mercoledì 30 giugno 2010

Per la serie, non è un fotomontaggio




Il degno benvenuto per chi arriva a Roma allo svincolo della Magliana. La capitale dell'illegalità, della mafia, del crimine ambientale ti accoglie così. E facciamo a capisse...

Ministero della pubblica distruzione





Prima e dopo emblematico per documentare quello che succede in questa città. Pure di fronte a plazzi del potere, ai mitici Munisteri romani...
E fate caso -ad esempio sulla centralina dietro al cartello- come si siano moltiplicate le affissioni abusive. Perché è ovvio che dove c'è mafia e degrado il degrado aumenta.

Bosi-segnala: per cartellonari e loro complici ci vorrebbe proprio la Bocca della Verità



Sullo stesso sito web della Sovraintendenza del Comune di Roma viene esaltata l'importanza storica della fontana realizzata nel 1715 da Carlo Bizzaccheri su commissione di Papa Clemente XI, che é situata davanti ai due templi nella celebre piazza Bocca della Verità e che é chiamata Fontana dei Tritoni: il sito esalta anche l'importanza storica della piazza che prende il nome dalla Bocca della Verità, oggi collocata nel portico della chiesa di Santa Maria in Cosmedin.

Si riportano di seguito, nell'ordine:
- la foto di un impianto pubblicitario che é stato installato accanto alla fontana e che deturpa la visione sullo sfondo anche della chiesa di Santa Maria in Cosmedin;
- la foto di un impianto pubblicitario che é stato installato accanto alla Bocca della Verità e che deturpa la visione sullo sfondo del tempio di Ercole (erroneamente identificato con il Tempio di Vesta in ragione della sua forma circolare), riportando per di più una scritta pubblicitaria posta sotto la mappa addirittura che addirittura in 8 lingue riporta testualmente il paradossale invito "Roma ci accoglie, non offendiamola".

Si fa presente che l'art. 49 del "Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio", emanato con D.Lgs. n. 42/2004, prescrive il divieto di "collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di pubblicità sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali": come associazione portatrice di interessi diffusi si ritiene di dover intervenire nel procedimento ai sensi dell'art. 9 della legge n. 241/1990 e si chiede pertanto di voler accertare se l'intera Piazza Bocca della Verità sia tutelata come "bene culturale" e di voler provvedere, in caso affermativo, alla immediata rimozione dei due impianti pubblicitari.

Quand'anche la piazza non risultasse tutelata come "bene culturale", si chiede di tener conto della sua importanza storica oltre che del suo decoro in sede di redazione del Piano Regolatore delle Affissioni, evitando la collocazione di qualunque impianto pubblicitario entro l'intero perimetro della piazza: la presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi


Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a polmunicipaleseg01@comune.roma.it ed a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il giorno 26-6-2010

martedì 29 giugno 2010

I cartelloni diventeranno il soggetto delle foto di denuncia

Vi ricordate la mail che mandammo all'associazione Amate l'Architettura? Se non ve la ricordate ecco il link. Ebbene ci hanno risposto. E anche questa è fatta: un'altro gruppo di persone è stato sensibilizzato sull'argomento. Un'altro gruppo di persone ha ora gli occhi aperti.



Gentile amico, la sua battaglia è la nostra.
Non a caso una delle due sezioni del concorso fotografico (purtroppo per ora la meno frequentata) è quella relativa agli "spazi critici", ovvero tutto quello che la gente vorrebbe cambiare del quartiere Flaminio.
Se lei e i suoi amici vorrete inviare foto sull'argomento "cartelloni" ne saremo ben lieti.
Nelle nostre intenzioni future vorremmo elaborare questo materiale inviato dai cittadini per organizzare un workshop di architettura, sulla base del quale aprire un confronto con le istituzioni. Siamo aperti ad ogni forma di collaborazione.
Un cordiale saluto.
Per Amate l'Architettura, Giulio Paolo Calcaprina

Bosi-segnala: l'orario ce lo guardiamo sul cellulare porca vacca! Via questo e tutti gli orologi



In data 16.6.2010 è pervenuta a questa associazione una segnalazione corredata da foto che si allegano alla presente, secondo cui negli ultimi giorni sullo spartitraffico di Largo Giuseppe Tartini è stato installato un cartellone-orologio che porta il numero di codice identificativo 0029/AG983/P, corrispondente - secondo la Banca Dati del Servizio Affissioni aggiornata a tutto il mese di maggio 2010 - alla ditta "Orlando Carlo Emanuele Maria".

Si fa presente che l'impianto risulta essere stato installato sicuramente non in linea con l'ordinanza che il 22 febbraio 2010 l'On. Sindaco Gianni Alemanno ha emanato nella veste di Commissario delegato all’Emergenza traffico, perché per scavi paralleli al marciapiede richiede espressamente "demolizione e ripristino della pavimentazione di tutto il marciapiede con stesa di materiale analogo al preesistente estesa per metri 0,50 oltre le testate di inizio e fine scavo, o fino alle eventuali interruzioni (incroci o passi carrabili) preesistenti".

Si mette altresì in evidenza che il supporto superiore su cui è stato inserito il cartellone, come lascia ben vedere la foto di dettaglio, non è stato fissato in alcuna maniera ed è libero di muoversi nelle sua sede: si mette ancor più in risalto che questo stato di evodente pericolo accade proprio in prossimità di una strada ad altissimo transito.

Si sottolinea per di più che sull'angolo sud-occidentale di Largo Giuseppe Tartini convergono via Pinciana e via Pietro Raimondi e che tutte e tre delimitano il perimetro di Villa Borghese, dove ai sensi della lettera c) del 1° comma dell'articolo 18 del Regolamento approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 37/2009 vige il divieto di "collocazione di impianti e mezzi pubblicitari nei nei seguenti siti....: ... c) parchi pubblici e ville storiche nonché le vie che delimitano il perimetro di queste".

Si fa presente ad ogni modo che alla scadenza del 31 dicembre 2009 di tutte le autorizzazioni/concessioni (prorogate fino a tale data dalla delibera del C.C. n. 426/2004) non ha fatto seguito nessun rinnovo da parte del Servizio Affissioni: ne deriva che tutti gli impianti installati dal 1 gennaio 2010 in poi dovrebbero essere considerati "abusivi" ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del nuovo Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni (delibera del C.C. n. 37/2009), perché "in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione".

Si chiede pertanto di sapere se il suddetto impianto sia stato installato del tutto abusivamente e se comunque il numero di codice identificativo sia stato assegnato dal Servizio Affissioni a seguito del pagamento di un "canone" o di una "indennità", precisando la data del suo rilascio.

Nel caso di avvenuto pagamento di un "canone", si chiede di sapere a che titolo sia stato autorizzato l'impianto, precisando se trattasi di ricollocazione e se comunque trattasi di "autorizzazione temporanea" di 1 anno rilasciata ai sensi del comma 14 dell'art. 34 del nuovo Regolamento.

Nel caso invece di avvenuto pagamento di una "indennità", oltre che di accertata collocazione sul perimetro di Villa Borghese, si chiede l'immediata rimozione dell'impianto secondo la procedura stabilita dall'art. 31 del nuovo Regolamento.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede comunque ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it ed a polmunicipaleseg02@comune.roma.it il giorno 18-6-2010

lunedì 28 giugno 2010

E i cartelli si trasformano in insetti alieni...



Invio una foto di Corso Francia, una sola anche se ce ne vorrebbero tantissime per documentare le schiere di cartelloni che, inesorabilmente, giorno dopo giorno, sorgono a riempire gli spazi disponibili ai lati del viale. Da un controllo su StreetView si ricava che due “cartellini” sono diventati “cartelloni” (ah già, forse è stata la pioggia eccessiva degli ultimi tempi a farli crescere...) Da notare, inoltre, il furgone con la pubblicità che, nonostante gli espliciti divieti, è parcheggiato tutti i giorni nella stessa posizione “strategica” (controllare per credere...), però visibile a tutti tranne che ai vigili urbani…

Nell’ultimo mese, in barba a tutte le proteste, si stanno installando i cartelloni dell’ultima generazione, quelli simili ad insetti alieni con luci da tutte le parti, a volte con le lamelle rotanti, e la base in tubi di acciaio che si può spostare solo con il bulldozer... Un esempio, oltre che su Corso Francia si può vedere all’imbocco di via Fleming, rinomata strada “bene” (seconda foto), una assoluta follia, visto che la strada è piccola, ci troviamo sulla rampa di collegamento tra il lungotevere e il ponte Flaminio e l’impianto, con luci e tutto, è decisamente sproporzionato al contesto. Questo su StreetView non c’era.
Andrea Santucci

Una nostra considerazione: le ditte stanno investendo cifre spaventose per questi nuovi impianti che sarebbero sproporzionati anche per una superstrada del Minnesota. Eppure a Novembre dovrebbero essere approvati i piani regolatori degli impianti che per nessun motivo al mondo potranno validare la presenza di questi mostri in piena città. E allora perché le ditte spendono queste cifre per strutture che dovranno essere demolite tra qualche mese? Palesemente abusive in tutto e per tutto? Forse perché tentano la sorte o forse perché qualcuno gli ha assicurato che non verrà loro torto un capello in nome del bordoniano "C'è spazio per tutti"?
-La redazione di Cartellopoli

Se vedete accrocchi simili...


Vi ricordate, qualche giorno fa, quando vi abbiamo mostrato gli immondi catafalchi SCI su Corso di Francia? In piena zona vincolata? A impallare la vista dei monumenti ai caduti offendendo la nostra storia, il nostro passato, la nostra dignità?
Ebbene Cartellopoli è in grado di documentarvi la situazione precedente. L'attimo immediatamente prima. Quando i cartellonari in questione, ancor prima di aver piazzato l'inguardabile pannello, avevano già distrutto il marciapiede su indicazione e autorizzazione non si sa di chi.
Allora imparate: quando vedete cose tipo questa organizzatevi nottetempo, intervenite, boicottate, gettate cemento nei buchi. Insomma fate qualcosa, altrimenti al posto di quei due buchi nascerà qualcosa di molto, molto deturpante.

Bosi-segnala: il 10 giugno scorso? A Corso di Francia ancora installavano



Si segnala, con il corredo anche della allegata documentazione fotografca, che all'ora di pranzo di ieri (10 giugno 2010) sul lato di Corso di Francia che ricade a fianco del monumento a ridosso di via Honduras (svincolo a senso unico per salire su via del Foro Italico) é stato installato un impianto bifacciale della ditta "S.C.I." (vedi foto n. 1).

L'impianto sembra rispettare le nuove tipologie fissate dalla Giunta Comunale con la deliberazione n. 25 del 10 febbraio 2010 (vedi foto n. 2).

Si mette in risalto che la facciata posteriore lascia intravedere che trattasi di un cartellone luminoso, perché dal bordo della facciata riservata alla esposizione pbblicitaria si diparte un cavo corrugato per il passaggio della corrente elettrica che cammina fissato al sostegno di destra per infilarsi poi sotto terra verso una non precisata fonte di sommistrazione di energia elettrica (foto n. 3): penzola anche un filo della presa a terra che non é dato di sapere se sia stato montato a norma.

Sul sostegno dell'impianto che ricade a fianco del monumento risulta avvitata una targhetta che porta il numero di codice identificativo 0040/AH650/P (vedi foto n. 4) già assegnato dal Servizio Affissioni (corrispondente secondo la Banca Dati a "S.C.I. S.R.L. soc. concessioni internazionali"), di cui si chiede di sapere a che esatto "titolo" sia stato rilasciato, dal momento che dal 1 gennaio 2010 non vengono più accettate "autodenunce" di impianti abusivi a cui può essere quindi assegnato un numero di codice identificativo solo dopo che siano stati "scoperti" e che abbiano pagato la dovuta "indennità": si chiede in particolare di sapere se l'assegnazione del numero di codice identificativo contestualmnte alla installazione dell'impianto sia dovuta ad una "autorizzazione temporanea" di 1 anno e/o ad una "ricollocazione" di un impianto delle stesse dimensioni rimosso in un'altra parte della città.

A tal ultimo riguardo si fa presente che la ricollocazione degli impianti rimossi, benché autorizzata temporaneamente solo per un anno, dà comunque alle rispettive Ditte la possibilità di far valere un “diritto acquisito” riconosciuto dal Comune e di pretendere quindi di rimanere definitivamente nel luogo assegnato: in tal modo si vengono a condizionare a priori le scelte finali che spetta di prendere esclusivamente al Piano Regolatore delle Affissioni, che viene messo così in condizioni di non poter decidere liberamente o come si suol dire “a bocce ferme”.

Per lo specifico caso in questione, é stata data ad ogni modo la possibilità di far valere un "diritto acquisito" dove non c'é né ci potrà essere nessuna ragione di averlo, dal momento che l'area ricade all'interno del vincolo paesagggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si fa presente che questa associazione in data 23.5.2010 aveva trasmesso il perimetro del vincolo della "Valle del Tevere" e chiesto "la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano ricomprese": l'intallazione dell'impianto che si segnala appare pertanto di una certa gravità, che sarebbe ancora maggiore soprattutto se risultasse "autorizzato" addirittura dopo il 23 maggio 2010.

Se ne chiede comunque l'immediata rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si coglie l'occasione per sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati tanto su ambedue i lati del tratto di Corso di Francia che va da via del Foro Italico al Ponte Flaminio quanto su via Civita Castellana e via Pietro Lupi che fanno da svincolo a doppio senso per scendere su Viale di Tor di Quinto.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il giorno 11-6-2010

domenica 27 giugno 2010

La gente non ce la fa più, lo volete capire o no?

Staccateli tutti e buttateli ar secchio porca puttana! TUTTIIIIIII. Non accettate che il vostro marciapiede sia stuprato dai mafiosi. Non accettate di vedere modificato il paesaggio che vedete dala vostra finestra. Non accettate che il vostro quartiere sia sfregiato. Non accettate lo stupro delle vostre aree verdi. Sono vostre cazzo. Non accettate che il vostro negozio non si veda più dalla strada. Non accettate che le vostre, porco giuda VOSTREEEEE, strade diventino insicure.
Ri-bel-la-te-vi. Altrimenti vi trasformerete immediatamente in complici di questo ignobile sacco della città.

Ci vengono i Nervi


Ma gli eredi di Pier Luigi Nervi - che Cartellopoli contatterà- non dicono nulla? Gli eredi del grande architetto che hanno il dovere legale e morale di tutelarne l'opera non parlano? Il palazzetto dello sport, un vero gioiello dell'architettura contemporanea, è letteralmente recintato di cartelloni. Reso invisibile in una città irriconoscibile in cui il paesaggio, il panorama è puntellato da obbrobri come questo, piazzati su con due pataccone di cemento a terra a sputtanare il marciapiede.
Un paese, una città che ha un briciolo di dignità non puo' accettare questo. Non puo', semplicemente non puo'...

Bosi-segnala: nella Valle dei Casali ci devono stare i casali, non i cartelloni


Si trasmette in allegato la documentazione che attesta la presenza del vincolo paesaggistico denominato "Valle dei Casali", imposto con Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio n. 798 del 16 febbraio 1988 ai sensi della legge n. 1497/1939: risulta ricompreso tra le seguenti vie.

-
a nord: via Aurelia Antica, via di Bravetta, via Silvestri;
- ad est: via del Casaletto, via Portuense, via Santorre di Santarosa, via Giannetto Valli, via Alberto Mancini, via della Magliana Nuova;
- a sud: fiume Tevere (via della Magliana Nuova);
- ad ovest: via del Fosso della Magliana, via Portuense, via della Casetta Mattei, via di Bravetta.

Si fa presente che ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si mette in evidenza che il divieto vale anche per gli impianti collocati "in prossimità dei beni paesaggistici" e vale quindi anche per tutti i cartelloni installati sul lato opposto delle suddette vie di confine del vincolo.

Si chiede pertanto la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano eventualmente ricomprese: si richiede la rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Le rimozioni sono ancor più dovute e comunque "legittimate" dal fatto che - alla scadenza del 31 dicembre 2010 di tutte le autorizzazioni/concessioni - non ha fatto seguito nessun rinnovo: ne deriva che dal 1 gennaio 2010 tutti gli impianti installati precedentemente a Roma sono di per sé “abusivi” ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del nuovo Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, perché "in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione".

Sotto questo aspetto, nelle more della redazione ed approvazione del Piano Regolatore (che dovrà comunque rispettare i divieti di affissione prescritti in tutte le 65 zone del Comune di Roma che sono state vincolate come "beni paesaggistici"), l’amministrazione comunale è nel pieno diritto di pretendere la rimozione di qualsiasi impianto pubblicitario di cui la ditta titolare non può più rivendicare alcun “diritto acquisito”: ai sensi infatti dell’art. 10 del Regolamento "le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata pari a cinque anni rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni; in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio".

In forza della suddetta disposizione il Servizio Affissioni e Pubblicità può e deve quindi pretendere quanto meno la rimozione obbligatoria di tutti gli impianti di cui al 31 dicembre 2010 si sia verificata la scadenza del 2° quinquennio.

Nelle more della materiale rimozione di tutti gli impianti, l’amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il 13-6-2010

sabato 26 giugno 2010

Quando i cartelloni se danno pure er bacetto



Nella già martoriata e irriconoscibile via Gregorio VII cominciano i primi segni di concorrenza fra le balorde società di affisione... Due cartelloni uno davanti l'altro (entrambi mai utilizzati tra l'altro). Entrambi nella piena tranquillità che l'albero tagliato nelle loro immediate vicininaza non verrà mai ripiantato dal Servizio Giardini del Comune di Roma.
Andrea di Mattia


Ingenuo il nostro Andrea, non si è ancora accorto (o forse se n'è accorto eccome come se ne sono accorti migliaia di cittadini) che la sinergia tra l'Ufficio Affissioni e l'Assessorato all'Ambiente ha portato alla potatura ed all'abbattimento di migliaia e migliaia di cartelloni

Bosi-segnala: Porta Metronia e dintorni


Si trasmette in allegato la documentazione che attesta la presenza del vincolo paesaggistico denominato "Zona tra la Via Latina, Viale Metronio, Via Druso", imposto con Decreto Ministeriale emanato il 5 giugno 1971 ai sensi della legge n. 1497/1939.

Si fa presente che ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si mette in evidenza che il divieto vale anche per gli impianti collocati "in prossimità dei beni paesaggistici" e vale quindi anche per tutti i cartelloni installati sul lato opposto delle suddette vie di confine del vincolo.

Si chiede pertanto la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano eventualmente ricomprese: si richiede la rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Le rimozioni sono ancor più dovute e comunque "legittimate" dal fatto che - alla scadenza del 31 dicembre 2010 di tutte le autorizzazioni/concessioni - non ha fatto seguito nessun rinnovo: ne deriva che dal 1 gennaio 2010 tutti gli impianti installati precedentemente a Roma sono di per sé “abusivi” ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del nuovo Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, perché "in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione".

Sotto questo aspetto, nelle more della redazione ed approvazione del Piano Regolatore (che dovrà comunque rispettare i divieti di affissione prescritti in tutte le 65 zone del Comune di Roma che sono state vincolate come "beni paesaggistici"), l’amministrazione comunale è nel pieno diritto di pretendere la rimozione di qualsiasi impianto pubblicitario di cui la ditta titolare non può più rivendicare alcun “diritto acquisito”: ai sensi infatti dell’art. 10 del Regolamento "le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata pari a cinque anni rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni; in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio".

In forza della suddetta disposizione il Servizio Affissioni e Pubblicità può e deve quindi pretendere quanto meno la rimozione obbligatoria di tutti gli impianti di cui al 31 dicembre 2010 si sia verificata la scadenza del 2° quinquennio.Nelle more della materiale rimozione di tutti gli impianti, l’amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il giorno 11-6-2010

venerdì 25 giugno 2010

Cosa direbbero i Re di Roma?




Guardate che scempio sta avvenendo in prossimità della zona Re di Roma.
Nel dettaglio: Largo Frassinetti, un bellissimo esempio di Trittico... davanti all'Istituto delle suore, suore che sono state colpite anch'esse da un bel cartellone proprio adiacente al muro del loro istituto.
Via Appia Nuova... c'era uno spartitraffico libero fino all'altro ieri, perchè non utilizzarlo con un mezzo di comunicazione anteguerra come l'affissione?
E per ultimo un bellissimo villino in Via Pinerolo, sfregiato da un orribile trittico... Ciao e grazie per il lavoro che fate.
Federico

I cartelloni sono brutti? Questione di gusti...


La cosa incredibile è che questa vergognosa idiozia, questa linea di difesa che non sarebbe degna neppure di un lobotomizzato in coma etilico, non è la scempiaggine di qualche commentatore anonimo di Cartellopoli.com, è una risposta del Sindaco ad una precisa domanda che gli è stata posta da L'Espresso sul tema che ci sta tanto a cuore.
Ehggià, perché se non ve ne siete accorti, ce l'abbiamo fatta: la questione dei cartelloni (e tutte le altre questioni sulle quali i blog anti-degrado baccagliano da anni: dalla situazione del verde, alla sporcizia passando per il racket ignobile dei camion-bar) è assurta per la prima volta in queste proporzioni agli onori delle cronache nazionali sul più seguito news magazine d'opinione del paese. E' spaventoso come i blog (non solo Cartellopoli, naturalmente) siano riusciti a far cambiare percezione rispetto ai problemi veri di questa città. Alle cose che la rendono totalmente non-confrontabile con qualsiavoglia altra città europea, ma anche italiana. Un lavoro defatigante, che inizia a dare i suoi frutti in maniera massiccia. Ogni giorno.

Lo abbiamo detto è successo. Abbiamo implorato L'Espresso, ed è arrivato L'Espresso. Stiamo implorando qualche inchiesta televisiva (Report, dove sei?) e arriverà anche quella. Preghiamo in ginocchio la magistratura di arrestare tutti questi banditi, e -vedrete!- verranno arrestati tutti. Perché è nell'ordine delle cose, perché si sono resi responsabili di un sacco della città che non ha eguali al mondo.

Intanto leggetevi qui e ancora qui l'inchiesta dell'Espresso. Godendo perché siamo riusciti ad arrivare fino a li, e vomitando alla sola idea di avere un sindaco come questo qui. La nostra città è amministrata in un modo orripilante (ancor più orripilante di quello di Veltroni, e ce ne voleva!), tutti se ne stanno accorgendo: i cittadini hanno il preciso dovere di darsi da fare.

Possiamo dirlo? Siamo commossi













Guardate cosa ci hanno mandato alcuni lettori. Ormai sta diventando una moda. E' l'unica arma che abbiamo. Con una mafia potentissima e pronta a tutta, con un Comune che la protegge, questa è l'unica arma che abbiamo nell'attesa di una inchiesta della magistratura ampia, profondissima, che faccia male (malissimo) a questi criminali ed ai loro protettori. E allora mano alle bombolette. Dobbiamo rendere il loro lavoro antieconomico, inutile, dobbiamo sputtanarli con tutti i loro clienti che dovranno smetterla di acquistare spazi su impianti abusivi o abusivamente autorizzati. Cosa dobbiamo dirvi? Andate avanti così, su Cartellopoli le vostre azioni troveranno sempre la massima visibilità...

Bosi-segnala: via della Nocetta


Si trasmette in allegato la documentazione che attesta la presenza del vincolo paesaggistico denominato "Via della Nocetta", imposto con Decreto Ministeriale emanato il 4 gennaio 1972 ai sensi della legge n. 1497/1939: risulta ricompreso tra via della Nocetta, via del Forte Bravetta, via Silvestri e Villa Pamphili.

Si fa presente che ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si mette in evidenza che il divieto vale anche per gli impianti collocati "in prossimità dei beni paesaggistici" e vale quindi anche per tutti i cartelloni installati sul lato opposto delle suddette vie di confine del vincolo.

Si chiede pertanto la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano ricomprese (come Vicolo Silvestri) : si richiede la rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Le rimozioni sono ancor più dovute e comunque "legittimate" dal fatto che - alla scadenza del 31 dicembre 2010 di tutte le autorizzazioni/concessioni - non ha fatto seguito nessun rinnovo: ne deriva che dal 1 gennaio 2010 tutti gli impianti installati precedentemente a Roma sono di per sé “abusivi” ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del nuovo Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, perché "in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione".

Sotto questo aspetto, nelle more della redazione ed approvazione del Piano Regolatore (che dovrà comunque rispettare i divieti di affissione prescritti in tutte le 65 zone del Comune di Roma che sono state vincolate come "beni paesaggistici"), l’amministrazione comunale è nel pieno diritto di pretendere la rimozione di qualsiasi impianto pubblicitario di cui la ditta titolare non può più rivendicare alcun “diritto acquisito”: ai sensi infatti dell’art. 10 del Regolamento "le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata pari a cinque anni rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni; in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio".

In forza della suddetta disposizione il Servizio Affissioni e Pubblicità può e deve quindi pretendere quanto meno la rimozione obbligatoria di tutti gli impianti di cui al 31 dicembre 2010 si sia verificata la scadenza del 2° quinquennio.Nelle more della materiale rimozione di tutti gli impianti, l’amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il giorno 11-6-2010

giovedì 24 giugno 2010

L'XI Municipio va in procura. E gli altri cosa aspettano??




Antonella De Giusti, Gianni Paris, Susi Fantino. Avete i vostri cazzo di territori completamente devastati dai cartellonari. Che cosa aspettate? L'esempio c'è ed è quello di Catarci: non dargli tregua. Denunzie, rimozioni, rumore, rumore, rumore. Bisogna far capire a tutti i cittadini quanto sia vergognoso, ignobile e unico al mondo quello che sta succedendo. E l'appello vale per tutti i presidenti dei Municipi governati dalla destra: cari presidenti rendetevi conto quanti voti vi sta facendo perdere questa calata di braghe nei confronti della criminalità organizzata da parte della Giunta. Guardate il territorio che siete chiamati ad amministrare: è irriconoscibile. Svegliatevi anche voi se non volete che i vostri cittadini vi voltino le spalle alle prossime elezioni.
Qui sotto la notizia del giorno: l'XI Municipio ha denunciato la cartellopoli romana alla Procura della Repubblica, per danneggiamenti. Materiale in più sulla scrivania di Ilaria Calò, nella quale sono riposte tutte le nostre speranze per fare marcire in galera, per anni, i responsabili del più grande scempio che la città abbia mai vissuto dai tempi dell'abusivismo edilizio diffuso. Un nuovo sacco di Roma, ma mentre il primo nacque da una esigenza di tetti e appartamenti per una città che cresceva di popolazione, questo nasce esclusivamente (esclusivamente!!!) per fare arricchire un vergnogoso racket. E' una cosa imperdonabile: i responsabili non saranno mai perdonati.



“Nell'ambito dell’attività di tutela del territorio del Municipio Roma XI, che comprende anche il 70% del Parco dell’Appia Antica, si è riscontrato un crescente abusivismo pubblicitario, che ha deturpato indebitamente il patrimonio ambientale e urbanistico della città, spesso in violazione del Codice della Strada". A dichiararlo in una nota il Presidente del Municipio XI, Andrea Catarci
"L’Ente municipale -prosegue Catarci - ha messo in campo tutte le proprie energie per contrastare questo fenomeno, stringendo alleanze con altri istituzioni quali il Ministero per i Beni Ambientali, la Regione Lazio, l’Ente Parco, il Comando dei Vigili urbani e della Provincia di Roma, portando avanti un’importante campagna di rimozione.
Nel corso delle operazioni si è accertato il grave danneggiamento dei marciapiedi, che hanno richiesto interventi di ripristino tramite le ditte municipali, per i buchi di ampie dimensioni lasciati in terra. Ciò ci ha spinto a presentare un esposto-denuncia alla Procura di Roma, prefigurando il reato di “danneggiamento grave di cose destinate a pubblico servizio e pubblica utilità”.
Nell’esposto si fa, inoltre, presente che in parecchi tratti le installazioni abusive di cartelloni pubblicitari rendono inutilizzabili i marciapiedi, costringendo i pedoni ad aggirare i pali che li sostengono o addirittura, in presenza di sedie a rotelle o passeggini, a scendere dai marciapiedi mettendo a repentaglio la loro incolumità.
Da ultimo, si segnala che la spregiudicatezza di installatori senza scrupoli non si è fermata neanche di fronte all’inviolabilità del Parco dell'Appia Antica prefigurando le ipotesi di reato connesse all’alterazione dello stato di luoghi soggetti a speciale protezione.
L’impegno del Municipio XI contro cartellone selvaggio prosegue, per restituire decoro ad una città che è stata profondamente ferita e trasformata, con l’autorizzazione, o talvolta la colpevole tolleranza, della Giunta Alemanno. Al proposito, infine, sono state consegnate al comitato promotore le circa 500 firme raccolte dalla Presidenza del Municipio XI per sostenere la Delibera di iniziativa popolare.”
(articolo rubato ad Abitarearoma.net)

Altri articoli sul tema
su Affari Italiani e una risposta di un esponente del PDL (giusto per prendersi nota sui nomi degli amici dei cartellonari) apparso su L'Unico...

COMUNICAZIONI IMPORTANTI URGENTI E FONDAMENTALI

1. consegna firme
La prima consegna di firme è stata effettuata, il 30 giugno si effettuerà la consegna numero due e così avanti ogni sette giorni. Questo significa che ciascuno di voi che abbia moduli compilati da consegnare lo deve fare quanto prima, per gli indirizzi di consegna, scriveteci.

2. banchetti dei prossimi giorni
Grande spiegamento di banchetti per le firme in questi giorni. Festa dell'Unità a Caracalla, Piazza Trilussa a Trastevere, Piazza Vittorio, Piazza San Cosimato: ci saranno banchetti dappertutto. Ogni giorno ci sarà la possibilità di firmare e far firmare. Ma ci occorrono anche volontari per coprire ogni fascia oraria possibile. Invitiamo tutti i lettori di Cartellopoli a regalare anche solo una o due ore a settimana per questo compito: abbiamo intenzione di chiudere con le 5mila firme entro giugno per poi avere tutto luglio per raccogliere firme "in più", per star tranquilli. Ecco perché questi giorni sono decisivi.

Scandalo a Piazza Cinque Giornate. Guardate che cazzo di impianto, manco in una stazione di servizio del Oklaoma... pagherete caro, pagherete tutto



Questo il nuovissimo cartellone in piazza cinque giornate che abbiamo cercato inutilmente di far rimuovere segnalando il pericolo a 112 (indifferenti), 113 (hanno chiamato i vigili e si sono attivati), 115 (sono venuti) e municipale (venuti per la pressione della PS e di Roberto Tomassi per vie terze). Niente da fare. Hanno chiamato al telefono per controllare il codice e poi se e sono andati dopo aver verbalizzato, alla faccia della chiara e segnalata irregolarita' del "cantiere". Chiaramente i lavori non sono terminati dal momento che ancora devono attaccare la luce per l'illuminazione e per la rotazione delle pale dell'impianto multicartellone. Scommetto che nessuno domani andra' a controlarne la regolarita' mentre gli operai saranno al lavoro. Frustrante. Ma non molliamo.
Roberto Crea - Cittadinanzattiva

Bosi-segnala: lungo l'Aurelia Antica

Si trasmette in allegato la documentazione che attesta la presenza del vincolo paesaggistico denominato "Zone lungo la Via Aurelia Antica", imposto con Decreto Ministeriale emanato il 1 giugno 1963 ai sensi della legge n. 1497/1939: risulta ricompreso tra via Aurelia Antica a sud, vicolo del Gelsomino a nord, Villa Floridi ad ovest e Villa Abamelek ad est.

Si fa presente che ai sensi dell'art. 153 del vigente “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”, così come emanato con D.Lgs. n. 42 del 22.1.2004 e successivamente integrato e modificato dai D.Lgs. n. 156 del 3.4.2006 e n. 62 e 63 del 22.3.2008, nelle aree tutelate come beni paesaggistici "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari".

Si mette in evidenza che il divieto vale anche per gli impianti collocati "in prossimità dei beni paesaggistici" e vale quindi anche per tutti i cartelloni installati sul lato opposto delle suddette vie di confine del vincolo.

Si chiede pertanto la più sollecita rimozione di tutti gli impianti a qualunque titolo installati tanto sulle suddette vie di confine quanto su tutte quelle che vi risultano ricomprese: si richiede la rimozione espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell’art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Le rimozioni sono ancor più dovute e comunque "legittimate" dal fatto che - alla scadenza del 31 dicembre 2010 di tutte le autorizzazioni/concessioni - non ha fatto seguito nessun rinnovo: ne deriva che dal 1 gennaio 2010 tutti gli impianti installati precedentemente a Roma sono di per sé “abusivi” ai sensi del 2° comma dell’art. 1 del nuovo Regolamento in materia di esposizione della pubblicità e di pubbliche affissioni, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009, perché "in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione".

Sotto questo aspetto, nelle more della redazione ed approvazione del Piano Regolatore (che dovrà comunque rispettare i divieti di affissione prescritti in tutte le 65 zone del Comune di Roma che sono state vincolate come "beni paesaggistici"), l’amministrazione comunale è nel pieno diritto di pretendere la rimozione di qualsiasi impianto pubblicitario di cui la ditta titolare non può più rivendicare alcun “diritto acquisito”: ai sensi infatti dell’art. 10 del Regolamento "le autorizzazioni all’esposizione di pubblicità con mezzi privati e le locazioni di impianti e altri beni comunali utilizzati per il medesimo fine hanno durata pari a cinque anni rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni; in ogni caso, non vi è obbligo, da parte del Comune, di disdetta o altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio".

In forza della suddetta disposizione il Servizio Affissioni e Pubblicità può e deve quindi pretendere quanto meno la rimozione obbligatoria di tutti gli impianti di cui al 31 dicembre 2010 si sia verificata la scadenza del 2° quinquennio.Nelle more della materiale rimozione di tutti gli impianti, l’amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell’art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto , che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Inviato da VAS - Verdi Ambiente e Società a segnalazioniaffissioni@comune.roma.it il giorno 11-6-2010

mercoledì 23 giugno 2010

Con la scusa della mappa










Ciao Cari amici di Cartellopoli,
L'invasione continua e non si ferma neanche di fronte ai monumenti (di fronte nel senso letterale del termine, proprio davanti ai monumenti direi). Sono stati installati in diverse parti del centro storico dei cartelloni pubblicitari con in uno dei due lati una mappa del centro della città. Ovviamente nell'altro c'è pura pubblicità.
E con questa scusa li hanno installati a ridosso di molto monumenti, ad una distanza di pochissimi metri da loro, o in punti panoramici, facendo sì che risultino immortalati in ogni foto dei turisti. I cartelloni credo siano di ditte private (tanto che è indicato il numero di identificazione del cartello).
Andrea di Mattia


Caro Andrea, questa dei cartelloni-mappa (sono stati i primissimi ad essere installati, naturalmente su autorizzazione veltroniana, una sorta di primordio di cartellopoli risalente al 2007/2008) è stata forse la prima nostra battaglia. Scoprimmo la magagna, la segnalammo a Repubblica che fece un articolo-inchiesta anche perché, prima di questo nostro intervento, tutte le mappe erano completamente sballate: furono corrette in seguito. Ma come si è avuta l'autorizzazione per questi cartelloni? Semplice, si è riusciti, come accade spesso a Roma, a rendere stabile qualcosa di provvisorio. Nella fattispecie la cosa 'provvisoria' erano le mappe giubilari installate per fare orientare i turisti durante l'anno santo 2000. Capito il gioco?
Si tratta, ad ogni buon conto, di cartelloni che possono esporre eslcusivamente pubblicità di tipo culturale. Magra consolazione per noi che vorremmo vederli estirpati prima di stasera!
-La redazione di Cartellopoli