non tutti- dettami che stanno dentro la Delibra di Iniziativa Popolare.

    RispondiElimina
  7. comunque non credo che i cartellonari saranno eventualmente poi interessati a mettere i cartelloni in vie secondarie della periferia.
    avrebbero molto meno visibilità e sarebbero quindi poco redditizi.
    eliminandoli dal centro, come spero vivamente, la loro attività si ridurrà drasticamente (fino a che spero muoiano di fame sti bastardi).

    RispondiElimina
  8. Ma certo che Bordoni e Paciello stanno facendo una corsa contro il tempo per salvarsi la reputazione, stretti tra due fuochi: Alemanno e il PDL disposti a incolparli di tutto e le TRECENTODIECI (310) DITTE CARTELLONARE che li ricattano per continuare a piazzar cartelloni, magari fuori dalle Mura Aureliane, rovinando ulteriormente le periferie.

    RispondiElimina
  9. Al di là dei contrasti che periodicamente sono sorti nel manipolo di EROI che ha lottato contro questo orrore metropolitano (e ci metto TUTTI, OGNUNO CON LA SUA "CAPACITà PARTICOLARE" e un giorno qualcuno dovrà raccontarla questa storia.. )dobbiamo considerare la giornata di oggi un nuovo "punto di partenza" per arrivare nel più breve tempo possibile a far si che Roma possa diventare, come non è mai stata, una capitale EUROPEA arricchita però dalla sua bellezza unica e millenaria.
    Ma stiamo attenti..vigiliamo e non abbassiamo la guardia.
    Conosciamo bene, purtroppo, la capacità di manipolare l'opinione pubblica tramite media compiacenti di questa gente.

    RispondiElimina
  10. Caro Les, caro Fitz, li abbiamo messi gli uni contro gli altri. Questi sono passi STRUTTURALI della nostra lotta. Te lo ricordi quando abbiamo iniziato, no? Avresti mai pensato di sentir dire a Bordoni, in un incontro riservato, non in pubblico per farsi bello, frasi tipo "i nemici non siete voi delle associazioni, sono loro la fuori" riferito alle ditte criminali? Ebbene quest'oggi la frase in questione è stata pronunziata. Sottovoce, ma è stata pronunziata.

    RispondiElimina
  11. Benché avessi deciso di non avere più niente a che fare con Tonelli ed il suo Blog, non posso accettare però che come "sessorium" dia una informazione poco corretta. Il Piano Regolatore presentato oggi va in deliberata deroga dei criteri dettati in particolare dagli artt. 19 e 20 del vigente Regolamento (non seguendo ad es. la zonizzazione del Piano Regolatore Generale)e si pensa di approvarlo con una delibera del Consiglio Comunale che modifichi contestualmente anche la delibera n. 37/2009, legittimando così a posteriori "deroghe" che oggi non avrebbero dovuto essere consentite, se non altro perché la delibera n. 37/2009 é stata approvata l'anno scorso e la si poteva già aggiustare allora come si é voluto oggi.
    Tonelli, presente alla riunione, avrebbe dovuto far sapere che il sottoscritto ha evidenziato a Bordoni che da un lato si modifica a proprio piacimento la delibera n. 37/2009 solo per redigere a proprio comodo il Piano Regolatore secondo criteri diversi, senza far passare contestualmente le modifiche proposte dalla delibera di iniziativa popolare, che non avrebbe più senso né importanza apportare dopo (a buoi scappati dalla stalla), ed ha chiesto se l'anticipata adozione del Piano Regolatore da parte della Giunta (nel prossismo mese di novembre)non significhi implicitamente l'affossamento della delibera di iniziativa popolare.
    L'Assessore Bordoni ha risposto in modo evasivo ed equivoco fcendo presente che Piano Regolatore e delibera di iniziativa popoalre camminano su due strade diverse perché seguono due diversi procedimenti.

    RispondiElimina
  12. Caro Bosi, una tua riflessione sulla riunione di oggi è la benvenuta e sarà pubblicata su Cartellopoli quando tu lo vorrai. E non ti modifico manco il titolo. Oppure preferisci sfogarti nel commentario?

    RispondiElimina
  13. mica ho capito ????????

    prima gle li fanno mettere e poi gli dicono che devono toglierli

    booooooooooo

    RispondiElimina
  14. mah, ci credo poco che le ditte leveranno gli impianti da dentro le mura e li butteranno, con tutto quello che hanno speso per realizzarli...
    Li ricollocheranno tutti...sai che selva in periferia...

    RispondiElimina
  15. Finchè Bordoni non dimostra con i fatti il suo impegno per un ripristino (ormai non più possibile) di una situazione decente, non credo ad una sola parola di un individuo del genere.

    Mc Daemon

    RispondiElimina
  16. Segnalo intanto che stanotte sono state posizionate tre nuove "forchette" in attesa di altrettanti cartelloni, sull'Apopia Nuova dopo il GRA direzione Centro.

    Finchè Bordoni non dimostrerà CON I FATTI il proprio impegno resterà , come fino ad ora, ASSOLUTAMENTE NON CREDIBILE.

    Mc Daemon

    22 ottobre 2010 21:53

    RispondiElimina
  17. giustamente non va creduto e giustamente la proposta tonelli va rifiutata da tutte le persone capaci che ci sono !
    Ricordate tutti che il luogo più buio è ai piedi della candela...!

    Tonè ti consiglio "Brotherhood", naziskin che bevono birra biologica, odiano stranieri e gay e alla fine si scoprono proprio omosessuali... un film lontano dagli stereotipi classici che mostra un nuovo mondo di questa gente !

    RispondiElimina
  18. Questo commento qui sopra non c'entra un cazzo con l'argomento del Blog!

    Mc Daemon

    RispondiElimina
  19. Questo commento è del solito psicotico che da mesi sversa la sua monnezza psichica in questo blog..Scrotino fattene una ragione..noi non molliamo e i cartellonari amici tuoi prima o poi saranno spazzatura nella storia di questa città

    RispondiElimina
  20. psicotico ? su dai non mettermi la vostra camicia !

    RispondiElimina
  21. Dopo avere scritto che nessuno (lui compreso) doveva presentarsi in via dei Cerchi, Tonelli ha partecipto assieme a tutti gli altri alla riunione di ieri e quindi deve aver sentito che all’Assessore Bordoni ho anticipato l’intenzione di inviare a guadagno di tempo prima della prossima riunione una mia valutazione critica in termini sia di metodo che di merito sul Piano Regolatore così come presentato ieri.
    Raccolgo quindi l’invito di Tonelli con l’impegno a trasmettergli le mie osservazioni dopo che le avrò inviate a Bordoni e Paciello.
    Nel frattempo colmo io l’informazione che Tonelli non ha dato riguardo alla sua “proposta”, su cui si è sempre scontrato con me, non accettando di incanalarla nelle forme e nei modi consentiti dalla legge.
    Quando Paciello ha avanzato l’ipotesi di combattere l’abusivismo con un bando del tito di quello di Napoli, ho fatto presente che il Regolamento vigente prevede una gara pubblica per ognuno di 4 lotti territoriali in cui è suddivisa Roma solo per gli impianti comunali e non anche per quelli di proprietà privata, per cui occorrerebbe procedere ad una modifica della delibera n. 37/2009: ho evidenziato che questo sarebbe ora ancor più possibile, visto che il Piano Regolatore così come impostato costringe a modificare il Regolamento per piegarlo al metodo con cui è stato redatto.
    Ho anche messo in risalto che il compito di reprimere l’abusivismo spetta in primis alla pubblica amministrazione che può tutt’al più avvalersi nell’azione di rimozione anche dell’aiuto di ditte private, prescrivendolo nelle condizioni del bando stesso: ho tenuto a precisare che non mi risulta al momento nessuna norma che consenta invece di affidare l’esclusiva delle rimozioni ad un soggetto privato, ma che se c’è veramente allora andrebbe bene anche l’affidamento in esclusiva.
    Avevo sempre invitato Tonelli a formalizzare la sua proposta nell’unico modo possibile che gli ho sempre consigliato e che ieri è stato tacitamente accettato sia da Paciello che dal responsabile della S.p.A. Entrate per Roma che ha redatto il Piano Regolatore: ora dovrebbe ringraziare di essersi trovato spianata la strada dal fatto inaspettato che il Piano Regolatore costringerà di per sé a modificare la delibera n. 37/2009, per cui – variante per variante – c’è posto anche per imporre che per ognuno dei 4 lotti territoriali il bando di gara si faccia come da me proposto ieri anche per gli impianti di proprietà privata da installare però in numero finito e predeterminato dal Piano Regolatore prima e dai Piani di Localizzazione poi.
    La ditta che si aggiudica una gara vince il dirito ad installare esclusivamente un numero fisso di impianti che vengono autorizzati solo per 10 anni, trascorsi i quali si procede ad un nuovo bando per la gestione di uno stesso numero di impianti.

    RispondiElimina
  22. Le integrazioni di metodo che Bosi propone alla idea di Bando sono corrette e formalmente ineccepibili. Sul bando io, che non sono in grado ne ho la competenza di parlare id "metodo", ho sempre fatto una questione di "merito". Che poi, molto semplicemente, è questa: "non stiamo qui a inventarci un modello per gestire il nostro comparto affissioni visto che modelli di qualità già esistono e basta copiarli".

    L'unico elemento innovativo e "di metodo" che io, personalmente, ho proposto in aggiunta alla normale, ovvia e lineare riproposizione a Roma di quale modello italiano e straniero è quello di dare incarico alla ditta vincitrice per un dato territorio di avere l'onere di mantenere non solo a zero l'abusivismo cartellonaro, ma anche di combattere il degrado urbano. La ditta, secondo questa che è sì la MIA proposta, dovrebbe (sempre nel suo interesse) combattere anche le affissioni abusive sostanzialmente. Che esistono soltanto a Roma, ormai, nella misura, nell'entità e nella forma che conosciamo. Con tanto di racket degli attacchini alle spalle e quant'altro come tutti sappiamo.

    La mia dunque è solo una piccola aggiunta ad una idea gestionale bellamente copiata alle altre grandi città. Una aggiunta però che permetterebbe alla città in un colpo solo di eliminare la selva di cartelloni e di affrancarsi dai chilometri e chilometri di manifesti abusivi attaccati ai muri.

    Domani, se tutto andrà come vogliamo, chi spende soldi per colla, attacchini, stampa di manifesti illegali e pagamento di eventuali multe, potrà anzi dovrà spendere gli STESSI soldi semplicemente inviando il file della propria pubblicità alla ditta concessionaria e dunque vedersi 'girare' la propria inserzione nei fantastici impianti a roll che finalmente decoreranno la città.

    Questo a tutto vantaggio di chi? Ma che domande, a tutto vantaggio di TUTTI: della ditta, che incassa, dell'inserzionista, che ha una visibilità di qualità, della città che azzera il degrado urbano, le spese che questo comporta, lo stress e la violenza (è testato!) che questo genera.

    Una vera rivoluzione per la nostra città. A costo zero per l'amministrazione che, anzi, guadagnerà molto di più dei 20 micragnosi milioni di oggi.

    Su questa che è L'IDEA IN PIU' rispetto ad un modello che invece è banale e che va applicato senza tante discussioni vorrei il vostro parere (astenersi attacchini).

    RispondiElimina
  23. Io sono d'accordo ma trovo più probabile che la ditta vincitrice del bando si occupi della pulizia di muri e pali nelle immediate vicinanze degli impianti pubblicitari di sua competenza.

    RispondiElimina
  24. Bhe ma gli impianti saranno su tutto il territorio sul quale ha vinto il bando, dunque sarà suo compito, da bando, occuparsi di tenere ordinato e pulito da affissioni abusive tutto il territorio.

    Dice: ma non converrà, per le ditte sarà una spesa pazzesca. Falsissimo. Dopo i primi giorno attacchini abusivi, partiti politici, discoteche e discotecari affezionati ai pali della segnaletica dovranno per forza desistere. Perché? Perché essere abusivi, che ora è assai conveniente, diventerà antieconomico. Primo perché tutto lo sforzo e l'investimento per affiggere abusivamente verrà vanificato nel giro di poche ore. Secondo perché il sistema di repressione, da parte della ditta privata, avrà un seguito, sempre in collaborazione con l'amministrazione, nelle sanzioni.

    La amministrazione avrà insomma un maggiore sprone, un sostanziale obbligo a procedere con le sanzioni a carico della impresa che affigge abusivamente (o del partito politico, al netto dei condoni ovvio, ma insomma...) dopo che il nome da multare gli sarà segnalato dalla ditta. E questo sempre da bando, tutto codificato e strutturato.

    In sostanza gli abusivi avranno la certezza che, in tutto il territorio della città (perché tutto il territorio dovrà essere messo a bando) non appena affiggeranno abusivamente partirà tutta una filiera da parte della società che ha la concessione sulla comunicazione esterna in quell'area per cui i manutentori elimineranno le affissioni, segnaleranno con apposite procedure informatiche (addirittura con piccoli macchinari che permetteranno di scattare la foto, di compilare un modulo e farlo arrivare direttamente alla Sala Sistema Roma della Polizia Municipale dove vi sarà un ufficio apposito) la violazione facendo partire la procedura di multa.

    Con questi presupposti non credete anche voi che gli abusi diventeranno più rari di un panda albino? Essere abusivi diventerà antieconomico. Molto antieconomico.
    E' l'uovo di colombo per cambiare la faccia a questa città. Possibile che non si riesca ad andare tutti insieme su progetti di questo tipo che fanno vincere tutti? Vorrei anche un parere del buon Bosi a riguardo...

    RispondiElimina
  25. State tutti facendo un grosso errore, perché proiettate al domani la stessa identica situazione di caos e di illegittimtià di oggi.
    Nel corso della riunione di ieri ho detto che "a regime", quando cioé si sarà arrivati ad approvare i Piani di Localizzazione in scala quanto meno 1:2000, sarà stato individuato l'esatto luogo in cui debba stare ogni impianto, che potrebbe anche combaciare con una serie di cartelloni già installati negli stessi punti, senza che ciò possa costituire per loro un diritto acquisito a restarci.
    Un Piano di Localizzazione siffatto consentirà di:
    - individuare immediatamente sul territorio un eventuale impianto abusivo non installato dove previsto dal Piano di Localizzazione, senza possibilità alcuna di mascherarsi attraverso targhette più o meno fasulle;
    - assegnare a gara pubblica chi avrà il diritto ad installare e gestire per 10 anni (5+5) i propri impianti solo e soltanto nei luoghi individuati dal Piano di Localizzazione.
    L'errore sta nel non aver ipotizzato un passaggio ineludibile del bando gara, da dover sancire o nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Localizzazione o nelle condizioni dello stesso bando di gara, che é quello della auomatica decadenza delle autorizzazioni di tutti i cartelloni esistenti di proprietà delle ditte che non vinceranno il bando di gara.
    A quel momento, quand'anche sul territorio rimanessero tutti gli impianti attualmente installati (sia regolari che abusivi), non appena espletato il bando di gara con l'assegnazione di un'unica ditta vincitrice per quel lotto territoriale, tutte le altre ditte dovranno a loro cura e spese rimuovere i propri impianti, a pena di successiva rimozione forzata ad opera del Comune e con la collaborazione della ditta che ha vinto il bando.

    RispondiElimina
  26. Giusto. Sono queste cose che bisogna inserire nella nuova normativa.

    Riguardo alle autorizzazioni, però, non credo si possano far decadere d'ufficio (o si?) senza subire una ridda di 310 ricorsi al TAR, ma potrebbe essere più agevole farle decadere a scadenza (2014? Bosi mi correggerà) senza rinnovarle.

    Su questi aspetti bisogna essere lucidi e suggerire soluzioni che, come abbiamo avuto modo di notare ieri, l'amministrazione legge avidamente e avidamente sposa.

    RispondiElimina
  27. Ti faccio notare che sei stato tu a criticarmi riservatamente le mie eccessive puntualizzazioni "tecniche" di ieri, "autorizzazioni" comprese (ritenute peraltro secondarie), che - guarda caso - mi fanno anche quelli del Comitato Promotore da cui sono stato costreto a prendere le distanze, proprio perché sostengono che il tecnicismo va tenuto separato dalla "politica" (come se un problema si possa risolvere parlando del swesso degli angeli, senza averne studiate prima le cause e trovate le giuste soluzioni, ma trattando semplicemente più con Bordoni che con Paciello).
    Se come penso e prima o poi mi dovrà confermare l'Avv. Paciello, al 31.12.2014 scadono definticamente le "concessioni" che riguardano esclusivamente gli impianti comunali SPQR, mentre le "autorizzazioni" (quelle cioé rilasciate agli impianti di proprietà privata che fanno parte del procedimento di riordino)scadono definitivamente per decorrenza dei 10 anni al prossimo 31 dicembre 2010.
    Baste esigere di non rinnovarle, proprio per aspettare di entrare " a regime" come ho già detto.

    RispondiElimina
  28. Su questa cosa dovresti insistere con Paciello per avere risposte CHIARE. Perché altrimenti, nella nebbia, questi pigliano e rinnovano tutto per altri 10 anni e se ne riparla nel 2020!!!

    Per il resto io credo che il Comitato Promotore si stia comportando per certi versi in maniera efficacie, per altri molto meno e per altri ancora addirittura in maniera scorretta e assai prepotente. Sembra che il comitato promotore sia fatto da persone unte dal signore, quando io in realtà non ne faccio parte solo perché tardai 15 minuti all'atto della firma. Ad ogni modo hanno ragione quando ti dicono che la politica segue dei ragionamenti e la tecnica degli altri. Hanno ragione da vendere caro Bosi, e sta a te la capacità (che dimostri sistematicamente di non avere) di tenere i due ragionamenti distinti e farli incontrare SOLO QUANDO SI DEVONO INCONTRARE, non sempre e ad ogni occasione.

    Se Paciello ci dice che "il Piano regolatore sarà propedeutico in prospettiva al bando pubblico per assegnare le concessioni" non gli puoi contestare il singolo articolo del Regolamento Comunale, perché in quel momento quell'individuo sta facendo soltanto un ragionamento di prospettiva politica che va trattato come una idea, un progetto, un auspicio, una linea di tendenza. Non come un articolo da codice di legge.


    Te l'ho già detto, Bosi: quando io dico "spero che chi parcheggia in doppia fila venga messo in galera perché ogni volta compie un tentato omicidio", tu non mi puoi rispondere che devo tacere perché oggi la legge, al massimo, prevede per lui sanzioni da poche decine di euro.
    Anche perché se non si parla, prima, di prospettive, poi non si arriva mai ai veri cambiamenti ed alle vere riforme che occorrono.

    Se ragioniamo di RIFORMARE un settore e poi ci autoflagelliamo con la normativa vigente interpretandola come un recinto entro il quale stare sbagliamo di grosso.

    RispondiElimina
  29. Riguardo al comitato promotore avrai notato, ieri, che è stata presentata da parte di quest'ultimo una lettera all'Assessore, la lettera è stata utilizzata per generare i punti all'ordine del giorno del prossimo incontro di novembre e attutt'oggi ne io ne, ritengo, gli altri componenti del tavolo (Italia Nostra, Legambiente, VAS) sanno cosa ci sia scritto dentro ne su quali piani si svolgerà la prossima riunione.
    Che ci voleva a condividere il contenuto mentre lo si presentava all'assessore? Mi fa piacere che Bordoni e Paciello abbiano preso dei punti suggeriti dalle associazioni e con quelli abbiano fatto l'ordine del giorno per il prossimo incontro, ma perché da un solo soggetto del tavolo?
    Cartellopoli, per esempio, è assai contraria alle rimozioni effettuate dal comune e presto spiegheremo il perché. Semmai ci fosse bisogno di spiegarlo.

    RispondiElimina
  30. Mi dai dell'ingenuo che non saprebbe fare "politica" perché l'antepone sempre allo studio preventivo dei problemi (chiamato "tecnicismo" proprio da chi non ci capisce un accidente o non gli va nemmeno di studiare il problema, ma pretende lo stesso di trattare da pari a apri con la "politica") e non capirebbe per di più non solo quando i ragionamenti della tecnica vanno distinti da quelli della politica ma soprattutto non avrebbe la capacità di farli incontrare solo e soltanto quando si devono incontare.
    Pretendi per giunta, senza accorgertene, che sia la tecnica a piegarsi alla "politica",e non il contrario, perché per attuare quanto detto da Paciello (che non é peraltro un "politico") e far sì che comuqnue "il Piano regolatore sarà propedeutico in prospettiva al bando pubblico per assegnare le concessioni" (caso mai "autorizzazioni") occorre pur sempre predisporre un dispositivo tecnico-giuridico che lo consenta (e non solo aprire bocca e darle fiato).
    Dal momento inoltre che stai di nuovo incorrendo nel tuo solito "metodo" di interrogarti e risponderti da solo, oltre che di avere sempre e comunque l'ultima parola, finiamola qui ed interrompiamo queta telenovela, prima che degeneri nuovamente in bagarre.
    Lascio a te ed al Comitato Promotore il compito di fare solo pura "politica": in cambio lasciatemi continuare quella che secondo voi é una pura azione da tecnico che non saprei far incontrare con la "politica" e fatemi impiegare meglio le ore della mia giornata quanto meno per le numerose "segnalazioni" che ho ricevuto e che per causa vostra non ho finora trovato il tempo di "studiare" e rigirare a chi di dovere.

    RispondiElimina
  31. Interessante questo scontro sulla "politica" e sul "tecnicismo", io ritengo che quando la politica prescinda dal tecnicismo e cioè l'analisi ed il rispetto della legge crea delle forzature. Anche tu cominci a parlare di ricorsi al TAR....e cosa pensi che farà il TAR ?
    Dopotutto a guardar bene anche le migliaia di cartelloni non sono altro che una scelta politica...! Non ti pare ?
    Ma in fondo tu non hai mai detto che vuoi una scelta giusta....tu vuoi la tua scelta ! Dunque occhio al tribunale amministrativo.

    RispondiElimina
  32. GUERRA SERRATA E CONTINUA CONTRO LA CAMORRA CHE SI ANNIDA NEL COMUNE DI ROMA, NON CANTIAMO VITTORIA NE ABBASSIAMO LA GUARDIA.

    DENUNCIA,DANNEGGIA,IMBRATTA CON LE SCRITTE ABUSIVO, STRAPPA I MANIFESTI MENTRE CAMMINI!!!!

    RispondiElimina
  33. Mooolto in soldoni:
    Punto 1: Bosi c'è ricascato a litigare con cartellopoli.
    Punto 2: Tonelli prima inneggia a Bosi e poi gli dice che non capisce un c***o di politica.
    Punto 3: Tonelli sparla di tutti quelli che non la pensano 1000/1000 come lui, anche se il nemico è un altro.
    Punto 4: il cretino quì sopra è un frustrato
    Punto 5: C'avete fracassato le sacrosante con questi comizi sul blog.

    RispondiElimina