sabato 30 ottobre 2010

La rassegna stampa dell'altro giorno, i rilievi di Bosi (e le nostre note)

Un commento alla rassegna stampa da noi pubblicata l'altro ieri. Una lettera che Rodolfo Bosi ha scritto al presidente del XI Municipio Andrea CatarciCon riferimento alla dichiarazione che Lei, Sig. Presidente, ha rilasciato e che è riportata sul quotidiano “Il Messaggero” di oggi riguardo agli attuali gestori degli impianti pubblicitari, secondo la quale “forse ne basta uno che si occupi delle affissioni: oggi ce ne sono 310, troppi”, per cui “nessun piano regolatore può servire se non si bonifica la città” e quindi “bisogna pensare a qualche forma che regoli il mercato”, faccio anzitutto presente che appare in sintonia con l’affermazione di Massimiliano Tonelli riportata sul quotidiano “La Repubblica” sempre di oggi, secondo cui “il piano regolatore è propedeutico all’assegnazione delle concessioni tramite bando, così la repressione sarà a carico dei privati e non sarà onere del Comune”.
Metto in risalto in secondo luogo che l’ipotesi di affidare la repressione dell’abusivismo commerciale ad un unico soggetto privato, sul modello che è stato adottato a Napoli, è stata ventilata dallo stesso Dott. Francesco Paciello in occasione della presentazione del Piano Regolatore, senza che poi ne siano state precisate forme e modi nella illustrazione fatta dall’ing. Andrea Giura Longo.
Metto in evidenza in terzo luogo che lo stesso cons. Athos De Luca, nell’intervento da lui tenuto nel corso dell’incontro pubblico di ieri pomeriggio, ha segnalato non solo che i tempi del Piano Regolatore saranno necessariamente lunghi per cui è indispensabile mantenere viva l'attenzione e continuare a pretendere che almeno le norme vigenti vengano fatte rispettare, ma anche e soprattutto le probabili difficoltà a recuperare una situazione in cui vi sono dei diritti acquisiti da parte delle ditte che potrebbero comportare lunghi e complicati contenziosi nei tribunali: quest’ultimo aspetto è stato evidenziato anche dai Presidenti del Municipio IX (Susi Fantino) e del Municipio XVII (Antonella De Giusti) .
Al fine dichiarato di cercare di portare una conoscenza più approfondita del quadro normativo entro cui si dovrebbero incasellare tutte le suddette dichiarazioni per renderne effettivamente praticabile le soluzioni che sono state auspicate, mi sento in dovere di fare i seguenti rilievi.

1 – L’AFFIDAMENTO A GARA PUBBLICA DELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI - Premesso che gli impianti pubblicitari possono essere di proprietà comunale o di proprietà privata e che l’art. 10 del Regolamento vigente, approvato con la delibera n. 37/2009, stabilisce che sia per gli uni che per gli altri le autorizzazioni rilasciate hanno una durata di 5 anni, eventualmente rinnovabili per altri 5 (senza obbligo di disdetta alla scadenza del 2° quinquennio), l’art. 7 del medesimo Regolamento prevede l’affidamento della pubblicità sugli impianti SPQR di proprietà comunale a chi vincerà l’apposita gara pubblica per ognuno dei 4 lotti territoriali in cui è stato suddiviso il territorio comunale ai sensi del comma 1 bis del medesimo art. 7: significa che la gestione degli impianti SPQR può essere affidata tutt’al più a 4 singole ditte e al massimo per 10 anni, trascorsi i quali vanno ripetute le 4 gare pubbliche.
Per gli impianti invece di proprietà privata il successivo art. 8 non prevede un analogo affidamento tramite 4 distinte gare pubbliche per gli stessi 4 lotti territoriali, ma un “apposito avviso contenente le quantità delle superfici autorizzabili ed eventuali prescrizioni”, sulla base delle quali ogni ditta può presentare tuttora regolare domanda al competente Ufficio dell’Amministrazione comunale, che la esamina nell’ordine cronologico di presentazione e che nega o rilascia l’autorizzazione quinquennale entro 90 giorni dalla ricezione della domanda, senza che possa trovare applicazione l’istituto del silenzio-assenso.
Questo spiega perché, la Banca Dati del Servizio Affissioni arrivi a registrare 310 ditte, che sono destinate ad un sicuro aumento con un tipo di mercato libero come questo, che però viene ignorato sia da Tonelli che da Lei, sig. Presidente, senza proporre una modifica del vigente Regolamento che possa rendere effettivamente praticabile la soluzione proposta più come “slogan” d’effetto che come vera e propria “disposizione” giuridica sostitutiva da introdurre.
Si fa presente ad ogni modo che quanto meno le “superfici autorizzabili” in linea di massima dovranno essere stabilite dal Piano Regolatore, mentre ai Piani di Localizzazione dovrebbe spettare il compito di fissare non solo il numero esatto degli impianti di proprietà privata, ma anche la loro precisa collocazione sul territorio (oltre che la tipologia ed il formato), nel pieno rispetto delle distanze fissate dal Codice della Strada ai fini della sicurezza di tutti i cittadini, siano essi pedoni o automobilisti: appare conseguentemente di tutta evidenza che la suddetta disposizione dell’art. 8 del Regolamento risulta in difformità da una corretta pianificazione dei cartelloni pubblicitari e non consente per di più anche l’affidamento della gestione degli impianti di proprietà privata ad ognuna delle ditte che si aggiudicherà la gara pubblica per ognuno degli stessi 4 lotti territoriali in cui è stato suddiviso il territorio comunale.
Si evidenzia che il 4° comma dell’art. 9 consente che “il Piano di Localizzazione per singole strade comunali correnti in territorio non urbanizzato può essere presentato con intervento diretto da parte dei privati”: si mette in maggiore evidenza che il Piano Regolatore prevede addirittura che tutti i Piani di Localizzazione possano essere di promozione privata, anche qui in deroga dal 2° comma dell’art. 19 del Regolamento, ai sensi del quale “i Piani di Localizzazione sono approvati dalla Giunta, sentito il parere dei Municipi ”.
Per rendere quindi effettivamente realizzabile la proposta del bando di gara per l’affidamento della gestione degli impianti di proprietà privata, occorre ipotizzare da un lato che dapprima i Piani di Localizzazione siano redatti esclusivamente dal Comune e stabiliscano la quantità esatta di tali impianti, ma anche la loro precisa collocazione sul territorio (oltre che la tipologia ed il formato), e che dall’altro lato l’art. 8 della delibera n. 37/2009 venga modificato poi in modo da “disciplinare” la gestione degli impianti di proprietà privata affidandola alla ditta che vincerà ognuna delle 4 gare pubbliche espletate per ognuno dei 4 lotti territoriali in cui è stato suddiviso il territorio comunale: a tal fine è necessario che la stessa identica “disciplina” sia prescritta quanto meno nelle Norme dei Piani di Localizzazione, se non anche nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore.

2 – LA RIMOZIONE DEGLI IMPIANTI DA PARTE DI UNA UNICA DITTA PRIVATA - Al riguardo va messo in risalto che il compito di reprimere l’abusivismo spetta in primis alla pubblica amministrazione che può tutt’al più avvalersi nell’azione di rimozione anche dell’aiuto di ditte private, prescrivendolo nelle condizioni del bando stesso: ribadisco che non mi risulta al momento nessuna norma che consenta invece di affidare in esclusiva il compito delle rimozioni ad un soggetto privato, ma che - se ci fosse veramente - allora andrebbe bene anche l’affidamento in esclusiva.
Per quanto riguarda l’onere delle rimozioni, per eseguire le quali secondo il sig. Tonelli ci vorrebbe l’esercito ed una finanziaria apposita, ma che per gli stessi costi esorbitanti dovrebbe essere a totale carico della ditta privata che vincerà l’unico bando da lui proposto, va fatto presente che non dovrebbe essere a carico né del pubblico né del privato, perché la spesa delle rimozioni forzose deve essere addebitata non solo alle ditte stesse che si sono rese responsabili della installazione di impianti abusivi, anticipandole dalle sanzioni pecuniarie applicate che debbono costituire un fondo cassa “a partita di giro”.
Si ricorda infatti che ai sensi dell’art. 13-bis dell’art. 23 del Codice della Strada “l'ente proprietario provvede ad effettuare la rimozione del mezzo pubblicitario e alla sua custodia ponendo i relativi oneri a carico dell'autore della violazione e, in via tra loro solidale, del proprietario o possessore del suolo”: si fa presente altresì che anche il 5° comma dell’art. 321 della delibera n. 37/2009 prescrive che “con determinazione dirigenziale viene disposta la eventuale rimozione forzata d’Ufficio, a spese del trasgressore”.

3 – IL PIANO REGOLATORE ED I PRESUNTI DIRITTI ACQUISITI – Oltre al cons. Athos De Luca anche i Presidenti del Municipio IX (Susi Fantino) e del Municipio XVII (Antonella De Giusti) hanno ipotizzato delle probabili difficoltà a recuperare una situazione in cui vi sono dei diritti acquisiti da parte delle ditte che potrebbero comportare lunghi e complicati contenziosi nei tribunali. Riguardi a tali timori si fanno i seguenti rileivi.
Rispetto all’esistente, le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore dovrebbero avere efficacia immediata e scattare quindi fin dalla sua “adozione” se non altro come “misure di salvaguardia”: come tali dovrebbero valere le Norme Tecniche in generale fino alla adozione ed approvazione dei singoli Piani di Localizzazione, nonché fino all’espletamento dei bandi di gara.
Le Norme dovrebbero quindi prescrivere la rimozione immediata, a cura e spese delle ditte titolari, e solo in subordine ad opera del Servizio Affissioni, di tutti quegli impianti che risultassero collocati dove il Piano Regolatore avrà stabilito il divieto di affissione: a tal riguardo le ditte non potranno accampare alcun “diritto acquisito”, perché – ora come allora – risultano comunque in violazione di una normativa per lo più nazionale e quindi sovraordinata.
Per quanto riguarda invece gli impianti installati prima della approvazione della delibera n. 37/2009, che per lo più rientrano nella procedura di riordino, se al 31.12.2014 scadono definitivamente le "concessioni" che come sembra riguardano esclusivamente gli impianti comunali SPQR, mentre le "autorizzazioni" (quelle cioè rilasciate agli impianti di proprietà privata che fanno parte del procedimento di riordino) scadono definitivamente per decorrenza dei 10 anni al prossimo 31 dicembre 2010, basterà che le Norme Tecniche di Attuazione prescrivano quanto meno che siano dichiarate definitivamente scadute tutte le “autorizzazioni” che hanno raggiunto il 10° anno di durata, proprio per aspettare di entrare "a regime".
Per tutti i rimanenti impianti che siano stati regolarmente “autorizzati” nel 2009 e nel 2010 (comunque in quantità minime) e che siano ritenuti quanto meno “compatibili” sempre dal Piano Regolatore, le Norme Tecniche di Attuazione potrebbero consentire la permanenza sul territorio fino all’espletamento del bando.
Le Norme Tecniche di Attuazione dovrebbero anche prescrivere il congelamento del rilascio di ogni nuova “autorizzazione” fino alla approvazione dei Piani di Localizzazione, che stabiliranno il numero e la posizione esatta di ogni impianto sul territorio.
L’ulteriore passaggio ineludibile, che potrebbe essere sancito nelle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Localizzazione e/o nelle condizioni dello stesso bando di gara, diventa quello della automatica decadenza delle autorizzazioni di tutti i cartelloni esistenti di proprietà delle ditte che non avranno vinto il bando di gara, con la perdita immediata del conseguente “diritto acquisito”.
La ditta che si aggiudica una gara vince il diritto ad installare esclusivamente un numero fisso di impianti che vengono autorizzati solo per 10 anni, trascorsi i quali si procede ad un nuovo bando per la gestione di uno stesso numero di impianti.
A quel momento, quand'anche per assurdo sul territorio rimanessero tutti gli impianti attualmente installati (sia regolari che abusivi), non appena espletato il 1° bando di gara con l'assegnazione di un'unica ditta vincitrice per quel lotto territoriale, tutte le altre ditte dovranno a loro cura e spese rimuovere i propri impianti, a pena di successiva rimozione forzata ad opera del Comune e con la collaborazione della ditta che ha vinto il bando: è sufficiente e necessario che le Norme stabiliscano questa disciplina.

4 – OBBLIGO IMMEDIATO DI RIMOZIONE DEGLI IMPIANTI ABUSIVI, SENZA ALIBI O RIMANDI AL PIANO REGOLATORE – I tempi comunque non immediati di approvazione del Piano Regolatore con le contestuali modifiche della delibera n. 37/2009 che ne debbono legittimare le deroghe, così come della proposta di delibera di iniziativa popolare, non esimono il Comune di Roma dall’obbligo di rimuovere immediatamente tutti gli impianti pubblicitari installati in violazione delle norme vigenti in materia.
A tal riguardo si evidenzia che l’ipotesi caldeggiata da Massimiliano Tonelli ed ora fatta propria dallo stesso dott. Francesco Paciello di affidare la repressione dell’abusivismo commerciale ad un unico soggetto privato, sul modello che è stato adottato a Napoli, non autorizza nella maniera più assoluta il Comune di Roma a rimandare all’espletamento del bando di gara un obbligo di effettuare poi rimozioni che vanno invece eseguite oggi e non può quindi essere assunto come “alibi” per giustificare una eventuale inerzia del Servizio Affissioni a provvedere.

Cordiali saluti

Dott. Arch. Rodolfo Bosi


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Bosi su molti passaggi ha ragione, tuttavia, ma questa è l'ultima volta che glielo diciamo perché il concetto è talmente semplice che non può essere necessario ripeterlo ancora, deve capire che è normale, dal momento che ci si augura la riforma di un settore per un DOMANI, che OGGI le norme che regolano quel settore non comprendano ancora le possibilità di quella riforma. Altrimenti che riforma sarebbe?

Riteniamo folle, oggi, chiedere rimozioni al Comune. Sono state già fatte ed abbiamo visto a cosa sono servite. A nulla salvo che a foraggiare le ditte incaricate: i cartelloni sono tornati dopo 48 ore, più di prima. Cosa bisogna fare? Accelerare il più possibile l'assegnazione degli spazi pubblicitari tramite bando, inserendo nel bando l'obbligo per le ditte vincitrici (ci auguriamo la stessa su tutte le partizioni) di bonificare completamente il territorio di competenza prima di installare i loro impianti. Nel frattempo occorre chiedere al Comune di oscurare, non di rimuovere. Oscurare ha una tripla valenza: lascia il cartellone oscurato in piazza, a fare bella mostra di se dando ai cittadini una immagine chiara della situazione; permette ai cittadini di misurare la quantità di sanzioni (dopo 4 sanzioni una ditta deve sparire); evita salassi economici al comune.

Si, Bosi, salassi economici. Perché quando si ha a che fare con ditte che hanno a capo badanti russe come prestanome, bhe, ha senso sperare di ottenere il pagamento di qualche multa. A Roma le multe riescono a non pagarle le persone normali, vuoi che le paghino questi banditi, questi criminali, questi camorristi? Non è quella la strada percorribile, purtroppo.

Fanno quello che gli pare...











Le foto che ho allegato sono state scattate dalla scorsa estate ad oggi. Sono molti anni che la associazione di cui sono Presidente (DAC XVII - difesa abitanti circoscrizione XVII) denuncia abusi. Abbiamo cominciato con gli striscioni sospesi da un palazzo all'altro e dagli ancora esistenti e mai utilizzate "pali metallici" installati dal Comune di Roma per questo tipo di pubblicità. Non le ho inviate prima perché mi sembra purtroppo un lavoro pulcinellesco in quanto girando tutti i giorni attraverso le vie di Roma ed avendo ormai l'occhi abituato, capisco che in pratica le ditte fanno come vogliono in assenza di regole certe e ben definite e che quindi le tanto annunciate rimozioni, in realtà sono solo propaganda. Infatti se un cartellone viene rimosso tre ne compaiono altrove. Speriamo bene per la nostra amata ed invidiata città ma non tenuta con senso di decoro urbano.
Antonio Mudadu

venerdì 29 ottobre 2010

Ancora lo scandalo delle fermate della metro. Ma a Porta Furba c'è chi si è fatto furbo



E a proposito di Porta Furba, oggetto delle "attenzioni" cartellonare la scorsa settimana, leggetevi anche questa lettera inviata da un cittadino al Corriere della Sera. Con tanto di risposta del Comune.

Con un colpo di photoshop


Guardate che bel lavoro che ha fatto il blogger Kenpachi su questo ennesimo ignobile cartello montato sulla metropolitana San Giovanni ad oscurare la Cattedrale di Roma. Cliccate ed ingrandite per farvi due risate. Amare.

giovedì 28 ottobre 2010

L'incontro di ieri. La trascrizione dell'intervento di Bosi

LE CAUSE DELLA CARTELLOPOLI ROMANA STANNO IN UN CIP

Molti cittadini si chiedono come sia possibile che ogni giorno a Roma spuntino come funghi cartelloni pubblicitari, senza che si salvi nessun angolo della città.
La risposta è in un CIP, parolina magica che è la sigla di Canone Iniziative Pubblicitarie, ex Imposta Comunale sulla Pubblicità che si deve obbligatoriamente pagare sia per gli impianti regolarmente autorizzati che per i cartelloni abusivi, in quest’ultimo caso sotto forma di “indennità” pari al CIP.
Al pagamento del CIP o della indennità per un certo impianto segue da parte del Servizio Affissioni e Pubblicità del Comune di Roma l’assegnazione di un numero di codice identificativo, che serve per registrare il medesimo impianto nella Banca Dati del Comune, classificandone anche la natura regolare o abusiva.
Il fatto che debba essere comunque pagata (sotto forma di CIP o di indennità) la permanenza sul territorio comunale di qualunque tipo di impianto pubblicitario è stato sfruttato dal Comune di Roma per fare cassa: di questo si è vantato lo stesso Assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni.
Per tutto l’anno 2009 il Direttore del Servizio Affissioni Dott. Francesco Paciello ha permesso la procedura tanto delle “autocertificazioni” quanto soprattutto delle “autodenunce” degli impianti abusivi, che ha consentito in particolare di pagare una indennità pari al CIP per impianti abusivi già installati, su cui è stata successivamente affissa la targhetta con il numero di codice identificativo assegnato dal Servizio Affissioni.
Il pagamento del CIP viene richiesto per gli impianti per i quali è stata presentata la domanda di installazione in un certo posto, che è stata doverosamente istruita e riconosciuta come legittima: il CIP in tal caso equivale anche al rilascio della regolare “autorizzazione” di quell’impianto per 5 anni, eventualmente rinnovabile per altri 5.
Di regolari “autorizzazioni” di questo tipo nel 2010 ne sono state rilasciate meno di 100 in tutto.
Il pagamento invece di una indennità pari al CIP per impianti abusivi di cui sia stata presentata “autodenuncia” dovrebbe comportare l’avvio della procedura di repressione dell’abuso, che consiste nel preventivo oscuramento della pubblicità irregolare e nella successiva rimozione dell’impianto in modo spontaneo da parte della ditta stessa (a seguito di una lettera-diffida a provvedere in tal senso trasmessa dal Servizio Affisissioni) oppure in modo forzoso da parte del Comune.
Dal momento che sia il CIP che la indennità consistono in una tassa da continuare a pagare annualmente, è di tutta evidenza che per sfruttare al massimo tali entrate è bene che rimangano installati sul territorio il più a lungo possibile tutti gli impianti ed in particolare quelli abusivi, che – come sopra evidenziato - sono la stragrande maggioranza.
Nel 2010 la situazione è precipitata ancor di più, perché ora i cartelloni abusivi vengono installati direttamente con la targhetta che riporta il numero di un codice identificativo che viene assegnato dal Servizio Affissioni in un modo che non è stato ancora spiegato, ma che non è sicuramente legittimo, perché trattasi comunque di un procedimento che non è affatto previsto nel vigente Regolamento, dove invece sono state stabilite precise forme e modalità di repressione che non risultano essere state finora applicate.
Basti dire che l’Ufficio del Servizio Affissioni che incassa l’indennità dovuta per impianti abusivi non comunica affatto con l’Ufficio Vigilanza a cui invece dovrebbe essere immediatamente segnalato l’impianto abusivo autodenunciato e che l’Ufficio addetto alle rimozioni non sa addirittura dove sia l’Ufficio che cura l’oscuramento delle pubblicità irregolari.
Grazie anche a questo meccanismo burocratico, non risulta che sia stato oscurato nessun impianto abusivo, la cui ditta titolare può così continuare ad incassare guadagni illeciti (presumibilmente in nero, senza denunciarli nella dichiarazione dei propri redditi) fino alla materiale rimozione dell’impianto: mentre un preventivo oscuramento di tutti gli impianti accertati come abusivi non rende urgente più di tanto la loro rimozione, perché da un lato impedisce comunque indistintamente a tutti il prosieguo dello sfruttamento della pubblicità e dall’altro lato li “addita” ai cittadini un po’ come i ladri a cui è stata tagliata la mano, il numero invece esorbitante dei cartelloni accertati come abusivi non ne consente una loro totale ed immediata rimozione e permette di fatto il prosieguo della speculazione da parte delle ditte titolari.
Non è dato di sapere al momento se questo comportamento del Comune nei confronti degli impianti abusivi sia voluto per fare comunque cassa o se siano da addebitare a fattori fisiologico-burocratici le cause del ritardo nella mancata rimozione così come anche delle stesse rimozioni fin qui eseguite in modo episodico e comunque parziale.
Un compito del genere spetta alla Magistratura: a lasciare però quanto meno dubbi e sospetti c’è di certo la mancata applicazione di quanto prescrive il vigente Regolamento riguardo proprio alle ditte che hanno istallato impianti abusivi.
Da un lato alle ditte titolari di impianti abusivi che non vengono oscurati (e sono per di più rimossi dopo molto tempo) non vengono applicate le sanzioni cumulative che ammonterebbero ad una cifra superiore al guadagno illecito fin lì ricavato e funzionerebbero quindi da deterrente a continuare ad installare cartelloni abusivi, perché non più lucrativi: dall’altra parte il Direttore del Servizio Affissioni dott. Francesco Paciello dovrebbe dichiarare decadute nella misura del 5%, del 20%, del 50% o del 100% le “autorizzazioni” regolarmente rilasciate ad una ditta che si sia resa responsabile rispettivamente di una, due, tre o più violazioni.
Come esempio emblematico per tutti si porta quello della ditta “Nuovi Spazi”, che è erede delle “autorizzazioni” regolarmente rilasciate alla ditta “Nevada” e che ha installato e continua ad installare impunemente impianti abusivi in tutta Roma: benché le siano stati rimossi ben più di 3 cartelloni abusivi, non risulta che il dott. Francesco Paciello abbia dichiarate decadute tutte le sue “autorizzazioni” e l’abbia di fatto cancellata dal mercato di Roma, dove continua invece a spadroneggiare in violazione di qualunque divieto di affissione.

Dott. Arch. Rodolfo Bosi

Responsabile del Circolo Territoriale di Roma della associazione Verdi Ambiente e Società (VAS)

Rassegna stampa sulle questioni dell'incontro di ieri

Sorprendentemente 'bucata' dal Corriere della Sera, la kermesse di ieri presso l'XI Municipio ha avuto buon risalto sia sul Messaggero che su Repubblica.
Riportiamo i due articoli e segnaliamo alcune cose. Innanzitutto, ancora una volta, la estrema lucidità di Andrea Catarci, presidente di Municipio sorprendentemente preparato e svelto nel capire i nodi (visto il livello medio, poi, qui siamo su un altro pianeta). E' stato lui, a quanto leggiamo sui giornali di oggi, a parlare di un solo gestore per gli impianti. Riguardo alla proposta dei Verdi, in Regione, continua a non sconfinferarci del tutto. Per carità, come dicevamo stamani, tutto fa brodo, ma non ci piace vedere che qualcuno ancora punta sulle multe, sulle contravvenzioni. Possiamo portarle anche a diecimila euro, ma non saranno loro a disincentivare il crimine. Come qui su Cartellopoli si sa bene, le ditte, specie quelle che si macchiano dei maggiori abusi, sono rette da prestanome, magari russi, magari nullatenenti. Anche un milione di euro di multe può far loro un baffo. Non è quella la strada.
Lo ripetiamo, per far interrompere il malcostume della sosta sul marciapiede alle auto occorrono i paletti dissuasori; allo stesso modo per eliminare l'abusivismo nella cartellonistica serve una riforma del settore con una consegna delle responsabilità di manutenzione del settore e repressione degli illeciti a professionisti privati che gestiscono questo comparto nelle più grandi città del mondo. Così si fa dovunque. Dovunque!


ARTICOLO DI REPUBBLICA

ARTICOLO DEL MESSAGGERO

L'incontro pubblico al XI Municipio. Un parziale resoconto

Non vi stiamo a raccontare i punti della discussione che hanno ripetuto cose importanti per il pubblico in sala (e per la tanta, davvero tanta stampa presente), soprattutto perché si tratta di cose che i lettori di Cartellopoli già sanno: la Delibera di Iniziativa Popolare, il Piano Regolatore degli Impianti, il Regolamento Comunale, i confronti internazionali e il bando necessario per risolvere la situazione.
Vi parleremo invece di alcuni elementi che sono emersi a margine e che, a mo' di curiosità, potranno interessare i lettori del blog.

INIZIATIVE NEL I MUNICIPIO
E' stata data notizia che nel I Municipio, alla fine della prossima settimana, potrebbero svolgersi una serie di rimozioni per diretto interesse di Orlando Corsetti, presidente del Municipio Centro Storico. Cartellopoli non è favorevole alle rimozioni in questa fase (presto spiegheremo diffusamente il perché), tuttavia la notizia ci sembra davvero positiva in un momento come questo durante il quale è necessarissimo tenere puntato il faro sulla faccenda.

UNA GRANDE MANIFESTAZIONE
Athos De Luca ha proposto, oltre alle tante manifestazioni di rilevanza municipale che dovranno svolgeri, di iniziare ad organizzare una grande manifestazione, un grande evento di piazza da organizzare per la primissima primavera del 2011

LA DELIBERA NEI MUNICIPI
Si è data notizia che la Delibera di Iniziativa Popolare sta arrivando nei Municipi per il parere obbligatorio che questi devono dare. Tutti i municipi stanno votando positivamente.

E ORA COME LI TOLGONO?
Sempre Athos de Luca, in un lungo intervento, ha spiegato il suo parere sulla situazione. La sua paura sulle difficoltà che ci saranno, le lungaggini, gli ostacoli soprattutto da parte di ditte che ora si sentono legittimate a massacrare la città e che con qualche ricorso al TAR potrebbero stoppare l'attività di bonifica. De Luca ha sottolineato anche come in Consiglio Comunale ci sia un partito trasversale pro-cartellonari, che vanta esponenti nella destra e nella sinistra.
Riguardo alle difficoltà pensiamo che sia maturo il momento di iniziare a parlare di commissariamento del settore. Se questa amministrazione lo riterrà non opportuno transeat, ma la prossima (2013) dovrà richiedere al governo la possibilità di commissariare il servizio affissioni. Il commissario governativo dovrà far scadere tutte le autorizzazioni e le concessioni e predisporre il bando internazionale per una gestione finalmente professionale del servizioo.
Riguardo al partito dei cartellonari, bhe, è vero. E' indubbiamente così. Ma c'è una novità che De Luca non calcola: la collera popolare, l'attenzione mediatica, la tensione di tutta la città sul tema. Quale consigliere comunale correrebbe il rischio di finire sputtanato sui blog, sui giornali, di entrare nel mirino dell'enorme quantità di persone che stanno resistendo all'invasione. Quale consigliere comunale avrà voglia di mettere a repentaglio la propria rielezione per proteggere qualche criminale? Come dite? I cartellonari gli servono per la campagna elettorale? Ma quando mai!!! Ormai tutta la città sa benissimo che presenze reiterate e prolungate di faccioni di politici sui cartelloni di questa o di quest'altra ditta sono da considerarsi sospette: oggi per un politico romano apparire sui cartelloni fa perdere voti, non ne fa guadagnare.

LOTTA!
Ce lo siamo detti con forza: la lotta va continuata. Chi lo diceva intendeva la lotta legale, lecita, regolare. Ma noi siamo assai favorevoli anche alla guerrilla anarchica e irregolare. Soprattutto quella perpetrata a suon di bombolette spray: non smettete, è importantissimo, non c'è da temere nulla perché anche Alemanno c'ha invitato a buttare giù i cartelloni ("basta che non vi fate del male"). E' fondamentale che i cittadini, soprattutto coloro che ancora non hanno messo a fuoco lo scandalo in corso, si rendano visivamente conto. Le scritte sui cartelloni sono un'arma importantissima che costa poco e va sfruttata, ogni sera, ogni minuto, ogni giorno. Imbrattate e fotografate.

UNA LEGGE REGIONALE
Durante la serata è stata anche presentata una proposta di legge regionale ad opera del gruppo dei Verdi. Per carità, tutto fa e tutto vabbene, ma la proposta di legge parte da degli assunti che non ci piacciono. Un esempio? La possibilità da parte dei cittadini di avere, magari su google maps, una cartina di tutti gli impianti autorizzati, per poter controllare in tempo reale la regolarità o meno di un dato impianto. Questo tipo di proposte non ci piace perché dà per scontato il caos, dà per scontata la situazione attuale e cerca di regolarla. Ma non deve essere questo che dobbiamo fare, non dobbiamo mettere i paletti a questo sistema, dobbiamo riformarlo. A Parigi o a Madrid qualcuno si sognerebbe mai di chiedersi se quello o questo impianto sono autorizzati o abusivi? No, perché è evidente a tutto, perché basta guardarli, perché hanno un design inconfondibile. Non mettiamo strumenti per controllare gli abusi, perché altrimenti legittimiamo la presenza degli abusi stessi. Facciamo in modo di eliminarli alla base.

mercoledì 27 ottobre 2010

Roma Cialtrona (ormai anche su Abitare a Roma hanno capito dove stanno i problemi)

Roma cialtrona, sporca e vilipesa, stuprata dalla mafia cartellonara che, con la legittimazione del Campidoglio, prima di centrosinistra ora di centrodestra, ha impacchettato la città con centinaia di migliaia di cartelloni pubblicitari abusivi, condonati, inopportuni.

Una città stressata dall’incuria con migliaia di scritte sui muri e sui marciapiedi e attacchinaggio abusivo anche da parte dei partiti di chi si è candidato a governare Roma e addirittura l’Italia. Centri sociali che inneggiano alla rivolta contro amministratori scialbi e affaristi e imbrattano la nostra città facendoci vivere nel sudiciume.

Questa è la Roma dei ministeri, della Chiesa e delle borgate, “La corona di spine che cinge la città di Dio” (P. P. Pasolini), della solitudine dei migranti, dei scafisti della città, della metro traboccante e sudata, del percorso di guerra nello scambio metro della stazione Termini, di un popolo romano generoso e tollerante, nostalgico figlio di Roma caput mundi, già capitale del mondo noto.

Arriveranno da altri pianeti, ritorneranno i netturbini con carrelli e scope, annaffieranno le piante e le strade, lasceranno quel gradevole odore di asfalto bagnato, spariranno i cartelloni, ci sarà più aria e più luce e i muri ritorneranno puliti.

E sarà bello passeggiare in una città meno guastata, con un popolo in libertà, sorridente e inneggiante sotto il sole di Roma al Circo Massimo.

Angelo Tantaro
http://www.abitarearoma.net/index.php?doc=articolo&id_articolo=19646

Roma o Cartellopoli? Tutti all'incontro pubblico stasera all'XI Municipio


UNA BOZZA DI PROGRAMMA

Introduce e modera Andrea Catarci, presidente XI Municipio:

1- Illustrazione della gravissima situazione attuale, con fotografie, brevi filmati, rassegne stampa: danno al territorio, danno economico al Comune, danno all'immagine della città

2- Ripristino della legalità: mancata applicazione del regolamento, inefficacia dell'azione repressiva comunale

3- Breve illustrazione della delibera di iniziativa popolare: scopi, obiettivi e risultati

4- Il Piano Regolatore sugli Impianti

5- Comparazioni con altre esperienze nazionali e internazionali per una riforma del settore

6- Altre proposte ed iniziative

7- Istituzioni presenti

8- Discussione con interventi di altri comitati, associazioni, cittadini

10, 100, 1000 Cortellazzi: altro che Piano Regolatore, omissioni d'atti d'ufficio come piovessero

Con la presente il sottoscritto Mauro Cortellazzi intende nuovamente denunciare, agli organi competenti, l'installazione di diversi impianti pubblicitari abusivi realizzati negli spartitraffico, nei marciapiedi, per tutta la lunghezza delle strade di seguito indicate nel Municipio XVI di Roma.

Via Leone XIII
Viale dei Colli Portuensi
Piazzale Morelli
Via B. Ramazzini
Via Virginia Agnelli
Via Isacco Newton
C.ne Giannicolense
Piazza San Giovanni di Dio

Premesso che il sottoscritto aveva reiterato gli esposti presso le autorità competenti, che le stesse avevano risposto che dopo vari soprolluoghi si accertava che detti impianti pubblicitari erano stati installati contrariamente a quanto prescritto dal Codice della strada, con invio di informativa presso gli uffici competenti del Comune di Roma.

Si richiede alle autorità competenti di verificare lo stato dei luoghi, elevando eventualmente sanzioni amministrative, agli uffici comunali preposti al controllo di provvedere alla rimozione dei suddetti impianti pubblicitari, ripristinando lo stato dei luoghi a norma di legge, anche in base art. 328 c.p. .

Art. 328.
Rifiuto di atti d'ufficio. Omissione.

Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.

Mauro Cortellazzi


INVIATO A
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martedì 26 ottobre 2010

Si perfeziona lo stupro di ogni uscita della metropolitana









E c'è chi dice che siano arrivati ad installare pure a Circo Massimo, proprio laddove Davide Cartelloni, l'assessore, aveva dichiarato l'esistenza di una strada-oasi a mo di esempio, proprio laddove ha sede la Fao, proprio nel centro di Roma che più centro non si può. Pure a Circo Massimo... Non puo' essere vero, ma se chi ci passa fa le foto verifichiamo...

Il ceffo di Bari prima fa distruggere la città e poi manco si presenta a parlarne

"Roma...o cartellopoli?". E' questo il nome dell'iniziativa che si svolgerà mercoledì 27 ottobre alle ore 17.00 presso la Sala Consiliare "Piacentina Lo Mastro" in via Benedetto Croce 50, e di cui si fa promotore il presidente del Municipio XI, Andrea Catarci.

Quello che l'assemblea cittadina mira ad ottenere è la riduzione della cartellonistica pubblicitaria per tutelare le bellezze storiche, architettoniche, ambientali e archeologiche di Roma. "Per ora di concreto - dichiara Catarci - c'è solo da annoverare il rifiuto del sindaco Alemanno al confronto pubblico con associazioni, comitati, municipi e cittadini che stanno dando battaglia all'ignominia in atto nei quartieri romani".
La proposta di un incontro per il 27 ottobre non è stata accettata, tanto che il sindaco ha fatto sapere che nè lui nè un suo delegato avrebbe partecipato. "Ci viene il dubbio - commenta Catarci - che ad Alemanno non piaccia il luogo prescelto, quel Municipio Roma XI a cui non sono gradite nè le sue politiche nè i suoi pranzi a base di pajata con chi insulta Roma". (L'UNICO)

lunedì 25 ottobre 2010

Fuori dall'ospedale Grassi di Ostia



Questa la situazione che ci si trova di fronte appena usciti dall'ospedale Grassi di Ostia: ben 11 cartelloni.
La cosa più vergognosa è che ben 6 di questi cartelli pubblicizzano imprese funebri (portano tutte dicitura Lorenzetti ognuna con recapiti diversi più altre 2 ditte).
Hai tempi di street view erano presenti quasi la metà dei cartelloni: 6 (2 di imprese funebri di cui 1 con dicitura Lorenzetti). Ovviamente il tutto in zona vietatissima, a fianco di una zona verde che così diventa invisbile dall'ospedale.
Che tristezza.
Ale77

Presentazione del Piano Regolatore. Cosa è successo venerdì in assessorato

QUESTIONI INTRODUTTIVE.
Vi verrà da ridere, ma la proiezione di slides che ha anticipato, in assessorato lo scorso venerdì, la presentazione alle associazioni del Piano Regolatore degli impianti pubblicitari, consisteva in una serie di foto di aree della città regolarmente devastate dagli impianti pubblicitari dai quali, con una passata di Photoshop, venivano eliminati i cartelloni. Una sorta di "prima-e-dopo" al contrario. Un sogno, insomma. Paradossale vederlo proiettato, questo sogno, in quelle stesse stanze dove è stata pensata la delibera 37 che ha suggellato la triplicazione degli impianti pubblicitari.
Impianti che, tuttavia, secondo il Comune sono nel numero di 32.700 per un totale di 213.000 metri quadri. Un numero accettabile, se solo fosse vero. E una prima piccola bagarre tra i partecipanti c'è stata proprio su questa quetione. Roberto Crea ha sommessamente domandato: "ma avete fatto una verifica su quale sia l'entità dello scostamento tra gli impianti effettivamente presenti nelle strade con quanto dice il vostro database". La risposta è stata evasiva e si è capito che nessun monitoraggio reale esiste.
Per certi versi, tuttavia, la mancanza di un monitoraggio è un bene se ci si pensa. Si è esaurito, per fortuna, il rischio che il piano regolatore fosse una mega sanatoria, una mega presa d'atto dello status quo ed una regolarizzazione dello stesso. Così non sarà, l'intenzione dell'amministrazione è partire da zero. Come chiesto da tutte le associazioni.

DOVE SI POTRA' INSTALLARE.
Per partire da zero occorre capire in quali aree sarà possibile installare impianti ed in quali no. Le aree incompatibili sono sostanzialmente "imposte" al Comune da enti superiori (lo Stato, la Regione, il Ministero dei Beni Culturali...), le aree non urbanizzate, le aree già individuate come incompatibili dal vigente Regolamento Comunale (per intendersi i Lungoteveri lato Tevere, l'intorno delle Mura Aureliae cui peraltro il nuovo Piano Regolatore vuole correttamente aggiungere le "altre" mura che Aureliane non sono, come quelle del Gianicolo o del Vaticano). Tolte tutte queste aree, ecco a disposizione le zone dove sarà possibile installare. E' comunque del tutto evidente che le aree incompatibili ci sono anche oggi e che nessuno le fa rispettare. Ma andiamo avanti.
All'interno delle aree dove è possibile montare catafalchi pubblicitari sono state individuate una serie di "aree con specifiche limitazioni": le zone vincolate all'interno delle aree urbane, le aree di interesse così come individuate dal Piano Regolatore della città (nella Carta delle Qualità relativamente ai beni con vincolo e senza vincolo). In questo ambito è intenzione dell'amministrazione allargare a tutto il I Municipio (area protetta dall'Unesco) tutte le limitazioni che oggi esistono per la ZTL nel Regolamento Comunale.
Le aree cartellonabili, poi, saranno suddivise in quattro anelli concentrici che fanno percepire il rischio, che comunque non è scontato, di un assalto alle periferie. Sta di fatto che la cartellopoli romana sarà divisa nell'area del I Municipio, dell'area interna all'Anello Ferroviario, dell'area interna al Raccordo Anuare e nell'area a questo esterna. Ad una nostra precisa domanda ci è stato risposto che no, il Comune non consentirà la presenza ne di 4x3 ne di 3x2 entro l'Anello Ferroviario. Quando si verificherà questo sogno?
In tutto ciò la strategia sarà quella di privilegiare, in una ipotetica gerarchia di priorità, la tutela delle aree storiche e vincolate. Ed ecco la prima cosa che ci puzza moltissimo. Privilegiare la tutela ambientale non potrà significare, per dire, essere un po' più mordibidi sull'applicazione del Codice della Strada? Noi temiamo davvero di si. E in una città da 350 morti e 70mila feriti all'anno sarebbe un delitto. Ma la sensazione è stata proprio questa: "vi concediamo tutto sulle aree protette, ma non chiedeteci di togliere tutti gli impianti dagli incroci". Per carità, il codice della strada non è la Sacra Bibbia, e si può derogare, ma bisogna vedere in che misura e soprattutto bisogna vedere se le deroghe si continuerà a darle a 310 ditte criminali o a poche (pochissime) ditte professionali.

Un'altra strategia sarà quella di spalmare gli impianti. E' un cavallo di battaglia di Bordoni che però difficilmente avrà una reale applicazione pratica. Ve la ricordate la mitologica frase "c'è spazio per tutti"? Ebbene l'obbiettivo dovrebbe essere quello di eliminare impianti dalle strade principali e metterli nelle traverse, dove oggi non ci sono, ma dove non ci sono per un semplice motivo: commercialmente non valgono nulla.
Come vedete il piano regolatore procede esattamente al contrario rispetto ai dettami che erano indicati nel Regolamento Comunale. In quest'ultima norma si indicavano degli algoritmi, dei numeri massimi di facciate, dei metri quadri e a partire da quelli si andava ad assegnare un tot di impianti a questo o a quel muncipio. La proposta di Piano Regolatore fa il contrario: elimina tutte le aree dove non si può, elimina tutte le zone dove non si può, elimina tutti i punti dove non si può e dice: qui si può, avanti. Ovvio, come ha fortemente ribattuto l'architetto Bosi, che questo possa creare scompensi.

Un capitolo a parte della discussione ha riguardato gli impianti di pubblica utilità. Mostri come le mappe turistiche, i casco-park, i parapedonali e soprattutto gli orologi. Roba che non serve più, che non occorre più, che non ha più nessun senso e nessuna logica. Anzi, roba che è dannosa, come sono dannosi il nugulo di orologi pubblicitari di Via Nazionale, di Via Veneto, di Piazza Risorgimento. Tutti casi dove ciascun orologio, abbandonata da tempo la sua "pubblica utilità" serve soltanto da supporto commerciale e segna un'ora completamente causale, disorientando turisti e romani di passaggio. Ebbene un domani, secondo il Piano Regolatore, questi impianti potranno sparire. Essere riconvertiti in, letterale, "progetti di riqualificazione urbana". Musica per le nostre orecchie che ci porta a pensare, finalmente, a toilette pubbliche ed a parapedonali (a patto che siano abissalmente diversi quanto a design a quelli attuali, indegni di Kinshasa).
Altro elemento positivo, molto positivo, è la volontà di ridurre la tipologia di impianti. Da 30 a 7, ma speriamo ancora meno poiché -secondo le nostre analisi- nessuna grande città europea arriva ad avere sette tipologie di impianti. Sarebbe assai opportuno mantenersi sotto le 5 tipologie.

OK. E ORA?
Cosa succederà adesso dopo la presentazione di questo piano che ha relativamente (mooooolto relativamente) soddisfatto le associazioni ed ha messo la battaglia su un binario decente (e che ci ha fatto capire quanto imperdonabile sia stata la negligenza delle precedenti amministrazioni che per legge questo lavoro dovevano farlo dal 1993 e che non sono stati in grado)? Cosa accadrà dopo questa kermesse cui sono stati protagonisti l'assessore Bordoni, il direttore di dipartimento Avvocato Paciello e i tecnici (ingegneri) di Risorse per Roma che hanno confezionato materialmente il Piano? Succederà l'idea di dio, aspettatevelo.
Il Piano passerà in Giunta probabilmente prima di Natale e nel 2011 dovrà transitare in Commissione Commercio. E li inizierà l'assalto alla diligenza. I nostri lettori sanno quanto la città sia amministrata da una Assemblea di Consiglieri Comunali non degna di una città civile, i nostri lettori sanno quale Cambogia siano in grado di scatenere i consiglieri, specie i più strenui appartenenti al partito dei cartelloni, specie i più vicini alle organizzazioni criminali, alle mafie, alle camorre, alle ndranghete ed ai casamonica. Perché questo è il Consiglio Comunale di Roma Capitale e tutti lo sappiamo. Si tratterà di vigilare alla grande, come siamo diventati bravissimi a fare. Si tratterà di segnalare, giorno per giorno, nomi e cognomi dei consiglieri che ostacoleranno il Piano Regolatore, che tenteranno di depotenziarlo, che mineranno la delibera che questo si porterà affianco, che cercheranno di fare sgambetti alla Delibera di Iniziativa Popolare.
Ma da una parte siamo ottimisti. Sia per esperienza (ormai sono tanti i consiglieri comunali non disposti a piegare la testa di fronte ai prepotenti, la vicenda del blitz di Tredicine e dell'Ammazza Tredicine successiva, di questa estate, è la riprova di come la stessa maggioranza abbia molti, moltissimi anticorpi al suo interno contro i consiglieri espressioni di aree grigie della nostra città), sia perché siamo certi che ormai anche il più kamikaze dei componenti dell'Assemblea Capitolina sa bene che con i cartelloni, oggi, si perdono o si prendono voti. Lo sa bene Bordoni, che infatti ha completamente cambiato registro resosi conto di quanti voti stava facendo perdere a tutta la sua coalizione ed a quanti nemici interni si era fatto. E, come dicevamo, lo sanno bene tutti i consiglieri. Quale politico romano, oggi, avrebbe il coraggio di mettersi di traverso ad una riqualificazione del settore? Quale politico romano, oggi, potrebbe rischiare lo sputtanamento mediatico, l'ira della gente, l'attacco dei tanti blog? I cartellonari possono disporre di una pattuglia di consiglioeri che possano correre il rischio di non essere rieletti e di danneggiare la propria coalizione? Noi crediamo davvero di no. E se quello che crediamo è vero significa che noi, tutti noi, tutti insieme, abbiamo fatto fare alla città un salto di qualità secco, percepibile. Abbiamo segnato un'epoca rispetto alla quale sarà impossibile tornare indietro. D'ora in avanti, lo sanno pure i cartellonari, è solo una questione di tempo, ma è certo che la situazione dovrà essere completamente sovvertita.
Sta a noi, ora, a tutti noi, mantenere alto, anzi altissimo, l'interesse sulla questione nei prossimi mesi che saranno i mesi cruciali. Da oggi fino alla data di presentazione del Piano Regolatore in aula non ci dovrà essere pace. Non dovrete mollare un secondo. Non dovrete perdere una serata per imbrattare i cartelloni, per apporvi cartelli, per organizzare manifestazioni, per scrivere ai giornali, per scattere foto ed inviarle ai blog, per insistere con la tv, con la radio, con la stampa. Devono essere, i prossimi 6 mesi, ancor più rumorosi dei passati 6.

CONCLUSIONI.
In conclusione sottolineimo due elementi che meriterebbero molto più spazio rispetto alle 'conclusioni'. Ovvero i riferimenti fatti dai rappresentanti dell'amministrazione per quanto riguarda i pezzi forti della battaglia civica dei cittadini e dei comitati vogliosi di dimenticarsi la cartellopoli romana. Ad esempio Bordoni ha detto in maniera abbastanza chiara che nulla sarebbe successo senza la poderosa raccolta di firme della Delibera di Iniziativa Popolare. Non tanto per il contenuto della stessa ("alcune parti vanno adottate, altre sono in contrasto"), ma per la mobilitazione di popolo. Un po' quello che abbiamo sempre sostenuto: non fissiamoci tanto sulla Delibera in se (cheppure è importantissima), ma piuttosto sulle 10mila firme, che sono state il vero cuneo che siamo riusciti a mettere in questa storia. E questo fa onore a tutti coloro che hanno contribuito a raccoglierle.
Altro esempio è stato Paciello il quale, utilizzando le nostre parole, ha dichiarato il bando pubblico per l'assegnazione delle autorizzazioni un elemento (immediatamente successivo al Piano Regolatore) fondamentale per la risoluzione del problema. Finalmente, insomma, anche l'amministrazione capisce, adotta e digerisce quello che stiamo dicendo da mesi e mesi in maniera sorprendentemente solitaria, ovvero che si può avere l'assessore più capace, si può avere le norme più impeccabili, ma se si hanno 310 ditte in un monopolio naturale, bhe, è impossibile avere qualità. Le ditte devono diventare poche, pochissime. E per assegnare loro gli impianti bisogna attivare delle regolari, internazionali e trasparenti procedure di gara.

domenica 24 ottobre 2010

Cartellone rimosso in via Cesare Baronio. Riflessioni



Volevo ringraziare l'architetto Bosi.
Grazie alla sua segnalazione (pubblicata su Cartellopoli il 29/9/2010) il mega cartellone di via Cesare Baronio (IX municipio, angolo via Latina) è stato rimosso ieri.
Il prima e dopo per una volta è a nostro vantaggio.
Speriamo bene per tutte le altre segnalazioni.
Andrea

***
Caro Andrea,

anche noi esultiamo con te e speriamo bene per tutte le altre segnalazioni (che Bosi -a quanto pare infastidito dai nostri titoli, secondo lui dovremmo limitarci a scrivere "riceviamo e volentieri pubblichiamo"- ha deciso di non far passare più da Cartellopoli, rinunziando all'efficacia ed alla visibilità che il sito garantisce a tutti coloro che sono impegnati in questa lotta), tuttavia ti e ci ricordiamo una cosa importante: il settore dei cartelloni, a Roma, è a tutt'oggi una jungla zeppa di pericoli e criminali. Il cartellone tolto in Via Cesare Baronio non probabilmente, ma sicuramente andrà ad offendere, a stuprare, a sfregiare, a deturpare un'altra strada. E' un gioco a somma zero, anzi a somma negativa per noi perché (come purtroppo si è visto fin'oggi e come sarà per sempre finché il settore non sarà profondamente riformato e consegnato, previo bando, nelle mani di operatori qualificati e realmente interessati a mantenere l'ordine, il decoro e la legalità) laddove vengono tolti dei cartelloni, ne ritornano dopo pochi altri e tanti e anzi di più.

Dunque vabbenissimo esultare per il cartellone tolto. Ma ricordati che la sua rimozione l'hai pagata anche tu e che nessuno ti garantisce nulla riguardo alla destinazione del cartellone rimosso ed al fatto che, nello stesso punto, non ne ritorni un altro...

Che fine hanno fatto i pali della M rossa che indicano la fermata della metro A, Porta Furba Quadraro?




La loro visuale è stata coperta da due sconvenienti cartelli pubblicitari che portano la targhetta: SPQR – Comune di Roma - VIII dipartimento servizio affissioni e pubblicità. Numero identificativo NBD 0066/BF323/P Via dei Fulvi 1.

Più in là, al centro della storica salita del Quadraro, da più di un mese è spuntato un altro indecente cartello che copre la visuale dell’arco dell’Acquedotto Felice, lo stesso di papa Felice Peretti, Sisto V, voluto nel 1585 e noto, per gli abitanti del Quadraro, come Arco Primavera, così chiamato tanti anni fa perché c’era la trattoria Primavera che aveva anche la fabbrica del ghiaccio e produceva la gassosa con lo stesso nome. Questo importante Arco, (ora finalmente in restauro) che segna l’entrata al quartiere medaglia d’oro alla resistenza, è stato coperto dall’osceno cartellone selvaggio con la solita targhetta SPQR – Comune di Roma – VII dipartimento servizio affissioni e pubblicità numero identificativo NBD 0056/BH231/P Via Tuscolana FR Civ 555.

La legalizzazione di questi cartelli era pratica diffusa anche con le precedenti amministrazioni comunali, per questo il popolo di Roma decise di mandare a casa l’altro sindaco e di farsi amministrare da uno nuovo. Noi, stressati da queste visioni, non possiamo che denunciare il degrado e boicottare i prodotti pubblicizzati.

Ora, caro sindaco Alemanno, un attimo di riflessione. Indaghiamo come avvengono queste concessioni: noi popolo del Quadraro vogliamo rivedere le paline della Metro Porta Furba Quadraro e il nostro Arco.

Contiamo sull’intervento di qualcuno, non potendo nemmeno prendere in considerazione quello del presidente del nostro Municipio che permette a un consigliere della sua giunta, presidente del decoro del X Municipio, di addobbare tutti i pali del Quadraretto con cartelli abusivi con la sua immagine.

Basta pensare che nonostante segnalazioni e articoli sulla stampa, a distanza di due mesi, i cartelli sono sempre in bella mostra con la foto del consigliere che se la ride.

angelo tantaro
a.tnt@libero.it
335.6957535

*articolo già pubblicato sul sito Abitarearoma

sabato 23 ottobre 2010

Appartiene a te



Il nostro Ale77 inizia il gioco che è partito da un post del Post e che deve andare avanti. Siete tutti invitati.

Consiglieri Comunali sprezzanti del senso del ridicolo: Massimiliano Parsi


L'agenzia qui sotto, diramata ieri, non può essere risparmiata dalla sana satira di Cartellopoli. Soprattutto perché è fondamentale, per noi, compilarci la nostra personalissima lista (che ci sarà utile quando finalmente la Delibera di Iniziativa Popolare sarà discussa in Assemblea Capitolina) dei consiglieri-amici-dei-cartellonari. E, badate, sono tanti purtroppo. Ma leggete cosa scrive in particolare Massimiliano Parsi facendo scoppiare nostre clamorose risate. Certo, ha ragione quando dice che il PD dovrebbe tacere perché se avesse governato decentemente a suo tempo la situazione non sarebbe mai stata questa oggi, ma ci fa veramente sganasciare quando stigmatizza la "stasi inaccettabile" che vigeva prima di due anni e mezzo fa. Certo, è vero, c'era stasi, la ex dirigente Marinelli teneva tutto bloccato, è indubbio. Ma forse è meglio la situazione attuale, con decine di migliaia di impianti montati? E quando, alla fine, il buon Parsi chiude la sua nota stampa affermando che atti concreti come i loro mai nessuno li aveva portati a compimento? Ehggià, caro Massimiliano, proprio così, mai nessuno era riuscito in due anni a far montare centomila impianti in città devastando completamente ogni singolo angolo di Roma.
-Cartellopoli


(L'UNICO) "Il solerte Pd, che come al solito, si erge a paladino della città, dimenticandosi di avere governato Roma. Sulla cartellonistica e gli impianti pubblicitari c’è stato, per anni, il più ampio laissez-faire, con affissioni irregolari e leggi ignorate. Eppure, al tempo dei vari Rutelli e Veltroni, nessuno si è stracciato le vesti o ha fatto alcun mea culpa." Lo afferma, in una nota, il presidente della commissione Commercio di Roma Capitale, Massimiliano Parsi.

E prosegue: "Questa amministrazione, dopo anni, ha messo mano a una situazione dove la mancanza di controllo e di regole aveva creato una stasi inaccettabile. Non solo, sta producendo quegli atti concreti necessari a risolvere, regolamentando in maniera certa il settore, la vicenda cartelloni." "Se poi il Pd vuole continuare a chiacchierare faccia pure - conclude Parsi - ma che almeno eviti la solita propaganda, a fronte di atti concreti mai portati a compimento dai loro compagni di partito."

venerdì 22 ottobre 2010

Continueranno ancora a chiamarla "proposta di Tonelli"?

Come dire: prime impressioni a caldo dalla presentazione, in Comune, del Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Il lavoro, se non altro, è stato fatto in maniera professionale. Ed è già qualcosa. Ne parleremo diffusamente lunedì con una riflessione più ampia. Consapevoli che, dato il testo che la giunta licenzierà, la fossa dei leoni dell'Assemblea Capitolina sarà un'altra storia con schierati col coltello in bocca tutti i consiglieri piazzati lì dalle ditte criminali che hanno ridotto Roma come nesssuna città al mondo. Ma magari la protesta popolare e la consapevolezza diffusa sarà talmente tanta, a quel punto, che opporsi ad una riforma radicale del settore risulterà talmente impopolare che... Ma non sognamo troppo!

Il primo punto è l'importanza della Delibera di Iniziativa Popolare. Bordoni lo ha ammesso chiaramente: la poderosa raccolta di firme è servita per dare una sferzata all'amministrazione. A obbligarla, politicamente, a spicciarsi. A colmare una lacuna che stava lì dal 1993. Questo è il suggello alla battaglia impari combattuta da tutti quanti noi (anche se oggi come oggi il Comitato Promotore si diverte a darci degli "oltranzisti", pigliamolo come complimeto, vah...).

Il secondo punto fondamentale sono stati i nostri occhi fuori dalle orbite nel sentore l'Avvocato Paciello. Sbertucciato per mesi su questo blog, Parciello sembrava stamani un redattore di Cartellopoli. Anzi, diciamo meglio: sembrava un dirigente comunale di qualità. Siete liberi di non crederci, ma il capo del servizio affissioni ha detto chiaramente che il Piano Regolatore è il passaggio propedeutico per arrivare ad un bando pubblico per assegnare le aree (wow), ha segnalato come dovrà essere assegnato alle ditte vincitrici il compito di regidere i piani particolareggiati di localizzazione (doppio wow), ha sottolineato come le rimozioni non saranno, a regime, mai più compito del Comune bensì delle ditte che, da bando, avranno l'obbligo di "tenere pulito" (anche nel loro interesse) l'area che gli è stata affidata (triplo wow carpiato).
Sarà che in tutto il mondo funziona così. Sarà che finalmente c'è qualche realtà che fa quello che dovrebbe fare qualsiasi cittadino preparato: raccontare le buone pratiche adottate dovunque e far notare, con forza quando occorre, che non ha senso non applicarle anche a Roma.
Noi lo stiamo facendo, non solo con Cartellopoli. Gli altri blog che modestamente gestiamo (Degrado Esquilino, Pro Pup Roma, Bike-Sharing Roma e Romafaschifo.com) questo fanno: presentano continuamente dei confronti che puntano a due cose: informare i cittadini e fargli rendere conto che non è vero quello che tutti dicono, ovvero che tutti stanno messi come noi.
Quando tutti i cittadini romani comprenderanno che le antenne sui tetti ci sono solo da noi, che le affissioni abusive sui muri ci sono solo da noi, che la foresta di cartelloni esiste solo da noi, che le bancarelle così concepite esistono solo da noi, che le auto in sosta selvaggia si avviano ad esistere solo da noi, che la lotta contro i parcheggi interrati la si fa solo da noi, che i giornalai fanno una favela tutt'intorno solo da noi, che i cassonetti per la monnezza sono rimasti solo a Roma, che non c'è area monumentale al mondo, manco in Turchia o in Egitto, zeppa di camion bar... Insomma, quando l'informazione passerà, allora sarà impossibile per gli amministratori (e Paciello l'ha dimostrato addirittura citando a lungo il caso di Napoli, uno dei nostri leitmotiv, ma solo uno dei tanti perché mai e poi mai vogliamo sembrare quelli che "tifano" per una soluzione o per una azienda) non tenerne conto. Perché si troveranno davanti un esercito di popolo consapevole e preparato che, semplicemente, chiederà: "ma perché non facciamo come tutti gli altri???".

Ora che il concetto secondo il quale il bando pubblico e internazionale è l'unico sistema per aggiustare il settore delle affissioni. Ora che questo concetto è veicolato dai dirigenti comunali e dai Presidenti di Municipio (abbiamo visto Catarci qualche giorno fa), continueranno a sminuire la proposta continuando a chiamarla "l'idea di Tonelli". Tonelli non ha manco l'ombra di un'idea. Tonelli dice solo che bisogna fare come fanno nei posti civili. Che bisogna diventare normali. E questa non è una idea da discutere, questa è una cosa da fare punto e basta.

Le anticipazioni di Repubblica sul Piano Regolatore che sarà presentato oggi. Si profila il Grande Banchetto

Comune, ecco il piano anti "cartellopoli" impianti banditi entro le Mura aureliane



Verrà presentato oggi dall´assessore Bordoni: "Solo a settembre fatte 1.260 rimozioni"

CARLO ALBERTO BUCCI
Dividere "cartellopoli" in quattro anelli concentrici. In modo che dentro le mura di Roma scompaiano sostanzialmente del tutto i cartelloni pubblicitari. E che nell´anello ferroviario si arrivi a un contenimento del numero. Favorendo così la distribuzione nelle due "corone" più esterne: il Gra e i confini del Comune. È questo il cuore del Piano regolatore degli impianti e dei mezzi pubblicitari (Prip) che l´assessore capitolino alle Attività produttive, Davide Bordoni, illustra stamani alle associazioni cittadine e ambientaliste, da mesi sul piede di guerra contro lo scempio della pubblicità che oscura il paesaggio e mette in pericolo la guida degli automobilisti.
«Nel solo mese di settembre sono stati rimossi 1260 cartelloni irregolari» annuncia Bordoni. «Dà i numeri» gli risponde il Pd, «per giocare al Lotto» incalza l´udc Onorato. Nell´intero 2010 - spiegano in assessorato - gli impianti abbattuti sono stati più di 2500, 900 dei quali frutto di rimozione spontanea da parte delle ditte. È proprio l´arrivo del nuovo Prip, e l´auspicata stretta sulle concessioni, che avrebbe scatenato le ditte a riempire aiuole, spartitraffico, marciapiedi. Ma non rischieranno nulla le aziende titolari dei 32.700 impianti censiti quest´anno dall´Ufficio affissioni - contraddistinti dalla targhetta argentata con il numero di immatricolazione - sebbene le associazioni e l´opposizione in Campidoglio stimino in almeno 100.000 i cartelloni presenti in città. Il nuovo Prip prevede che non si superino i 213mila metri quadrati complessivi di réclame per la strada, un muro di poster che da gennaio a settembre ha portato nelle casse comunali 15.330.859 euro, più i 2.657.247 di entrate dalla chiusura di vecchi contenziosi e più i 389.906 euro ricavati dalle 708 multe incassate (valore medio, 550 euro) bussando alla ragioneria dell´inserzionista e non a quella del concessionario.
La lotta agli illegali nell´anno in corso ha prodotto la revoca di 398 impianti, e sarebbero 2500 le cancellazioni in arrivo. Bordoni ha sempre sostenuto che l´invasione dei cartelloni è frutto, soprattutto, dello spostamento di impianti (non quindi dall´aumento del numero) e che bisogna arrivare a una distribuzione più omogenea. Così il suo Piano regolatore prevede di alleggerire il carico di pubblicità delle arterie principali (via Tuscolana, la Flaminia o viale Marconi), le più appetite dai "cartellonari", coinvolgendo le strade laterali. Tra le novità ci sarebbe anche la (già prevista, scontata) difesa assoluta dei luoghi storici (mura aureliane e cimiteriali, acquedotti, muraglioni del Tevere, ville e parchi) ma anche il rispetto della distanza minima dai semafori: che il codice della strada prevede in 15 metri ma che, di deroga in abuso, viene quasi sempre disatteso. Secondo Bordoni, il via libera alle deroghe nasce con la delibera 193 del 2004, colpa quindi della precedente amministrazione.

E finalmente il PD si mise al bando

Sono mesi che lo andiamo ripetendo, ora che anche il capogruppo del maggior partito di opposizione ne fa cenno, non possiamo che essere soddisfatti. Al TG3 regionale di ieri sera, per dire, Umberto Marroni l'ha detto chiaro e tondo: dopo il Piano Regolatore (e la Delibera di Iniziativa Popolare, aggiungiamo noi) bisogna fare un bando pubblico. Alleluja, chi la dura la vince: certi concetti stanno passando e un domani, chissà, Roma potrà allinearsi a tutte le città civili che da tempo hanno messo a bando il settore e l'hanno così riqualificato. Un bando esclusivo che dovrà consegnare la gestione dei mq di pubblicità esterna nelle mani di una o pochissime entità.

Non è una novità, badate bene: lo abbiamo già fatto e con successo. Sotto la metropolitana, dove c'è il monopolio assoluto di IGPDecaux e nessuno s'è mai scandalizzato (ve la immaginate ogni stazione di metro gestita da un operatore diverso, oppure proprio, all'interno della stessa stazione, ogni cartello diverso dall'altro...). Oppure per quanto riguarda le fermate dell'Atac, monopolizzate da anni e anni da Clear Channel con l'unico "danno" per la città di avere fermate belle, luminose, funzionali e manutenute senza alcuna spesa per Atac.

Come ci siamo già detti, le affissioni esterne sono un servizio a rete. E in tutti i grandi sistemi urbani i servizi a rete sono gestiti in regimi di monopolio o quasi essendo loro stessi un monopolio naturale. Pensateci: la raccolta dei rifiuti, il trasporto pubblico, le fognature, l'acqua, la pubblica illuminazione: sono tutte gestite da società pubbliche o private in regime di monopolio o quasi. Ve li immaginate i pali della illuminazione pubblica tutti diversi come design e ciascuno in mano ad una società elettrica da cui il comune aquista il servizio? Sarebbe stato uno scandalo, invece tutti i lampioni hanno lo stesso disegno e tutti sono gestiti da Acea.

Stessa cosa, nel medio periodo, dovrà succedere coi cartelloni.

Dice: ma c'è il rischio che vinca una ditta del crimine cartellonaro romano. Ma no, niente paura, questa gente dovrà convincersi a cambiare lavoro: nessuno di loro avrà non dico la chance di vincere, ma neppure la possibilità di partecipare allagara che sarà aperta, come tutte quelle di questo tipo, a realtà internazionali che già hanno gestito altri sistemi urbani, che possono dimostrare fatturati a sette zeri, che possono mostrare la entità dei dipendenti, la loro quantità. Chi lavora in nero, con manodopera abusiva e al di fuori della legge sarà spazzato via. Questo è scandaloso?

Dice: ma i bandi in Italia sono tutti aumma aumma.
Vero, e su questo dobbiamo vigilare. Comunque nella fattispecie la cosa è semplice, il Comune sceglierà la realtà che gli darà più soldi indietro rispetto al tempo di concessone. Più lineare di così.

Dice: ma poi se quello è in monopolio le tariffe aumentano troppo...
A parte che da bando si può fissare dei limiti a questo, ma poi che male c'è, me lo spiegate? E' un problema se il negozio di scarpe, il macellaio all'angolo e l'agenzia di viaggi non potranno più permettersi il loro cartello abusivo che verrà spazzato via? Non mi pare un problema, tutt'altro. Tra l'altro, come abbiamo spiegato, rifiaterranno anche gli altri mezzi di diffusione pubblicitaria, come banalmente i giornali, che oggi sono cannibalizzati da una concorrenza slealissima.

E poi, se non vi basta, è così che fanno in tutto il mondo, in mancanza di idee migliori dobbiamo fare così pure noi.

giovedì 21 ottobre 2010

Avete fatto vergognare i romani di Roma. Lo dice Mannheimer


Quando la buttavamo in politica, non sbagliavamo. Non è che la buttavamo in politica per questioni di parte e di partito, bensì per questioni ancora più importanti: di consenso. La mettiamo giù più semplice? Chi tutela i cartelloni abusivi o non li combatte perde voti. Tanti voti. Lo avevamo percepito, più volte lo avevamo sottolineato, avevamo messo più volte in allarme il sindaco: Bordoni ti sta facendo perdere un fottio di voti, attento. E attenti tutti i consiglieri comunali di destra, che rischiano la rielezione per colpa di un solo uomo che si è rivelato incapace nell'arginare gli appetiti del crimine ed ha acconsentito ad una devastazione della città che si sta rendendo evidente a tutti.

Tanto che entra anche nei sondaggi dell'ISPO di Renato Mannheimer il quale è stato incaricato di una ricerca da Athos De Luca. Una ricerca con il vizio di forma di avere un committente politico, ma con la caratteristica di avere una griffe autorevole.

Leggetevela, perché c'è molto da leggere e da dire. Ve la pubblichiamo qui in modalità completa.

Bordoni, ovvero come avere ancora il coraggio di scrivere comunicati stampa

AFFISSIONI, BORDONI: A NOVEMBRE IL PIANO PRESENTATO IN GIUNTA
Nel solo mese di settembre rimossi 1.260 impianti irregolari


“Il Piano Regolatore degli impianti pubblicitari è in dirittura d’arrivo: a novembre lo approveremo in Giunta e Roma avrà finalmente uno strumento di settore che doveva essere operativo da almeno venti anni”. Lo dichiara, in una nota, l’assessore alle Attività Produttive Davide Bordoni.

“Domani – continua Bordoni - presenteremo un’anteprima alle associazioni cittadine e ambientaliste che hanno tenuto aperto il dialogo con l’amministrazione sulle tematiche del decoro cittadino, presentando le loro proposte e ascoltando le strategie di intervento dell’amministrazione. La mancanza di un Piano Regolatore che doveva essere predisposto per legge negli anni Novanta ha, nel tempo, alimentato la confusione nel settore affissioni dove l’abusivismo ha avuto carta bianca. Con la Nuova Banca Dati abbiamo censito l’impiantistica pubblicitaria presente a Roma e dato il via alla redazione del Piano che, dopo la discussione e l’approvazione in Giunta passerà all’esame dei Municipi, della Commissione competente e del Consiglio Comunale. Continua inoltre l’azione congiunta dell’Ufficio Affissioni e del Gssu che hanno intensificato, in collaborazione con i gruppi territoriali di Polizia Municipale, le operazioni di sorveglianza e rimozione impianti abusivi. Nel solo mese di settembre sono stati rimossi 1.260 cartelloni irregolari”.


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Bordonuccio nostro, sommessamente ti diciamo, quel che conta non è quanti ne hai rimossi (dilapidando un visibilio di soldi NOSTRI, temiamo senza gara), ma il saldo tra quelli che tu hai rimosso e quelli che nel mese di settembre (che è stato un mese micidiale come documentato TUTTI I GIORNI da Cartellopoli) sono stati montati. E questo saldo è qualcosa di micidiale. Tanto che, addirittura, come noi abbiamo documentato con foto, non con chiacchiere, i cartelloni rimossi sono stati rimontati dalle ditte LA NOTTE SUCCESSIVA alla rimozione. Ora, Bordonuccio, non era meglio con quei soldi farci qualche asilo nido visto che non sono serviti al decoro della città, non sono serviti a placare le ditte abusive, ma sono solo serviti ad ingrassare la società di rimozioni? Vuoi indicarci le strade dove sono avvenute le rimozioni, NEL DETTAGLIO, e andiamo noi con le nostre macchine fotografiche a vedere come è la situazione oggi? E vuoi vedere che dimostreremo che in quelle strade le rimozioni non sono state orizzontali, bensì selettive: due cartelloni entrambi in uno spartitraffico ove non si poteva installare? Quella ditta la rimuovo e quell'altra no. Perché?
Quello che conta, poi, sono le sanzioni che le ditte rimosse devono avere subito. 1.260 cartelloni irregolari, se non si fanno omissioni d'atti d'ufficio, significa 1.260 sanzioni. E le sanzioni secondo il tuo cazzo di regolamento devono essere seguite da un decadimento delle autorizzazioni per le ditte sanzionate. Se una ditta accumula più sanzioni, può arrivare a 100% delle autorizzazioni revocate. Lo hai letto il regolamento Bordonuccio nostro? Dunque chi ha preso le sanzioni? Quanto sanzioni ha accumulato ogni ditta? Vogliamo fare uno schemino in cui mettiamo sulle ascisse le 310 dittucce tue e sulle ordinate le sanzioni comminate a ciascuna e poi tracciamo una riga che indica quante autorizzazioni ogni ditta deve vedersi revocate?

Il Regolamento dovrà essere migliorato dalla Delibera di Iniziativa Popolare, ma nel frattempo perché non viene applicato?
-Cartellopoli

Basta Cartelloni! Nasce un nuovo blog contro il Grande Scempio


Ci voleva. Un blog un filino più composto, più serio, più istituzionale dello sgangherato e scapigliato Cartellopoli. E' neo nato Basta Cartelloni, blog ufficiale del Comitato Promotore per la Delibera di Iniziativa Popolare. Giustamente nel blog si marca la distanza tra il Comitato Promotore e Cartellopoli, due realtà che marciano distinte, con modalità diverse, con linguaggi opposti (noi ci occupiamo di far sfogare la tanta rabbia giustamente accumulata dalla popolazione romana, umiliata da un sacco ineguagliabile), ma che hanno comunque un unico scopo.

Eccovi il sito, piazzatelo ben in evidenza nei vostri bookmark.

La tempistica auspicabile per risolvere il problema

Per essere una città normale, almeno nel 2015. Se si vuole si può. Ci vuole un po' di fortuna, tanta forza di volontà e una acceleratina da parte della magistratura che sappiamo che ci legge ed alla quale diciamo: stai andando troppo lentamente. Troppo lentamente!




PIANO REGOLATORE DEGLI IMPIANTI (2010)
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V
DISCUSSIONE DELLA DELIBERA POPOLARE (2011)
CAMBIAMENTO DEL REGOLAMENTO COMUNALE
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V
DIMISSIONI DELL'ASSESSORE AL COMMERCIO (2011)
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V
COMMISSARIAMENTO DEL COMPARTO AFFISSIONI (2011)
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V
ANNUNCIO SCADENZA DI TUTTE LE AUTORIZZAZ. (2011)
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V
BANDO INTERNAZIONALE (2013)
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V
ASSEGNAZIONE DEL SETTORE AD UNA DITTA (2014)
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V
RIMOZIONE DI TUTTI I CARTELLONI (2014)
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V
INSTALLAZIONE DEI CARTELLONI AUTORIZZATI
DELLA DITTA VINCITRICE (2014-2015)

mercoledì 20 ottobre 2010

Tempo scaduto. Ora basta!

Le domande retoriche di Andrea Catarci: Cartelloni Pubblicitari:con il Piano Regolatore la Giunta Alemanno prepara un nuovo banchetto?


Nel disastro che si sta palesando (presentazione di un Piano Regolatore senza -nonostante le promesse- consultazione con i comitati ma con ampia consultazione coi cartellonari e contestuale annullamento della manifestazione popolare anti-cartelloni) dobbiamo fare per l'ennesima volta i nostri complimenti al Presidente del XI Muincipio. Andrea Catarci si sta dimostrando l'unico uomo politico della città realmente preparato sull'argomento, lucido, intenzionato a risolvere la questione, focalizzato su quei punti nodali (bando internazionale, decadimento delle concessioni) che se applicati possono davvero cambiare faccia alla città. Una lungimiranza che è tecnica, che è rispetto per la città, che è odio per la criminalità, ma che è anche a nostro avviso squisitamente politica. Direzionata alla ricerca di un consenso pulito, che inercetti il voto della gente per bene che è ancora tanta anche se azzittita, umiliata, rassegnata. Ma ve lo immaginate domani un Catarci che si presenta alle elezioni per il rinnovo dell'Assemblea Capitolina? Vi figurate la caterba di voti? E a fronte di questo vi immaginate il prossimo sindaco -visto lo scempio attuale presumibilmente della stessa parte politica di Catarci- di fatto obbligato da un plebiscito popolare a nominarlo Assessore al Commercio? Non è fantapolitica, signori. E' lo scenario che tutti insieme (oddio, quasi tutti...) stiamo costruendo. Non è peraltro, come qualcuno in malafede potrebbe ipotizzare, un uomo politico che strumentalizza il corposissimo (aho, 10mila firme per la Delibera son voti eh, e tanti!) movimento contro la camorra cartellonara, è piuttosto il contrario: siamo noi a strumentalizzare i politici, a farci lobby, a farci gruppo i pressione che sollecita alla qualità amministrativa. Ed a fargli fare quello che vogliamo noi. Non è questione di parte, perché chi scrive da tutte le parti è schierato fuorché da quella del Presidente Catarci, ma questi schemi sono completamente saltati. Dovunque. Si vota chi garantisce governo di qualità. E, nella nostra fattispecie, si vota, alle prossime elezioni, chi dichiara di voler liberare la città da questo scandalo di livello internazionale. L'argomento, e questa è una novità assoluta, è ormai posto stabilmente nell'agenda politica e alle prossime elezioni ci dovrà essere chi si schiera con i cartelloni e chi si schiera invece con Roma. Oppure, e qui i cartellonari stringono il culetto, due schieramenti che entrambi si schierano con Roma.
E adesso leggetevi il comunicato stampa di qualche minuto fa diramato dal Presidente.
-Cartellopoli




“La Giunta Alemanno guarda alla questione dei cartelloni pubblicitari unicamente nell’ottica degli interessi delle realtà economiche del settore. Così, dopo aver consentito l’attuale scempio con la Delibera 37/2009, continua ad essere quotidianamente inadempiente sulle sue stesse regole e prepara un nuovo, prelibato banchetto che chiama Piano Regolatore degli impianti dichiara il Presidente del Municipio Roma XI, Andrea Catarci.

“Alla denuncia della mancata costituzione dei nuclei decentrati per la rimozione degli impianti illegali (articoli 31 e 32 della Delibera 37) – continua il Presidente Catarci –, il PDL capitolino ha accuratamente evitato di rispondere nel merito, limitandosi alla polemica generica. Faranno lo stesso anche questa volta o proveranno a spiegare perché non si applicano neanche le sanzioni indicate nella famigerata Delibera 37? All’art. 31 (comma 14) si legge che la prima violazione comporta per le società concessionarie la decadenza del 5% delle autorizzazioni, la seconda del 20, la terza del 50 e l'ulteriore violazione l’annullamento delle restanti. Se c’è, fuori l'elenco delle ditte a cui, dopo le rimozioni, sono state revocate le autorizzazioni! Se invece tale lista non c’è, in cosa si sta concretizzando quella tanto sbandierata inflessibilità vanto di Sindaco e PDL capitolino? Se non c’è, non sono state fatte rimozioni vere e si è solo giocato con telecamere e giornali al seguito o non si sono applicate le sanzioni previste?

A giorni, poi, è stata annunciata la presentazione del Piano Regolatore, senza prima discutere in Consiglio comunale quella Delibera di iniziativa popolare con cui 10.000 cittadini hanno chiesto la rivisitazione dell’attuale regolamentazione. Con la scelta di confermare le attuali norme, c’è il rischio concreto che persino il tanto vagheggiato Piano, necessità improcrastinabile, si trasformi essenzialmente in un’ulteriore occasione di profitto per gli operatori economici del settore. E se così sarà, povera Roma!”

“Istituzioni locali, associazioni, comitati e cittadini ne discuteranno nell’incontro pubblico in programma presso il Municipio Roma XI il prossimo 27 ottobre (dalle ore 17) – conclude il Presidente Catarci –, a cui è stato invitato anche il Sindaco Alemanno”.

Cartelloni magici. Sospesi nel nulla...


E dopo i dischi volanti finalmente abbiamo i cartelloni volanti. Con lo scopo di mantenere lo status quo, alcune ditte stanno utilizzando nuove creative soluzioni per esporre i loro impianti anche quando questo non sarebbe possibile. Nella foto il famigerato cartellone col nome della via è stato integrato all'interno di un ponteggio. E' legale ciò? Non rientra all'interno nella nuova normativa comunale sulla pubblicità esposta su ponteggi? Quali standard di sicurezza sono stati rispettati? Non potrebbe questo tipo di cartelloni volanti dare inizio a un nuovo incontrollato tipo di abusi? Il comando dei vigili urbani che è sulla stessa via dove il cartellone si trova ha verificato la conformità di tale installazione?

Malaroma

p.s. notare l'eleganza della pubblicità affissa.


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In realtà, una volta autorizzati dei cartelloni tipo questi, è normale che i titolari vogliano essere visibili anche se davanti a loro si apre un cantiere? Insomma, fino ad un certo punto. E' come dire che, una volta pagato il bollo auto, io non transigo che, quando sono sulla mia auto, vi siano delle strade in cui non posso passare causa-cantiere e richieda di aprirmi dei varchi dentro ai lavori in corso per crearmi le mie scorciatoie. Una roba che non sta ne in cielo ne interra. Ma il problema è ancora a monte: questi cartelletti con il nome della via non sarebbero dovuti proprio esistere. Si tratta di un design da quarto mondo, non esistono in alcuna altra città civile al mondo e sono di una bruttezza sconvolgente e di una pervasività ignobile installati come sono in tutta tutta tutta la città storica. Qualcuno avrà le palle di toglierli nel prossimo Piano Regolatore? Oppure il centro storico di Roma dovrà avere certificato il suo stupro? The question is: esiste robaccia di questo tipo a Londra, a New York, a Parigi? La risposta è: no! E allora perché da noi sì? Perché?
-Cartellopoli

Ha vinto Bordoni. La manifestazione anti-cartelloni non c'è più

Nonostante la presentazione del Piano Regolatore il giorno prima della manifestazione si configuri come una ennesima provocazione, una cattiveria, una astuzia politica di serie c, una prepotenza; nonostante anche un ipotetica e utopistica presentazione di un piano regolatore perfetto, la manifestazione sarebbe valida lo stesso; nonostante l'organizzazione sia molto avanti nel suo sviluppo con centinaia di persone già mobilitate; nonostante già i giornali -come abbiamo visto ieri su Il Messaggero- ne avevano diffusamente parlato, la Manifestazione anti-cartelloni indetta per Sabato 23 a Piazza Mazzini è stata sospesa come apprendiamo dal sito dei Residenti di Campo Marzio, parte del Comitato Promotore della Delibera di Iniziativa Popolare anti-cartelloni che della manifestazione era organizzatore.

Una scelta che, ancora una volta, ci lascia esterrefatti. Venerdì mattina, in assesorato, con ogni probabilità ci si ritroverà con in mano un documento irricevibile e con tutto l'impianto della protesta disinnescato. Il Comitato Promotore (dopo essersi divertito per mesi ad impallinare la proposta di bando internazionale, l'unica valida tanto e vero che è quella utilizzata in tutte le città del mondo che hanno sistemato il settore affissioni e ovviamente presa a modello dai Municipi che hanno organizzato l'incontro pubblico del 27 ottobre prossimo) fa abortire la voglia genuina di urlare in piazza tutta la rabbia contro il Sacco di Roma. La reazione contro i mostri che attualmente umiliano Viale e Piazza Mazzini non vale più solo perché l'assessore al Commercio ha convocato una riunione? Perché la presentazione del Piano Regolatore (che non regolerà alcunché) dovrebbe essere incompatibile con una manifestazione che è stato anche laborioso farsi autorizzare?

Il Comitato Promotore parla a nome di 10mila persone che hanno firmato le sue istanze, siamo certi che queste 10mila persone condividano questi continui non-sense strategici? Naturalmente ci auguriamo di sbagliarci di grosso e che le scelte strategiche del Comitato Promotore portino alla soluzione del problema ed allo sbugiardamento di una amministrazione connivente e collusa.