mercoledì 6 ottobre 2010

Planciopoli: lo scandalo si ingrossa. E se fosse legato a doppio filo allo scempio Cartellopoli?

Vi ricordate Planciopoli? Vi ricordate il Corriere della Sera che ne ha parlato ieri? Ebbene, è uscita dopo una po' la risposta di Bordoni. Ancora lui, sempre lui. C'è lui, guarda un po', dietro questi orrendi catafalchi che, nel numero di 300, hanno riempito la città dell'ennesimo scempio. Leggiamo cosa dice l'assessore.

«Non si tratta di plance elettorali, ma di impianti del circuito politico sindacale (che durante le elezioni ospita ovviamente i manifesti elettorali). Si tratta di un obbligo di legge al quale il Comune deve ottemperare, anche per evitare che i manifesti vengano attaccati incivilmente sopra i muri o i monumenti stessi». La legge finanziaria 311 del 2004 (integrata da quella 244 del 2007) fissa l’obbligo per i Comuni di riservare il 10% degli spazi per l’affissione a vari soggetti (indicati nell’art. 20 del Decreto Legislativo 507 del ’93). «Per adempiere a questo obbligo di legge – dicono dall’assessorato al Commercio - il Comune ha attivato il circuito politico sindacale, ovvero i pannelli di cui parlano il signor Tonelli. Oggi in città abbiamo 299 pannelli. Durante le elezioni il tetto massimo viene definito dalla Prefettura: l’ultima volta erano 1000».


Dunque lasciamo da parte che questo inviduo consideri utili i catafalchi contro l'abusivismo sui muri, se Bordoni desidera confezioneremo per lui un dossier, all'istante, che dimostra come il racket degli attacchini non sono mai stati così liberi di operare. Anche qui documenteremo tutto con le immagini di Google Street View che certificheranno come i muri che due anni e mezzo fa (durante la campagna elettorale del 2008) erano intonsi, oggi -senza campagna elettorale- sono completamente invasi di carta di destra e di sinistra. Uno scempio ovunque, in ogni strada. E' evidentente come si sia completamente mollata la presa e si sia consentito alle mafiette della scopa e della colla (che esistono solo a Roma) di appropriarsi della città. Dunque mettiamo da parte che questi mostri arruzzoniti e pericolosi servano a eliminare gli abusivi del manifesto.
Ma la notizia è un'altra: il Comune di Roma rispetta le leggi sulle affissioni. Tanto scrupolosamente che non si tira indietro a distruggere il proprio stesso territorio con 200 impianti che sarebbero improponibili anche a Luanda pur di ottemperare ad una norma. Questo significa che ben presto il Comune si risolverà anche a rispettare il Codice della Strada, il Codice dei Beni Culturali e anche il suo stesso Regolamento sulle Affissioni, eliminando così la stragrande maggioranza degli impianti pubblicitari che umiliano la capitale d'Italia. Oppure Bordoni, oltre a passare alla storia (e questo glielo garantiamo) come l'individuo che ha modificato i connotati alla città di Roma, vuole anche essere quello che applica le leggi quando si tratta di aumentare mq di merda e invece le ignora quando si tratta di oscurare e rimuovere?

Ma andiamo ancora avanti, perché la questione è assai spinosa tanto da farci sospettare che lo scandalo Planciopoli sia direttamente collegato allo scandalo Cartellopoli. Dobbiamo lavorarci, dobbiamo soprattutto chiedere conforto ai nostri esperti di diritto e di codici (Rodolfo Bosi, sei a lavoro?), ma abbiamo la netta sensazione che il Comune abbia rinunciato al suo 10% consegnandolo ai cartellonari che tanto ama per poi aggiungerlo con queste plance. In molti sistemi ad esempio, per dirne uno a Parma, le affissioni pubbliche obbligatorie per legge sono parte dell'affidamento in concessione dei mq al concessionario privato, che si occupa anche della corretta affissione. E poi, come mai se la legge risale al 2004 queste orrendezze prima di Bordoni non si sono mai viste?

Siamo quasi del tutto certi che con una rapida indagine si potrà trovare la ennesima magagna dietro questo enorme e sconfinato scandalo sul quale la magistratura sta cercando di venire a capo.

6 commenti:

  1. è esattamente questo il punto: BORDONI quando c'è da difendere i suoi personalissimi interessi tira fuori qualche norma che sicuramente da qualche parte esiste, quando c'è da difendere il bene pubblico, le norme vengono ignorate, derogate. Se BORDONI vuole rispettare la legge con tutte le dritte che gli abbiamo dato (soprattutto BOSI), non ha che da cominciare a farlo. è lo stesso discorso del camion bar davanti ai monumenti, BORDONI, invece di trovare una norma per cacciarli, trova il cavillo per tenerseli. Che uomo di merda.

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  2. Bordoni è un maiale grasso con alle spalle organizzazioni criminali.

    INTERVENGA LA MAGISTRATURA.

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  3. Ma queste plance maledette non vengono tirate fuori solo un mesetto prima delle elezioni e poi rimosse???

    Perchè sono fuori ora??? Bordoni maledetto, ci vuole far vivere nello schifo fino al collo, sotterrati da cartelloni e cartacce.

    ROMA CAMBIA (in peggio)

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  4. "Si tratta di un obbligo di legge al quale il Comune deve ottemperare, anche per evitare che i manifesti vengano attaccati incivilmente sopra i muri o i monumenti stessi"

    A Bordò... mavaff******. E portate pure l'amico tuo Paciello.

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  5. CLASS ACTION SUBITO!! NON UN GIORNO DI PIU'!!

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  6. MAGISTRATURA ESISTI?

    Sarebbe da scaricare un bel camion di letame sotto casa di Bordoni. Avete parenti allevatori?

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