lunedì 25 ottobre 2010

Presentazione del Piano Regolatore. Cosa è successo venerdì in assessorato

QUESTIONI INTRODUTTIVE.
Vi verrà da ridere, ma la proiezione di slides che ha anticipato, in assessorato lo scorso venerdì, la presentazione alle associazioni del Piano Regolatore degli impianti pubblicitari, consisteva in una serie di foto di aree della città regolarmente devastate dagli impianti pubblicitari dai quali, con una passata di Photoshop, venivano eliminati i cartelloni. Una sorta di "prima-e-dopo" al contrario. Un sogno, insomma. Paradossale vederlo proiettato, questo sogno, in quelle stesse stanze dove è stata pensata la delibera 37 che ha suggellato la triplicazione degli impianti pubblicitari.
Impianti che, tuttavia, secondo il Comune sono nel numero di 32.700 per un totale di 213.000 metri quadri. Un numero accettabile, se solo fosse vero. E una prima piccola bagarre tra i partecipanti c'è stata proprio su questa quetione. Roberto Crea ha sommessamente domandato: "ma avete fatto una verifica su quale sia l'entità dello scostamento tra gli impianti effettivamente presenti nelle strade con quanto dice il vostro database". La risposta è stata evasiva e si è capito che nessun monitoraggio reale esiste.
Per certi versi, tuttavia, la mancanza di un monitoraggio è un bene se ci si pensa. Si è esaurito, per fortuna, il rischio che il piano regolatore fosse una mega sanatoria, una mega presa d'atto dello status quo ed una regolarizzazione dello stesso. Così non sarà, l'intenzione dell'amministrazione è partire da zero. Come chiesto da tutte le associazioni.

DOVE SI POTRA' INSTALLARE.
Per partire da zero occorre capire in quali aree sarà possibile installare impianti ed in quali no. Le aree incompatibili sono sostanzialmente "imposte" al Comune da enti superiori (lo Stato, la Regione, il Ministero dei Beni Culturali...), le aree non urbanizzate, le aree già individuate come incompatibili dal vigente Regolamento Comunale (per intendersi i Lungoteveri lato Tevere, l'intorno delle Mura Aureliae cui peraltro il nuovo Piano Regolatore vuole correttamente aggiungere le "altre" mura che Aureliane non sono, come quelle del Gianicolo o del Vaticano). Tolte tutte queste aree, ecco a disposizione le zone dove sarà possibile installare. E' comunque del tutto evidente che le aree incompatibili ci sono anche oggi e che nessuno le fa rispettare. Ma andiamo avanti.
All'interno delle aree dove è possibile montare catafalchi pubblicitari sono state individuate una serie di "aree con specifiche limitazioni": le zone vincolate all'interno delle aree urbane, le aree di interesse così come individuate dal Piano Regolatore della città (nella Carta delle Qualità relativamente ai beni con vincolo e senza vincolo). In questo ambito è intenzione dell'amministrazione allargare a tutto il I Municipio (area protetta dall'Unesco) tutte le limitazioni che oggi esistono per la ZTL nel Regolamento Comunale.
Le aree cartellonabili, poi, saranno suddivise in quattro anelli concentrici che fanno percepire il rischio, che comunque non è scontato, di un assalto alle periferie. Sta di fatto che la cartellopoli romana sarà divisa nell'area del I Municipio, dell'area interna all'Anello Ferroviario, dell'area interna al Raccordo Anuare e nell'area a questo esterna. Ad una nostra precisa domanda ci è stato risposto che no, il Comune non consentirà la presenza ne di 4x3 ne di 3x2 entro l'Anello Ferroviario. Quando si verificherà questo sogno?
In tutto ciò la strategia sarà quella di privilegiare, in una ipotetica gerarchia di priorità, la tutela delle aree storiche e vincolate. Ed ecco la prima cosa che ci puzza moltissimo. Privilegiare la tutela ambientale non potrà significare, per dire, essere un po' più mordibidi sull'applicazione del Codice della Strada? Noi temiamo davvero di si. E in una città da 350 morti e 70mila feriti all'anno sarebbe un delitto. Ma la sensazione è stata proprio questa: "vi concediamo tutto sulle aree protette, ma non chiedeteci di togliere tutti gli impianti dagli incroci". Per carità, il codice della strada non è la Sacra Bibbia, e si può derogare, ma bisogna vedere in che misura e soprattutto bisogna vedere se le deroghe si continuerà a darle a 310 ditte criminali o a poche (pochissime) ditte professionali.

Un'altra strategia sarà quella di spalmare gli impianti. E' un cavallo di battaglia di Bordoni che però difficilmente avrà una reale applicazione pratica. Ve la ricordate la mitologica frase "c'è spazio per tutti"? Ebbene l'obbiettivo dovrebbe essere quello di eliminare impianti dalle strade principali e metterli nelle traverse, dove oggi non ci sono, ma dove non ci sono per un semplice motivo: commercialmente non valgono nulla.
Come vedete il piano regolatore procede esattamente al contrario rispetto ai dettami che erano indicati nel Regolamento Comunale. In quest'ultima norma si indicavano degli algoritmi, dei numeri massimi di facciate, dei metri quadri e a partire da quelli si andava ad assegnare un tot di impianti a questo o a quel muncipio. La proposta di Piano Regolatore fa il contrario: elimina tutte le aree dove non si può, elimina tutte le zone dove non si può, elimina tutti i punti dove non si può e dice: qui si può, avanti. Ovvio, come ha fortemente ribattuto l'architetto Bosi, che questo possa creare scompensi.

Un capitolo a parte della discussione ha riguardato gli impianti di pubblica utilità. Mostri come le mappe turistiche, i casco-park, i parapedonali e soprattutto gli orologi. Roba che non serve più, che non occorre più, che non ha più nessun senso e nessuna logica. Anzi, roba che è dannosa, come sono dannosi il nugulo di orologi pubblicitari di Via Nazionale, di Via Veneto, di Piazza Risorgimento. Tutti casi dove ciascun orologio, abbandonata da tempo la sua "pubblica utilità" serve soltanto da supporto commerciale e segna un'ora completamente causale, disorientando turisti e romani di passaggio. Ebbene un domani, secondo il Piano Regolatore, questi impianti potranno sparire. Essere riconvertiti in, letterale, "progetti di riqualificazione urbana". Musica per le nostre orecchie che ci porta a pensare, finalmente, a toilette pubbliche ed a parapedonali (a patto che siano abissalmente diversi quanto a design a quelli attuali, indegni di Kinshasa).
Altro elemento positivo, molto positivo, è la volontà di ridurre la tipologia di impianti. Da 30 a 7, ma speriamo ancora meno poiché -secondo le nostre analisi- nessuna grande città europea arriva ad avere sette tipologie di impianti. Sarebbe assai opportuno mantenersi sotto le 5 tipologie.

OK. E ORA?
Cosa succederà adesso dopo la presentazione di questo piano che ha relativamente (mooooolto relativamente) soddisfatto le associazioni ed ha messo la battaglia su un binario decente (e che ci ha fatto capire quanto imperdonabile sia stata la negligenza delle precedenti amministrazioni che per legge questo lavoro dovevano farlo dal 1993 e che non sono stati in grado)? Cosa accadrà dopo questa kermesse cui sono stati protagonisti l'assessore Bordoni, il direttore di dipartimento Avvocato Paciello e i tecnici (ingegneri) di Risorse per Roma che hanno confezionato materialmente il Piano? Succederà l'idea di dio, aspettatevelo.
Il Piano passerà in Giunta probabilmente prima di Natale e nel 2011 dovrà transitare in Commissione Commercio. E li inizierà l'assalto alla diligenza. I nostri lettori sanno quanto la città sia amministrata da una Assemblea di Consiglieri Comunali non degna di una città civile, i nostri lettori sanno quale Cambogia siano in grado di scatenere i consiglieri, specie i più strenui appartenenti al partito dei cartelloni, specie i più vicini alle organizzazioni criminali, alle mafie, alle camorre, alle ndranghete ed ai casamonica. Perché questo è il Consiglio Comunale di Roma Capitale e tutti lo sappiamo. Si tratterà di vigilare alla grande, come siamo diventati bravissimi a fare. Si tratterà di segnalare, giorno per giorno, nomi e cognomi dei consiglieri che ostacoleranno il Piano Regolatore, che tenteranno di depotenziarlo, che mineranno la delibera che questo si porterà affianco, che cercheranno di fare sgambetti alla Delibera di Iniziativa Popolare.
Ma da una parte siamo ottimisti. Sia per esperienza (ormai sono tanti i consiglieri comunali non disposti a piegare la testa di fronte ai prepotenti, la vicenda del blitz di Tredicine e dell'Ammazza Tredicine successiva, di questa estate, è la riprova di come la stessa maggioranza abbia molti, moltissimi anticorpi al suo interno contro i consiglieri espressioni di aree grigie della nostra città), sia perché siamo certi che ormai anche il più kamikaze dei componenti dell'Assemblea Capitolina sa bene che con i cartelloni, oggi, si perdono o si prendono voti. Lo sa bene Bordoni, che infatti ha completamente cambiato registro resosi conto di quanti voti stava facendo perdere a tutta la sua coalizione ed a quanti nemici interni si era fatto. E, come dicevamo, lo sanno bene tutti i consiglieri. Quale politico romano, oggi, avrebbe il coraggio di mettersi di traverso ad una riqualificazione del settore? Quale politico romano, oggi, potrebbe rischiare lo sputtanamento mediatico, l'ira della gente, l'attacco dei tanti blog? I cartellonari possono disporre di una pattuglia di consiglioeri che possano correre il rischio di non essere rieletti e di danneggiare la propria coalizione? Noi crediamo davvero di no. E se quello che crediamo è vero significa che noi, tutti noi, tutti insieme, abbiamo fatto fare alla città un salto di qualità secco, percepibile. Abbiamo segnato un'epoca rispetto alla quale sarà impossibile tornare indietro. D'ora in avanti, lo sanno pure i cartellonari, è solo una questione di tempo, ma è certo che la situazione dovrà essere completamente sovvertita.
Sta a noi, ora, a tutti noi, mantenere alto, anzi altissimo, l'interesse sulla questione nei prossimi mesi che saranno i mesi cruciali. Da oggi fino alla data di presentazione del Piano Regolatore in aula non ci dovrà essere pace. Non dovrete mollare un secondo. Non dovrete perdere una serata per imbrattare i cartelloni, per apporvi cartelli, per organizzare manifestazioni, per scrivere ai giornali, per scattere foto ed inviarle ai blog, per insistere con la tv, con la radio, con la stampa. Devono essere, i prossimi 6 mesi, ancor più rumorosi dei passati 6.

CONCLUSIONI.
In conclusione sottolineimo due elementi che meriterebbero molto più spazio rispetto alle 'conclusioni'. Ovvero i riferimenti fatti dai rappresentanti dell'amministrazione per quanto riguarda i pezzi forti della battaglia civica dei cittadini e dei comitati vogliosi di dimenticarsi la cartellopoli romana. Ad esempio Bordoni ha detto in maniera abbastanza chiara che nulla sarebbe successo senza la poderosa raccolta di firme della Delibera di Iniziativa Popolare. Non tanto per il contenuto della stessa ("alcune parti vanno adottate, altre sono in contrasto"), ma per la mobilitazione di popolo. Un po' quello che abbiamo sempre sostenuto: non fissiamoci tanto sulla Delibera in se (cheppure è importantissima), ma piuttosto sulle 10mila firme, che sono state il vero cuneo che siamo riusciti a mettere in questa storia. E questo fa onore a tutti coloro che hanno contribuito a raccoglierle.
Altro esempio è stato Paciello il quale, utilizzando le nostre parole, ha dichiarato il bando pubblico per l'assegnazione delle autorizzazioni un elemento (immediatamente successivo al Piano Regolatore) fondamentale per la risoluzione del problema. Finalmente, insomma, anche l'amministrazione capisce, adotta e digerisce quello che stiamo dicendo da mesi e mesi in maniera sorprendentemente solitaria, ovvero che si può avere l'assessore più capace, si può avere le norme più impeccabili, ma se si hanno 310 ditte in un monopolio naturale, bhe, è impossibile avere qualità. Le ditte devono diventare poche, pochissime. E per assegnare loro gli impianti bisogna attivare delle regolari, internazionali e trasparenti procedure di gara.

11 commenti:

  1. è tutta una buffonata

    prima gle li hanno fatto installare e poi dicono di toglierli
    seeeeee

    ma quando mai

    vedrai che cause che faranno le aziende pubblicitarie e da una parte avrebbero ragione

    amministrazione poteva pensarci prima !!!

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  2. In periferia abbiamo pensato di cambiare le scritte così:

    DA ABUSIVO A PAPA RATIGENZER PEDOFILO ... che dirà poi Gianni Alemanno dei cartelloni pubblicitari?

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  3. Questo piano regolatore proposto (che si attende di leggere nei MINIMI particolari), sinceramente, non mi sembra tutta questa grande cosa. Si è stati costretti a farlo e da ancora MOLTO spazio a queste ignobili ditte di cartellonari. Staremo a vedere. E, nel frattempo, qualcuno mi spieghi perchè a Barcellona ci siano ZERO cartelloni pubblicitari e perchè nelle grandi capitali l'outdoor è gestita da massimo una due ditte internazionali quando qui ANCORA si pensa a zone concentriche, multi imprese etc...

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  4. Il concetto del multi-impresa lo stiamo, con fatica, piano piano scalfendo. Le parole dette da Paciello ci hanno fatto strabuzzare gli occhi: l'amministrazione ha dimostrato di avere capito. Tutto quello che si farà per far perpetrare la presenza di 300 ditte sarà fatto in cattiva fede, visto che, ripeto, HANNO CAPITO COME GIRA IL MONDO. E anche molto, ma molto bene.

    Ci vorrebbe la collaborazione di tutti. E invece esistono ancora realtà importanti e autorevoli, uno per tutti il nostro Bosi, che considerano come fumo negli occhi la soluzione adottata in tutto il resto del mondo...
    Praticamente il Comune, con la riunione di venerdì, ha dimostrato di avewr "scavalcato a sinistra" come si suol dire (o a destra, come preferite) molte delle stesse associazioni di protesta.

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  5. è tutto un magna magna

    vi piacciono li maccaroni ???????????

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  6. Guerra serrata e continua fino a quando questi delinquenti non spariranno dalla faccia di Roma, brutto maiale grasso di Bordoni i cartelloni di Centocelle te li puoi ficcare dove dico io, altro fuori dalle mura aureliane.

    IMBRATTA, DETURPA, DANNEGGIA!!!

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  7. Continuare a rendere i cartelloni (scarabocchiandoli, coprendoli, disegnandoci o scrivendoci sopra) mi sembra l'unica maniera per far capire al Comune che le concessioni devono essere il MINIMO possibile, e dire alle aziende che devono trovarsi un altro modo di fare pubblicità.

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  8. Invece del Piano Regolatore non era meglio definire il Piano Carcerario: cioè ogni assessore/amministratore decidere in quale cella deve stare a seconda dei danni provocati a Roma.

    Penso sarebbe stato molto meglio e apprezzato dalla citadinanza.

    Mafie e corruzioni dietro i cartelloni

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  9. io, nel mio piccolo, insieme a cartellopoli continuerò a non abbassare la guardia continuando a collaborare con le segnalazioni, disponibilità a amnifestazioni e quant'altro spernado in una riconciliazione con Bosi.
    le nostre 10.000 firme non andranno perse. questo è poco ma è sicuro.
    e se ci fanno incazzare e fanno finta di non averla capita ancora ne continueremo a raccogliere altre centinaia di migliaia.
    NON UN PASSO INDIETRO

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  10. Volevo ringraziare per il resoconto offerto e per quanto tenete informati noi lettori del blog sugli sviluppi politici della questione.
    questo blog, come per fortuna anche altri, è un gran servizio civico.

    Grazie

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  11. Basta guardare quanto successo fino ad oggi per RITENERE BORDONI NON DEGNO DI ALCUNA CREDIBILITA'.

    Mc Daemon

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