lunedì 25 aprile 2011

Facciamo del PRIP un vero PRIP

Di seguito il testo del maxi-emendamento che il consigliere Alessandro Colorio ha ripreso integralmente da una sintesi delle osservazioni del Dott. Arch. Rodolfo Bosi e che ha fatto approvare dalla maggioranza di centro-destra del Consiglio del II Municipio come espressione del “parere” sul PRIP, con l’astensione dell’UDC e l’assenza voluta dei consiglieri di opposizione del PD Alessandro Ricci e de La Destra di Storace Massimo Inches, usciti dall’aula al momento del voto.

Si invitano tutti i lettori ad aprire un dibattitto sul testo proposto da Rodolfo Bosi per far diventare il PRIP un vero Piano che metta ordine definitivamente all’intero settore della pubblicità.

ALLEGATO A)

Si propone che il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, senza derogare dalla lettera a) del 1° comma del’art. 20 del vigente Regolamento, faccia espresso riferimento alle stesse 5 “aree omogenee” individuate dal nuovo P.R.G., destinando:
a zona A il territorio non urbanizzato e le stesse categorie di aree individuate dal PRIP;
a sottozona B1 la “città storica” riconosciuta dall’UNESCO patrimonio dell’umanità con possibilità di istallazione esclusivamente di cartelli SPQR riservati al 100% alla pubblicità istituzionale, comunque non commerciale;
a sottozona B1 tutte le rimanenti parti non soggette a vincolo della intera “Città storica”, compreso quindi anche l’intero II Municipio, con possibilità di istallazione, oltre che di cartelli comunali, anche di paline SPQR e di paline con orologio;
a sottozona B2 l’intera “Città consolidata” e l’intera “Città da ristrutturare”;
a sottozona B3 la “città della trasformazione”, riservata alle zone di espansione della città ancora da realizzare.

Si propone di ricalcolare il dimensionamento di ogni ambito territoriale applicando da un lato indistintamente per tutti uno stesso limite complessivo all’esposizione pubblicitaria, da un lato comunque non superiore a 60 mq. per ogni mille abitanti e dall’altro lato comunque non superiore a 15 mq. per ogni mille abitanti, quest’ultimo da non assegnare per il I Municipio in quanto costituito solo da impianti comunali.

Si propone di rendere immediatamente vigente il PRIP attraverso l’entrata in vigore si “misure di salvaguardia”, trasformando il titolo “Schema Normativo” in “Norme Tecniche di Attuazione” (N.T.A.) ed in precisi articoli tutti i paragrafi, raggruppati in “Titoli”, corretti ed integrati secondo quanto di seguito proposto.

1 – Disposizioni generali

Si propone di farlo diventare il “Titolo I” (con lo stesso oggetto) delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PRIP.

1.1 - Riferimenti legislativi, regolamentari, deliberativi e documentali

Si propone di farlo diventare l’art. 1 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

1.2 – Ambito di applicazione

Si propone di farlo diventare l’art. 2 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di sostituire il testo che va dalle parole “Non sono disciplinati dal presente piano”, fino alla fine dell’articolo con le parole:
“La disciplina del Piano Regolatore dei Mezzi e degli Impianti Pubblicitari è definita dall’insieme delle prescrizioni di testo e grafiche contenute negli elaborati prescrittivi. Nell’eventuale contrasto tra prescrizioni di testo e grafiche, prevalgono le prescrizioni di testo: se il contrasto è tra prescrizioni grafiche a scala diversa, prevale la più dettagliata.
Sono elaborati prescrittivi:
le presenti Norme Tecniche di Attuazione;
le tavole relative alla Zonizzazione e tipi stradali;
le tavole relative agli Ambiti territoriali e aree di progettazione unitaria.
Costituisce elaborato descrittivo, con valore di esplicitazione e chiarimento delle scelte del PRIP, la Relazione illustrativa.
Costituiscono elaborati gestionali, con valore di conoscenza e di indirizzo, eventualmente da aggiornare periodicamente dall’Amministrazione Comunale:
le tavole A1 relative alla Sintesi del piano territoriale paesistico regionale – Sistemi ed ambiti del paesaggio;
le tavole A2 relative alla Sintesi del piano territoriale paesistico regionale – Beni paesaggistici;
le tavole A3 relative alla Sintesi del piano regolatore generale;
le tavole A4 relative alla Sintesi del piano generale del traffico urbano – Classificazione della rete stradale e ZTL. 


1.3 – Elaborati costitutivi

Si propone di farlo diventare l’art. 3 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di sostituire la lettera c) con il seguente testo:
“le presenti Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) di cui sono parte integrante le allegate schede tecniche delle tipologie di impianto.”

1.4 – Criteri generali del piano

Si propone di farlo diventare l’art. 4 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

1.5 – Definizioni

Si propone di farlo diventare l’art. 5 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

1.6 – Tutela dei beni culturali e paesaggistici

Si propone di farlo diventare l’art. 6 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di sostituire la quarta e la quinta riga dell’articolo dopo le parole “è subordinata al” con le seguenti parole:
“rilascio preventivo ed obbligatorio della autorizzazione da parte delle Soprintendenze competenti per territorio in conformità di quanto disciplinato dall’art. 49 per i beni culturali, nonché della autorizzazione paesaggistica da parte del Dipartimento Tutela Ambiente e del Verde-Promozione dello Sport del Comune di Roma, previo parere vincolante delle Soprintendenze competenti per territorio, in conformità di quanto disciplinato dagli artt. 153 e 146 per i beni paesaggistici.”

1.7 – Edifici di carattere storico-architettonico

Si propone di farlo diventare l’art. 7 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP con il seguente titolo:
“Edifici di carattere archeologico e storico-architettonico”.
Si propone di sostituire l’intero testo dell’articolo con le parole:
“Sugli edifici soggetti a vincoli di carattere archeologico e storico-architettonico, individuati dai rispettivi decreti ministeriali di imposizione del vincolo e nel vigente P.R.G. del Comune di Roma, nonché nelle relative fasce di rispetto o pertinenze, è vietata l’istallazione di impianti pubblicitari pubblici o privati e degli impianti per pubbliche affissioni.”

1.8 – Aree a verde pubblico

Si propone di farlo diventare l’art. 8 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

1.9 – Lungotevere

Si propone di farlo diventare l’art. 9 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di sostituire le parole alla prima riga“lato Tevere” con le parole:
“entro il vincolo della fascia di rispetto dei 150 metri di entrambe le sponde, così come individuato dal PTPR.”

2 – Classificazione della rete stradale

Si propone di farlo diventare il “Titolo II” (con lo stesso oggetto) delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PRIP.


2.1 – Tipi stradali

Si propone di farlo diventare l’art. 10 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

2.2 – Disposizioni generali relative alle strade

Si propone di farlo diventare l’art. 11 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

2.3 – Tipi stradali e indici di affollamento

Si propone di farlo diventare l’art. 12 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

3 – Articolazione del territorio capitolino in zone e sottozone

Si propone di farlo diventare il “Titolo III” (con lo stesso oggetto) delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PRIP.

3.1 – Individuazione delle zone e sottozone

Si propone di farlo diventare l’art. 13 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di sostituire il testo che va dalle parole “- sottozona B1” alla fine dell’articolo cone le parole:
“- sottozona B1, che comprende la città storica così come individuata nel vigente PRG del Comune di Roma;
- sottozona B2, che comprende la città consolidata e la città da ristrutturare così come individuate nel vigente PRG del Comune di Roma;
- sottozona B3, che comprende la città della trasformazione così come individuata nel vigente PRG del Comune di Roma.”
 

3.2 – Zona A

Si propone di farlo diventare l’art. 14 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

3.3 – Sottozona B1

Si propone di farlo diventare l’art. 15 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di sostituire il testo che va dalle parole “Nella sottozona B1” fino alla fine dell’articolo con il testo:
“Lungo le strade, le piazze ed i larghi contigui non classificati nei tipi stradali indicati nel punto 2.1, l’istallazione è consentita nel rispetto degli stessi limiti complessivi all’esposizione pubblicitaria stabiliti ai fini del dimensionamento del PRIP.
Nella sottozona B1 relativa al centro storico individuato dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità è consentita esclusivamente l’istallazione della seguente tipologia di impianto di cui al Titolo VI:
1.B - Cartello per PPAA – formati 100x140, 140x200, 300x140 destinati esclusivamente a comunicazioni di tipo istituzionale.
Nella sottozona B1 relativa alla città storica, così come individuata dal vigente PRG, ad accezione del centro storico inserito nel patrimonio dell’umanità, è consentita esclusivamente l’istallazione delle seguenti tipologie di impianti di cui al Titolo VI:
1.B - Cartello per PPAA – formati 100x140, 140x200, 300x140 destinati esclusivamente a comunicazioni di tipo istituzionale;
1.C – Palina SPQR – formato 100x100;
2.B – Palina con orologio – formato 100x70.
Non è comunque consentita in tutta la città storica l’istallazione di impianti su parete cieca o di impianti su tetti e terrazzi.”

3.4 – Sottozona B2

Si propone di farlo diventare l’art. 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di aggiungere alla fine dell’articolo il seguente testo:
“Lungo le strade, le piazze ed i larghi contigui non classificati nei tipi stradali indicati nel punto 2.1, l’istallazione è consentita nel rispetto degli stessi limiti complessivi all’esposizione pubblicitaria stabiliti ai fini del dimensionamento del PRIP.”

3.5 – Sottozona B3

Si propone di farlo diventare l’art. 17 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di aggiungere alla fine dell’articolo il seguente testo:
“Lungo le strade, le piazze ed i larghi contigui non classificati nei tipi stradali indicati nel punto 2.1, l’istallazione è consentita nel rispetto degli stessi limiti complessivi all’esposizione pubblicitaria stabiliti ai fini del dimensionamento del PRIP.”

3.6 – Delimitazione dei centri abitati

Si propone di farlo diventare l’art. 18 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di sostituire tutto l’articolo con il seguente testo:
“Nelle sottozone B3 relative alla città della trasformazione, comunque esterne alla vigente delimitazione dei centri abitati ed alle strade di servizio di cui all’art. 4 del D.Lgs. 285/1992, l’istallazione degli impianti pubblicitari è subordinata alla attuazione delle destinazioni del vigente PRG con la conseguente urbanizzazione di tali aree e la successiva approvazione dei rispettivi Piani di Localizzazione di cui al successivo art. 28 e seguenti del Titolo V.”

4 – Individuazione degli ambiti territoriali

Si propone di farlo diventare il “Titolo IV” (con lo stesso oggetto) delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PRIP.

4.1 – Individuazione degli ambiti territoriali

Si propone di farlo diventare l’art. 19 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

4.2 – Dimensionamento delle superfici espositive negli ambiti territoriali

Si propone di farlo diventare l’art. 20 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di aggiungere alla fine dell’articolo il seguente testo:
“Il dimensionamento della superficie espositiva massima individuata per ogni ambito territoriale va inteso come tetto indicativo comunque non superabile dai Piani di Localizzazione, che dovranno essere redatti ed approvati applicando per tutte le strade non classificate dal PRIP un limite complessivo all’esposizione pubblicitaria comunque non superiore a 50 mq. per ogni mille abitanti con riguardo agli impianti da attribuire ai privati, agli impianti per PPAA ed agli impianti pubblicitari di servizio, e non superiore comunque a 15 mq. per ogni mille abitanti con riguardo agli impianti su beni di proprietà privata o pubblica non comunale ed agli impianti da collocare nei mercati rionali.”

4.3 – Disciplina degli impianti da attribuire ai privati

Si propone di farlo diventare l’art. 21 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

4.4 – Disciplina degli impianti per pubbliche affissioni

Si propone di farlo diventare l’art. 22 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

4.5 – Disciplina degli impianti pubblicitari di servizio

Si propone di farlo diventare l’art. 23 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di aggiungere alla fine della terza riga dopo le parole “successivo paragrafo 6” le seguenti parole:
“, classificate al punto 2 come “impianti pubblicitari di servizio” ai sensi del comma 7 dell’art. 47 del D.P.R. n. 495/1992.”
Si propone di aggiungere alla fine del’articolo dopo le parole “materia di opere pubbliche.” le seguenti parole:
“La disciplina relativa alla istallazione di tali impianti è dettata dai rispettivi Piani di Localizzazione.”

4.6 – Disciplina degli impianti su beni di proprietà privata o pubblica non capitolina

Si propone di farlo diventare l’art. 24 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di aggiungere alla fine del’articolo dopo le parole “competenti per territorio” le seguenti parole:
“, nel rispettivo Piano di Localizzazione.”

4.7 – Disciplina degli impianti sulle edicole dei giornalai e sui banchi del commercio

 
Si propone di farlo diventare l’art. 25 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

4.8 – Aree di servizio e piazzali di parcheggio

Si propone di farlo diventare l’art. 26 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

4.9 – Disciplina degli impianti nei mercati rionali

Si propone di farlo diventare l’art. 27 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di aggiungere alla fine dell’ottava riga dopo le parole “all’istallazione degli impianti” le seguenti parole:
“, nel rispettivo Piano di Localizzazione.”

5 – Attuazione del piano e disciplina dei piani di localizzazione

Si propone di farlo diventare il “Titolo V” (con lo stesso oggetto) delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PRIP.

5.1 – Modalità di attuazione del piano

Si propone di farlo diventare l’art. 28 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

5.2 – Individuazione delle aree da sottoporre a piano di localizzazione

Si propone di farlo diventare l’art. 29 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

5.3 – Finalità e contenuti dei piani di localizzazione

Si propone di farlo diventare l’art. 30 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di aggiungere alla lettera d), alla prima riga tra le parole “Definire” e le parole “la collocazione” la seguente espressione:
“nel rispetto dei limiti complessivi all’esposizione pubblicitaria di cui al precedente art. 20.”
Si propone di abrogare le ultime quattro righe dell’articolo dalle parole “Nell’ambito dei” alla fine dell’articolo.

5.4 – Finalità e contenuti dei piani di localizzazione

Si propone di farlo diventare l’art. 31 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di abrogare la lettera c) dell’articolo

5.5 – Approvazione dei piani di localizzazione

Si propone di farlo diventare l’art. 32 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di sostituire il testo del secondo periodo del primo capoverso, alla quinta riga dalle parole “Nel caso di proposte” alle parole “ricezione della stessa.” con le parole:
“Prima della adozione, per tutte le aree soggette a vincolo paesaggistico per le quali occorre uno Studio di Inserimento Paesistico (SIP) occorre acquisire la preventiva ed obbligatoria autorizzazione paesaggistica, previo parere vincolante delle Soprintendenze competenti per territorio.”

5.6 – Efficacia dei piani di localizzazione

Si propone di farlo diventare l’art. 33 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

5.7 – Aree a progettazione unitaria

Si propone di farlo diventare l’art. 34 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.
Si propone di aggiungere alla fine del’articolo dopo le parole “arredo urbano” l’ulteriore capoverso:
“L’indice massimo di affollamento non può essere superiore al 50% dell’indice massimo di affollamento prescritto per la progettazione regolamentata nella medesima area omogenea.”

6 – Tipologie degli impianti

Si propone di farlo diventare il “Titolo VI” (con lo stesso oggetto) delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del PRIP.

6.1 – Disposizioni generali

Si propone di farlo diventare l’art. 35 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

6.2 – Tipologie di impianto ammesse

Si propone di farlo diventare l’art. 36 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRIP.

Si propone di aggiungere dopo la fine dell’articolo 36 (ex 6.2) il seguente testo:
 

TITOLO VII
Misure di salvaguardia del PRIP


Art. 37
Entrata in vigore delle misure di salvaguardia

Dalla data di pubblicazione del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari entrano in vigore le misure di salvaguardia dettate negli articoli seguenti del presente Titolo.

Art. 38
Rapporto con lo stato dell’impiantistica esistente

“Debbono essere rimossi a cura e spese delle ditte titolari tutti gli impianti pubblicitari di proprietà privata che fanno parte della cosiddetta “procedura di riordino” e che non siano più assistiti da titolo autorizzativo perché per essi non è stata rinnovata per altri cinque anni la concessione di cui era stata prorogata la scadenza del primo quinquennio fino al 31 dicembre 2009 con delibera della Giunta Comunale n. 426/2004.
Gli impianti già installati che fanno parte della “procedura di riordino” e che sono assistiti da titolo autorizzativo rinnovato, così come gli impianti già installati perché successivamente autorizzati in forza del Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, le cui collocazioni sul territorio risultino compatibili con la zonizzazione ed i tipi stradali del presente Piano, possono rimanere installati fino alla approvazione dei rispettivi Piani di Localizzazione ed all’esito dei conseguenti bandi di gara, di cui al successivo titolo VIII.
Tutti gli impianti pubblicitari installati a qualunque titolo sul territorio comunale che risultino collocati in zona A, dove il presente Piano stabilisce il divieto di affissione, debbono essere comunque rimossi a cura e spese delle ditte che ne sono titolari entro e non oltre 120 giorni dalla data di pubblicazione del Piano Regolatore degli Impianti e dei Mezzi Pubblicitari.
In caso di inerzia, il Servizio Affissioni e Pubblicità deve comminare la sanzione amministrativa prevista per gli impianti abusivi e provvedere alla rimozione forzata con la somma ricavata, ferme restando tutte le spese occorse a carico del trasgressore.
Gli impianti già installati in zona A che fanno parte della “procedura di riordino” e che sono assistiti da titolo autorizzativo rinnovato possono essere ricollocati o accorpati in aree compatibili con il presente Piano, dove rimangono fino all’esito del bando di gara di cui al successivo art. 40.
Fino alla approvazione del rispettivo Piano di Localizzazione, che dovrà stabilire il numero, la posizione esatta e le dimensioni di ogni impianto pubblicitario da installare sul territorio, è vietato il rilascio di ogni nuova autorizzazione per impianti ricadenti nel territorio del medesimo Piano di Localizzazione.

TITOLO VIII
Modalità di gestione degli impianti pubblicitari

Art. 39
Procedure per il rilascio delle autorizzazioni per l’esposizione pubblicitaria e per la locazione degli impianti pubblicitari

“A seguito della approvazione dei Piani di Localizzazione, che dovrà stabilire il numero, la posizione esatta e le dimensioni anche di ogni impianto di proprietà comunale da installare sul territorio, il Comune provvede al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti di sua proprietà (SPQR) stabiliti dal Piano di Localizzazione approvato, previa gara pubblica per ognuno dei lotti territoriali in cui verrà suddivisa la città.
La ditta singola o associata che si aggiudica ogni gara ha diritto ad una locazione degli impianti comunali che ha durata pari a cinque anni rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni, senza obbligo di disdetta da parte del Comune o di altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio.
Al termine del decennio il Comune provvede ad indire nuovi bandi di gara e ad concedere la locazione per altri dieci anni alla ditta singola o associata che si sarà aggiudicata ogni specifico bando di gara.”

Art. 40
Procedure per l’autorizzazione all’esposizione pubblicitaria con mezzi e su beni privati ovvero non di proprietà comunale

A seguito della approvazione dei Piani di Localizzazione, che dovrà stabilire il numero, la posizione esatta e le dimensioni anche di ogni impianto di proprietà privata da installare su suolo sia pubblico che privato, il Comune provvede al rilascio delle autorizzazioni per gli impianti stabiliti dal Piano di Localizzazione approvato, previa gara pubblica per ognuno dei lotti territoriali in cui verrà suddivisa la città.
Come condizione ineludibile del primo bando di gara va posta la automatica decadenza delle autorizzazioni di tutti gli impianti esistenti, che risultino ancora installati sul territorio, di proprietà delle ditte che non avranno vinto il bando di gara, con la perdita immediata del conseguente “diritto acquisito” e l’obbligo di rimozione di tali impianti a loro cura e spese.
In caso di inerzia, il Comune provvede alla rimozione forzata con la collaborazione della ditta che ha vinto il bando.
La ditta singola o associata che si aggiudica ogni specifica gara ha diritto ad installare esclusivamente il numero fisso degli impianti che sono stati individuati nel Piano di Localizzazione e che vengono autorizzati per una durata pari a cinque anni, rinnovabili per una sola volta per altri cinque anni, senza obbligo di disdetta da parte del Comune o di altra formalità alla scadenza del secondo quinquennio, trascorsi i quali il Comune provvede ad indire un nuovo bando per la gestione dello stesso identico numero di impianti.
Gli impianti già regolarmente installati che dovessero essere successivamente smantellati per cause di pubblica utilità non hanno comunque diritto ad essere ricollocati né accorpati.>>

Art. 41
Misure di contrasto all’abusivismo

“La ditta vincitrice di un bando ricorre l’obbligo di collaborare con il Comune per la rimozione che si rendesse forzata in caso di inottemperanza da parte delle ditte pubblicitarie che non hanno vinto il bando a smantellare i propri impianti.
Alla ditta vincitrice di un bando può essere demandato anche il compito di curare la repressione di tutte le forme ulteriori di abusivismo commerciale che si venissero e verificare nell’arco del decennio della gestione a lei affidata.”

10 commenti:

  1. Ottimo, adesso bisogna tradurlo per i camorristi perchè quelli se non legono dove si magna non capiscono.

    RispondiElimina
  2. Particolarmente apprezzato l'art.38, anche se- a mio giudizio- ancora troppo tenero con alcune porcate esistenti.
    Mc Daemon

    RispondiElimina
  3. GUARDATE CHE BELLA SCOPERTA HANNO FATTO OGGI SU WWW.BASTACARTELLONI.BLOGSPOT.IT...ED E' SOLO UNA DELLE TANTE PORCHERIE CUI RICORRONO I CARTELLONARI (e i loro sodali). CE NE SONO MOLTE ALTRE (es. Cimase in bianco, come documentato qualche post fa). OCCORREREBBE FARE UN BEL DOSSIER DI TUTTE QUESTE PORCHERIE SCOPERTE ED INVIARLO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA, AGLI ORGANI INQUIRENTI E ALLA STAMPA...chissà che qualcuno si svegli...

    RispondiElimina
  4. PARDON LA CORRETTA URL E': WWW.BASTACARTELLONI.BLOGSPOT.COM

    RispondiElimina
  5. A Mc Daemon delle ore 14,45 del 25.4.2011 chiedo di chiarire quali siano le porcate esistenti verso cui sarei stato ancora troppo tenero.
    Faccio presente che quanto da me previsto all'art. 38 costituisce una procedura che il Comune di Roma é tenuto a rispettare fin da ora, anche senza bisogno della approvazione del PRIP con queste modifiche ed integrazioni.
    La rimozione é infatti obbligatioria in tutte le zone vincolate in cui vige il divieto di affissione prescritto da norme sovraordinate al Comune stesso.
    Parimenti obbligatoria é ormai la rimozione di tutti quegli impianti inseriti nella cosiddetta procedura del riordino, di cui era stata portata al 31.12.2009 la scadenza del 1° quinquennio della "concessione", che non é stata però poi rinnovata per altri 5 anni.
    Secondo la "Indagine sul settore affissioni e pubblicità", presentata lo scorso 27 gennaio dalla Agenzia di Roma, rispetto ad un totale di circa 30-35.000 impianti sarebbe stata rinnovata la "concessione" fino al 31.12.2014 solo per 3.189 impianti: significa che tutti i rimanenti impianti sono diventati di fatto "abusivi" in quanto sprovvisti di "concessione"/autorizzazione e vanno quindi smantellati dalle rispettive ditte che ne sono proprietarie.
    Senza bisogno di nessun piano Marshall né di chissà quali risorse economiche pubbliche, a cura e spese delle ditte dovrebbe essere ripulita gran parte della città di Roma senza dover aspettare necessariamente l'approvazione del PRIP.
    A tutt'oggi sono l'unico ad aver chiesto a nome di VAS fin dallo scorso mese di settembre conferma di questo stato di fatto, senza averne avuto una risposta ufficiale dirtetta, ma solo quella indiretta fornita dalla suddetta "Indagine": stupisce pertanto fortemente che di una autentica "rivoluzione" di questo tipo non abbiano ancora capito l'importanza tutti gli altri che si battono contro cartellopoli, a partire dal Comitato Promotore della delibera di iniziativa popolare che avendo un rapporto di diretta "collaborazione" con Paciello e Bordoni potrebbe se non altro chiedere conferma ufficiale di quanto il sottoscritto ha scoperto ben 7 mesi fa.

    RispondiElimina
  6. Egr. Arch Bosi mi complimento per la "rivoluzione" in fieri da Lei scoperta. Effettivamente (ed anche io me lo ero fatto scappare)il primo capoverso dell'art. 38 apre la strada ad un' efficace azione di rimozione a spesa dei cartellonari. Ha ragione. Quello che mi preoccupa un pò ' il secondo capoverso dell'art.38; ho l'impressione che si lascino maglie un pò larghe a certe cattive abitudini laddove si prevede "Gli impianti già installati che fanno parte della “procedura di riordino” e che sono assistiti da titolo autorizzativo rinnovato, così come gli impianti già installati perché successivamente autorizzati in forza del Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 37/2009, le cui collocazioni sul territorio risultino compatibili con la zonizzazione ed i tipi stradali del presente Piano, possono rimanere installati fino alla approvazione dei rispettivi Piani di Localizzazione ed all’esito dei conseguenti bandi di gara, di cui al successivo titolo VIII.
    Per il resto Le chiederei di rendere pubblica tramite questo sito (e, direi, scrivendo anche al Comitato Promotore)l'"Indagine sul settore affissioni e pubblicità", presentata lo scorso 27 gennaio dalla Agenzia di Roma. Credo che molti ne siano all'oscuro (di che Agenzia si tratta ?). PER COME DA LEI SPIEGATO QUESTO SEMBRA EFFETTIVAMENTE UNO STRUMENTO DIROMPENTE IN QUESTA GUERRA PER LA CIVILTA'. Mi sembrerebbe quindi opportuno divulgare quanto più possibile questa Sua scoperta.

    Sinceramnete grato per quanto ha fatto e sta facendo.
    Mc Daemon

    RispondiElimina
  7. A Mc Daemon delle ore 16,49 del 26 aprile 2011 faccio presente che le "misure di salvaguardia" del PRIP, se venissero veramente approvate come da me proposte, lascerebbero in piedi in tutta Roma (e solo fino alla approvazione dei Piani di Localizzazione e dei relativi bandi di gara) soltanto 3.189 impianti e poco più o poco meno di 200 impianti "autorizzati" ex novo dal 2009 ad oggi.
    Per quanto riguarda la "Indagine sul settore affissioni e pubblicità", la sua pubblicazione su questo blog dipende esclusivamente da Massimiliano Tonelli, che non deve far altro che richiedermela se caso mai non l'avesse di già.
    L'indagine riconosce ad ogni modo il lavoro svolto nel 2010 tanto dal Comitato Promotoore quanto soprattutto dal sottoscritto, che a nome di VAS ha trasmesso le planimetrie dei vincoli paesaggistici, di cui a campione l'indagine riconosce quello della "Valle del Tevere" dichiarando illeciti gli impianti installati ad esempio in via del Foro Italico e in Lungotevere Maresciallo Diaz.

    RispondiElimina
  8. Grazie Arch. Bosi,
    allora chiedo a Tonelli se sarà possibile pubblicare e -soprattutto-dare pubblicità anche a mezo di www.cartellopoli.net (ma mi sembra che la stessa cosa vada fatta su bastacartelloni.blogspot.com) a tale indagine e soprattutto alle conclusioni cui giunge. Mi sembra uno strumento estremamente importante !!
    Quale è l'"Agenzia di Roma" di cui si parla ?
    Mc Daemon

    RispondiElimina
  9. La "Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma" è stata istituita dal Consiglio Comunale di Roma con Deliberazione n. 39 del 14 marzo 2002 così come modificata ed integrata dalla Deliberazione n. 212 del 22 ottobre 2007. Scopo principale dell'Agenzia è quello di contribuire a migliorare l'efficienza e la qualità dei Servizi Pubblici Locali.

    RispondiElimina
  10. Ah Grazie. Non avevo capito si trattasse di quell'Agenzia. Dunque, quale fonte migliore a questo scopo ?!

    Mc Daemon

    RispondiElimina