venerdì 22 ottobre 2010

E finalmente il PD si mise al bando

Sono mesi che lo andiamo ripetendo, ora che anche il capogruppo del maggior partito di opposizione ne fa cenno, non possiamo che essere soddisfatti. Al TG3 regionale di ieri sera, per dire, Umberto Marroni l'ha detto chiaro e tondo: dopo il Piano Regolatore (e la Delibera di Iniziativa Popolare, aggiungiamo noi) bisogna fare un bando pubblico. Alleluja, chi la dura la vince: certi concetti stanno passando e un domani, chissà, Roma potrà allinearsi a tutte le città civili che da tempo hanno messo a bando il settore e l'hanno così riqualificato. Un bando esclusivo che dovrà consegnare la gestione dei mq di pubblicità esterna nelle mani di una o pochissime entità.

Non è una novità, badate bene: lo abbiamo già fatto e con successo. Sotto la metropolitana, dove c'è il monopolio assoluto di IGPDecaux e nessuno s'è mai scandalizzato (ve la immaginate ogni stazione di metro gestita da un operatore diverso, oppure proprio, all'interno della stessa stazione, ogni cartello diverso dall'altro...). Oppure per quanto riguarda le fermate dell'Atac, monopolizzate da anni e anni da Clear Channel con l'unico "danno" per la città di avere fermate belle, luminose, funzionali e manutenute senza alcuna spesa per Atac.

Come ci siamo già detti, le affissioni esterne sono un servizio a rete. E in tutti i grandi sistemi urbani i servizi a rete sono gestiti in regimi di monopolio o quasi essendo loro stessi un monopolio naturale. Pensateci: la raccolta dei rifiuti, il trasporto pubblico, le fognature, l'acqua, la pubblica illuminazione: sono tutte gestite da società pubbliche o private in regime di monopolio o quasi. Ve li immaginate i pali della illuminazione pubblica tutti diversi come design e ciascuno in mano ad una società elettrica da cui il comune aquista il servizio? Sarebbe stato uno scandalo, invece tutti i lampioni hanno lo stesso disegno e tutti sono gestiti da Acea.

Stessa cosa, nel medio periodo, dovrà succedere coi cartelloni.

Dice: ma c'è il rischio che vinca una ditta del crimine cartellonaro romano. Ma no, niente paura, questa gente dovrà convincersi a cambiare lavoro: nessuno di loro avrà non dico la chance di vincere, ma neppure la possibilità di partecipare allagara che sarà aperta, come tutte quelle di questo tipo, a realtà internazionali che già hanno gestito altri sistemi urbani, che possono dimostrare fatturati a sette zeri, che possono mostrare la entità dei dipendenti, la loro quantità. Chi lavora in nero, con manodopera abusiva e al di fuori della legge sarà spazzato via. Questo è scandaloso?

Dice: ma i bandi in Italia sono tutti aumma aumma.
Vero, e su questo dobbiamo vigilare. Comunque nella fattispecie la cosa è semplice, il Comune sceglierà la realtà che gli darà più soldi indietro rispetto al tempo di concessone. Più lineare di così.

Dice: ma poi se quello è in monopolio le tariffe aumentano troppo...
A parte che da bando si può fissare dei limiti a questo, ma poi che male c'è, me lo spiegate? E' un problema se il negozio di scarpe, il macellaio all'angolo e l'agenzia di viaggi non potranno più permettersi il loro cartello abusivo che verrà spazzato via? Non mi pare un problema, tutt'altro. Tra l'altro, come abbiamo spiegato, rifiaterranno anche gli altri mezzi di diffusione pubblicitaria, come banalmente i giornali, che oggi sono cannibalizzati da una concorrenza slealissima.

E poi, se non vi basta, è così che fanno in tutto il mondo, in mancanza di idee migliori dobbiamo fare così pure noi.

1 commento:

  1. BANDO PUBBLICO INTERNAZIONALE PER 1 O 2 DITTE IL RESTO DELLA CAMORRA A CASA CON L'ASSESSORE DAVIDE BORDONI

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