venerdì 30 aprile 2010

I cartelloni sono il Piave dei cittadini civili

Riceviamo e pubblichiamo (ben corredata da fragorosi "prima e dopo") la lettera del lettore Filippo. Alcuni temi, che ribadiscono la nostra visione, toccano corde interessanti. Le foto, invece, parlano da sole...


VIALE TIZIANO


VIALE PILSUDSKI


VIALE PARIOLI


VIALE DELLA MOSCHEA


PIAZZA DON MINZONI


PIAZZA APOLLODORO


Il nostro è il Paese delle contraddizioni e dell’ipocrisia, per cui non dobbiamo stupirci se il Sindaco della Capitale annuncia di aver sconfitto l’abusivismo dei cartelloni pubblicitari quando in realtà ha dato vita al più Grande Scempio degli ultimi anni. Così come non dobbiamo stupirci se il Presidente del Consiglio prepara in Parlamento una legge che colpisce i clienti delle prostitute mentre ne incontra una ogni sera. O se nel 1997 a Brindisi piange per gli immigrati albanesi e nel 2009 afferma che ‘occorre dire basta alla società multietnica’.
Quello che ci deve stupire è la nostra indifferenza, la nostra assuefazione al degrado che ci circonda. I cartelloni pubblicitari a Roma sono triplicati in pochi mesi. Girando solo per mezz’ora in alcune strade della città – col metodo del prima e dopo – ne ho contati 31 in più rispetto al 2008. Eppure sono in pochi ad essersene accorti, segno che ormai tutto può accadere e niente è in grado di smuovere le nostre coscienze. Ma se lasciamo che tutto vada avanti così per inerzia finiremo, senza rendercene conto, estromessi (se già non lo siamo) dal mondo civile e avanzato. Saremo pagati peggio per i nostri lavori, i nostri appartamenti varranno sempre meno e sarà difficile commerciarlizzarli, i nostri alberghi avranno sempre meno turisti da ospitare e soprattutto i nostri figli cresceranno in un ambiente sempre peggiore. E’ il segno di una società in declino. Pensare che l’invasione dei cartelloni sia un segnale minore è sbagliato. Occorre ribellarsi a questa come a tante altre piccole e grandi ingiustizie: occorre scrivere ai giornali, alzare la voce con i politici, allertare gli amici, i parenti, i vicini di casa. Aprire loro gli occhi. Perché se è vero – come diceva Rilke – che ‘il futuro entra in noi molto prima che accada’, è anche vero che il degrado si impossessa di noi molto prima che possiamo rendercene conto.
Filippo

Teoria e Tecniche di Largo dei Colli Albani

Fosse in qualsiasi altra città europea Largo Colli Albani sarabbe un triangolo di verde e serenità. Panchine, giochi, bambini. Ai lati o, meglio, in sotterranea una strada a scorrimento veloce fluisce silenziosa, senza sosta ai lati (risolta da un grande parcheggio in sotterranea). Questo sarebbe, in un paese civile, uno slargo in un quartiere borghese come l'appio-latino.
Da noi si tratta di una terra di nessuno depredata dai cartellonari (aprite la foto e osservate in prospettiva la selva degli impianti abusivi) e dai locandinari (non v'è palo pubblico libero da questa ennesima vergogna). Riguardo alle auto in sosta, non ne parliamo neppure.
C'è davvero tutto in questo articolo del Messaggero riguardante la ennesima ridicola storia degli impianti pubblicitari sopra le edicole. C'è tutto davvero: la cattiva fede di chi interviene solo dopo le denunce della stampa; lo scaricare la responsabilità sulla precedente amministrazione (non che non ne abbia, ma chissà perché, se questi osceni catafalchi sono previsti dal 2006, però sono comparsi in forze solo ora...); la convinzione che per reagire alla crisi si possa ridurre la città ad una degradata megalopoli del terzo mondo.
Dice l'assessore: lo facciamo per aiutare i giornalai investiti dalla crisi economica. Eccolo, sintetizzato in una frase, lo spirito straccione, barbone e sottosviluppato dell'Alemannismo. I negozi sono in crisi? Depenalizziamo la doppia fila davanti ad essi. I ristoranti non lavorano più tanto? Eliminiamo la ZTL e trasformiamo il centro storico più bello del mondo in un volgare parking a cielo aperto. Il comune non ha una lira? E vendiamo tutti gli spazi della città alla camorra dei cartelloni per recuperare qualche decina di milioni. Il turismo è in crisi? Diamo il vialibera a torpedone selvaggio regalando alle poche ditte del settore suolo pubblico e panorama, trasformando il centro nell'autorimessa di Santo Stefano Rotondo. I fattorini soffrono? Abbattiamo le tariffe per chi cambia furgone rendendo la città un enorme garage abusivo per camioncini "ecologici". E così via...
Non capiscono, questa mandria di ignobili, che una città degradata, quella si, è una città che sarà sempre più povera, sempre più negletta, sempre più pezzente, sottosviluppata, abbandonata dal turismo di qualità, è una città che vivacchia e che procede verso la guerra civile ed all'annichilimento culturale e morale dei suoi abitanti.
E il tutto in nome della retorica della "povera gggente", del "posto di lavoro", della "crisi". Come se domani la DIA dovesse smettere la sua guerra alla criminalità organizzata perché, infondo, dà da lavorare a parecchia gente...
L'amministrazione, questa amministrazione che è riuscita nell'intento di peggiorare i già pessimi risultati della precedente, ha tutto il disprezzo della gente per bene. Caro Bordoni, o la gente per bene la uccidente tutta una a una, oppure sappi che sarà la gente per bene a farvi politicamente fuori. Quello che state facendo è, semplicemente, imperdonabile e inqualificabile. Voi lo sapete benissimo, sappiate che ora lo sappiamo pure noi e lo diremo a più persone possibili...

Il Secondo Municipio non ne vuole più sapere

Ve lo ricordate o no il passaggio che doveva esserci in Consiglio Comunale del II Municipio. Ma si, proprio quella presentata da Alessandro Ricci a cui vi avevamo invitato a partecipare. Ebbene l'ordine del giorno è passato. Di più: è passato pur in un municipio governato dal centrodestra. Ancora di più: è passato all'unanimità. Ora, come dichiara Ricci a Cartellopoli: "devo fare di tutto per renderlo efficace".
Ricordiamoci che il dispositivo vorrebbe consentire di estirpare i cartelloni abusivi (di fatto tutti) alle ditte che si occupano della manutenzione stradale. Una cosa geniale, un uovo di colombo che permetterebbe di bonificare dagli impianti deturpanti tutte le strade che saranno oggetto di manutenzione.
Da parte del Secondo Municipio, uno dei più colpiti dalla piaga Cartellonara, una reazione d'orgoglio che ci riempie di speranza per il futuro. E che ci fa chiedere agli altri municipi di imitare, copiare, clonare, sfruttare, ripetere il meccanismo.
Chiunque non faccia il possibile e l'impossibile contro la mafia dei cartelloni, è connivente, complice e colluso del massacro della città che si sta perpetrando.
Amministratori, consiglieri municipali e presidenti di municipi ricordino il mantra che Cartellopoli ripete come un babbeo ogni minuto: NON ESISTE ALTRA CITTA' AL MONDO IN CUI LE AFFISSIONI SIANO GESTITE COSI'. DA NESSUNA PARTE AL MONDO!!!

giovedì 29 aprile 2010

Porsi sul lato a monte, meglio in due, meglio in assenza di traffico, spingere con decisione e abbattere il mostro



Questa è una foto fatta non troppo distante da casa mia, vicino a villa pamphili; ebbene quella che si vede è una collinetta verde, generata dal dislivello di due strade parallele, sulla quale ci sono alberelli ed erbetta, e pur non essendo, per carità, un mini parchetto è comunque una area verde, la quale a me è sempre stata molto simpatica....Oora sul dislivello questo è il capolavoro comparso in settimana.... Poesia...
Civis Fede

Le Tombe Latine? Ricostruitevele con Castorama


Bhe come dire, diciamo che lì dietro c'erano, un tempo, le Tombe di Via Latina con il relativo parco. Ci siamo giocati pure queste. Inutile dire che prima del Grande Scempio qui esistevano solo due cartelli: quello piccolo e il 6x3 sequestrato. Anche qui, un raddoppio.
"Il parco archeologico delle Tombe di Via Latina è uno dei complessi archeologici di maggior rilievo del suburbio di Roma che conserva ancora sostanzialmente intatto l’aspetto tradizionale dell’antica campagna romana" si legge sul sito della Soprintendenza Speciale (ssba-rm@beniculturali.it !!!) all'Archeologia dalla quale ancora aspettiamo una parola in relazione allo scandalo senza fine che stiamo vivendo da oltre un anno.
Esiste solo per rompere i coglioni quando c'è da realizzare le metropolitane, o cosa?

Un monumento a caso...



Foto accalappiate sul blog di Asgard.

mercoledì 28 aprile 2010

Il mostro che non c'è più...

Ve lo ricordate quel cartellone che impallava la vista di Porta Maggiore provenendo dalla Casilina e che aveva già prontamente subito più e più tentativi di sacrosanto sabotaggio? Bhe, non c'è più... Rimosso, eliminato. Dopo mesi e mesi il Comune si è accorto di ciò che noi ci eravamo accorti un minuto dopo che era stato montato: ovvero che trattavasi di impianto abusivo, illecito, illegale, contro il regolamento.
Dunque che è successo? La ditta ha pagato l'imposta, la cosa le dava diritto di installare in attesa dell'istruttoria, nel frattempo ha venduto pubblicità, molta pubblicità, incassando una cifra blu in barba a tutte le norme, in barba al rispetto di un monumento come Porta Maggiore. Dopo molti mesi è arrivato il provvedimento di rimozione e la ditta (o magari proprio il comune, con i soldi nostri) ha provveduto a togliere l'ingombrante abuso. Dopo aver guadagnato migliaia di euro su un impianto illegate, migliaia di euro che nessuno potrà toccargli, migliaia di euro che gli inserzionisti hanno pagato per stare su un impianto illegale, ma "momentaneamente legittimato" dall'amministrazione in virtù della necessità malcelata di fare regali ad una lobby. La facciamo finita o no?

Orrore fuori la stazione


Guardate che scene tocca di vedere ai viaggiatori che escono dalla stazione Magliana. Ben due 6x3 di quelli sequestrati da anni e anni alla ditta MG e dunque inutilizzabli lasciati li a marcire (e magari a cadere in testa a qualcuno): ma la premiata ditta del cartellone Alemanno&Bordoni non avevano promesso una pronta bonifica di questi vecchi impianti illegali?
Guardate (se ce la fate ad astrarvi un attimo dal diluvio di altri impianti presenti sul piazzale) come sono utilizzati questi pannelloni: affissioni abusivissime dei candidati alle regionali (per fortuna entrambi sonoramente trombati), ancora lì dopo settimane, in putrefazione.

Giornatona

Ennesima giornata importante alla lotta contro la Mafia dei Cartelloni che umilia, ridicolizza e stupra la capitale d'Italia. Oggi Repubblica (in cronaca di Roma) dedica due pagine concentrandosi in particolare su un aspetto che Cartellopoli aveva già affrontato: la novità sconcia e ridicola dei cartelloni pubblicitari sopra le edicole. Gli edicolanti, a quanto pare, concedono di diventare supporto per un catafalco in cambio di 1000€ all'anno. E questo dimostra il livello di pezzenza dei nostrani commercianti.
Poi, ieri sera un gruppo di baldi cittadini hanno finalmente consegnato, firmato e controfirmato la delibera di iniziativa popolare anti-cartellonara. Uno strumento potentissimo che ora deve far partire la raccolta di 5mila firme che consentiranno di portare la delibera effettivamente in consiglio. Vi diremo come fare, e ci sarà da divertirsi davvero (e da lavorare sodo!). Ci siete?

martedì 27 aprile 2010

Solo a Roma


Unica al mondo, dicevamo stamattina. Questo è Roma. E non solo a causa dei cartelloni -che non esistono in questo modo da nessuna altra parte-, ma anche per la raccolta dei rifiuti. E allora abbiamo considerato emblematica questa foto inviataci dai nostri lettori che ritrae una sfilza di cassonetti sovrastata da una sfilza di impianti pubblicitari. Una immagine che potrebbe essere scattata solo nella nostra città. Qualsiasi altra metropoli italiana e europea, infatti, ha da tempo risolto il problema della raccolta dei rifiuti -passando al porta a porta ed eliminando totalmente i cassonetti- e ha da tempo risolto il problema della pubblicità esterna, facendo un elemento di riqualificazione, non di degrado e vergogna assoluta, della città. Togliendo il business dalle mani di ditte impresentabili e consegnandolo alle grandi società multinazionali dedicate all'arredo urbano.
Siamo sulla Circonvallazione Trionfale...

Il silenzio della borghesia


Non riusciamo a capirli. Spendono milioni. Decine di migliaia di euro a metro quadro per stare in un quartiere che poi li ringrazia così. Stiamo parlando della buona borghesia romana che nidifica nel II Municipio. Guardate queste foto di Piazza Priscilla, un posto che dovrebbe essere tenuto come un bijoux e che invece la follia del Comune regala alla criminalità dei cartelloni. Gaurdate i giardini che separano Viale Tiziano da Via Flaminia, sono il monumento alla vergogna di una città unica al mondo. Cittadini, ri-bel-la-te-vi!!! Piantatela di essere generone e tornate ad essere borghesia civile.

lunedì 26 aprile 2010

Caleidoscopio cartellonaro

Rosso - PubbliA
Bianco - Esotas
Giallo - Apa e Media2000
Verde - S.C.I. e P.E.S.
Azzurro - MG
Viola - Sibilla


Ce ne dimentichiamo molti, purtroppo. Ma già questa è una prima mappa coloristica. Ehssì, perché i cartellonari ci hanno rubato non solo la vista, l'aria, il sole, il cielo, il panorama, l'architettura, i monumenti e la dignità, ma anche i colori. Se ne sono appropriati nel loro linguaggio in codice e invece di proporre degli impianti tutti uguali, hanno optato per l'arlecchino, aumentando ulteriormente la vergogna estetica della città.
Ciascuna ditta si è scelta il suo colore sociale, forse per distinguersi e posizionarsi più facilmente rispetto ai clienti ed agli inserzionisti.
Vi vengono in mente altri colori?

La famosa questione degli spartitraffico


Nella nostra quotidiana attività di individuazione di cartelloni illegalmente e irregolarmente installati c'è una posizione in particolare che ci facilita enormemente la vita: i cartelloni sono vietati negli spartitraffico inferiori ai 4 metri. Semplice no? Questo significa, ad esempio, che a Via Cipro (come vedete nella foto) cartelli, cartellucci e cartellette sono tutti (tutti!) da rimuovere. E' tanto difficile intervenire in casi lampanti e lapalissiani tipo questo?
PS. già che ci siete, nella seconda foto, gustatevi questo bel cartellone Sibilla piazzato bene bene sopra delle strisce pedonali...

Tutti a consiglio

Domani tutti invitati a via Dire Daua 11, presso la sede del II Municipio. Perché finalmente si parla di Cartelloni. L'ordine del giorno di cui abbiamo parlato qualche tempo fa (dedicato a Corso Trieste e presentato da Alessandro Ricci) è stato scadenzato per domani, 27 aprile, alle ore 10.30. Gradita la presenza in massa dei nemici giurati dei cartelloni abusivi e deturpanti!

domenica 25 aprile 2010

Colonne pubblicitarie...




Indovinate quale è l'immagine di Parigi, quale quella di Madrid e quale quella di Roma. Indovinate in quale città, delle tre, il settore delle affissioni è gestito con logiche criminali da quarto mondo. Su su, un piccolo sforzo...

Riflesso condizionato

C'è una questione, rispetto al Grande Scempio, che abbiamo assolutamente trascurato. E attiene sempre alla pericolosità che l'invasione cartellonara ha nei confronti del traffico veicolare. Stiamo parlando del riflesso micidiale che il sole riverbera sulle plance di metallo del retro dei cartelloni o sui cartelloni da poco installati e ancora privi di pubblicità. Spesso si tratta di raggi insidiosissimi che incrociano per un secondo lo sguardo degli automobilisti rischiando di abbagliarli fatalmente. Qui in foto, presso la Stazione Tiburtina, un impianto da poco installato della ODP lancia un raggio fotonico che non rende bene in fotografia. Qualcuno spieghi agli acquirenti (da 10mila eurini al mq) della costruenda area residenziale "Città del Sole" che quando si parlava di "sole" si intendeva quello riflesso dai cartelloni -abusivissimi- installati in zona.

sabato 24 aprile 2010

Il prima e dopo con cartellone sghembo e pericolante

Cartellopoli fa fortemente il tifo per il prossimo tifone estivo nella speranza che ecomostri tipo questo scapicollino in strada, che creino incidenti gravi e che, dunque, finalmente, si inizi a parlare della questione. Forza vento, forza bufera, forza burrasca, forza tromba d'aria. Se non ci pensa l'amministrazione e se non ci pensa la magistratura, pensaci tu.
E' un po' la sindrome da minicar: nessuno (tranne noi, in altri blog) parlava di questa raccapriccinate invasione, il comune (triste parallelo) l'aveva anzi coadiuvata aprendo la ztl a queste micidiani macchinette. Poi ci sono stati due morti e un ferito grave nel breve volgere di una settimana e ci si è accorti dello scandalo e delle dimensioni dello stesso. Si chiedono ora regolamenti al ministero, si fanno i controlli, si sequestrano centinaia di automobiline.
Lo stesso deve succedere coi cartelloni. Ci siamo ridotti a tifare che ci scappi il morto, non c'è altra strada...

Ma voi andreste in un centro sportivo così?


Vivere recintati, anche quando si fa sport. Siamo a Via Val Melaina, cazzo, mica a Kisinau...

La questione delle Ville Storiche





Villa Ada, il Parco del Pineto, il Parco Nemorense. In questa foto solo qualche esempio dei millemila che esistono in città. E che vanno ad arricchire il nostro capitolo del "dove non si può". Ebbene, sappiatelo chiaro e tondo: non si può nelle strade che costeggiano ville, parchi e riserve. Capito? Non si può!

venerdì 23 aprile 2010

Rassegna stampa online

Un po' di dati, un po' di numeri, un po' di nomi (da cui guardarsi ed a cui affidarsi). E una plastica ricostruzione delle demolizioni, delle rimozioni e delle installazioni di impianti abusivi nell'XI Municipio. Come dire nel Parco (ma ormai dovremmo dire nel "porco") dell'Appia Antica.
Succede in questo articolo de L'Urlo. Che vi invitiamo a leggere.

I curiosi prima-e-dopo di Lorenzo







Lorenzo ci regala un nuovo metodo, più sofisticato, per confezionare i nostri amati prima e dopo. Robetta da sbattere in faccia a chi afferma che i cartelloni, i cartellini e i cartelletti "non sono affatto raddoppiati". E infatti no, sono direttamente triplicati!

Questo mostro non c'è più

Denunzie, richieste, mail, raccomandate, proteste, multe, esposti. E oggi, a Piazza Verbano (potenzialmente una delle piazze più eleganti di Roma, oggi ridotta ad uno spiazzo di 'Ndjamena), questo mostro non c'è più. Denunciate, denunciate, denunciate!!!

giovedì 22 aprile 2010

Circonvallazione Cornelia, Giureconsulti o dell'orrore...




Senza commento.

Loro montano, a noi monta (la rabbia)




In quale città al mondo private società hanno titolo di massacrare il pubblico arredo di strade, angoli, vie e marciapiedi? Perché vi sono operai che lavora in corrispondenza di un'intersezione, ove non potrebbe ne dovrebbe esserci alcun impianto? Perché quando Lorenzo, autore delle foto, ha scattato queste immagini gli è stato urlato dietro? Se è tutto regolare come mai non si possono fotografare persone che lavorano?