giovedì 30 settembre 2010

SCIvostra. O come si modificano i nostri marciapiedi






Eccoli qua i nuovi padroni di Roma! I nuovi pianta "alberi" del nostro secolo! L'esatto contrario di tutti quei contadini che piantavano ulivi e fichi di cui non avrebbero mai visto i frutti pensando alle generazioni successive, senza esservi costretti da alcun regolamento ma semplicemente perchè i loro genitori, i loro nonni e tutti coloro che li avevano preceduti avevano fatto lo stesso. Anche Cicerone (uno che ha frequentato Roma ben prima di Bordoni e Paciello) nel De Senectute commentava la saggezza millenaria dei contadini così: "E il contadino, per quanto sia vecchio, a chi gli chiede per chi stia seminando non esita a rispondere: "Per gli dei immortali, i quali vollero che io non mi limitassi a ricevere tutto questo dai padri, ma che lo trasmettessi anche ai posteri".
Capito Bordoni, Paciello e Alemanno? Aridatece Roma così come ce l'hanno consegnata i nostri padri, i nonni e tutti coloro che sono venuti prima di loro!
S.C.I.vostra appunto.
Ludovico

Cinecittà tre: i cartelloni


Piazza di Cinecittà. Li dietro c'è il bel centro commerciale, premiato alla fine degli anni Ottanta come miglior centro commerciale al mondo. Guardate, ingrandendo la foto, che abisso di degrado in cui ci si trova. Un cartellone nuovo, uno che vede montate le sue due stanghe in metallo, sui pali in prospettiva le locandine abusive delle discoteche ormai proprietarie e padrone della città. Degrado chiama degrado e non si finisce più...
foto di Toni Parker

Bosi-segnala: ma perché i francesi di Auchan sono così imbecilli dal servirsi di tali fornitori


É stato segnalato a questa associazione che in piazza Sassari risulta installato un impianto bifacciale di mt. 2 x 3 che porta affissa sul sostegno la pubblicità della Ditta "Nuovi Spazi" (vedi foto allegata con la facciata a cui é stato attribuito il n. 575), ma che alla data dello scorso 10 settembre non aveva alcun numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affisioni: questo particolare attesta una presunta natura totalmente abusiva della installazione.

Si mette infatti in grande evidenza che la ditta "Nuovi Spazi", a cui va attribuita la titolarità dell'impianto pubblicitario sulla base della sua stessa pubblicità affissa sul sostegno, ha installato abusivamente propri impianti tanto in zone soggette a vincolo paesaggistico quanto in zone ricadenti dentro un parco regionale, dove vige il tassativo divieto di affissione.

Per quanto risulta soltanto a questa associazione, alla ditta "Nuovi Spazi" sono stati segnalati come abusivi, perseguiti ed anche rimossi i seguenti impianti:

1 - impianto di mt. 4 x 3 installato dentro il Parco di Veio quanto meno da luglio 2009 dalla ditta "Nevada" (a cui è subentrata la "Nuovi Spazi") in
via di Grottarossa all'altezza dell'incrocio con via della Crescenza, poi rimosso nella primavera del 2010;

2 - impianto di mt. 2 x 3 installato dentro il Parco di Veio su via della Crescenza (all'altezza dell'incrocio con via di Grottarossa), con i numeri 514 e n. 515, di cui è stata accertata l'avvenuta rimozione in data 28 luglio 2010;

3 - impianto di mt. 2 x 3 installato dentro il Parco di Veio su via di Grottarossa a 50 mt. dall'incrocio con via della Crescenza) con il n. 255 sulla facciata rivolta a nord-ovest ed il n. 169 sulla facciata rivolta a sud-est e con lateralmente al sostegno una targa con la scritta a pennarello del numero di codice identificativo 0066/BP564/P, di cui è stata accertata l'avvenuta rimozione in data 28 luglio 2010;

4 - impianto di mt. 2 x 3 installato dentro il Parco di Veio su via di Quarto Peperino con i numeri 714 e 715;

5 - impianto installato dentro il Parco di Veio su via di Grottarossa all'altezza del civico n. 222 (centrale elettrica di fronte al parco della Pace, cosiddetto "Papacci") e porta i numeri 508 e 509 ma non ha nessun numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni;

6 - impianto installato sull'aiuola spartitraffico di viale Tor di Quinto (di fronte al Centro Artigianale Flaminio, praticamente a ridosso della sede dei Vigili del XX° Gruppo di via Caprilli) al confine con il Parco di Veio ed in zona soggetta comunque a vincolo paesaggistico, che porta i numeri 255 e 169: trattasi dello stesso impianto installato su via di Grottarossa (vedi precedente n. 3), di cui è stata accertata l'avvenuta rimozione in data 28 luglio 2010;

7 - impianto installato in viale delle Milizie all'altezza del civico n. 15, a ridosso della pista ciclabile, perpendicolarmente ad essa, che è stato perseguito come già totalmente abusivo fin dal 23 dicembre 2009;

8 - impianto installato in viale Pietro De Coubertin, inizialmente a ridosso della pista ciclabile, perpendicolarmente ad essa (a dimostrazione della
recidività di questa ditta nell'installare impianti sempre in modo perpendicolare ad una pista ciclabile), poi rimosso e ricollocato sul lato opposto della strada;

9 - impianto di mt. 1 x 1 installato in via Carlo Alberto (dove vige il divieto di affissione, perché ricade in zona soggetta a vincolo paesaggistico) che porta affissa una targhetta con il numero di codice identificativo 0066/AU360/P, che non si sa se effettivamente rilasciato dal Servizio Affissioni.

Ai sensi del comma 14 dell'art. 31 del vigente Regolamento nel caso di impianti abusivi "la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; l'ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni".

Dal momento che la suddetta ditta in modo recidivo continua ad installare impianti dove c'è il divieto di affissione ed è incorsa ormai in ben più di tre violazioni, si chiede al Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello non solo di provvedere alla immediata rimozione dell'impianto, ma di dichiarare decadute tutte le "autorizzazioni" rilasciate tanto alla ditta "Nevada" quanto alla ditta "Nuovi Spazi" che è subentrata ad essa.

Ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, "le
iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, ... , sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti": dal momento che tutti gli impianti di cui sia stata dichiarata decaduta l'autorizzazione debbono essere obbligatoriamente rimossi, ne deriva che dovranno essere rimossi tutti gli impianti fin qui "autorizzati" alla Ditta "Nevada-Nuovi Spazi".

Si chiede ad ogni modo la più sollecita rimozione del suddetto impianto espressamente ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell'art. 23 del Codice
della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio
Comunale n. 37/2009.

Nelle more della materiale rimozione del suddetto impianto, l'amministrazione comunale può e deve provvedere anche e soprattutto "alla copertura immediata
della pubblicità irregolare" ed al "sequestro cautelare" di tutti gli impianti abusivamente utilizzati, così come prescrive il 6° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

La presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Distinti saluti.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

mercoledì 29 settembre 2010


Vi ricordate i "buchi" (che ebbero anche un intervento dei nostri "holebusters" a suon di schiuma espansa) di fronte alla Dogana di San Lorenzo? Ebbene anche qui, allo Scalo, in una zona super controllata, Sci è riuscita a piantare il proprio cartellone d'ordinanza...
Ci evitiamo anche il prima-e-dopo, tanto lo sapete: qui prima non c'era nulla di nulla.

Bosi-segnala: Via Cesare Baronio e i nostri amministratori baroni



In data odierna è stata trasmessa a questa associazione una segnalazione corredata di documentazione fotografica (che si allega per opportuna conoscenza), secondo la quale nel tratto a serpentina con cui via Cesare Baronio si immette su via Latina, all’altezza del civico 141a (dove è presente il ristorante Go Thai), è stato installato un impianto bifacciale di mt. 4 x 3 che ha affissa una targa con il numero di codice identificativo 0147/AL889/P.

Si mette in grande evidenza che nella Banca Dati del Servizio Affissioni (così come aggiornata al 31 maggio 2010) con il numero 0147 risulta registrata la ditta “MEDIA 2000 SRL” ma con una annotazione fra parentesi secondo cui trattasi di una “SOCIETÀ ANNULLATA CON DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE NUM. 1338 DEL 03/05/2010”: l’annullamento della società dovrebbe aver comportato il conseguente annullamento di tutte le “autorizzazioni” rilasciate alla “Media 2000” S.r.l., compresa quella dell’impianto di cui all’oggetto.

Ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, "le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, .. , sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti": dal momento che tutti gli impianti di cui sia stata dichiarata decaduta l'autorizzazione debbono essere obbligatoriamente rimossi, ne deriva che deve essere rimosso anche il suddetto impianto.

Si chiede ad ogni modo di sapere se il numero di codice identificativo 0147/AL889/P sia stato effettivamente assegnato alla “Media 2000” S.r.l. per l’impianto installato in via Cesare Baronio e se ne è decaduta la "autorizzazione" o comunque il “titolo” con l’annullamento della società: in caso affermativo si chiede l’immediata rimozione dell’impianto, che si sollecita comunque in quanto risulta collocato anche in difformità dalla normativa vigente in materia.

Si fa infatti presente che ai sensi del 5° comma dell’art. 4 del vigente Regolamento delle Affissioni così come approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, le deroghe dalle distanze minime per il posizionamento dei cartelli consentono - nelle strade urbane di quartiere e solo per cartelli di dimensione non superiore a mt. 1,80 x 1,20 - la installazione ad almeno 25 metri dalle intersezioni e ad almeno 15 metri dagli attraversamenti pedonali.

L’impianto di cui all’oggetto non sembra rispettare tutte le suddette condizioni ed anche per tali motivi è stato in passato più volte segnalato ai Vigili del IX Gruppo del Corpo di PoLizia Municipale, la cui sede in linea d'aria si trova a 300 metri circa dal cartellone in questione: anche per gli stessi motivi se ne sollecita la sua immediata rimozione.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.


Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società (VAS)

martedì 28 settembre 2010

Parapedonali tra Porta Pinciana e Villa Borghese. Lo scempio continua



Caro Cartellopoli,

vedo che anche tu hai scoperto i nuovi parapedonali in Piazzale Brasile.
Suddetta piazza negli ultimi 8 mesi è stata sistematicamente massacrata da un'ondata di cartelloni e i parapedonali sono solo l'ultimo regalino agostano della cara SCI.
Ditta, la SCI, che nel periodo luglio-settembre ha invaso senza nessun ritegno il secondo municipio sotto gli occhi indifferenti dei nostri amministratori e vigili urbani (nonostante le mie disperate chiamate).

Una nota finale: suddetti parapedonali violano in maniera sistematica il codice della strada ed i vincoli paesaggistici, ma ciò che più mi stupisce è un dettaglio, ovvero come abbiano completamente devastato la pavimentazione in sampietrini con la solita colata di calce versata a mo' di secchiate di merda, il tutto, ci terrei a notare, non rispettando minimamente l'ordinanza del Febbraio 2010 dell'On. Sindaco Alemanno nella veste di Commissario delegato all’Emergenza traffico che sui marciapiedi in selciato richiede: "asportazione, pulizia e successiva ricollocazione in opera del materiale asportato, eventualmente integrato degli elementi non riutilizzabili, dello stesso tipo e qualità di quelli preesistenti, previa adeguata compattazione del sottofondo o ripristino della soletta, se esistente, per una larghezza tale da garantire il ripristino funzionale e strutturale della pavimentazione interessata. Sono inoltre vietati ripristini, anche parziali, con asfalto".

Ma oramai che differenza fa?

Malaroma

10-100-1000 Cortellazzi: questa del Verano la pagherete assai cara. Finendoci dentro assai prima del previsti, cari cartellonari e cari complici


Salve,
sono appena rientrato in ufficio dopo aver effettuato una visita ai miei cari presso il cimitero monumentale del Verano. Vi chiedo, cortesemente, se potevate indicarmi un passaggio pedonale alternativo adatto alla mia statura di 189 cm in quanto, dalla foto allegata, si evince chiaramente che camminando sul marciapiede potrei trovare qualche difficoltà.
A me no che, non sia una trovata del Comune di Roma per far fare un po' di ginnastica ai cittadini.
Ma allora mi domando, come devo fare a passare sotto al cartellone? esiste un addetto del comune che può far girare un disco con il Limbo tipo festa sulla spiaggia?
Grazie della cortese attenzione, attendo risposta.

Mauro Cortellazzi

Inviata a: segnalazioniaffissioni@comune.roma.it, davide.bordoni@comune.roma.it, sindaco@comune.roma.it

Bosi-segnala: ma non vi vergognate di installare attorno ai parchi pubblici?


É stato segnalato a questa associazione che in piazza dei Re di Roma all'altezza dell'incrocio con via Albalonga risulta collocato un impianto pubblicitario bifacciale di mt. 4 x 3 che ricade a ridosso dell'area verde e che é stato presumibilmente installato meno di una settimana fa, come si evince dalla colata di cemento ancora fresca attorno ai 2 sostegni dell'impianto (vedi foto allegata "P11070008.JPG", scattata il 19.9.2010): porta inciso sulla cimasa il nome della ditta "SCI" ed affissa ad un sostegno una targa con stampato il numero di codice identificativo 0040/AH570/P (vedi foto allegata "P11070007.JPG", scattata il 19.9.2010).

Si fa presente che il suddetto impianto non sembra rispettare il divieto di collocazione a ridosso dei parchi pubblici e delle aree in consegna al Servizio Giardini già attrezzate a verde, prescritto rispettivamente dalle lettere c) ed h) del 1° comma dell'art. 18 del vigente Regolamento delle Affisioni così come approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n.37/2009: dal momento che l'impianto ha affissa su un sostegno una targa con un numero di codice identificativo, si chiede di sapere se il numero 0040/AH570/P risulti effettivamente registrato in Banca Dati, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedimento sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" o "ricollocazione" o "accorpamento" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto.

Si chiede l'immediata rimozione dell'impianto nel caso che ne venisse accertato il mancato rispetto dei divieti imposti dal Regolamento delle Affisisoni, sopra richiamati.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n.
241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società (VAS)

lunedì 27 settembre 2010

Donne amministratrici che si dovrebbero vergognare di esserlo: Catia Pacifici


Catia Pacifici, rappresentante dell'UDC nel VI Municipio, è stata la protagonista di una delle più clamorose figure di merda della scorsa settimana. Con una ridda di comunicati se l'è pigliata contro la nascita, sui rinnovati marciapiedi della Prenestina, di una pista ciclabile consigliata (quelle col cartello quadrato, invece che tondo) dicendo che non si poteva, che la strada è di "grande viabilità" e altri bla bla. Ora, già pigliarsela contro una nuova pista ciclabile a Roma meriterebbe la crocifissione sul Golgota previo mille scudisciate, ma il fatto è che l'infrastruttura in questione, che forse la Pacifici considerava abusiva realizzazione di qualche collettivo di cicloamatori, era stata ampiamente approvata dal suo stesso Municipio qualche anno addietro ed aveva l'unica colpa, dopo un po' di tempo, di essere stata realmente realizzata con tutti i crismi e le norme.
Perché ne parliamo? Perché facciamo gratuita pubblicità a questa signora ennesimo insulto alle quote rosa? Se guardate con attenzione la foto e se considerate che una delle maggiori reprimende della Pacifici, nel suo comunicato, era contro i "cartelli installati e da nessuno autorizzati", capirete.

La Pacifici è amministratrice in un Municipio che è quotidianamente massacrato da: a) affissioni ab usive; b) locandine abusive su ogni palo; c) mafia dei cartelloni. Contro questi abusivismi la signora in questione non ha mai aperto bocca, tutte le sue energie le ha riservate contro il cartello di pista ciclabile consigliata. Quanto è ignobile e raccapricciante il comportamento di questa amministratrice che solo dei cretini potranno votare alle prossime elezioni lo si può vedere, appunto, dalla foto che pubblichiamo.

Guardate il fastidiosissimo cartellino di pista ciclabile come disturba il meraviglioso panorama: ogni palo pubblico ha affisse le locandine abusive. Siamo in un incrocio, ma nonostante questo l'area è disseminata di cartelloni 4x3 abusivissimi, gestiti come tutti sappiamo dalla criminalità organizzata. Guardate in particolare a destra, un cartellone copre e rende inaccessibile una storica area dove, da decenni, vengono apposti degli ex voto per grazia ricevuta. Una area famosissima all'incrocio tra il Portonaccio e la Prenestina che, benché sia area di culto, è stata anch'essa stuprata dalla mafia cartellonara senza che la cristianissima consigliera Pacifici avesse avuto nulla da dire.

Ci auguriamo che chi, girando in Google e cercando il nome della signora in questione, trovi questo articolo possa contribuire a distruggere la carriera politica della protagonista di questo articolo. Se abitate nel VI Municipio, spargete la voce.

Donne amministratrici che si dovrebbero vergognare di esserlo: Isabella Rauti


Dice: finalmente una persona vicina, molto vicina, al sindaco che parla contro i cartelloni pubblicitari. Poi approfondisci e capisci che questa persona "vicina" è la moglie-consigliera-regionale Isabella Rauti e che l'attacco contro i cartelloni non parla del massacro della città che il marito stesso ha perpetrato, non parla della messa a repentaglio della sicurezza di tutti, pedoni e automobilisti, non parla della violenza che tutta Roma sta subendo, non parla del totale cambio di skyline di interi quartieri, di strade rinomate, di vie e piazze storiche, di aree protette, non parla dello sconfinato regalo che è stato fatto al crimine organizzato di matrice campana e calabrese che su questo business facile punta molto, anzi moltissimo. No, niente di tutto questo.
La critica è contro una singola campagna pubblicitaria di una azienda francese, la Sisley (la Rauti nel suo profondo perbenismo di facciata non sa che la Sisley è italianissima e forse avrebbe tenuto chiusa quella bocca se avesse saputo che la Sisley è di proprietà dei Benetton) rea di avere piazzato -sai che scandalo- una modella a terra, in un supermarket, in una posa conturbante mentre è intenta ad addentare un cetriolo.
Forse invidiosa (non sappiamo se dell'avvenenza della modella o proprio del cetriolo), la Rauti ha squadernato la ennesima trita tirata sulla dignità della donna e sui messaggi subliminali che la comunicazione pubblicitaria potrebbe passare. Mentre parlava, alle sue spalle, la Camorra installava il centomillesimo cartellone abusivo sotto l'egida di suo marito e dei suoi assessori...

Bosi-segnala: quel che avete fatto al Flaminio vi si ritorcerà contro in un modo che neppure ve lo immaginate nei vostri peggiori incubi


Si segnala che in data odierna 19 settembre 2010 questa associazione ha effettuato un sopralluogo nella zona centrale del Villaggio Olimpico accertando e fotografando l'avvenuta collocazione in piazza Apollodoro di un impianto bifacciale di mt. 4 x 3 di natura totalmente abusiva, perché non ha affissa nessuna targa con il numero di codice identificativo e comunque non esisteva alla data di un precedente sopralluogo sullo stesso posto del 14 settembre scorso: sulla cimasa porta stampato il nome della ditta “Star Rome Pubblicità” che risulta registrata nella Banca Dati del Servizio Affissioni come “STAR ROME SRL” con il numero 0108):

La natura abusiva dell’impianto è attestata, oltre che dalla assenza di codice identificativo, dalla sua collocazione in piazza Apollodoro che ricade all’interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 ("Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente".

Si mette in evidenza che con messaggi di posta elettronica trasmessi alle ore 14,59 del 28 giugno 2010, alle ore 11,46 del 16 settembre 2010 ed alle ore 15,09 del 19 settembre 2010 questa associazione aveva segnalato l’installazione abusiva di impianti in piazza Apollodoro rispettivamente della Ditta “APA” (ora rimosso), della Ditta “SCI” e della Ditta “Pubbli A” (ma per pubblicità concessa su impianti SPQR) ai quali risulta assegnato addirittura il codice identificativo.

Si mette in evidenza che anche per tale impianto non risulta che sia stata preventivamente rilasciata l'autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo non solo all’impianto della “Star Roma Pubblicità” di cui all'oggetto, ma anche ai cartelloni fin qui installati dentro il Villaggio Olimpico e segnalati da questa associazione (con messaggi di posta elettronica delle ore 9,59 del 23 maggio 2010, delle ore 10,46 del 6 giugno 2010, delle ore 14,59 del 28 giugno 2010, delle ore 10,16 del 26 luglio 2010, delle ore 10,40 del 12 settembre 2010, delle ore 11,15 del 12 settembre 2010, delle ore 11,46 del 12 settembre 2010, delle ore 19,35 del 16 settembre 2010, delle ore 12,31 del 19 settembre 2010 e delle ore 15,09 del 19 settembre 2010)

Dentro i confini del suddetto vincolo ricade infatti l'intero Villaggio Olimpico ricompreso tra il Tevere, viale Tiziano, viale Maresciallo Pilsudski e Villa Glori (fino a Viale della Moschea compreso).

Si chiede pertanto l’immediata rimozione dell’impianto di cui all’oggetto e si coglie l'occasione per tornare a sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati dentro l'intero comprensorio vincolato del Villaggio Olimpico.

A tal riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che "il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l'Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma" ed aveva chiesto "alle SS. LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008": si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt'oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.

L'Arch. Galloni ha chiesto anche all'Arch. Pierdominici di fornire informazioni e "di relazionare circa .... le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere": VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all'Arch. Maria Teresa Longo.

Ai sensi del comma 14 dell'art. 31 de vigente Regolamento nel caso di impianti abusivi “la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; l'ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni”.

Si mette in grande evidenza che la “Star Roma Pubblicità” S.r.l., prima ancora di questo impianto, aveva già installato sempre abusivamente dentro il Parco di Veio in via Cassia all’altezza di Villa Manzoni un cartellone di mt. 2 x 2, che è stato rimosso perché del tutto abusivo, benché avesse una targa con stampato il numero di codice identificativo 0108/AL646/P: anche tale impianto era stato segnalato da questa associazione con nota prot. n. 4 del 16 febbraio 2010.

Si chiede al Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello non solo di provvedere alla immediata rimozione dell'impianto, ma di dichiarare contestualmente decadute nella misura percentuale del 20% le "autorizzazioni" che risultino rilasciate alla ditta "Star Roma Pubblicità", con priorità per quelle ad essa rilasciate nell'ambito del II° e del XX° Municipio.

Ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, "le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, .. , sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti": dal momento che tutti gli impianti di cui sia stata dichiarata decaduta l'autorizzazione debbono essere obbligatoriamente rimossi, ne deriva che dovranno essere rimossi tutti gli impianti fin qui "autorizzati" alla Ditta "Star Roma Pubblicità" di cui sia stata dichiarata decaduta la "autorizzazione" nella misura del 20%.

La presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

***
nota di Cartellopoli: come merda è possibile che la Regione Lazio sia cliente di questa gente?

domenica 26 settembre 2010

Le ultime da Radio-Resistenza





Stanotte è stata colpita Piazza Santa Maria Maggiore dove incredibilmente sono presenti i famigerati cartelloni con la pianta della città e orologi farlocchi oltre all'immancabile onnipresente vergognosa pubblicità del negozio per ciccioni che in questo caso sfrutta subdolamente una palina dei taxi.
Per la prima volta compaiono manifesti in inglese.
Le foto saranno spedite a quotidiani inglesi e americani.
I blitz continuano, nessun angolo di Roma verrà trascurato!
Questo schifo infinito deve finire (su tutti i quotidiani del mondo...)!!!
Arruolatevi. Tuttti.

Così parlò il Comitato Promotore

COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO PROMOTORE DELLA DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE CONTRO CARTELLONE SELVAGGIO

Il Comitato promotore della delibera di iniziativa popolare contro “cartellone selvaggio” in relazione alle dichiarazioni rilasciate alla stampa il 22 c.m. dal Sindaco Gianni Alemanno e dall’assessore al Commercio e Attività produttive Davide Bordoni esprime soddisfazione per il pieno, seppur tardivo, riconoscimento della gravità del problema della selvaggia proliferazione di impianti pubblicitari in tutto il territorio urbano in spregio delle norme del Codice della strada, dei vincoli paesaggistici e ambientali e delle leggi regionali di tutela dei parchi.
Rileva che le operazioni di rimozione degli impianti illegali e/o abusivi messe in atto in questi ultimi mesi sono assolutamente insufficienti e che l’enfasi con cui vengono comunicate tende a propagandare un attivismo del Comune che, per ora, non corrisponde alla realtà.
Devono essere ripristinate condizioni di legalità degne di una società civile ed è doverosa una rapida ed incisiva inversione di tendenza con adozione di regole certe per tutti gli operatori del settore.
Sottolineiamo che nelle zone oggetto di rimozioni nei giorni passati (ad esempio Auditorium e Viale Marconi e dintorni) sono ricomparsi, a volte dopo poche ore, nuovi cartelloni abusivi dotati paradossalmente, in alcuni casi, di targhetta identificativa della banca dati comunale e questo dimostra, a nostro parere, la mancanza assoluta di controllo del territorio da parte dell’Amministrazione.
Ricordiamo che la normativa comunale vigente in materia di affissioni (delibera 37/2009) consente di sanzionare sia le ditte titolari di impianti abusivi che gli inserzionisti e a tale proposito esigiamo che la spesa di 663.000 € impegnata per le rimozioni non ricada sui contribuenti romani in quanto si configurerebbe sicuramente un danno erariale.

CHIEDIAMO

a) lo stop immediato a tutte le installazioni e/o ricollocazioni di impianti;
b) di procedere all’oscuramento e successivamente alla rimozione di tutti i cartelloni abusivi o illegali,iniziando da quelli denunciati da tempo al Comune, all’Ente Roma Natura e alla Procura della Repubblica di Roma da parte di cittadini e associazioni ambientaliste, in particolare da VAS – Verdi, ambiente e società;
c) di applicare senza indugi la norma del Regolamento comunale che consente la revoca parziale o totale delle autorizzazioni alle ditte colpevoli di installazioni abusive.

Comunichiamo infine che insieme all’associazione ambientalista VAS e con la collaborazione del presidente dell’XI Municipio Andrea Catarci, abbiamo promosso una conferenza cittadina su “cartellone selvaggio” a cui sono stati invitati il Sindaco Alemanno, i presidenti e i consiglieri dei 19 municipi romani e i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e per il decoro urbano.

Roma, 25/09/2010


*Purtroppo il Comitato promotore della Delibera di Iniziativa Popolare, da cui Cartellopoli -è bene ricordarlo- si è immediatamente sfilato vista la malaparata- continua a giocare abbastanza bene la partita, ma a non essere efficace sulla tre quarti, quando si tratta di insaccare il pallone nella rete. Cosa sarebbe costato ai comitati aggiungere un punto D dove si sollecitava il Comune ad approvare, sottoponendoli prima ai cittadini, i Piani Regolatori degli Impianti? E cosa sarebbe costato un punto E dove si indicava la strada, dopo i Piani Regolatori, di un bando internazionale che avrebbe finalmente risolto alla base il problema senza tema di smentita? Questo avrebbe fatto sentire ancor più il fiato sul collo al Comune, avrebbe sottolineato la presenza di associazioni lucide, con le idee chiare e con un obbiettivo reale che NON E' banalmente quello di togliere dalle strade i cartelloni non rispondenti al Codice della Strada (in questo caso occorrerebbe toglierli TUTTI, risultato che in tutta evidenza NON E' ottenibile neppure se a capo dei comitati si ponesse Joseph Ratzinger in persona), bensì quello di riformare il settore facendo in modo che venga gestito così come è gestito in tutte le capitali civili del mondo. La domanda è: i comitati "non c'arrivano" a proporre delle linee guida che davvero siano spina nel fianco dell'amministrazione comunale oppure lo fanno apposta? Considerando quante volte -anche nei giorni scorsi, a monte della diramazione del presente comunicato- abbiamo sottolineato la necessità di una comunicazione meno piatta e più volitiva, ci tocca propendere per la seconda ipotesi.
E dunque cui prodest? Chi ci guadagna a proporre al Comune una strada che senz'altro è necessaria, ma assolutamente non è sufficiente a risolvere il problema?
E' come se, dovendo attaccare una amministrazione che lascia ogni inverno allagare il proprio territorio da un bizzoso torrente, si indichi come obbiettivo quello di liberare le strade dal fango, ma non si faccia menzione alcuna sulla necessità di costruire gli argini affinché l'alluvione non si ripeta più...
A noi -e con ogni probabilità anche a chi legge- questa strategia sembra fuori dalla grazia di dio.

Anche qui!!!


Non ci crederete, ma anche qui, anche in questo contesto delicatissimo hanno messo dei parapedonali griffati SCI negli scorsi giorni. Chi fa qualche foto così pubblichiamo, ormai esasperati, il classico prima e dopo?

Bosi-segnala: ah ma allora ancora insistete con il Flaminio...?









Si segnala che in data 14 settembre 2010 questa associazione ha effettuato un sopralluogo nella zona centrale del Villaggio Olimpico accertando e fotografando l'avvenuta collocazione dei seguenti 4 impianti bifacciali SPQR di mt. 2.50 x 1,50 di cui sembra essere stata concessa la pubblicità alla ditta “Pubbli A” S.p.A. (registrata nella Banca Dati del Servizio Affissioni con il numero 0025):
- impianto posizionato in via Nedo Nadi (vedi foto 100_3173.JPG) vicino al cartellone con inciso sulla cimasa il nome della Ditta “SCI” (segnalato da questa associazione con messaggio di posta elettronica delle ore 10,40 del 12 settembre 2010), che porta affissa una targa con stampato il numero di codice identificativo 0025/AE473/P e la scritta “VIA PIETRO DE COUBERTIN, 24, 50 MT. CIV. 24 VERSO VIA NEDO NADI” (vedi foto 100_3171.JPG);
- impianto posizionato sul lato di viale Pietro De Coubertin verso lo Stadio Flaminio (vedi foto 100_3182.JPG), che porta affissa una targa con stampato il numero di codice identificativo 0025/AF541/P e la scritta “VIA PIETRO De COUBERTIN, SC, A 40 MT. DA VIALE TIZIANO” (vedi foto 100_3183.JPG);
- impianto posizionato sul lato di piazza Apollodoro a ridosso di viale Pietro De Coubertin (vedi foto 100_3178.JPG), che porta affissa una targa con stampato il numero di codice identificativo 0025/AF381/P e la scritta “PIAZZA APOLLODORO, SC , A MT. 100 DA VIALE TIZIANO” (vedi foto 100_3179.JPG);
- impianto posizionato sul lato di piazza Apollodoro a ridosso di viale Tiziano (vedi foto 100_3175), che porta affissa una targa con stampato il numero di codice identificativo 0025/Af541/P e la scritta “PIAZZA APOLLODORO, SC, LATO CIVICO 1” (vedi foto 100_3176.JPG).
Si fa presente che via Nedo Nadi, viale Pietro De Coubertin e piazza Apollodoro ricadono all’interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 ("Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente".

Si mette in evidenza che non risulta che per i suddetti 4 impianti sia stata preventivamente rilasciata l'autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo non solo ai 4 impianti SPQR di cui all'oggetto, ma anche ai cartelloni di proprietà privata fin qui installati dentro il Villaggio Olimpico e segnalati da questa associazione.

Dentro i confini del suddetto vincolo ricade infatti l'intero Villaggio Olimpico ricompreso tra il Tevere, viale Tiziano, viale Maresciallo Pilsudski e Villa Glori (fino a Viale della Moschea compreso).

Si chiede altresì di sapere dal Servizio Affissioni se i suddetti numeri di codice identificativo risultino effettivamente in Banca Dati, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedura siano stati rilasciati, precisando soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità del posizionamento degli impianti, specie dopo che questa associazione ha trasmesso diverse segnalazioni che facevano presente la presenza del vincolo paesaggistico su tutto il villaggio Olimpico (segnalazioni delle ore 9,59 del 23 maggio 2010, delle ore 10,46 del 6 giugno 2010, delle ore 14,59 del 28 giugno 2010, delle ore 10,16 del 26 luglio 2010, delle ore 10,40 del 12 settembre 2010, delle ore 11,15 del 12 settembre 2010, delle ore 11,46 del 12 settembre 2010, delle ore 19,35 del 16 settembre 2010 e delle ore 12,31 del 19 settembre 2010).
Si chiede in particolare di sapere se per gli impianti SPQR vengano rilasciate le “concessioni” di cui la delibera 426/2004 ha portato al 31.12.2009 la scadenza del 1° quinquennio e sia stato operato per esse il rinnovo per 5 anni fino al 31.12.2014 all’esito del procedimento di riordino, così come prescrive il comma 3 dell’art. 22 del vigente Regolamento delle Affissioni approvato con delibera n. 37/2009.

Comunque sia, gli impianti di cui all’oggetto risultano collocati sicuramente in violazione della normativa vigente in materia: se ne chiede pertanto la loro immediata rimozione.

Si coglie l'occasione per tornare a sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati dentro l'intero comprensorio vincolato del Villaggio Olimpico.

A tal riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che "il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l'Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma" ed aveva chiesto "alle SS. LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008": si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt'oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.

L'Arch. Galloni ha chiesto anche all'Arch. Pierdominici di fornire informazioni e "di relazionare circa .... le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere": VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all'Arch. Maria Teresa Longo.

La presente istanza é presentata ai sensi della lettera b) del 1° comma dell'art. 10 della legge n. 241/1990.

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.


Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

sabato 25 settembre 2010

Il walzer pericolosissimo delle rimozioni


Continuano a succedere cose strane. Guardate l'altro ieri a Corso Trieste. Chi è a smontare il cartellone, orrendamente piazzato, della SCI? La stessa ditta, per ricollocarlo? O il Comune, nell'ambito dell'appalto delle rimozioni? In ogni caso tutto questo movimento non vi sembra estremamente pericoloso? A noi si, tantissimo.

Un conto è dire: rimuoviamo tutti e ripartiamo da caso con impianti belli, di qualità, gestiti dai migliori gestori del mondo. E okkay. Un conto è vedere il comune che rimuove impianti in maniera selezionata. Quelli che non sono amici del comune vengono rimossi, gli altri rimangono, altri tornano due ore dopo le rimozioni. Tra un mese, ci scommettiamo, gli impianti saranno più di quelli che erano un mese fa. 1000 rimozioni? 3000 installazioni!

Cartelloni che odiano la Municipale



Per la serie "Cartelloni che odiano la Municipale", presento un gabbiotto dei vigili che ha completamente oscurata - causa cartellone - la visione di metà piazza Euclide. Non proprio in linea con l'idea di "controllo del territoro", eh?
MalaRoma

Bosi-senala: denunzie olimpiche sulla Via Olimpica


É stato segnalato a questa associazione che in via del Foro Italico, viaggiando in direzione del Foro Italico, all'imbocco della galleria Fleming é stato installato un impianto monofacciale di mt. 2 x 3 (vedi l'allegata foto "Impianto SCI all'imbocco della galleria Fleming") che porta inciso sulla cimasa il nome della Ditta "SCI" e su una targhetta affissa ad uno dei sostegni il numero di codice identificativo 0040/AH585/P (vedi l'allegata foto "targa impianto SCI all'imbocco della galleria Fleming ").

Si fa presente che l'impianto non risulta collocato in conformità alla lettera l) del 2° comma dell'art. 51 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada approvato con D.P.R. 495/1992, che prescrive un posizionamento dei cartelli a 200 metri dagli imbocchi delle gallerie e non certo a ridosso di esse: la distanza
dall'imbocco della galelria sembra infatti essere di molto inferiore ai 200 metri.

Con riguardo al mancato rispetto delle distanze minime imposte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di Attuazione, con nota prot. n. 29 del 10 giugno 2010 questa associazione ha messo in evidenza che "il Comune di Roma non ha fatto rispettare nemmeno le distanze minime da lui derogate e continua a permettere l'installazione di impianti pubblicitari troppo spesso in violazione delle norme vigenti in materia di sicurezza delle strade": ha quindi richiamato il comma 10 dell'art. 23 del Codice della Strada ed ha chiesto al Ministro dei Trasporti, On. Altero Matteoli, "di voler disporre il controllo dell'osservanza delle distanze minime in tutto il territorio del Comune di Roma, anche nel rispetto dell'art. 32 della Costituzione, che obbliga alla tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".

Con nota prot. n. 0060310 del 15 luglio 2010 il Direttore Generale per la Sicurezza Staradale del Ministero dei Trasporti, Dott. Ing. Sergio Dondolini (che legge per conoscenza), ha chiesto al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma di renedre noto "il quadro delle attività messe in atto nell'ambito disciplinare sopra specificato ed i provvedimenti che in tal senso sono stati adottati dal Comune onde consentire alla scrivente Direzione di valutare quanto segnalato nella citata nota dell'Associazione V.A.S.".

Con nota prot. n. 22078 del 28 luglio 2010 il Dipartimento VII del Comune di Roma ha convocato per il giorno 7 settembre 2010 una riunione con il Dipartimento Attività Economico-Produttive ed il Comando di Polizia Municipale, per esaminare la situazione, conoscere gli atti emessi dallo stesso Dipartimento e verificarne gli aspetti relativi alla sicurezza stradale: dal momento che non é dato al momento di conoscere gli esiti di quella riunione, si chiede di sapere se nella suddetta riunione sia stato verificato il rispetto delle distanze minime prescritte dagli imbocchi delle gallerie esistenti nella capitale.

Si fa inoltre presente che il tratto di via del Foro Italico che va dal quartiere di Tor di Quinto fin oltre la via Salaria ricade all'interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 ("Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente".

Si mette in evidenza che non risulta che per il suddetto impianto sia stata preventivamente rilasciata l'autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo non solo agli impianti di cui all'oggetto, ma anche ai cartelloni fin qui segnalati da questa associazione di cui é stata richiesta la rimozione, in particolare di quelli installati su viale di Tor di Quinto e su Corso di Francia.

In considerazione della doppia violazione sopra evidenziata, si chiede l'immediata rimozione dell'impianto di cui all'oggetto ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell'art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si coglie l'occasione per sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati non solo dentro l'intero comprensorio vincolato della piana di Tor di Quinto e di Corso di Francia, ma anche del tratto di via del Foro Italico che ricade all'interno del vincolo paesaggistico della "Valle del Tevere", le cui bellezze naturali appaiono orrendamente deturpate da una moltitudine di impianti pubblicitari collocati in violazione anche del Codice della Strada.

A tal riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che "il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l'Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma" ed aveva chiesto "alle SS. LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008": si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt'oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.

L'Arch. Galloni ha chiesto anche all'Arch. Pierdominici di fornire informazioni e "di relazionare circa . le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere": VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all'Arch. Maria Teresa Longo.

Si fa presente infine che ai sensi del comma 14 dell'art. 31 del vigente Regolamento nel caso di impianti abusivi "la prima violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; l'ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni".

Dal momento che questa associazione si é trovata più volte costretta a segnalare l'installazione abusiva, soprattutto nelle aree del Villaggio Olimpico e della piana di Tor di Quinto, oltre che sul lato del Lungotevere opposto al complesso del Foro Italico, soggette tutte proprio allo stesso vincolo paesaggistico della "Valle del Tevere" di impianti pubblicitari da parte della ditta "SCI S.r.l. Concessioni Internazionali " che è incorsa quindi ormai in diverse violazioni, quanto meno per l'impianto di cui all'oggetto, si chiede al Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello non solo di provvedere alla immediata rimozione dell'impianto, ma di dichiarare contestualmente decadute tutte le "autorizzazioni" rilasciate alla ditta "SCI" nella misura delle violazioni accertate.

Ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, "le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, ... , sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti": dal momento che tutti gli impianti di cui sia stata dichiarata decaduta l'autorizzazione debbono essere obbligatoriamente rimossi, ne deriva che dovranno essere rimossi tutti gli impianti della Ditta "SCI" di cui sarà stata dichiarata decadauta la "autorizzazione".

Dal momento che tutti gli impianti della Ditta "SCI" che questa associazione ha segnalato come installati in zone con divieto di affissione hanno la targa con un numero di codice identificativo, si chiede di sapere se ognuno di tali codici identificativi risulti effettivamente in Banca Dati, specificando - in caso affermativo - a che titolo, in che data e nell'ambito di quale procedura sia stato rilasciato, precisando se si sia trattato di "autodenuncia" e soprattutto se ci sia stata una preventiva istruttoria sulla legittimità della posizione dell'impianto, di fatto permessa con il solo pagamento del Canone Iniziative Pubblicitarie (C.I.P.).

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

venerdì 24 settembre 2010

Come hanno ridotto Piazza dei Re di Roma qualche giorno fa?







Volevo segnalare l'installazione di tre nuovi cartelloni (2 della SCI ed 1 della MG) avvenuta negli scorsi giorni a Piazza Re di Roma. Ho fatto le foto oggi domenica 19, dopo aver notato i cartelloni ieri sabato 18 settembre. Presumo che l'installazione sia avvenuta nell'arco al max di 3-4 giorni fa in quanto io abito nei pressi e li ho notati solo da ieri. Non passo in quei punti tutti i giorni però è passato pochissimo tempo dall'installazione.
Benvenuti a Piazza dei Cartelloni di Roma
Alessandro

Il nuovo Codice della Strada dà l'opportunità di stroncare gli abusivi. E Federpubblicità l'ha capito...

Stop alle pubblicità abusive lungo le strade, come previsto dal nuovo codice. Federpubblicità, l'associazione dei pubblicitari aderenti a Confesercenti, ritiene che il provvedimento "intraprenda una strada positiva nella lotta all'abusivismo, alla concorrenza sleale, all'inquinamento visivo e allo sfregio del decoro delle città e strade". E' dunque un principio giusto, quello introdotto con le modifiche al codice, "che ora dovrà essere rispettato e applicato", come sottolinea in una nota nevio ronconi, presidente di Federpubblicità Emilia-Romagna. L'associazione chiederà quindi "nelle diverse province, alle principali forze preposte al servizio di controllo sulle strade, incontri bilaterali per approfondire la conoscenza delle norme da parte dei nostri operatori e dei committenti", ma anche "per sollecitare i controlli e provvedimenti necessari".

L'obiettivo, infatti, è "di avere regole certe per tutti gli operatori economici del settore, senza la concorrenza sleale dei furbi". La legge n. 120 Del 29 luglio 2010 "disposizioni in materia di sicurezza stradale", ricorda Federpubblicità nel comunicato, in particolare ha modificato un articolo, "permettendo l'accesso sul fondo privato ove è collocato il mezzo pubblicitario abusivo a tutti gli organi di polizia stradale". Un'altra modifica introduce "un termine di 60 giorni dopo i quali l'ente può liberamente disporre del mezzo pubblicitario, quindi anche procedendo alla sua distruzione. Questo agevola la possibilità di intervenire ed accedere direttamente e celermente una volta individuata l'installazione di un mezzo pubblicitario abusivo e successivamente provvedere alla sua distruzione senza costosi oneri di conservazione del manufatto". L'auspicio di Federpubblicità, infine, è "che i fondi economici destinati all'operatività degli organi preposti ai controlli siano adeguati affinché gli intenti non si dissolvano nel nulla".


***
Fin qui l'agenzia diramata da Dire - Bologna qualche giorno fa e segnalataci dagli amici del Sole24Ore, sempre attenti al lavoro di Cartellopoli. E ora? Come si procede? Cosa aspetta Federpubblicità a fare davvero lobby a favore dei (pochi) onesti contrapponendosi ai (troppi) disonesti ed ai mafiosi? Un'occasione buona per scrivere a questa organizzazione che, tra l'altro, ha sede a Roma, nella martoriata Via Nazionale. La strada con mille orologi pubblicitari che segnano mille orari differenti: www.federpubblicita.it

Lui Catarci, gli altri tutti catorci. O la morte della stampa romana



Avete fatto caso? La discesa in campo, anzi in tangenziale, del sindaco dalle scarpe ortopediche, dagli occhi storti e dal forte accento pugliese non è stata solo di facciata. Non è stata solo al servizio dei fotografi e dei cineopratori richiamati per la estirpazione dello zero virgola zero qualcosa di impianti pubblicitari (preferibilmente quelli abbandonati, sia chiaro!), ma si è palesata anche nei fatti.

A quanto pare, infatti, tutti i direttori dei giornali romani sono stati presi bene bene per le orecchie e ricondotti a più miti consigli dopo mesi e mesi di critiche. Tutti i quotidiani, nella giornata di ieri, si sono letteralmente coperti di ridicolo. A partire dai 'grandi' Corriere e Repubblica passando per il lettissimo Messaggero (tornato alla grande tradizione del suo nomignolo: Il Menzognero) per no parlare dello squallido Tempo e di tutti i freepress. Nessuno ha citato i comitati, nessuno ha citato Cartellopoli (fino a ieri lo facevano tutti i giorni), nessuno ha fatto niente di più che pubblicare l'indecoroso comunicato stampa del comune, nessuno ha alzato un ciglio leggendo che il comune sta spendendo oltre 600mila euro per togliere cartelloni che il comune stesso ha consentito di montare a delle società in odor di crimine organizzato. Nessuno, a parte la battuta di Athos de Luca, ha fatto comunicati che raccontassero questa immensa presa per il culo per quello che è.

Fatta eccezione per Andrea Catarci, presidente del Municipio XI che per fortuna, ridandoci respiro, ieri sera se n'è uscito con qualcosa di molto vicino al nostro pensiero: "Non si può che congratularsi con la Giunta Alemanno per la rimozione di qualche decina di mega-cartelloni abusivi nel territorio del Municipio Roma XI. Peccato che negli stessi giorni siano spuntati, come veri e propri funghi, numerosi altri impianti di nuova installazione, parecchi con tanto di illuminazione, lungo viale Cristoforo Colombo, in viale Giustiniano Imperatore (si veda la foto), nei pressi di Piazza Silvio D’Amico e in altre strade dei quartieri San Paolo e Tor Marancia, in alcuni casi proprio negli stessi luoghi in cui si sono realizzate le operazioni di smantellamento!"
E continuando: "Questi nuovi ‘obbrobri’ si vanno ad aggiungere alle migliaia già presenti sul territorio tra cui, ancora in bella mostra, i 4 x 3 piazzati dentro l’area verde di viale Cristoforo Colombo, all’altezza di via Accademia degli Agiati (anch’essi con relativa illuminazione), quelli che incombono sull’asilo nido di via Veronese (si veda foto sopra), già segnalati nei mesi scorsi dopo che uno di essi era caduto all’interno del giardino scolastico, quelli installati a ridosso delle piste ciclabili: casi eclatanti di permanenti vantaggi economici per operatori privati a svantaggio della sicurezza della cittadinanza e del decoro della città".
E per finire, tra gli applausi di tutti noi: "Oggi è necessario porre uno stop definitivo al dilagare degli impianti pubblicitari irregolari, per poi adottare domani un Piano Regolatore che raccolga le indicazioni della proposta di iniziativa popolare sottoscritta da 10.000 persone e finalizzata a modificare l’attuale regolamento (Delibera 37/2009). Se il Sindaco Alemanno esige davvero un’inversione di tendenza dalla sua Giunta, avendo compreso di aver passato il limite e di dover tornare ad operare per la tutela della città mettendo un freno all’attuale deriva causata dalla Delibera 37/2009, non avrà problemi a partecipare all’incontro pubblico a cui è stato ufficialmente invitato dal Municipio Roma XI insieme ad associazioni e comitati".

Bosi-segnala: sono arrivati anche a montarli all'imbocco dei tunnel



É stato segnalato a questa associazione che in via del Foro Italico all'imbocco della galleria Fleming é stato installato un impianto monofacciale di mt. 4 x 3 (vedi l'allegata foto "Tunnel1.JPG") che porta il nome della Ditta "MG" (vedi l'allegata foto "Tunnel2.JPG") , ma che non risulta avere nessuna targhetta con il numero di codice idemtificativo assegnato dal Servizio Affissioni: questo particolare attesta una presunta natura totalmente abusiva della installazione.

Si fa ad ogni modo presente presente che l'impianto é sicuramente aabusivo, perché risulta collocato in difformità della lettera l) del 2° comma dell'art. 51 del Regolamento di Attuazione del Codice della Strada approvato con D.P.R. 495/1992, che prescrive un posizionamento dei cartelli a 200 metri dagli imbocchi delle gallerie e non certo a ridosso di esse.

Con riguardo al mancato rispetto delle distanze minime imposte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di Attuazione, con nota prot. n. 29 del 10 giugno 2010 questa associazione ha messo in evidenza che "il Comune di Roma non ha fatto rispettare nemmeno le distanze minime da lui derogate e continua a permettere l'installazione di impianti pubblicitari troppo spesso in violazione delle norme vigenti in materia di sicurezza delle strade": ha quindi richiamato il comma 10 dell'art. 23 del Codice della Strada ed ha chiesto al Ministro dei Trasporti, On. Altero Matteoli, "di voler disporre il controllo dell'osservanza delle distanze minime in tutto il territorio del Comune di Roma, anche nel rispetto dell'art. 32 della Costituzione, che obbliga alla tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".

Con nota prot. n. 0060310 del 15 luglio 2010 il Direttore Generale per la Sicurezza Staradale del Ministero dei Trasporti, Dott. Ing. Sergio Dondolini (che legge per conoscenza), ha chiesto al Dipartimento Mobilità e Trasporti del Comune di Roma di renedre noto "il quadro delle attività messe in atto nell'ambito disciplinare sopra specificato ed i provvedimenti che in tal senso sono stati adottati dal Comune onde consentire alla scrivente Direzione di valutare quanto segnalato nella citata nota dell'Associazione V.A.S.".

Con nota prot. n. 22078 del 28 luglio 2010 il Dipartimeno VII del Comune di Roma ha convocato per il giorno 7 settembre 2010 una riunione con il Dipartimento Attività Economico-Produttive ed il Comando di Polizia Municipale, per esaminare la situazione, conoscere gli atti emessi dallo stesso Dipartimento e verificarne gli aspetti relativi alla sicurezza stradale: dal momento che non é dato al momento di conoscere gli esiti di quella riunione, si chiede di sapere se nella suddetta riunione sia stato verificato il rispetto delle distanze minime prescritte dagli imbocchi delle gallerie esistenti nella capitale.

Si fa inoltre presente che il tratto di via del Foro Italico che va dal quartiere di Tor di Quinto fin oltre la via Salaria ricade all'interno del vincolo paesaggistico denominato "Valle del Tevere", emanato con deliberazione della Giunta Regionale n. 10591 del 5.12.1989, dove ai sensi dell'art. 153 del D.Lgs. n.42/2004 ("Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio") "é vietata la posa in opera di cartelli o altri mezzi pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione competente, che provvede su parere vincolante, ., del soprintendente".

Si mette in evidenza che non risulta che per il suddetto impianto sia stata preventivamente rilasciata l'autorizzazione paesaggistica da parte del Direttore Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma e Progetti Speciali, Arch. Maria Teresa Longo, né che sia stato espresso il parere vincolante di competenza del Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici: si chiede ad ogni modo di averne conferma e di sapere quali azioni in tal caso intendano intraprendere riguardo non solo agli impianti di cui all'oggetto, ma anche ai cartelloni fin qui segnalati da questa associazione di cui é stata richiesta la rimozione, in particolare di quelli installati su viale di Tor di Quinto e su Corso di Francia.

In considerazione della doppia violazione sopra evidenziata, si chiede l'immediata rimozione dell'impianto di cui all'oggetto ai sensi dei commi 13-bis e 13-ter dell'art. 23 del Codice della Strada (D.Lgs. n. 285/1992), così come prescrive anche il 5° comma dell'art. 31 del nuovo Regolamento approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 37/2009.

Si coglie l'occasione per sollecitare la rimozione anche di tutti gli impianti che risultano installati non solo dentro l'intero comprensorio vincolato della piana di Tor di Quinto e di Corso di Francia, ma anche del tratto di via del Foro Italico che ricade all'interno del vincolo paesaggistico della "Valle del Tevere", le cui bellezze naturali appaiono orrendamente deturpate da una moltitudine di impianti pubblicitari collocati in violazione anche del Codice della Strada.

A tal riguardo si fa presente al Soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, Arch. Maria Costanza Pierdominici, che il Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, Arch. Federica Galloni, con nota prot. n. 0014695 del 10 settembre 2010 ha dato seguito alla nota prot. n. 21 del 20 maggio 2010 con cui questa associazione aveva fatto presente tanto al Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi quanto ai suoi diversi organi periferici che "il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è in primis l'Ente tutore di tutti i vincoli imposti nel territorio del Comune di Roma" ed aveva chiesto "alle SS. LL., ciascuna nell'ambito delle rispettive competenze, di far predisporre il più sollecitamente possibile la richiesta al Comune di Roma di rimuovere immediatamente tutti i cartelloni ricadenti nelle aree tutelate sia come beni culturali che come beni paesaggistici, in forza anche della delibera del Commissario Straordinario n. 45/2008": si mette in evidenza che una analoga richiesta è stata avanzata da questa associazione alla Regione Lazio con nota prot. n. 22 del 20 maggio 2010, indirizzata anche alla Direzione Regionale dell'Area Urbanistica e Beni Paesaggistici del Comune di Roma, Arch. Maria Teresa Longo, che a tutt'oggi non risulta aver dato nessun seguito alla istanza di VAS.

L'Arch. Galloni ha chiesto anche all'Arch. Pierdominici di fornire informazioni e "di relazionare circa . le eventuali azioni intraprese e/o che intende intraprendere": VAS si associa a questa richiesta, che estende anche all'Arch. Maria Teresa Longo.

Si fa presente infine che ai sensi del comma 14 dell'art. 31 de vigente Regolamento nel caso di impianti abusivi "la prima violazione darà luogo alla pronuncia di
decadenza per il 5 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la seconda violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 20 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; la terza violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza per il 50 per cento delle autorizzazioni, con priorità per quelle rilasciate nell'ambito del medesimo Municipio; l'ulteriore violazione darà luogo alla pronuncia di decadenza delle restanti autorizzazioni".

Dal momento che questa associazione in passato si é trovata più volte costretta a segnalare l'installazione abusiva, soprattutto nelle aree vincolate del Parco di Veio, di impianti pubblicitari da parte della ditta "MG Advertising" S.r.l. (registrata nella Banca Dati del Servizio Affissioni con il n. 0056) che è incorsa ormai in diverse violazioni, quanto meno per l'impianto di cui all'oggetto, si chiede al Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello non solo di provvedere alla immediata rimozione dell'impianto, ma di dichiarare decadute tutte le "autorizzazioni" rilasciate alla ditta "MG Advertising" quanto meno nella misura del 5%.

Ai sensi del 2° comma dell'art. 1 del vigente Regolamento delle Affissioni, approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 37/2009, "le iniziative pubblicitarie svolte con qualunque mezzo nel territorio del Comune di Roma in difetto o in violazione della prescritta autorizzazione, ... , sono da considerarsi abusive a tutti gli effetti": dal momento che tutti gli impianti di cui sia stata dichiarata decaduta l'autorizzazione debbono essere obbligatoriamente rimossi, ne deriva che dovranno essere rimossi tutti gli impianti della Ditta "MG Advertising" di cui sia stata dichiarata decadauta la "autorizzazione".

Si resta in attesa di un cortese riscontro scritto, che anche se per via telematica si richiede ai sensi degli articoli 2, 3 e 9 della legge n. 241/1990.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi - Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

giovedì 23 settembre 2010

Questa vergogna passerà alla storia. Divulghiamola

Imbrattiamo tutti i cartelloni. Ma parliamo chiaro



Come al solito consigliamo di non utilizzare termini incomprensibili per i cittadini. Cosa è sta storia di "bananas". Benissimo i fogli sui cartelloni con messaggi di protesta, siamo con voi, ma che siano messaggi chiari, diretti, che tutti possano capirli.

633mila euro. Ecco quanto stanno spendendo per le rimozioni

Il Campidoglio sta mandando avanti il "repulisti" degli impianti pubblicitari abusivi mediante tre appalti successivi: uno da 70 mila euro che ha coperto l'attività tra dicembre 2009 e marzo 2010; uno – attualmente in corso – da 133 mila euro, di cui spesi finora oltre 77 mila (pari a 36 giornate di lavoro su 62, circa il 58% dell'appalto); il terzo, infine, da oltre 187 mila euro, pure in corso e finora utilizzato per 59 mila euro (= 28 giornate di lavoro su 89, circa il 34% del totale). C'è poi un quarto appalto da 20 mila euro, dedicato esclusivamente alla rimozione dei manifesti abusivi. Ed è stata appena conclusa la gara per un nuovo affidamento da 223 mila euro.


Eccolo finalmente il dato che aspettavamo e chiedevamo da settimane. Alla fine è dovuto uscire. Allaf ine non è stato più possibile tenerlo nascosto. Ancora non è chiaro come è andato questo affidamento, come ha funzionato la gara, chi c'era in commissione. Ma vabbeh, intanto abbiamo un elemento. Scandaloso. Ignobile. Da denuncia: immediata.

Facciamo il riassunto: nel marzo 2009 il Comune con una delibera criminogena che avrebbe fatto vergognare anche l'ultimo dei banditi ha dato il vialibera agli appetiti cartellonari. Gli impianti sono quadruplicati massacrando la città, la camorra dei cartelloni ha fatto una quantità di soldi inaudita e una parte, ne siamo certi, è stata girata a chi ha consentito tutto ciò. Dopodiché al Comune avevano capito che avevano esagerato, che nella foga di favorire amici e lacché avevano reso irriconoscibile la città: da gennaio sono partiti a fare un po' di rimozioni, pagandole quanto leggiamo qua sopra, ovvero uno sproposito.

Ma guardiamola dalla parte dei cittadini:
1. hanno visto la loro città deturpata
2. hanno visto distrutti gli arredi -anche quelli appena riqualificati- del loro quartiere
3. hanno visto peggiorata la loro qualità della vita e soprattutto la loro sicurezza stradale, e già vi sono stati dei morti per colpa dei cartelloni
4. hanno visto spendere le proprie risorse da parte del comune per rimuovere quei cartelloni che il comune stesso ha permesso di nascere


La somma degli stanziamenti indicati proprio dal sito del Comune nel testo che riportiamo qui sopra fa 633mila euro. Quanti asili nido, quanti banchi per le scuole che non hanno neppure questi, quanti sostegni alla giovane imprenditoria, quanti aiuti alle imprese in difficoltà, quanti appalti di riqualificazione urbana si sarebbero potuti fare con questi sordi. E' una vergogna, davvero una vergogna. Che i cittadini non dovranno dimenticare mai: ditelo a tutti, raccontate a tutti cosa sta succedendo.

mercoledì 22 settembre 2010

La stanno buttando in caciara

Qui sotto l’articolo di Repubblica. Con la consapevolezza da parte di tutti noi che non stanno facendo altro che buttarla in caciara per evitarsi la discussione in Consiglio, che sarebbe lacerante e offrirebbe alla magistratura sul piatto d’argento i nomi dei consiglieri che difendono in aula la camorra cartellonara, della Delibera di Iniziativa Popolare. Non la faranno discutere mai, non se lo possono permettere perché scoperchierebbe troppi pentoloni fumanti. E allora la si butta in caciara, e allora scende in strada anche il sindaco, e allora si rimuovono mmmmmmmillllllle cartelloni (sui 100mila presenti, ma almeno è ciccia per i tg regionali e le cronache locali dei quotidiani). Insomma, con questa consapevolezza. E con la richiesta, ancora, di saper: a) quanto costano le rimozioni?; b) dove sono stati recuperati i soldi ivi “investiti”?; c) come è stata scelta la ditta incaricata? Quale gara ha vinto? Dove è stato pubblicato il bando?
Qui l’articolo di Repubblica, in rosso i commenti di Cartellopoli, nel commentario i vostri, presumibilmente più numerosi del solito.


Cartelloni abusivi, "5 mila a Roma"
A Prati il Comune torna all'attacco

Rimossi cinque impianti non regolamentari al Foro Italico. Il sindaco a Prati: Individueremo i responsabili. E ai cittadini volontari ricorda: "Va bene intervenire, ma non fatevi male"
Gli ultimi ad essere stati rimossi, questa mattina, sono cinque cartelloni che "oscuravano" il Foro Italico sia lungo il centro della carreggiata sia sui marciapiedi.
*Cinque cartelloni?? Ma se il Foro Italico è umiliato da decine e decine di impianti!!
Proseguono così gli interventi del Campidoglio contro la pubblicità abusiva e invadente che assedia la città. Le squadre del Comune hanno rimosso diversi cartelloni situati sia lungo il centro della carreggiata che sui marciapiedi, per poi spostarsi su corso Trieste, dove i vigili urbani hanno emesso nell'ultimo mese oltre 40 verbali.
*Bhe a Corso Trieste la cosa è molto semplice: basta toglierli tutti. Ma tutti tutti. Anche se sarebbe stato più facile non farli proprio installare.
Il sindaco, che ha seguito di persona la rimozione, ha colto l'occasione per fare il punto sulla situazione. "Dal primo gennaio a oggi - ha detto Alemanno - sono stati già eliminati 1.500 e altri 1.000 saranno rimossi nei prossimi 60 giorni".
*Ma non gli è sfiorata l’idea che, non consentendo il passaggio della criminogena Delibera 37, da cui tutti è partito, si sarebbe potuto evitare tutto questo con compreso nel prezzo lo sputtanamento mondiale che sta subendo e subirà presto ancor più la città? Oppure l’invasione cartellonara è venuta da sola? E’ venuta per sbaglio? E’ venuta per caso?
Sollecitato ormai da tempo da parte di cittadini e associazioni, Alemanno ha annunciato anche un affondo nei confronti delle ditte responsabili, che verranno perseguite, grazie anche alla collaborazione della Guardia di Finanza, per "colpire tutti coloro che diffondono questi cartelli sul territorio". Un'attività illegale che, secondo il primo cittadino, "va stroncata alla radice".
*Per stroncare l’attività alla radice, caro Sindaco, il primo passo è dimissionare l’assessore responsabile di questo scempio che non ha eguali nella storia della città e nella storia di nessuna città contemporanea. Neppure il Sacco di Palermo è paragonabile ad una vergogna simile. Ebbene, illustre Primo Cittadino, non deve fare un rimpasto di giunta? E allora cosa aspetta a silurare chi ha maciullato la città invece di continuare a far logorare i nomi degli assessori Croppi e Corsini che sono le uniche due eccellenze nella sua mediocre compagine?
Un obiettivo condiviso dall'assessore capitolino al Commercio, Davide Bordoni, che spiega così il fenomeno in cifre: "Secondo i nostri calcoli sono almeno 4-5 mila". Una selva difficile da monitorare, visto che - ricorda l'assessore - "il problema è che in una città come Roma un cartellone abusivo può essere montato in 24 ore, e quindi serve un controllo quotidiano dalla Polizia municipale".
*Oh, bene, bene. Se secondo i “loro calcoli” (calcoli provenienti dal Cepu, a quanto pare, anche sta volta) sono 5mila, vuole dire che sono 50mila. Dieci volte tanto. 50 mila che sommati ai 35mila regolari (si fa per dire), fanno 85mila, cifra molto vicina ai 100mila impianti che umiliano la città che sono il numero che esce fuori dai nostri calcoli... Ma poi quali 24 ore? Basta mezz'ora durante la notte!
Alemanno ha aggiunto, infine, che "l'aspetto più importante è che, sulla base di queste rimozioni, si risale alle ditte che hanno realizzato gli impianti abusivi e, con una collaborazione con la Guardia di Finanza già attivata da alcuni mesi, si giunge non solo alla cancellazione di queste ditte ma alle indagini penali per colpire tutti coloro che diffondono questi cartelli sul territorio, perchè c'è chi oggi a Roma vive di questa attività illegale e dobbiamo stroncare il fenomeno alla radice".
Una stretta si prevede anche per chi promuove i propri prodotti sugli impianti irregolari: "Un altro aspetto che stiamo valutando è proprio quello di denunciare tutti coloro che si fanno fare affissioni su cartelloni abusivi, perché hanno una responsabilità oggettiva".
*Stiamo valtutando? Ma come stiamo valutando??? Ma non ci sono fior di delibere che già da mesi e mesi danno la possibilità di multare gli inserzionisti?
Per quanto riguarda i volontari che si rimboccano le maniche per rimuovere i cartelloni in modo autonomo, Alemanno ha commentato: "Basta che non si fanno male, per noi va bene".
*Bhe, questa neppure la commentiamo. Cosa dire, “anarchia totale”? “Città allo sbando”? “Situazione fuori controllo” (questa come molte altre)? Semplicemente sono frasi che porterebbero dritto dritto alle dimissioni anche il sindaco di Addis Abeba. Ma la vergogna del Capdidoglio sta ancora la e se proprio deve starci ancora e se non vorrà essere considerato nei secoli come il Sindaco dei Cartelloni allora si svegli e capisca che l'unica (l'unica!!!) maniera per risolvere questo problema è... copiare chi l'ha già risolto: mettere a bando tutto il settore e affidarlo a ditte serie che si occupino loro stesse anche del controllo del territorio, scommettiamo che a quel punto chi monta impianti "in 24 ore" sparirà per miracolo perché saprà per certo che quegli stessi impianti saranno un costo inutile in quanto gli verranno sistematicamente rimossi? E che gli verranno rimossi tutti, non 1000 su 100.000. Ma che Bando, ma che discussione in Aula della Delibera di Iniziativa Popolare, molto meglio andare in piazza e buttarla in caciara ora che ce la si fa finalmente nelle mutande, eh Sindaco? Meglio far casino in modo che tutto si possa realizzare fuorché l'unica cosa che si dovrebbe realizzare: una seria riforma del settore che allinei il comparto a quello di altre città; che faccia finire la vera anomalia responsabile di tutto: a Roma ci sono 310 aziende che raccolgono la pubblicità sui cartelloni, 310 tipologie di cartellone (anzi, molte di più visto che ogni operatore gestisce molte differenti forme). A Parigi, a Londra, a Berlino, a Madrid le ditte che gestiscono il settore si contano nelle dita di una mano. Occorre arrivare a questo risultato, tutto il resto sono chiacchiere e tanta polvere buttata negli occhi dei cittadini.



LE ALTRE REAZIONI. LE AGENZIE



"A De Luca piacciono le provocazioni, e ne prendiamo atto. Rispondiamo con i fatti", dichiara Massimiliano Parsi, Presidente della Commissione Commercio di Roma Capitale. Athos De Luca, esponente del PD e Vice Presidente della Commissione Ambiente, impegnato nel problema delle affissioni abusive sin dalle ultime regionali, aveva stimato che "con il ritmo di 5 rimozioni al giorno, stimando l'abusivismo non in 5.000, come dice il comune, ma in 20.000, ci vorranno 15 anni per ripristinare la legalità a Roma".
Alle contestazioni di De Luca riguardo le "rimozioni simboliche con la presenza del Sindaco e dell'Assessore", Parsi risponde: "Aumento di risorse in bilancio per la rimozione dei cartelloni, sinergia tra Dipartimento Attività Economico-Produttive, Urbanistica e decoro, collaborazione con la Guardia di Finanza e stesura del Piano Regolatore degli Impianti pubblicitari, che sarà in discussione entro la fine dell’anno. È inutile che De Luca intoni i suoi soliti ritornelli: non incanta più nessuno. (L'UNICO)
*Ecco, ci mancava questo Parsi, nell'economia del dibattito. Ci voleva lui a spiegarci quanti quattrini -quattrini dei cittadini- il Comune sta spendendo per questa storia ridicola delle rimozioni. Meno assistenza agli anziani, meno sostegno alle aziende, meno lavori pubblici, meno posti di lavoro, meno pulizia, meno decoro, meno sostegno al turismo, meno qualità della vita, meno asili nido: ma tante rimozioni di cartelloni. Ma non è meglio evitare a monte che l'abusivismo si crei riformando il settore?
Ma siamo d'accordo con Parsi: Athos De Luca non fa un gran favore alla nostra causa facendo questo genere di battutine. Faccia la sua battaglia, piuttosto, su l'unica strada che può portare alla bonifica della città ed alla civilizzazione del settore delle affissioni: decadimento di tutte le concessioni e bando pubblico. Subito.



“Diversi mesi fa ebbi modo di lanciare l’allarme sul fatto che il fenomeno di numerosi cartelloni abusivi stesse proliferando in tutto il territorio del Municipio XV, in particolare nelle aree di vincolo paesistico che si trovano all’interno delle Riserve Naturali Regionali, in particolare quelle della Valle dei Casali e della Tenuta dei Massimi”, così dichiara in una nota Augusto Santori, consigliere del PDL del Municipio XV.
“La situazione del Municipio XV – insiste Santori – appare ancora gravissima e numerose sono le segnalazioni fotografiche che provengono dalla cittadinanza alla nostra attenzione, sintomatiche anche di una rinnovata attenzione del cittadino a tale tipologia di tematiche. In tal senso, sarebbe opportuno anche un intervento da parte di Roma Natura e quindi della Regione Lazio per quel che riguarda le aree protette. Tra i quartieri le aree di Magliana nei pressi del fiume Tevere e la zona della Magliana Vecchia risultano ad oggi le più colpite”.
“Purtroppo oggi, a distanza di mesi – conclude Augusto Santori – registriamo che la situazione non sia per nulla migliorata, anche se apprezziamo gli interventi risolutivi che stanno caratterizzando l’azione del Sindaco Alemanno. Per tale ragione non posso che non essere d’accordo con le parole del consigliere Parsi quando richiede un aumento dei fondi per stroncare tale fenomeno e restituire il giusto livello di decoro e di rispetto ambientale all’intera città di Roma”. (INFORMAZIONE.IT)
*Della serie, è pieno di consiglieri municipali del PDL che, sul territorio, non ce la fanno più. Perché sul territorio, quando i cartelloni non ti fanno camminare sul marciapiede, quando te li mettono davanti alla finestra, quando due anni fa erano 3 e oggi sono 11, bhe, è più difficile raccontare le puttanatine...


Con l'occasione, l'Assessorato alle Attività Produttive fa il punto sull'attività svolta: sono stati censiti in tutto 32.690 impianti sul territorio romano. I dati sono stati inseriti nella banca dati creata nel 2008 dal Campidoglio. Dal 1° gennaio al 20 settembre 2010 sono stati rimossi 1.500 impianti irregolari. A settembre, in particolare, ne sono stati eliminati finora 277. Nello stesso periodo sono state 120 le rimozioni di impianti di 6 metri per 3, sequestrati nel 2006 dall'Autorità Giudiziaria e rimasti finora in piedi in attesa di eventuale dissequestro nel 2010.
Dal 1° gennaio al 10 settembre 2010 sono stati elevati dalla Polizia Municipale 2.500 verbali contro la pubblicità irregolare: non solo cartelloni abusivi ma anche volantini, manifesti, pubblicità su veicoli eccetera. (SITO DEL COMUNE)
*Davvero ignomignosi questi dati. Sia per il ritmo delle rimozioni, patetiche, sia perché dimostrano come il Comune non perde il vizio di mescolare le pere con le mele mettendo sullo stesso piano affissioni abusive, locandine affisse ai semafori, cartelloni 6x3 e così via. Quello che vorremmo avere, come dato, non è il numero degli impianti rimossi che non fa assolutamente testo, bensì il dato dei metri quadri rimossi. Paura eh?