giovedì 28 ottobre 2010

L'incontro di ieri. La trascrizione dell'intervento di Bosi

LE CAUSE DELLA CARTELLOPOLI ROMANA STANNO IN UN CIP

Molti cittadini si chiedono come sia possibile che ogni giorno a Roma spuntino come funghi cartelloni pubblicitari, senza che si salvi nessun angolo della città.
La risposta è in un CIP, parolina magica che è la sigla di Canone Iniziative Pubblicitarie, ex Imposta Comunale sulla Pubblicità che si deve obbligatoriamente pagare sia per gli impianti regolarmente autorizzati che per i cartelloni abusivi, in quest’ultimo caso sotto forma di “indennità” pari al CIP.
Al pagamento del CIP o della indennità per un certo impianto segue da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma l’assegnazione di un numero di codice identificativo, che serve per registrare il medesimo impianto nella Banca Dati del Comune, classificandone anche la natura regolare o abusiva.
Il fatto che debba essere comunque pagata (sotto forma di CIP o di indennità) la permanenza sul territorio comunale di qualunque tipo di impianto pubblicitario è stato sfruttato dal Comune di Roma per fare cassa: di questo si è vantato lo stesso Assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni.
Per tutto l’anno 2009 il Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello ha permesso la procedura tanto delle “autocertificazioni” quanto soprattutto delle “autodenunce” degli impianti abusivi, che ha consentito in particolare di pagare una indennità pari al CIP per impianti abusivi già installati, su cui è stata successivamente affissa la targhetta con il numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni.
Il pagamento del CIP viene richiesto per gli impianti per i quali è stata presentata la domanda di installazione in un certo posto, che è stata doverosamente istruita e riconosciuta come legittima: il CIP in tal caso equivale anche al rilascio della regolare “autorizzazione” di quell’impianto per 5 anni, eventualmente rinnovabile per altri 5.
Di regolari “autorizzazioni” di questo tipo nel 2010 ne sono state rilasciate meno di 100 in tutto.
Il pagamento invece di una indennità pari al CIP per impianti abusivi di cui sia stata presentata “autodenuncia” dovrebbe comportare l’avvio della procedura di repressione dell’abuso, che consiste nel preventivo oscuramento della pubblicità irregolare e nella successiva rimozione dell’impianto in modo spontaneo da parte della ditta stessa (a seguito di una lettera-diffida a provvedere in tal senso trasmessa dal Servizio Affisissioni) oppure in modo forzoso da parte del Comune.
Dal momento che sia il CIP che la indennità consistono in una tassa da continuare a pagare annualmente, è di tutta evidenza che per sfruttare al massimo tali entrate è bene che rimangano installati sul territorio il più a lungo possibile tutti gli impianti ed in particolare quelli abusivi, che – come sopra evidenziato - sono la stragrande maggioranza.
Nel 2010 la situazione è precipitata ancor di più, perché ora i cartelloni abusivi vengono installati direttamente con la targhetta che riporta il numero di un codice identificativo che viene assegnato dal Servizio Affissioni in un modo che non è stato ancora spiegato, ma che non è sicuramente legittimo, perché trattasi comunque di un procedimento che non è affatto previsto nel vigente Regolamento, dove invece sono state stabilite precise forme e modalità di repressione che non risultano essere state finora applicate.
Basti dire che l’Ufficio del Servizio Affissioni che incassa l’indennità dovuta per impianti abusivi non comunica affatto con l’Ufficio Vigilanza a cui invece dovrebbe essere immediatamente segnalato l’impianto abusivo autodenunciato e che l’Ufficio addetto alle rimozioni non sa addirittura dove sia l’Ufficio che cura l’oscuramento delle pubblicità irregolari.
Grazie anche a questo meccanismo burocratico, non risulta che sia stato oscurato nessun impianto abusivo, la cui ditta titolare può così continuare ad incassare guadagni illeciti (presumibilmente in nero, senza denunciarli nella dichiarazione dei propri redditi) fino alla materiale rimozione dell’impianto: mentre un preventivo oscuramento di tutti gli impianti accertati come abusivi non rende urgente più di tanto la loro rimozione, perché da un lato impedisce comunque indistintamente a tutti il prosieguo dello sfruttamento della pubblicità e dall’altro lato li “addita” ai cittadini un po’ come i ladri a cui è stata tagliata la mano, il numero invece esorbitante dei cartelloni accertati come abusivi non ne consente una loro totale ed immediata rimozione e permette di fatto il prosieguo della speculazione da parte delle ditte titolari.
Non è dato di sapere al momento se questo comportamento del Comune nei confronti degli impianti abusivi sia voluto per fare comunque cassa o se siano da addebitare a fattori fisiologico-burocratici le cause del ritardo nella mancata rimozione così come anche delle stesse rimozioni fin qui eseguite in modo episodico e comunque parziale.
Un compito del genere spetta alla Magistratura: a lasciare però quanto meno dubbi e sospetti c’è di certo la mancata applicazione di quanto prescrive il vigente Regolamento riguardo proprio alle ditte che hanno istallato impianti abusivi.
Da un lato alle ditte titolari di impianti abusivi che non vengono oscurati (e sono per di più rimossi dopo molto tempo) non vengono applicate le sanzioni cumulative che ammonterebbero ad una cifra superiore al guadagno illecito fin lì ricavato e funzionerebbero quindi da deterrente a continuare ad installare cartelloni abusivi, perché non più lucrativi: dall’altra parte il Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello dovrebbe dichiarare decadute nella misura del 5%, del 20%, del 50% o del 100% le “autorizzazioni” regolarmente rilasciate ad una ditta che si sia resa responsabile rispettivamente di una, due, tre o più violazioni.
Come esempio emblematico per tutti si porta quello della ditta “Nuovi Spazi”, che è erede delle “autorizzazioni” regolarmente rilasciate alla ditta “Nevada” e che ha installato e continua ad installare impunemente impianti abusivi in tutta Roma: benché le siano stati rimossi ben più di 3 cartelloni abusivi, non risulta che il dott. Francesco Paciello abbia dichiarate decadute tutte le sue “autorizzazioni” e l’abbia di fatto cancellata dal mercato di Roma, dove continua invece a spadroneggiare in violazione di qualunque divieto di affissione.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

6 commenti:

  1. scusate

    ma non si puà fare una denuncia penale nei confronti di questo Direttore ?

    grazie

    RispondiElimina
  2. C'è tanto di quel materiale d'indagine che la Magistratura inquirente ha abbondante campo d'azione. Sono molteplici le sospette "inconguenze" nell'operatività amministrativa, dove a monte c'è un interessamento politico che sale su fino a livelli molto, molto alti: si esplicita giorno dopo giorno una incisiva azione giudiziaria per fare piena luce su questa materia.

    Uffici che appaiono non correttamente espletare i compiti loro assegnati, un degrado del territorio di Roma Capitale che mai prima d'ora è stato visto, un pressapochismo nella gestione delle risorse: sono tutti chiari fatti che esclamano a gran voce una SERIA, DEFINITIVA soluzione a questo SCEMPIO senza fine.

    RispondiElimina
  3. LA MIA DOMANDA E' PERCHE' SONO STATI PAGATI IL CIP CIOE' LE IMPOSTE PUBBLICITARIE SE' UN IMPIANTO E' ABUSIVO??? L'IMPIANTO ABUSIVO IN TEMPI REMOTI VENIVA MULTATO RIMOSSO E RICHIESTE CON VARIE CARTELLE IL PAGAMENTO DELLA RIMOZIONE FACCIO ESEMPIO SE' IO PARCHEGGIO IN DOPPIA FILA E OSTRUISCO IL PASSAGGIO AD UN'ALTRA MACCHINA VIENE IL CARROATTREZZI E MI PORTA VIA LA MACCHINA LA MULTA E' DA PAGARE E ANCHE IL COSTO DEL CARROATTREZZI E IL DEPOSITO PERCHE' NON E' STATO FATTO ANCHE PER GLI IMPIANTI NON REGOLARI??? BENE IO LO SO' NON E' STATO FATTO PERCHE' IL COMUNE DOVEVA INCASSARE SOLDI E FAR VEDERE CHE L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI DESTRA ERA MEGLIO DI QUELLA DI SINISTRA E COSI HANNO AUMENTATO IL BILANCIO COMUNALE E SECONDO LORO HANNO FATTO COSA GRADITA CONSIDERANDO CHE SE' ANDIAMO PER STRADA I CARTELLI ISTALLATI SONO IL DOPPIO PER NON DIRE IL TRIPLO DEGLI ANNI 80/90 TEMPI ORMAI REMOTI, LA MAGISTRATURA SONO ANNI ANZI MEGLIO DIRE SECOLI CHE INDAGA MA OGNI GIORNO O MEGLIO OGNI MESE FANNO UNA DELIBERA X CORREGGERE GLI ERRORI COSI LORO STANNO A POSTO E CHI LAVORA SI DEVE RITROVARE INCASTRATO IN UNA SITUAZIONE ESTREMA DEL TIPO CHE NOI ATTACCHIAMO I PUBBLICITARI MA IN REALTA' TUTTO PARTE DAL COMUNE CHE DEVE INCASSARE DENARO PER POTER ANDARE AVANTI .... SECONDO ME DOVREBBE ELIMINARE LE SOCIETA' ABUSIVE CHE NON HANNO DIRITTO A ESISTERE E A STARE MA CHISSA' SE' LO FARA' QUALCUNO

    RispondiElimina
  4. Che all'interno dell'VIII dipartimento ci sia qualcuno che dovrebbe sbrigarsi a fare la valigia e scomparire in qualche meta esotica è ormai evidente anche ai neonati in fasce...

    Che ci sia anche qualcun altro - un pò più in alto- che dovrebbe fare altrettanto è ormai anche evidente.

    La domanda è : QUANDO PARTONO ?!

    RispondiElimina
  5. ma allora perchè non si fa una DENUNCIA PENALE contro i vari soggetti responsabili ?

    perchè non si fa una class action ?

    spiegatemi

    grazie

    RispondiElimina
  6. E' DA TEMPO CHE DICO :

    CLASS ACTION SUBITO!!!!

    NON UN GIORNO DI PIU'!!!!!

    Mc Daemon

    RispondiElimina